Sinistra: Perché Tanti Italiani Non Ti Amano?
31 luglio, 2008 di Fully
Archiviato in Il Bello della Politica, La diversa Opinione
Tempo fa, su queste pagine, il Comandante Nebbia rivolgeva un appello all’elettorato di Centro-Destra perché fornisse le motivazioni del voto allo schieramento capeggiato da Berlusconi. La domanda era interessante, ed alcune risposte sono venute. Dal mio punto di vista, le risposte non erano convincenti. Per questo ho voluto condurre personalmente un’analoga mini-inchiesta e devo dire di non aver ottenuto risposte molto più interessanti.
A parte forse una.

Ad un tassinaro romano che mi è capitato di sentire imprecare contro coloro che se la prendevano col suo beniamino Silvio ho chiesto se non ne ritenesse evidente il vezzo di farsi gli affari suoi anche a scapito della collettività e come mai, nonostante questo, l’avesse votato. La sua risposta è stata: “Vede dottò, a ‘sto mondo tutti c’avemo quarche difetto. Berlusconi ce n’ha tanti quanto quell’antri, solo che i suoi se vedono a occhio nudo”.
A me sembra che anche l’elettorato di destra, come spesso quello di sinistra, sembra votare per quello che percepisce come il “meno peggio”, turandosi il naso. La risposta del tassinaro è in questo senso interessante, perché dà il segno della generale sfiducia degli italiani rispetto alla politica e della diffidenza nella casta, tutti fatti arcinoti. Ma non solo: segnala un problema di comunicazione per la sinistra, che – a quanto pare – non riesce a “vendere” il suo prodotto politico, a rendere convincente la sua proposta.
Dunque forse si potrebbe rovesciare la domanda del CN e rivolgerla in questi termini: “Perché tanti italiani preferiscono Berlusconi, nonostante i suoi evidenti limiti, alla Sinistra?”
Una prima risposta – ahimé, ancora oggi poco digerita dai vertici progressisti – viene dal noto saggio di Luca Ricolfi del 2005: “Perché siamo antipatici: la Sinistra e il senso comune”. Ricolfi individua tra le cause di questa “antipatia” l’incapacità della Sinistra italiana di essere davvero “popolare” (oh, quanto è più bello essere elitari!), di parlare chiaro alla gente, di non nascondere dietro a un dito verità a volte imbarazzanti. La tanto sbandierata “superiorità morale” si è infranta, in questi ultimi anni, contro l’evidenza di comportamenti non troppo dissimili da quelli degli avversari. Il recente editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera ne fornisce una ricostruzione storica ed individua nella “doppia morale” (uno stesso atteggiamento è giudicato “buono” o “cattivo” a seconda se chi lo assume sia mio amico o mio avversario) uno dei mali endemici della nostra sinistra recente. Ciò che viene percepito come ipocrisia da molti strati dell’opinione pubblica e la allontana.

Ipocrisia, dicevo. La Sinistra italiana non ha saputo ancora scrollarsi di dosso l’enorme eredità del Comunismo. Quando si è trattato di prenderne le distanze, dopo il crollo del Muro nell’89, ha balbettato, ha mantenuto la stessa classe dirigente di prima, gente che non poteva naturalmente ammettere di aver inseguito per una vita un’idea sconfitta e si è dovuta reinventare da un giorno all’altro liberale ed aperta all’economia di mercato, senza però averli nel DNA.
Una bella fetta della Sinistra, quella estrema, non ha compiuto neanche questo sforzo ed ha continuato - come se nulla fosse accaduto – a richiamarsi a quel comunismo ideale che non c’è, perché laddove ha preso il potere si è tradotto in totalitarismo. Ma questo sarebbe nulla: anche altrove esistono ancora partiti che ancora si richiamano al Comunismo. E’ che in Italia questi partiti sono risultati essenziali per costituire una compagine di governo, con le conseguenze che sappiamo. C’è da chiedersi – col senno di poi – se non sarebbe stato meglio optare per un’altra via, quella del laburismo alla Blair, o della socialdemocrazia alla Schroeder o del socialismo alla Zapatero, senza sconti o maquillage da fare al passato pur glorioso di alcune pagine (penso alle lotte operaie per i diritti), ma senza quel velo di ipocrisia con cui, ancora oggi, si rivendica quel ruolo etico, quella supremazia morale nel disinteresse al quale, dopo i fatti dell’Unipol ad esempio, sono rimasti proprio in pochini a credere ancora.
Una seconda risposta è di tipo “tattico” e può trovarsi nella demonizzazione di Berlusconi come il “Male Assoluto”, il Nemico. E’ noto che il meccanismo di identificazione non può prescindere dall’esistenza di un “nemico”. Così come la Sinistra ha identificato il “nemico” in Berlusconi (e su questo ha coagulato le maggioranze risicate quanto eterogenee dei due governi Prodi), così altrettanto coloro che si sentono storicamente alternativi alla sinistra (tra cui moltissima parte della piccola borghesia ex-democristiana e larghe frange del mondo cattolico) si sono coagulati (potremmo dire “sono stati coagulati”) intorno alla figura del “Mago di Arcore” e in lui hanno cercato – trovandola – quella leadership forte della quale la Sinistra è in storica quanto infruttuosa ricerca ormai da anni. Se così è, non c’è da stupirsi che manifestazioni come quella dell’8 luglio scorso possano aver portano ulteriore acqua al mulino del Cavaliere.
C’è poi un terzo motivo di carattere “sociologico” che si fonda sul modello di società oggi largamente prevalente, ed è legato a cos’è l’Italia di oggi: povera di idee e ricca (quando lo è) solo di soldi, in cui ognuno è portatore dei propri interessi particolari, i politici come i cittadini. Paradossalmente, il raggruppamento di centrodestra rappresenta più questioni sociali che non quello di centrosinistra: la Lega al nord è portatrice di interessi sociali, anche se rappresentati in modo discutibilissimo, così come Berlusconi rappresenta interessi di gruppi sociali forti anche se non tutti raccomandabili. I partiti del centrosinistra, invece, si trovano ad inseguire un riformismo generico, indefinito e privo di energie aggreganti, che strizza l’occhio più al sistema delle grandi banche che alle istanze del popolino.

La nascita “cerebrale” del PD è figlia del tentativo di mediazione tra due culture (quella comunista e quella cattolica) per decenni antitetiche e quindi più facili da abbandonare che da trasformare mediando, così che il PD oggi rincorre affannoso una “modernità” senza avere gli strumenti per interpretarla e quindi per governarla. La cosiddetta “fine delle ideologie” ha costituito un comodo alibi per il mondo dei politici, che si è svuotato gradualmente di ogni ideale e persino di ogni idea ed ha perso interesse, in generale, nel governare i grandi temi: la solidarietà, la pace, i diritti (lavoro, scuola, salute, casa,…) ed i problemi concreti, quelli delle persone, nella loro giusta dimensione: quella sociale.
Oggi la realtà viene sempre raccontata dai mass-media come se riguardasse solo i singoli, come se ogni storia avesse un protagonista che non rappresenta altri che non se stesso. E in questo, è ovvio, quello dei due schieramenti che ha più da perdere è quello di Sinistra.
E infatti perde.
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In Italia i comunisti vanno in giro con maglioni di Cashmire, scarpe Hogan, giubbini Fay, ed aumentano le tasse.
In Italia i fascisti vanno in giro giacca e cravatta, aboliscono l’Ici e detassano gli straordinari.
Scusate ma faccio un pò di confusione.
Nessuna confusione…
non vedo perchè il cachemire debba essere riservato solo ad una parte politica. Bertinotti è un politico di sinistra, non un frate francescano. Sono due concetti abbastanza differenti.
Inoltre siamo in una democrazia rappresentativa. Se fossi comunista mi seccherebbe essere rappresentato da uno vestito da barbone.
Le tasse sono aumentate per i ceti medio-alti e diminuite per i piu’ bassi.
I fascisti (esagerato… gli affaristi amorali, diciamo) aboliscono l’ici anche per le famiglie ricche (non piu’ solo per i poveri) e detassano gli straordinari (a tutto vantaggio delle aziende, mica del lavoratore).
Mi sembra tutto terribilmente in linea.
Le tasse sono aumentate per i ceti medio-alti e diminuite per i piu’ bassi.
Ecco con piacere noto che anche tu come me ne capisci poco di economia.
Dai un’occhiata al video che ho postato più in basso.
E’ un’occasione da non perdere.
P.S. Nessuno chiede a Bertinotti di non indossare cashmire, piuttosto gli viene chiesto che razza di comunista è, il maglione di cashmire è solo una conseguenza di ciò o un effetto collaterale. Fidati.
devi ammettere che, per un comunista, vestire cachemire è alquanto anomalo.
Per essere coerente con te stesso dentro e fuori non devi per forza essere un frate francescano.
non so, ma a me se il berty vestisse da barbone non mi sentirei particolarmente offesa per il suo look. Basta che non parla con l’erremoscia che fa tanto da Briatore, che non frequenti i salotti buoni che fa tanto da Marta Marzotto, ma soprattutto, che si abbassi a parlare con l’operaio magari anche un pò rozzo e neroboruto con il suo stesso linguaggio, o perlomeno con un linguaggio a lui comprensibile. Non so, a volte faccio fatica a comprenderlo io che sono laureata.
continuo a pensare che l’eleganza di bertinotti non abbia nulla a vedere con i devastanti risultati elettorali. Sono solo argomenti pretestuosi, un po’ come tutti gli argomenti che si usano per giudicare irragionevolmente un politico. Chi non vuol votare bertinotti può trovarne mille di motivi, ma l’unico buon motivo che c’era per non votarlo è che bertinotti ha, o meglio aveva, posizioni incompatibili coi ruoli di governo ed una percezione dei problemi economici ancora interamente ancorata ad un passato remoto e irrevocabilmente superato.
