#Sinistra Italiana Datti una Mossa 2


Al saccheggio dei salari, delle pensioni e dei redditi della povera gente, e alla distruzione progressiva e accelerata dello stato sociale, c’è una sola soluzione possibile: più democrazia e più partecipazione dei cittadini. Questo la sinistra italiana, esigua perché divisa, lo ha capito, e sarebbe ora che lo capisse anche il centro sinistra, diviso al suo interno anche se non esiguo. Ma quello che accomuna sinistra e centro sinistra è l’incapacità di ascolto dei bisogni e delle aspettative dei lavoratori e dei ceti popolari. Il che si traduce in uno stato di semiparalisi della sinistra per quanto riguarda le iniziative che dovrebbe prendere e in uno stato di sudditanza assoluta del centro sinistra alle regole del liberismo. Ultimo episodio, l’incredibile introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione. Imperdonabile, anche come metodo. Stravolgimento della Costituzione fatto di soppiatto, senza che (quasi) nessuno se ne accorgesse, senza uno straccio di dibattito pubblico. E sottratto anche alla possibilità di referendum abrogativo.

Eppure qualcosa si muove in Europa. In Francia la vittoria di Hollande che ha nel suo programma, tanto per fare qualche esempio di politica economica, la diminuzione (sì, avete letto bene, la diminuzione) dell’età pensionabile, un’imposta fortemente progressiva sugli alti redditi e sui grandi patrimoni, la crescita delle retribuzioni, la rinegoziazione dei trattati europei, ecc. Un moderatissimo Hollande che al confronto con il centro sinistra nostrano appare come un pericoloso estremista. In Romania il centrosinistra ha vinto le elezioni. In Gran Bretagna i laburisti sostenuti dalle Trade Unions hanno vinto le amministrative in quasi tutti i mille comuni del paese, e con grande distacco rispetto agli avversari. In Germania le elezioni parziali in due fra i più importanti Länder hanno segnato la sconfitta della Merkel e hanno fatto registrare una forte affermazione dei Piraten, movimento simile a quello di Grillo ma senza la figura del guru “altoparlante”, e quindi molto più democratico. Quando impareranno i grillini a fare a meno della figura paterna?

E poi la Grecia, dove Syriza, formazione di sinistra alternativa, movimento-partito organizzato in gran parte dagli indignados greci, ha preso oltre il 20% dei voti, con un programma che prevede il congelamento e la rinegoziazione del debito. Cioè la fine del debito come tabù intoccabile. C’è qualcuno nel Pd che ha le palle di sostenere pubblicamente questo obiettivo? Su Syriza e sul suo programma c’è in Italia la massima disinformazione, mentre si preferisce fare del terrorismo mediatico, il “finire come la Grecia” che ci dobbiamo sorbire un giorno sì e l’altro pure. E si tace sul fatto che insieme ad altre formazioni progressiste la sinistra greca potrebbe addirittura vincere le prossime elezioni politiche.

E in Italia? Qui da noi, fino a un paio di settimane fa nulla sembrava muoversi, ma l’esito delle amministrative ci ha sorpreso tutti. Il PdL e la Lega sono crollati. Chi l’avrebbe mai detto? Avete stappato la bottiglia di spumante? Il centro sinistra ce l’ha fatta, anche se nelle grandi città sono stati eletti sindaci non scelti dal Pd, Doria a Genova e Orlando a Palermo. Continuando così il trend affermatosi nelle precedenti amministrative di un anno fa con l’elezione di altri candidati non scelti dal Pd, Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli e Zedda a Cagliari. Dato negativo: l’altissima astensione. Dato sorprendente: il movimento a cinque stelle, dato oggi in base ai sondaggi come il secondo partito. Il primo a Parma, ovviamente. Fino a ieri – si diceva – antipolitica, oggi fenomeno passeggero, sperabilmente. Come i radicali, come la Lega. Ma che potrebbe invece contribuire in modo forte al rinnovamento della politica italiana. Vedremo fra un anno alle prossime elezioni politiche.

In attesa di ciò, bisogna dare per scontato che si debba arrivare proprio in fondo al baratro scavato da grandi banche, fondi di investimento, finanziarie, agenzie di rating e operatori di borsa (i cosiddetti “mercati”) per iniziare a reagire sul serio? Vogliamo darci una mossa?


Informazioni su Bruno Carchedi

Mi chiamo Bruno Carchedi. Sono nato ad Alessandria, città piemontese un po’ ligure. Mi sono laureato in ingegneria e ho sempre lavorato in grandi aziende dell’informatica. Mi sono buttato a capofitto nelle grandi lotte operaie e democratiche degli anni '70. Ho sempre fatto il sindacalista di base. In quanto sindacalista non ho mai fatto carriera in azienda. In quanto di base non ho mai fatto carriera nel sindacato. Il risultato è che adesso ho una pensione di sopravvivenza, anche se mi ritengo abbastanza un privilegiato. Cosa farei se potessi tornare indietro? Esattamente quello che ho già fatto. Ho due grandi passioni. Il buon vino (degustato in modiche quantità) anche se costa parecchio e la musica, che invece è alla portata delle mie tasche. Mi piacciono le danze etniche e popolari, e la musica classica (tutta). Ah, dimenticavo. Credevo che la Lega Nord fosse la più grande disgrazia capitata dopo il fascismo ... ma poi è arrivato Monti. Arrivato su MenteCritica grazie a questa opportunità

2 commenti su “#Sinistra Italiana Datti una Mossa

  • Gianalessio Ridolfi Pacifici

    Forse bisognerebbe organizzare una seduta spiritica caro Bruno. La sinistra italiana è trapassata ed è sottoterra. Lei si sta rivolgendo alle lapidi, generalmente poco proattive.
    Con grande simpatia 🙂

  • Antonello Puggioni

    E diamocela questo cazzo di mossa, che mi si stanno congelando i cosiddetti da oltre vent'anni.

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