Qualcuno è in grado di spiegarmi come mai si continui a parlare del comunismo come di “un passato remoto e irrevocabilmente superato” (forse i padroni non esistono più? Il capitalismo è morto? O invece le cose stanno, al contrario, addirittura peggiorando?) mentre tra la gente si diffonde sempre più una concezione fantasiosa, tollerante e servile di imprese e padroni di tipo adamsmithiano?
Mi spiego meglio: sono sempre di più – specialmente a destra, ovviamente – le persone che, nel 2008, pensano che “I ricchi non fanno altro che scegliere nella grande quantità quel che è più prezioso e gradevole. Consumano poco più dei poveri, e, a dispetto del loro naturale egoismo e della loro naturale rapacità, nonostante non pensino ad altro che alla propria convenienza, nonostante l’unico fine che si propongono dando lavoro a migliaia di persone sia la soddisfazione dei loro vani e insaziabili desideri, essi condividono con i poveri il prodotto di tutte le loro migliorie. Sono condotti da una mano invisibile a fare quasi la stessa distribuzione delle cose necessarie alla vita che sarebbe stata fatta se la terra fosse stata divisa in parti uguali tra tutti i suoi abitanti, e così, senza volerlo, senza saperlo, fanno progredire l’interesse della società, e offrono mezzi alla moltiplicazione della specie.” Questo è per l’appunto Adam Smith, 1759. Beh, Marx nacque nel 1818…
:: “Qualcuno è in grado di spiegarmi come mai si continui a parlare del comunismo come di “un passato remoto e irrevocabilmente superato” (forse i padroni non esistono più? Il capitalismo è morto? O invece le cose stanno, al contrario, addirittura peggiorando?”
La seconda che hai detto.
Le cose stanno peggiorando.
Quello che bertinotti non è stato in grado di capire è che la contrapposizione di classe ha cambiato radicalmente forma, che il padrone, il singolo imprenditore, non è più il vero autentico proprietario del potere che deriva dal capitale, che cioè sono cambiati i ruoli, profondamente. Che la produzione di beni non è più la principale sorgente di reddito e ricchezza, che i mercati globali hanno trasformato tutto e tutto ha un nuovo nome ed una nuova forma.
Ogni tanto riciccia questa domanda, quasi allibita direi, sulla perchè la sinistra non convince; domanda che sembra sottintendere l’aspettativa opposta.
Io, invece, mi meraviglio che qualcuno ancora si chieda perchè la sinistra non (con)vince.
Al massimo la domanda potrebbe essere come mai gli italiani continuano a votare.. ma poi anche questa è una domanda retorica.
Parlo da ex elettore di sinistra (figlio di genitori comunisti che ci credono ancora un po’ e votano Diliberto).
Se esistesse una sinistra vera e propria, con un preciso programma, frutto di una precisa ideologia, essa non potrebbe mai vincere. Questo lo sanno anche i sassi. Anche perchè nessuno culturalmente si adopera fattivamente e veramente all’educazione della popolazione e alla diffusione di un reale desiderio di un mondo migliore.
Con la sinistra attuale, d’altra parte, tutti quelli come me non ce la fanno proprio a votarli (difatti ho ricominciato ad annullare la scheda).. mentre tutti gli altri che non hanno un retroterra così “rosso” ma potrebbero sentire la tentazione di votare a sinistra mi chiedo perchè mai dovrebbero farlo.. perchè mai dovrebbero votare per dei paraculi di centro-sinistra, misera ed imbarazzante brutta copia dei paraculi originali (e coerenti) di centro-destra, leggimi eredi e discendente della stirpe andreottiana?
Quote:
“Anche perchè nessuno culturalmente si adopera fattivamente e veramente all’educazione della popolazione e alla diffusione di un reale desiderio di un mondo migliore”
Questo e’ esattamente quello che fa Berlusconi con le tv/stampa.
Migliore e’ un concetto soggettivo.
Sono d’accordo con te, ma occhio a non vederlo in maniera troppo semplicistica!
>>Se esistesse una sinistra vera e propria, con un preciso programma, frutto di una >>precisa ideologia, essa non potrebbe mai vincere. Questo lo sanno anche i sassi. >>Anche perchè nessuno culturalmente si adopera fattivamente e veramente >>all’educazione della popolazione e alla diffusione di un reale desiderio di un mondo >>migliore.
Se esiste ancora un sistema partitico rappresentativo come il nostro, dove le decisioni sono prese alle nostre spalle e contro di noi, davvero non c’è spazio per la sinistra.
poichè non piace a nessuno esser preso per il kl, molti si accontentano di razzolare le briciole come i piccioni di Piazza San Marco dopo che il loro piatto è stato già bello e che consumato. Se la sinistra comincia anche lei a lanciare le ossa ai cani, il cane andrà sempre dal suo padrone, rifiutando l’osso da chi vede come estraneo. Anche il giorno in cui gli toglieranno l’osso. La pecora seguirà sempre il proprio pastore, anche se sa che gli ha strappato il suo agnellino. Perchè non sa trovare la strada da sola.
Hai espresso in modo colorito, e perciò più interessante e comprensibile, il concetto che intendevo comunicare come “terzo motivo”. Grazie.
“Ogni tanto riciccia questa domanda, quasi allibita direi, sulla perchè la sinistra non convince; domanda che sembra sottintendere l’aspettativa opposta.”
concordo, ma solo fin qui. Il resto non mi vede daccordo e ritengo che il voto sia necessario, e che la diffusa attitudine al tanto peggio tanto meglio ed il fatalismo che propali sia una delle cause dell’andazzo delle cose… cause marginali, si intende. Le cause forti le ho elencate più sotto.
cya
u.
Per chi ne capisce poco come me riguardo a debito pubblico, avanzo primario, etc etc. insomma quei temi economici finanziari che fanno riempire le bocche dei politici di chiacchiere e “affini” in campagna elettorale……Ho trovato un video su youtube molto interessante
di alcuni studenti di economia
http://it.youtube.com/watch?v=sn29NSHrVfQ
fatevi sotto.
Bellissimo se pur triste.
Credo tu abbia fatto un’analisi abbastanza profonda.
Mi sa che siamo nella m…a.
Però voglio dire, i laburisti di Blair non saran mica di sinistra?
Cioè, che sinistra è? Per carità.
Molto meglio Zapatero. Infatti quello che manca in Italia secondo me è un vero partito socialista.
Ormai il comunismo è morto e sepolto e se pur c’erano idee buone (secondo me) non è più riproponibile nella società moderna.
Il socialismo, invece sì, anche se spererei in un rappresentante degno. Di Bettino ne è bastato uno, per intenderci.
Sinistri antipatici e saccenti dunque. Mi ritrovo, mio malgrado, inserita nella categoria dei radical-chic che a me, figlia di un portalettere costretto al doppio lavoro, non e’ mai appartenuta. Non vesto di cachemire perche’ non posso permettermelo, non ho la erre moscia, piuttosto la esse sibilata (oddio, mai come alcuni radical-chic doc tipo Silvio Muccino). Non vado a fare shopping, ma mi piacerebbe. Non comprerei mai un SUV, anche se avessi i soldi perche’ lo ritengo un’inutile ostentazione di potenza (virile, spesso) che denuncia effettiva incapacita’.
Credo nella giustizia sociale, nello stato che sa prendersi cura dei cittadini in difficolta’, credo nella necessita’ di pagare le tasse (a fine contratto, su 1500 euro di ferie non godute, 600 me le hanno tolte di tasse… e sono solo una dipendente a tempo determinato), credo nel rispetto della cosa pubblica e delle regole. Mi fanno schifo, si, schifo, i furbetti dei quartierino, del paesino, del palazzetto, di qualunque risma. Non sopporto l’arroganza dell’egoismo di chi per risparmiare qualche centinaio di euro di ICI vota gente come quella che ci governa. Credo nella tolleranza verso l’altro da noi, nel dibattito, nella discussione civile, nell’educazione e nella cultura. E si, lo dico forte e chiaro, sono convinta che chi ha votato l’attuale schieramento di centro-destra di cultura vera, di libri letti e meditati, di riflessioni sia parecchio digiuno. Ma questo non significa che non abbia rispetto delle loro opinioni. Io ci provo a parlare con loro, sono loro che mi liquidano come zecca e non accettano il confronto.
Insomma, credo siano sostanzialmente quelli sopra elencati i motivi per cui i sinistri come me sono tanto odiati. Sempre fermo restando che i sinistri come me non arriveranno mai in Parlamento. Li’ ci arrivano gli ex ideologi, un tempo duri e puri e oggi convertiti al culto fine a se stesso del dio potere.
Laura
Cara Laura
il problema non è che tu hai obiettivamente e terribilmente ragione, il problema è che sarò sempre costretto IO, e chi la pensa come me e te su questo sito, a RIBADIRTI CIO’.
Mentre noi siamo qui ancora una volta a peggiorare le condizioni del nostro fegato e del nostro cervello, i responsabili delle nostre precarie condizioni di salute, coloro che hanno votato il silvio bis bis bis, sono a mare o a guardare tg4.
Francamente potrei pensare che nessuna chiacchiera è superflua, quando si vuole provare a rianimare le coscienze soporose dei nostri connazionali, ma credo che oramai il “non ti curar di loro, ma guarda e passa” è un obbligo. E non un’opinione. Ahimè.
Ma cosi’ si alimenta la convinzione che chi la pensa di sinistra e’ uno snob spocchioso. E siamo di nuovo a bomba…
Mi sa che dovremmo anche noi metterci a vedere il tg4. Che dici?
O basta sostenere le proprie ragioni senza esprimere giudizi su chi la pensin modo diverso.
Naturalmente
L’ edizione serale inizia alle 18.55. Non aspetto altro.
Come ho detto in altri post, il clima in generale si sta imbarbarendo. Lo vedo tutti i giorni, vedo padri che insegnano ai loro bambini a insultare altri bimbi stranieri, che si complimentano con loro se picchiano il bimbo di etnia differente, e maestre d’asilo che incoraggiano questi comportamenti, anzichè reprimerli, o mamme che si mettono di traverso per non fare entrare i bimbi stranieri all’asilo. questi sono brutti segnali, come dalle parti mie quelli che bruciano le targhette dei citofoni perchè il cognome non è propriamente autoctono. I “sinistri”, da molti di loro, sono ormai visti come nemici da abbattere e da annientare, visto che ci chiamano anche “zecche”, destinate solo ad essere sterminate. dobbiamo pensare solo a sopravvivere, a non cedere alle loro provocazioni, come stanno facendo attualmente e molto signorilmente i Rom, sperando un giorno di non doverci difendere anche fisicamente. E che una sana batosta li faccia seriamente rinsavire.
:Luminal:: “vedo padri che insegnano ai loro bambini a insultare altri bimbi stranieri, che si complimentano con loro se picchiano il bimbo di etnia differente, e maestre d’asilo che incoraggiano questi comportamenti, anzichè reprimerli, o mamme che si mettono di traverso per non fare entrare i bimbi stranieri all’asilo”
di grazia, posso chiederti dov’è che assisti a tutto sto popò di nequizie?
Nel mio caso, è a Trieste e dintorni, ma comunque ho sentito che cose del genere accadono (a volte peggio) anche altrove….
sarò ottimista, o distratto, o sarà perchè vivo in toscana, ma non vedo niente del genere. Vedo solo molta paura e diffidenza, ma le cose che racconti mi paiono veramente terribili.
Laura, non sei sola. Soltanto questo, ma ci tenevo a dirtelo. Questo paese, per fortuna, è ancora pieno di zecche, comuniste o no che siano veramente; purtroppo non più rappresentate in Parlamento (ma anche prima si faticava a creder d’esserlo…giusto Turigliatto, ogni tanto…). E l’invasione dei barbari proviene dalla Padania, non dall’Africa (Calderoli lo dimostra ogni volta che apre bocca).
Graze della solidarietà Lorenzo. Ultimamente mi sento come un panda a piazza Tienammen…
divertente
ma triste
Quote:
“o del socialismo alla Zapatero”
Io ero un bambino, ma a quel che mi dicono, il socialismo italiano lo rappresentava Craxi, che per poco non diventava un dittatore, prima di dover scappare in Africa per tangentopoli.
Non mi sono state fornite ulteriori informazioni in merito. Accetto approfondimenti
Sia vero o meno, ora l’italia e’ la diretta conseguenza della prima repubblica, piuttosto che queste (interessanti!) considerazioni sull’ideologia comunista.
Da qualche parte ho letto che il PCI in italia, voleva essere una valvola di sfogo per svilire sentimenti di comunione con l’est, dato che la vera politica internazionale, tra cui il nostro assetto con gli usa, lo hanno deciso pochi uomini in qualche stanza a porte chiuse.
(c’e’ qualcosa su wikipedia a proposito delle ingerenze dei servizi segreti americani sul caso Mattei- ad esempio).
Che ne dite?
Hmm ho citato Mattei perche’ e’ un caso che mi colpisce, a suo modo attuale per l’argomento energia. Avrei dovuto citare invece la presenza del Vaticano – uno stato *ateo* dove si bruciano chiese con all’interno il Papa? buahuaha -
oppure la mancata sostituzione della vecchia classe dirigente dopo la caduta del fascismo. Evidentemente agli americani andava bene cosi’, e si son visti i risultati.
Vabbè, Craxi era socialista solo a parole e con i suoi amici (forse).
Il socialismo del PSOE di zapatero per esempio è tuttanartracosa.
A quanto ne so l’Italia era considerata, negli anni del dopoguerra, un terreno strategico per lpoter prevalere nella Guerra fredda.
L’URSS finanziava il PCI per tentare la strada dell’avvento al potere attraverso libere elezioni (sarebbe stato, credo, un caso unico o quasi al mondo). Gli USA finanziavano la DC per il motivo opposto.
Saluto tutti, sono nuovo, e mi azzardo a rispondere alla domanda in oggetto.
Ecco tre falsi motivi:
f1- la sinistra ha sbagliato a demonizzare Berlusconi
f2- la pretesa superiorità morale cashmearata risulta antipatica
f3- la gente ha paura de’ comuishti
Ecco tre veri motivi:
v1- gli italiani sono per lo più una masnada di anarchici individualisti ingovernabili, crapuloni e goderecci
v2- il sud è un serbatoio di voti a vantaggio di ogni potere corrotto
v3- gli italiani guardan molta tivvù e son sensibilissimi alla pubblicità ed agli allarmismi, han paura di ogni minchiata (tranne dei comunishti)
Ecco infine due commentini:
c1- la stampa, l’informazione su internet e tutto lo scervellarsi dei cosiddetti intellettuali è del tutto irrilevante in fase di elezioni perchè si rivolge ad una strettissima minoranza informata, con un’alta opinione di sè.
c2- ciò che negli anni 70 dava forza alla sinistra era il partito monolitico che era il pci, la forte radicazione sul territorio e la gran quantità di piccoli amministratori locali assennati e per lo più onesti.
E ora chessifà?
s1-A questo punto, per come si son messe le cose, bisogna tornare a sparare e/o espatriare, ma stavolta bisogna mirare bene, non prendersela con i soliti bersagli “simbolici” del cazzo: è necessario avere il coraggio per sparare dritto in faccia ai criminali che ci governano, decapitare tutte le teste dell’idra, che poi dicon sia facile: “stick a fork in their ass and turn over: they’re done”.
s2-Scherzo. L’unica cosa che ci rimane è dedicare il proprio inutile tempo alla crapula e godersela un po’ come si puote, chè “vanità di ogni vanità è la storia” etc.
amen
u.
benvenuto su MC.
mah, e questa chi te l’ha raccontata? Maroni?
in trinacria ho avuto modo di esperire direttamente quanto dico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Voto_di_scambio
ciao
La tua esperienza diretta, fino a prova contraria, non dimostra che lo stesso non accada al Nord.
Se hai qualche link a dati statistici che supportano la tua asserzione sarà molto gradito.
Grazie in anticipo.
Il cosiddetto long-term unemployment, che riguarda il 63% degli italiani, e che costituisce una anomalia su scala planetaria (è la più alta percentuale al mondo), è localizzato per lo più al sud, e credo questo nessuno possa metterlo in discussione. La disoccupazione al sud ha da sempre significato voto di scambio e viene da sospettare che, se è vero che ben poco è stato fatto per rimediare a questo sfacelo, in parte lo si debba anche ad una illegittima e criminosa/ogena volontà politica.
Almeno fino a ieri al nord si lavorava molto più e si lavorava con regolari contratti di assunzione. E’ ovvio che con la faccenda del precariato anche al nord la situazione tenderà a cambiare, ma in una direzione che io prevedo sarà del tutto diversa.
ok, allora sono delle tue opinioni/interpretazioni. In questo senso sono accettabili e, per definizione, opinabili.
In ogni caso, il voto di scambio non deve aver funzionato molto, visto che la disoccupazione al Sud è ancora un problema aperto.
Viceversa, forse ti sfugge l’analisi delle vicende Alitalia e norma anti precari che dimostrano una grande attenzione del governo per gruppi di interesse essenzialmente collocati al Nord (l’asse portante di Confindustria).
Non so se si possa parlare di voto di scambio, ma appare una vera e propria restituzione di favori a livelli economici esorbitanti.
Con l’abolizione del voto di preferenza, il voto di scambio di piccolo cabotaggio ha subito un colpo ferale. Rimane inalterata, invece, la possibilità di far convergere interessi enormi intorno a gruppi di potere e questo, se non altro per motivi storici, rimane un fenomeno del Nord.
::”In ogni caso, il voto di scambio non deve aver funzionato molto, visto che la disoccupazione al Sud è ancora un problema aperto.”
scusa l’ovvietà: se il problema fosse risolto non ci sarebbe più la possibilità di voto di scambio, per questo non si risolverà mai. E quello che dici riguardo alla preferenza è un grossolano errore. Chi si avvale del voto di scambio è uno che ha già il potere, che è ben inserito nel tessuto sociale e produttivo (altrimenti non potrebbe dar lavoro a gente incompetente), quindi con ogni probabilità è già capolista.
Quello che dici riguardo ad alitalia è vero, anche se alla logica di cooptazione democratica si unisce anche la malagestione della cosa pubblica per fini ad un tempo demagogici e personalistici. Per quel che riguarda invece la precarizzazione della società si tratta a mio avviso e per lo più di una volontà (nascosta dietro al pretesto dell’aumento della competitività in un mercato globale) di destrutturare il tessuto sociale, di spogliarlo di ogni tipo di coesione e solidarietà, per scongiurare forme articolate di antagonismo democratico e partecipativo, che costituirebbero una seria minaccia per un governo essenzialmente golpista come quello del pdl.
scusa gli errori ed il casino della risposta: con “logica di cooptazione democratica” intendevo logica del voto di scambio…
precarizzazione che, senza volare troppo alto, fa comunque comodo a confindustria.
Mi spiace, ma sul voto di scambio non mi hai convinto.
Il potere dei piccoli ras che venivano dalla provincia, si basava appunto sulle preferenze personali e sui tesseramenti.
E’ ovvio che, per confermarli da un’elezione all’altra essi si impegnassero a piazzare persone e soddisfare bisogni in cambio di preferenze.
Ora, la posizione in lista è decisa a Roma e quindi conviene ingraziarsi Walter, Silvio o Tonino, non il barista sotto casa.
edit: e Umberto ovviamente
“Ora, la posizione in lista è decisa a Roma e quindi conviene ingraziarsi Walter, Silvio o Tonino, non il barista sotto casa.”
beh, se domani vai da un sicofante di silvio e gli prometto 100.000 voti nel comune di Fetuso sul Naviglio vedrai se non mette capolista te e diretro tutti i tuoi parenti vivi o morti.
dei tuoi 100.000 voti Silvio, Walter o Tonino, secondo me, se ne fottono.
Li guadagnano in dieci minuti di televisione.
Loro si mettono in casa gente che preme il bottone giusto al momento giusto e non rompe le balle.
Ma l’hai vista la composizione delle liste? Dove vivo io non c’era nessuno del territorio nelle prime dieci posizioni. Solo gente loro.
E’ finita. Con la legge elettorale attuale non contiamo più nulla. E’ una specie di grande sondaggio di opinione e basta.
“dei tuoi 100.000 voti Silvio, Walter o Tonino, secondo me, se ne fottono.”
mmm, secondo me 100.000 voti sono 100.000 voti e nessuno ci sputa sopra.
Che poi a questo meccanismo (ed a quello dell’indicazione di voto dei preti) si sia aggiunto il controllo attraverso la pnl mediatica pòesse, io ne sono un convinto assertore, ma 100.000 voti pesano… nzomma.
“E’ finita. Con la legge elettorale attuale non contiamo più nulla. E’ una specie di grande sondaggio di opinione e basta.”
sigh…
:: “mah, e questa chi te l’ha raccontata? Maroni?”
rispondo di nuovo, visto che la precedente risposta non è passata: si tratta del voto di scambio.
Non pretendo che tu capisca alla prima tutto quello che dico, ma sia chiaro: se mi flammi ancora in questo modo ti piallo la faccina.
“se mi flammi ancora in questo modo ti piallo la faccina”
E questo cos’è.. l’ultima moda di linguaggio alla Zelig?
Leonard Zelig scimmiottava gli altri per integrarsi socialmente, mentre il sottoscritto è praticamente antisociale.
sono sicuro che stavi scherzando e quindi stasera, ma eccezionalmente, dormirai tranquillo e nessuno verrà a bussare alla tua porta per portarti una colazione colazione speciale a letto
A parte gli scherzi. Qui su MC, visto che sei nuovo te lo spiego, se uno fa un’affermazione assoluta come quella che hai fatto tu, non basta un link a wikipedia per supportarla.
Siccome il web è pieno di luoghi comuni e affermazioni assolutiste, qui abbiamo deciso di farne a meno e ragionare.
Se ti va bene, sei doppiamente il benvenuto, se invece vuoi limitarti a rimbalzare quello che si dice in giro, cambia sito.
Se tu hai un’esperienza personale di voto di scambio, puoi raccontarcela per bene e noi, magari, la pubblicheremo. Il tuo racconto sarà prezioso, ma non può e non deve rappresentare una verità di fede.
Troppa gente in Italia si arricchisce coi luoghi comuni.
Anche io sono antisociale, ma non dobbiamo fidanzarci. Qui stiamo facendo un lavoro. Non è necessario piacersi e diventare amici.
Cassatore!
Insomma c’ho preso gusto.
Benvenuto ut.
mi pedini?
ancora al lavoro?
non mi dire che in questa stagione c’è un gran traffico.
Mah, la gente si sveglia sempre all’ultimo, chiudo già da doma ni ma lavoro fino a quest’altra semana
bene
tu praticamente vivi già in un luogo di vacanza. che bello.
Gracias
“sono sicuro che stavi scherzando”
ma no, pensavo che gradissi una piallatina su quella faccia corrucciata
scherzi a parte, non adopro quasi mai le mie esperienze dirette nelle argomentazioni, e ancor meno mi baso su luoghi comuni e de relatu, come avrai modo di verificare se continuerò a scrivere qui. Solo mi pareva paradossale che dessi per scontata una qualche mia simpatia per la lega solo perchè avevo detto una cosa così palmare ed evidente come quella del voto di scambio, evidente per chiunque conosca un po’ la terra di sud, terra di sud, terra di dove finisce la terra…
No, non davo per scontata la tua appartenenza alla lega, solo che, come ho scritto prima, ci sono troppe persone che hanno costruito fortune sui luoghi comuni in questo paese.
da quando non do più nulla per scontato, mi sento più libero.
Non so Craxi, perchè non ero in Italia, ma quando sono nata da me il comunismo era già morto e sepolto, anche se c’erano ancora le stelle rosse sulle bandiere.
Non incantava, nè affascinava, e tantomeno attraeva più nessuno, perchè alle masse esser prese per i fondelli non piaceva mica, e anche se qualcuno voleva realizzarlo sul serio (vedi Cecoslovacchia o Ungheria) ti venivano a cannoneggiare in casa, con la benedizione degli USA e di tutto l’occidente.
Anche da noi c’era una volta un certo Slobo Milosevic che diceva di esser socialista, come il suo compare Radovan che è stato catturato travestito da babbonatale: anche Mister Banana dice di essere socialista, operaio e come il brunello di montalcino… proprio come il suo degno compare, maestro e mentore…
Hmm non mi è chiara la tua nazionalità. Se fossi nata in Croazia o in Bosnia non mi aspetterei parole diverse. Non so come fu visto Milosevic in Serbia, ma visto l’espansionismo (o meglio, la negazione delle indipendenze) a cui mirava, credevo che a casa sua il popolo lo amasse. In un certo senso, Milosevic era socialista, almeno per quel poco che so io. In ultima istanza, la legge la detta il vincitore
(tanto per ricordare che TudJman *se non erro* ha fatto le sue porcate, ma nessuno gli è corso dietro).
Andando un po’ indietro, per quanto ne so, la Yugoslavia era certamente una dittatura, ma Tito è stato rimpianto da moltissimi, un buco che nessuno ha riempito arrivando alle guerre che hai citato.
Comunque sono nata in Montenegro (Crna Gora) da padre Serbo, e vivo in Italia dal 1992. Non ricordo molto, ero bambina quando abitavo lì, e non posso giudicare. Peraltro, Tito era già morto quando sono nata, nonostante mia nonna ha in casa una sua gigantografia e lo adora come un Santo. E non è la sola, sembra che sia ancora il personaggio più popolare e più amato della ex Jugoslavia, e mi dicono molti, che non era una delle dittature più disumane e sanguinarie: infatti mi raccontano che si poteva uscire e entare a piacimento dal Paese, si poteva comprar casa e possedere proprietà, e si poteva anche contestare Tito stesso e il comunismo, anche se purtroppo il consenso di massa e la censura che allora esisteva non permettevano che si affermasse qualsiasi modello che non fosse il socialismo Titoista.
Slobodan Milosevic e Radovan Karadzic, per loro stessa ammissione, non erano comunisti ma nazionalisti, non molto diversamente da Franjo Tudzman e Milan Kucan, Milosevic ha studiato a Harvard economia, era consulente di una delle più grosse multinazionali farmaceutiche del mondo, arcimiliardario, lavorava nel WTO e nella CIA, Sapeva troppe cose e lo hanno fatto fuori, così come succederà per Karadzic, Questi signori salirono al potere, aiutati dagli USA e dalle lobbies farmaceutiche (la jugoslavia ai tempi di Tito aveva eccelenti industrie nel settore chimico-farmaceutico). Si dice che in Jugoslavia si siano scontrate varie lobbies, da quella farmaceutica a chi voleva costruire l’oleodotto balcanico a chi voleva smantellare l’ultimo residuo della rete dei paesi non allineati creata da Tito, molto potente nel campo degli aiuti umanitari. Questo lo sanno molti nella ex jugoslavia, a prescindere dalla “nazionalità” (ti ricordo che l’80% degli ex jugoslavi parla sostanzialmente la stessa lingua, il Serbocroato/Srpskhrvatski) anche se in occidente gira sempre la solita storia della barbarie slava e della polveriera balcanica,soprattutto in Italia, dove ogni anno, nel “giorno della memoria delle foibe”, gran parte della classe politica punta il dito verso Slovenia e Croazia al fine di lanciare precise rivendicazioni territoriali ai loro danni. Dove vivo io, vicino Trieste, stanno aumentando le scritte sui muri “Istria e Dalmazia nè Slovenia nè Croazia”, le bandiere istriane, dalmate e ragusee allo stadio Rocco e altre amenità del genere. soprattutto con il pieno sostegno del politici locali, dal presidente della regione FVG Tondo in giù, il quale fino a prima dell’elezione tuonava contro gli “invasori sciavi” dell’Istria,
Per i bambini Sloveni non c’è posto negli asili Italiani, e qualcuno arriva anche a incendiare le scuole materne Slovene, con la complicità anche di Serbi, Bosniaci, Albanesi e Romeni. Già si sta discutendo a livello locale di rivedere al ribasso i diritti della minoranza Slovena autoctona (di cui io non faccio parte), con il consenso del piccolo banana tarocco oltreconfine, il signor Janez Jansa, fervido ammiratore e inquietante clone (anche nella calvizie, che si dice sia fatta apposta) del nostro beneamato Banana I nostrano.
Cara V.
dalla Sabi a questo racconto, un po’ alla volta, ci hai detto molto delle tue esperienze di ciò che sai. Ho l’impressione che tu abbia ancora molto da dire e raccontare, specialmente di una parte di Terra che, probabilmente sola tra noi, conosci bene.
Spero che troverai il tempo e la voglia di farlo. Grazie.
Ho appena inviato un’articolo, anche se non mi viene davvero voglia di farlo: è una cosa che mi intristisce non poco.
l’ho visto.
ci lavoro io.
grazie, apprezzo lo sforzo.
Hei ma viviamo viscini viscini! Jaz sem iz Nabrezine. E tra i bisnonni uno era pure montenegrino…
Riguardo alle scritte, beh sai bene che gli esuli istriani sono un bell’affare politico, voti sicuri sicuri per la destra, specie usando questi argomenti dei vecchi terreni abbandonati. Tanto piu’ che nelle 3 ondate di esuli in ingresso negli anni sessanta, li hanno tutti ammassati a trieste, citta’ storicamente cosmopolita, con un altissimo numero di sloveni (o slavi in generale..) per italianizzarla ancor di piu’.
L’argomento piu’ serio, ossia le scuole bruciate, questo non l’ho mai sentito. Locali a barcola si (ma quello palesemente se l’e’ fatto da solo), ma di odio razzista proprio non ne so nulla. Quando e’ successo?
Come gli esuli cubani. Sicuro voto repubblicano in Florida.
Anzi la Florida è dei cubani esuli repubblicani.
Zdravo, Brati
Dove abiti? (anche se non parli molto bene serbocroato, sarò io che sono mezza serba, ja ne razumijem….)
E’ successo a Dorligo della Valle, in risposta a un’analoga “goliardata” avvenuta oltre confine a Skoflije contro un’asilo italiano, mi sembra a metà Giugno, subito dopo la chiusura: vista la vicinanza dei due posti (io abito a Muggia), si è pensato a uno delle solite bravate fra famiglie, come avvengono spesso dalle nostre parti. Sia Osservatorio Balcani, che Ansa Balcani, che la Voce del Popolo e Panorama (rivista locale della regione croato-istriana) riportarono questa notizia. Se trovo il link te lo mando. Comunque il Piccolo liquidò la faccenda come una questione privata, visto che poi l’episodio non ebbe più seguito… ma per quello che è successo dopo…
Per il locale a Barcola non è tanto palese che se lo è fatto da solo, l’incendio: era solo l’assicurazione che ha sollevato questa scusa (tu lo sai, dalle nostre parti come sono le assicurazioni…) tanto è vero che dopo l’incendio il suo locale è stato inondato da scritte razziste e non mi sembra che ha più riaperto…
So che non c’entra niente, ma mi pare che della storia del rigassificatore a Trieste non ne parla nessun giornale italiano, solo i giornali Sloveni, a quel che ne so io… Zippole, ma te ne sai qualcosa?
Non parlo serbocroato, solo poco lo sloveno, la lingua che ho usato nei primi anni d’infanzia, scegliendo poi (aime’) scuole elementari italiane. Uno dei 2 genitori non parla lo sloveno (nonostante i suoi genitori lo parlassero) e porto in me questo peso. Non posso dire di essere della minoranza, ma tanto meno della maggioranza. Aurisina. Per le ragioni di cui sopra, non leggo il Primorski Dnevnik, ma mi informero’. A quanto so, e’ una delle cose che si fanno e basta, modello Berlusconi! Se ti capita.. il link delle scuole mi interessa un sacco! Se lo trovi ci fai l’articolo dai
Ah il locale.. appena e’ successo, e avevano creduto di scoprire il colpevole nel croato, fuori dal locale c’era pieno di fogli appesi con grafia feminile del tipo “siamo con te” e cose ben piu’ penose. Poi magicamente e’ caduta l’accusa con la perizia calligrafica.. il ragazzino 18enne che aveva additato al croato era lo stesso ad aver scritto lettere minatorie prima dell’incendio. Ora non se ne sa piu’ nulla (almeno io non ho letto niente di nuovo), ma mi dici che movente abbia un ragazzotto di mamma e papa’? Sai che i locali incendiati per l’anno corrente non sono piu’ tenuti a rispettare la congruita’ e mi pare non vengano nemmeno tassati i ricavati? Oggidi’ conviene darsi fuoco SOPRATTUTTO se il locale guadagna bene come quello.. specie se c’e’ un’assicurazione di mezzo che copre le spese. A meno che non ti becchino. Io tifo per l’assicurazione in questo caso :p
Veramente io sapevo un pò diversamente: me ricordo che il Croato non era stato pagato dal Napoletano, che me pare ch’era il Marcello, lo conosceo puro, e che l’avea puro minacciato ma poi dissero che erano tutti e due d’accordo perchè se cianciava anco che se voleano ciapar li sghè dell’assicurasion….
Cara Luminal, già ho scritto di aver prestato il servizio militare a Trieste negli anni sessanta. E’ vero quello che dici: gli sloveni venivano a Trieste facilmente a fare spese, soprattutto capi di abbigliamento, mentre i triestini andavano in Iugoslavia a fare acquisti di carne e riempire i serbatoi di benzina. Anche allora il carburante costava molto di più in Italia.
C’erano a Trieste molti profughi slavi che non “amavano” Tito, perchè li aveva privati dei loro beni. Conoscevo, però, la figlia di un ingegniere slavo che aveva due case di proprietà: una a Lubiana e l’altra sulla costa dalmata. Sono stato a casa sua. La ragazza, poi, era bionda e molto bella. Era diplomata in musicologia e parlava molto bene l’inglese. Una volta la “portai” al circolo ufficiale di presidio. Ci sedemmo al tavolo di un ammiraglio in pensione. Gliela presentai come inglesina. Come slava non avrei potuto. Ancora esisteva una certa rivalità tra Tito e l’Italia: più di una volta ho pattugliato il confine! Se la cavò benissimo. L’ammitaglio era stato a Londra e le faceva domande sulla città. Gli rispondeva in inglese su Londra come se ci fosse stata. Rimasi fuori dalla discussione. Alla fine l’ammiraglio mi disse: “Tenente, non se la lasci scappare. E’ un’inglesina perfetta. La porti ancora qui. La signorina è un’ottima conversatrice”. Non ho mai capito se ci cascò.
Comunque, notavo che tra slavi e triestini non c’erano risentimenti o odio, allora. Di foibe si parlava poco. Più adesso. Il commercio era florido tra le due etnie. Il nome non me lo ricordo. Ero amico anche di un altro profugo slavo: un giovane della mia età. Con lui facevo le mie scorribande in Iugoslavia. Il nome me lo ricordo: Josepf Dobrynja!
Questi i miei ricordi triestini.
Luminal, conosco i dintorni. Sapessi quante esercitazioni vi ho fatto! Belle zone, tranne la bora. Quando soffiava erano cavoli amari.
Auguri!
Vorrei aggiungere che la situazione è molto peggiorata da quando la Lega ha preso piede in Friuli Venezia Giulia. Questo mi dispiace molto. La Lega sa come discriminare i popoli: è davvero razzista. Un proverbio dice: “Si viveva meglio quando si viveva peggio”. Che peccato!
Molte persone un pò avanti con l’età, qui a Muggia, sia Italiani che Sloveni, mi raccontano le stesse cose mentre continuano insieme a farsi le scope al bar o le goriziane al biliardo. Oggi solo se qualche Italiano conosce il mio cognome inizia a guardarmi storto, quindi anche io sono costretta a non rivelare mai mio cognome agli sconosciuti, un pò come quella Slovena che presentasti come una inglese. Pr fortuna che ho un’ottimo accento veneto!
P.S: Aggiungo che MC è piena di marpioni, ma mentre CN è il maestro indiscusso, tu forse sei molto più specializzato nelle bellissime ragazze balcaniche. Come si dice dalle tue parti, e chiamalo fesso!!!
Cara luminal, per una volta voglio essere più serio del solito. Si, ho conosciuto, ma solo a Trieste delle bellissime ragazze balcaniche, ma solo in superficie…Nel loro cuore non sono mai entrato ed era la cosa che più mi interessava! Non pare, ma ero e sono ancora un romantico che più romantico non si può.
A proposito, poi, della ragazza slava che venne con me al circolo ufficiale di presidio, fu lei stessa a volere così, perchè mentre tra i cittadini comuni dell’una e dell’altra parte i rapporti erano normali, tra le diverse istituzioni, di cui l’esercito era una componente importante all’epoca, non correva buon sangue. A me, a dire il vero, importava poco.
Ancora oggi non provo alcun disagio a trattare con persone di etnia diversa, a meno che non siano delinquenti e imbroglione, ma anche se sono italiane. Quindi, non solo sono meravigliato che oggi dalle tue parti bisogna in un certo qual modo “mascherarsi”, ma provo vergogna, disgusto e rabbia. Come siamo ridotti!
Non posso nemmeno chiederti scusa al loro posto. Non sono nessuno e, poi, manco da quelle parti da oltre quarant’anni.
Vorrei essere Ulisse…
Il problema secondo me è che il vero potere in Italia lo ha il Vaticano, ed i suoi rappresentanti. Sbaglierò ma se la sede fosse rimasta ad Avignone forse non avremmo questi problemi, e forse saremmo veramente un paese civile.
Quindi di conseguenza non lo sarebbe la Francia?
ahahahah
sarebbe stato un problema dei francesi
Seeeeeeeee…
I francesi ci avrebbero costruito un muro tutto intorno ad Avignone e il problema era risolto in partenza.
Probabile.
Chissà se poi il deep kiss si sarebbe chiamato italian kiss invece di french kiss
Un ottimo articolo, ricco di spunti che lasciano molto a riflettere. Un primo commento a caldo, stimolato dalle foto: mancano i meccanismi di selezione dei quadri dirigenti; il PD affoga nel grigiore delle liti di condominio a cui danno vita personaggi che nessuno ha davvero scelto. Come è possibile che D’Alema sia ancora in giro, e capeggi una corrente del PD, dopo aver provocato, con Bertinotti, la caduta del primo governo Prodi?
Molto bella, uno squarcio di luce sulla realtà, l’analisi del tassista romano; gli “intrighi” di Berlusconi, le sue contraddizioni, sono alla luce del sole ed oggetto dei commenti di tutti (basta leggere Mente Critica); le “potenziali” malefatte di un Del Turco (solo come esempio, fatte salve le presunzioni di innocenza) raccontano invece di una casta, a volte “sindacale”, a volte semplicemente percepita come “di sinistra”, che occupa le istituzioni “grasse” a proprio unico vantaggio, nel buio dell’informazione critica.
http://www.imille.org/
http://www.primariesempre.org/
Mi avete cassato il commento con i link? -.-
Rieccoli:
http://www.primariesempre.org/
http://www.imille.org/
se metti due link in un commento, il sistema lo considera spam e lo congela.
Qui nessuno cassa nulla.
Cassatore!
Che cassata!
Ok. Scusa il doppio commento ma non ho visto nessun messaggio di errore e ho pensato fosse andato storto qualcosa.
quando va in spam non da messaggi, ma poi lo sblocchiamo noi.
nessun problema.
Ma iMille hanno ancora il coraggio di fare propaganda per il loro Piddì? Diciamolo chiaramente: è SOPRATTUTTO a causa del Piddì che la sinistra (quella vera) oggi è ancor meno rappresentata di prima, o meglio NON è rappresentata affatto in Parlamento: è stata volutamente esclusa (con tanto di sospiri di sollievo da parte dei piddini, iMille compresi), così come verrà ben presto eliminato Di Pietro, se non si dà una calmata e non si allinea con gli altri servi di Confindustria. Oggi, grazie a loro, abbiamo DUE DESTRE da cui farci governare. E non è necessario essere comunisti per accorgersene.
Non so. Non sono uno de iMille e non facevo propaganda.
Siccome qualcuno chiedeva ma perchè nel PD c’è sempre la solita classe dirigente etc. etc. gli ho suggerito alcuni link di siti nei quali questo problema è discusso (bene o male) più approfonditamente.
Era tanto per rompere quel meccanismo di micro-comunità che ho menzionato altrove.
Quindi il tassinaro vota Berlusconi perchè i suoi difetti si vedono ad occhio nudo… ineccepibile.
Quindi…
Se di una persona ho dubbi sulla sua onestà e, anche se si presenta bene, ho il sospetto che possa essere un ladro, lo tengo a distanza e non lo faccio entrare in casa per precauzione.
Se invece è un ladro acclarato e non fa nulla per nascondere la sua disonestà, allora lo faccio entrare tranquillamente, perchè lo so per certo che si tratta di un ladro.
E io dovrei concedere del rispetto a gente che ragiona così?
No
I casi sono due: o siamo noi ad essere spocchiosi radical-chic, o è il tassinaro ad essere ignorante. Io ho la mia idea, e preferisco credere che l’ignorante possa essere educato per renderlo consapevole (mi riferisco anche a me stesso: ho bisogno di più libera informazione!) piuttosto che sostenere il suo diritto democratico allo sparar cazzate e a trasformarle in azione politica tramite il voto, come conviene fare alle destre: loro vorrebbero eccome che fossero tutti ignoranti…
Ci sono altri casi che non hai considerato uno prevede entrambe le opzioni, l’altro nessuna.
Secondo me, sì.
In democrazia uno è perfin libero di sbagliare, pagandone l conseguenze, anche se queste conseguenze coinvolgono altri.
Che sia libero di sbagliare non c’è dubbio. Questo diritto non può essere negato a nessuno. Ma il rispetto è ben altra cosa.
L’educazione è dovuta, ma il rispetto va meritato. Quindi non prenderò il tassinaro ad insulti solo perchè spara cazzate, ma neanche lo rispetto. Non rispettare un’opinione non significa negarne la possibilità di essere espressa.
beh, non sono d’accordo. Si dovrebbe imparare a rispettare le opinioni sempre e comunque, tenendosi la libertà di non essere d’accordo. Ogni altro atteggiamento significa considerare l’altro poco meritevole di ascolto, una pratica pericolosa.
Credo che stiamo utilizzando significati diversi del concetto di “rispetto”.
Per il De Mauro rispetto è diverse cose.
Io mi riferisco al primo significato: “sentimento o atteggiamento di stima e reverenza verso una persona che è o si ritiene superiore o particolarmente degna”. Tu (almeno credo) utilizzi il quarto: “sentimento di riguardo e di attenzione nei confronti degli altri, che trattiene dall’offendere, dal trattare bruscamente o in modo inadeguato”, che è decisamente più neutro.
Sì sì, il quarto
Ti faccio un esempio personale. Chi, alla domanda “cosa sai tu di Mafia e P2?”, posta ovviamente riguardo a Berlusconi, mi risponde “sono storie vecchie” è poco meritevole di ascolto. Nel suo caso, non solo i difetti del neoduce si vedono ad occhio nudo, ma lui si ostina a tenerli chiusi entrambi per non vederli. Perchè così gli conviene fare. Ribadisco: il fascismo non è mio, ma di chi si vanta d’essere ignorante e va fiero d’esser servo. Oggi non è difficile essere informati sulle cose, se non sei in grado è una TUA colpa, non mia; è un TUO difetto, non mio. Ovviamente ognuno ha i suoi limiti e non si può saper tutto, per carità…ma per sparare certe cazzate ci vuol del coraggio, e non si può pretendere comprensione.
“In democrazia uno è perfin libero di sbagliare, pagandone l conseguenze, anche se queste conseguenze coinvolgono altri.”
Questa, mio caro Oris, è pura teoria. Tutti sono liberi di fare quel che gli pare nell’ambito delle regole, questo è certo; esistono i diritti, ma esiste anche una cosuccia che si chiama responsabilità individuale. In pratica, dal momento che le conseguenze delle tue scelte coinvolgono altri, le tue scelte dovrebbero essere quanto più possibile ponderate ed oculate.
Pertanto, rispetto alle persone che vanno fiere della propria volontaria ignoranza o colpevole idiozia, no, proprio no, non gliene concedo. Se poi questo per te può significare esere elitario…per me significa semplicemente opporsi al nulla che avanza, sempre più ‘democratico’, sempre più disgustoso e violento.
Non condivido tutto, ma complimenti per l’ottima analisi. Solo un appunto.
Dai per scontato che dopo il crollo dell’89 il PCI dovesse prendere le distanze dal regime russo. E perchè?
Chi era “onestamente” comunista lo è rimasto anche dopo l’89; non è che si cambia idea politica solo perchè cade un regime. Se uno ci crede, ovviamente. Semmai le distanze dal regime russo si dovevano prendere, ben prima dell’89, ma perchè era una dittatura non perchè era comunista.
Che poi quello russo era comunismo solo per nome, che la sostanza era ben altra; non è crollato il comunismo, ma il regime sovietico. Il comunismo (quello vero, quello di Marx) non è stato mai messo veramente in pratica, se non in esperienze brevi e circoscritte (la comune di Parigi?). Così come non è comunismo quello cinese.
“Comunismo” è un’etichetta che a qualcuno fa comodo appiccicare qua e là, ma la realtà è un po’ diversa.
Io che non sono mai stato comunista (semplicemente perchè non condivido l’ideologia) non vedo niente di male nell’esserlo; anche oggi. In fondo molte delle istanze del comunismo sono assolutamente condivisibili, e se realizzate migliorerebbero il nostro mondo.
Grazie per i complimenti.
Vengo al punto che tu sollevi, e che trovo da sempre degno di un approfondimento.
Non sono certamente il primo che prende atto del fatto storicamente acclarato che l’idea comunista non abbia mai trovato uno sbocco “reale” concreto se non in paesi che hanno instaurato una dittatura.
A quanto pare è una conseguenza finora ineluttabile di cui non ho trovato in giro spiegazione, e neanche io mi spiego esattamente il perché.
Se mi fosse consentito di azzardare una motivazione antropologica (ma non è il mio campo, quindi vale zero) direi:
l’essere umano, per sua natura, è individualista e non collettivista: collettivista lo diventa solo se e quando intravede nella formula collettivistica un vantaggio individuale oltre che (e, aggiungerei, “prima” che) collettivo. Il che dimostra proprio che è intrinsecamente individualista. Questa è la mia banalissima opinione.
Se passiamo dalle opinioni ai fatti, c’è qualcosa che deve farci pensare: se nell’intero secolo Ventesimo i principi del comunismo non si sono tradotti in realtà positive ma hanno portato come conseguenza la perdita di libertà individuali, non si può pensare che tutto ciò sia avvenuto per caso. Questo fatto dovrebbe farci interrogare – tutti, anche coloro che ci hanno creduto e che continuano a crederci – se quella comunista sia un’idea “vincente” per conseguire il benessere dei popoli o sia semplicemente un’utopia, per quanto affascinante possa essere l’utopia.
“l’essere umano, per sua natura, è individualista e non collettivista”
Ti smentiscono solo quei pochi milioni di anni durante i quali la struttura socioeconomica prevalente è stata quella della tribale.
“principi del comunismo non si sono tradotti in realtà positive ma hanno portato come conseguenza la perdita di libertà individuali, non si può pensare che tutto ciò sia avvenuto per caso.”
questo non è un fatto ma una opinione che a mio avviso deriva da una errata interpretazione dei fatti. Una opinione meglio fondata è che il comunismo abbia perso la guerra fredda a causa di motivi del tutto tecnici (a questo riguardo credo che l’unica visione storica sufficientemente fondata ed argomentata sia quella espressa dal filosofo Emanuele Severino).
Il fatto che il potere in russia e cina abbia causato morte e distruzione riguarda qualunque sistema di potere. La differenza tra un mao ed un ronald reagan (per fare un esempio) è che mao ha oppresso la propria gente mentre reagan, per garantire privilegi della propria gente (che permettono alla democrazia statunitense di preservarsi) ha esportato praticamente una proporzionale quantità di morte e distruzione all’estero. Le democrazie occidentali in sostanza si reggono sull’esternalizzazione delle sofferenze… Questa situazione è nata proprio col colonialismo, come ben asseriva Lenin, e il comunismo si proponeva, tra l’altro, di evitare tutto questo. Ahinoi il comunismo ha fallito in questo nobile obiettivo ed oggi, con la globalizzazione che sta cambiando brutalmente questo stato delle cose, sono i paesi con una economia capitalista e colonialista, gli stati uniti in primis, che stanno subendo il contraccolpo.
la verità è che ci hanno venduto il fumo del capitalismo come unica soluzione possibile e invece è la più autodistruttiva.
il capitalismo non è la fonte di tutti i mali: è solo un sistema produttivo efficace (perchè promuove la competizione) nell’ottica del rapido miglioramento delle tecnologie di produzione. Ritengo che quando saremo finalmente sostituiti da macchine pensanti, esse considereranno questa nostra pervicace pulsione autodistruttiva come una ottima cosa.
se il capitalismo si propone di ottimizzare la produzione, e quindi indirettamente il miglioramento della qualita’ della vita (intesa come beni e non come serenita’ ovviamente) quando arriviamo al microonde PERFETTO che sfrutta internamente una fonte di energia adeguata e (per la durata della vita individuale) inesauribile, il capitalismo cessa di esistere. Una volta prodotti il numero sufficiente di microonde abbiamo ammazzato il mercato. Quindi il mercato non mi dara’ mai questo gioiello di utilita’ e felicita’, piuttosto mi riempira’ di microonde usa e getta.
Peccato, saremmo potuti possiare al vero comunismo
sì è esatto, dal capitalismo si origina il consumismo, per questo parlavo di “tecnologie di produzione” e non di tecnologia tout court.
No, non è la fonte di tutti i mali ma la politica che porta al consumismo a tutti i costi quando le risorse sono certamente limitate a cosa porta?
Che esistono milioni di poveri che non hanno nemmeno acqua da bere, milioni di persone che oltre all’acqua possono permettersi la birra e il vino e pochissime persone che si bevono champagne tutti i giorni.
E non è solo per merito, purtroppo.
il capitalismo è quello che passa il convento, ed è l’unico sistema economico globale che possiamo valutare storicamente sotto ogni profilo. Il comunismo, che non si è mai affermato a livello globale, è comunque anch’esso una forma di capitalismo (la mia non è una opinione isolata), non una vera alternativa ad esso: cambiano le mani e le responsabilità in cui sono messi i mezzi di produzione, ma nella sostanza si tratta di ottimizzare il processo produttivo organizzando la ricchezza, in una struttura che trasforma l’uomo in una unità di produzione, una unità a cui si sottraggono i mezzi di sostentamento qualora essa non voglia o non possa partecipare all’ingranaggio.
Equità sociale e redistribuzione della ricchezza sono idee più vicine al comunismo che al capitalismo.
Che poi le teorie di Marx per esempio o Trotskj non siano mai state messe in pratica perchè il capo di turno ha gestito le cose per comodo in altro modo, è un’altra cosa.
Io parlo di linee guida poi la storia si sa’ com’è andata.
Il capitalismo invece vince sull’uomo come idea perchè evidentemente noi siamo solo numeri a cui piace consumare perchè solo così pensiamo di essere vivi.
Ci hanno venduto l’idea che tutti possono arricchirsi ma a che prezzo e a discapito di chi?
QUOTO
Condivido pienamente tutto.
“Il comunismo (quello vero, quello di Marx) non è stato mai messo veramente in pratica, se non in esperienze brevi e circoscritte (la comune di Parigi?). Così come non è comunismo quello cinese.”
Sottoscrivo.
A questo punto non sarebbe male un ripassino della suddetta comune di Parigi…così, giusto per rendersi conto di come quella gente sia stata massacrata… Ad ogni modo continuo a non capire come si possa temere più una dittatura che da noi NON C’E’ STATA, mentre se ne rimpiange un’altra che C’E’ STATA eccome! Le uniche risposte mi vengono leggendo Adorno (“La personalità autoritaria”) e guardando Bertolucci (“Il conformista”, da Moravia). Roba da spocchiosi radical chic, certo…
Veramente, a quel che ricordo io, l’esperienza della Comune di Parigi, per quanto breve sia stata, era un esperimento ANARCHICO e non comunista (sarà forse per questo che è riuscito, IMHO?) …
Per quanto riguarda la caduta del comunismo, come scrisse mia sorella in un tema al liceo, “il comunuismo è come il punk rock: è morto ancor prima di nascere”. E aggiungerei, come il punk rock, è affascinante,, attraente, ti dà carica, ti “sale”, ma è tutta una montatura, la più grande presa per il K. che l’uomo abbia mai architettato. Ma come il punk, è onnipresente, e lo spettro del comunismo, così come gli ectoplasmi del punk rock, si aggira, impalpabile e fasullo, per il mondo…
il comunismo è nato come viatico per l’anarchia… poi le cose non sono andate esattamente così. Le due anime delle internazionali etc. Immagino che ne avrete parlato altrove.
saluti, vado al mare
ut
Sto discorso ci porterà sulla Luna, credo…
Buone vacanze (il mare è un pò più vicino…)
grazie mille!
ps la metafora del punkomunismo è meravigliosa ma a mio avviso un tanticchio forzata.
E non portarti pezzi punk dietro (non ne vale la pena!)
Oh we’re so pretty
Oh so pretty vacant!
“La Sinistra italiana non ha saputo ancora scrollarsi di dosso l’enorme eredità del Comunismo. Quando si è trattato di prenderne le distanze, dopo il crollo del Muro nell’89, ha balbettato, ha mantenuto la stessa classe dirigente di prima, gente che non poteva naturalmente ammettere di aver inseguito per una vita un’idea sconfitta e si è dovuta reinventare da un giorno all’altro liberale ed aperta all’economia di mercato, senza però averli nel DNA.”
Questo è il concetto che mi ha colpito di più. Anch’io, in maniera più rozza, ho fatto la stessa “analisi”, ma non ho trovato molti consensi nemmeno tra i lettori e commentatori di MC, nè a dire il vero ne avevo la pretesa. Le mie “origini” non sono comuniste, per cui, avendo molti anni sulle spalle, ho potuto vederne molto da vicino il percorso storico e politico. Devo anche dire che la sinistra, quella più estrema in particolare, ha dato molta più importanza alla questione morale che ai bisogni veri della nostra società, quasi a costruirsi addosso un abitus etico e morale di gran lunga superiore a quello indossato per es. dai democristiani, dai socialisti e dagli altri partiti. Non dico che sia stato tutto sbagliato, ma in una società così eterogenea e socialmente molto composita la politica deve guardare in più direzioni. Taangentopoli, nonchè il muro di Berlino, hanno dato una sterzata determinante alla politica italiana che da una parte è diventata giustizialista (sinistra, lega, ex fascisti), dall’altra parte, meno legata ai dogmi, buona parte della DC e quasi in toto i socialisti. Al popolo hanno pensato in pochi. Poi, è venuto Berlusconi, senza voler enfatizzzare la sua discesa in campo, che ha saputo interpretare di più i mal di pancia degli italiani, che in buona sostanza erano anche i suoi. Con lui si sono schierati molti ex dc e moltissimi socialisti: Cicchitto, Brunetta, Tremonti, ecc.
Nessuno, soprattutto nella sinistra ha tenuto presente che il popolo italiano, in buona sostanza e nella stragrande maggioranza, aveva un DNA di destra.
E’ vero che gli operai hanno sempre alzato la mano con il pugno chiuso, ma nel momento in cui si sono accorti che le proprie istanze venivano affrontate, anche se falsamente da una certa politica, da una certa parte politica invece che da quella in cui avevano sempre creduto, si sono “buttati” dall’altra parte.
Non si tratta solo di cachemire, ma il cachemire di Bertinotti e compagni ha fatto pensare ad una presa di distanza dalle reali esigenze del popolo italiano. Infatti, ogni qual volta la sinistra è andata al governo si è mostrata sempre più sensibile alla politica dei diritti civili che a come risolvere i problemi quotidiani: non è un peccato, ma non avrebbe dovuto essere una priorità per la stragande maggioranza degli italiani. Quando Prodi vinse le elezioni la prima volta fu votato perchè al primo punto del suo programma c’era il tema della disoccupazione. Fu messo momentaneamente da parte, non risolto, nemmeno dai successivi governi di centrosinistra, per cui ebbe gioco facile Berlusconi che ingannò gli italiani promettendo mare e monti, ma governò per cinque anni.
Si è ripetuto la stessa suonata: Prodi ha dovuto dimettersi e Berlusconi governerà ancora con più arroganza altri cinque anni: solo l’età lo fermerà se non si troverà la strada giusta per fermarlo.
Un’altra cosa importante: ci si è dimenticato da parte della sinistra che in Italia la presenza del Vaticano è determinante per certi temi. E’ un problema serio e importante.
Non è poi tanto vero che gli italiani, pur pensando più alla propria scarzella, che non è una cosa sporca, siano tutti dalla parte di Berlusconi. Come si spiega il fatto che Berlusconi o il centro destra vince quasi sempre nelle politiche e stenta molto e addirittura perde, almeno fino a qualche anno fa, nelle elezioni amministrative?
Vorrei spendere una parola sul PD. Esso si trova in grande difficoltà oggi, ma il disegno che persegue non è sbagliato: ha cercatp e cerca di contemperare le due esigenze politiche italiane: da una parte far cambiare il DNA (mi si potrebbe obiettare che il DNA non si può cambiare, ma lasciatemi passare il concetto) della maggioranza degli italiani di destra e dall’altra creare un’alternativa credibile alla stessa che diventa sempre più massimalista: l’uomo forte e decisionista (l’ha detto esplicitamente Gasparri oggi al Senato) che piace tanto agli italiani.
Secondo me è una strada percorribile se le due anime, quella ex democristiana ed ex comunista, riescono a fondersi, anche con qualche distinguo, in un’unica volontà di perseguire il bene degli italiani. Il PD deve essere credibile: in esso ci sono anche persone pensose delle sorti dell’Italia!
Penso al massimo 4, ultimamente non si fa più vedere in TV, sembra aver seguito il consiglio di CN ed essersi chiuso nelle inaccessibili stanze del potere.
In pratica destra e centro-sinistra si sono già sposate e mi sa che il PD svolge il ruolo di moglie, la quale come sappiamo deve cercare di rimanere sottomessa … (non è un ruolo facile ma il PD lo sta interpretando a meraviglia).
Riguardo alla fusione del DNA non so proprio che tipo di creatura nascerà, se nascerà; certe cose sono un po’ contro natura.
Il PD piace più ai Filo-DC che agli exolivo-querciaioli-pci.
Non è vero nè nel primo caso, ossia che destra e centro sinistra si sono già sposati, basta aver seguito le ultime dichiarazioni sia di Berlusconi che di Veltroni: intesa difficile, se non impossibile, anche sulle riforme elettorali perchè B. non intende neppure cedere sulla preferenza unica per non compromettere al Nord l’elezione di alcuni europarlamentari di FI; nè nel secondo caso: non mi sembrano poco entusiasti Bersani, Fassino, La Torre, ecc., tutti ex ds. Qualche ex ulivista o querciaioli tenetnna, ma dove andrebbe? Nella sinistra radicale? Non ci credo. Non tutto è perfetto.
Vedrete che troveranno la direzione giusta.
“Vorrei spendere una parola sul PD. Esso si trova in grande difficoltà oggi, ma il disegno che persegue non è sbagliato”
Non è sbagliato, nulla di quello che veltroni ha detto in campagna elettorale è sbagliato… è stato peggio che sbagliato, è stato inutile. Si è rivolto al paese come un uomo si potrebbe rivolgere ad un altro uomo, con concetti e parole (una cosa a tratti commovente, c’ero anche io), ma l’italia è oggi una besta imbizzarrita, non puoi controllarla con dati e ragioni, non puoi dominarla se non hai frusta, lacci, briglie e speroni (anche se talvolta gli Speroni esagerano eh) e paraocchi mediatici.
Caro Ut, non credo che ci sia bisogno di una rivoluzione per cambiare l’Italia. La violenza, e mi sembra che tu la gradisca (frusta, lacci, briglie e speroni…) non ha mai risolto nulla, anzi ha peggiorato le situazioni. Là dove si pratica non mi sembra che ci sia concordia e solidarietà. Credo che tu sia giovane: i luoghi comuni abbondano nelle tue parole e con i luoghi comuni non si va da nessuna parte.
Ho seguito con molta attenzione i tuoi interventi con il CN. Non mi sono inserito per non disturbare, ma sono molto più vicino al CN: se esponi una teoria la devi provare e tu mi sembra che abbia soltanto riportate cose sentite. Da quale parte non so…
Si, anche da noi esiste il voto di scambio come in tutta Italia, ma non credere che con il voto di scambio si conquisti il potere. Ci vuol ben altro: soldi, soldi, soldi ed entrature particolari!
“Caro Ut, non credo che ci sia bisogno di una rivoluzione per cambiare l’Italia.”
Una rivoluzione non è oggi possibile, manca il soggetto principale che dovrebbe interpretarla.
“La violenza, e mi sembra che tu la gradisca (frusta, lacci, briglie e speroni…)”
La violenza è un metodo razionale per raggiungere i propri scopi solo quando si è più forti del nemico. Oggi non è ragionevole pensare di ricorrere alla violenza. Un fatto eroico ed isolato alla Bresci (sempre sia lodato) può costituire una suggestione importante, ma generalmente non risolve niente se il gensto in questione non diventa parte di un sentimento condiviso e popolare.
PS. quando parlavo di frusta lacci briglie e speroni mi riferivo alle politiche del pdl e lega:
frusta = allarmismi e paura dell’immigrato; lacci = precarizzazione della società; briglie/paraocchi = controllo dell’informazione; speroni = clientele e voto di scambio.
“Credo che tu sia giovane: i luoghi comuni abbondano nelle tue parole e con i luoghi comuni non si va da nessuna parte.”
prima prova a capire quello che dice, poi concediti pure qualche fantasia sul tuo interlocutore.
ciao
Caro Ut, io non parlo per metafore. Non tutti le comprendono, nemmeno io. Io sono diretto. Il mio interlocutore deve essere chiaro con me.
Scusami se non ti ho capito. I luoghi comuni, però, si.
Secondo me Ut voleva sottolineare l’aspetto istintivo, il doversi rivolgere alla pancia della massa, non alla testa.
La pancia è uniforme, la testa invece rimane unica per ogni componente della massa.
Direi 60 milioni di teste, una sola pancia.
Si tende a dimenticare la differenza tra individuo e totalità di individui.
Un errore che la sinistra ultimamente fa alla grande.
Quante volte ho parlato di pancia che proprio la sinistra non ha saputo capire. Ma io non sono sicuro che gli italiani siano solo pancia e niente intelligenza.
Certo vanno di più dove li porta la pancia e meno dove li porta il cuore, pardon l’intelligenza, ma non credo che la pancia possa condurli verso la rivoluzione: non serve a nulla in questo momento. Sai cosa vorrei, Oris, una bella rivolta senza spargimento di sangue e senza frusta, lacci, briglie e speroni.
Una volta, quando ero studente universitario e lavoratore, mi intrufolai in un’assemblea studentesca all’università di Salerno. Gli studenti mi riconobbero, mi strattonarono e mi diedero anche un paio di calci nel sedere. Fui lì lì per ribellarmi, poi pensai alle mie due bambine e andai via con la coda tra le gambe. Ero andato lì per ascoltare. Facevo parte del consiglio di amministrazione dell’università eletto dagli studenti. Forse avrei potuto dare una mano…
Pensai che la loro era una democrazia malata, ma erano giovani e non si fidavano degli adulti. Capii che era tempo perso…
Beati i giovani, Oris! Ma quanti errori si fanno in gioventù!
A parer mio hai fatto bene a lasciar perdere.
Il dialogo lo devi concedere a chi sa ascoltare, chi ti ha catalogato in partenza non ti ascolterà.
una delle cos epiù difficili da imparare è lasciar perdere.
Un giornalista una volta, dopo aver criticato una canzone che cantai, al mio rispondere stizzito, rivolgendosi all’amico che gli diceva come mai non reagisse rispose: “A volte vale la pena di passare da bischeri…”
Che lezione
Passai da bischero anch’io. Tra l’altro ne avrei prese di più e, poi, non volli tornare a casa con la faccia a pezzi e qualche costola rotta: le mie bambine, allora lo erano, si sarebbero spaventate. Ne valeva la pena?
Grazie per la buona ermeneutica
Per proseguire con la metafora sottesa, la nostra gente è un’idra mostruosa con un ventre ipertrofico e mille microcefali su colli filiformi… Siamo oltre l’estremo liminare del “crepuscolo degli idoli”, non solo gli idoli sono distrutti, ma anche il loro ricordo, persino la volontà di riunirsi attorno ad un fuoco. Come diecimila anni fa ciò che fa riunire è la paura del buio e delle fiere.
Gli italiani non sono fascisti, hanno solo perso la testa.
UT, ma che vuoi dimostrare? Che sei più bravo degli altri?
Io non lo sono.
A te vanno tutti i miei complimenti!
Lupone
le antipatie in internet sono possibili come quelle “reali”, ma spesso non altrettanto fondate.
Speso ci si crea un immagine dell’interlocutore per sopperire alla mancanza di linguaggio del corpo, ma spesso questa immagine è disegnata anche dallo stato d’animo e dalle chiavi di lettura che si usano in quel momento.
Secondo me fraintendi.
Scusa l’intromissione, ma mi dispiace perdere degli scambi tra te e ut per una sensazione…
Caro Oris, non è un fatto di antipatia e simpatia, è il suo linguaggio “ermeneutico” (è un suo termine) che non mi piace. Come se tutti parlassero in modo involuto.
Anche con te qualche volta sono stato in antitesi, ma non mi hai voluto dimostrare nulla ed io lo stesso con te. Per il resto, e te l’ho detto, mi sei anche simpatico.
Ma ut non mi antipatico. Mi piacerebbe più chiarezza di espressione. Leggo giornali e libri, ma non trovo riscontro di un modo di esprimersi simile al suo. Poichè non sono un intellettuale della Magna Grecia, vorrei che anche gli altri non lo fossero con me. E’ tutta qui la questione ed ho chiuso.
Può darsi che sia io a non capire!
Lupo,
Ut. ha ritenuto che le regole di MC fossero inadatte a lui e ci ha lasciato. Non ho ritenuto di trattenerlo. Non rispondergli più, grazie.
bene… ora qualcuno mi spiega cosa vuole dire ermeneutico?
Di ermene?
E chi è er mene?
Oris, come vedi anche per te il termine ermeneutico è astruso. Anche solo a scriverlo è difficile. Se ti scappa una consonante o una vocale puoi “impapocchiare” ancora di più il significato.
Scherzi a parte, mi dispiace che sia andato via, CN. Ci sono tanti amici alla sua altezza e di più!