Siamo veramente tutti fascisti


Non c’è niente di più stupido e deprimente della polemica di questi giorni sui “simboli del fascismo” come se un edificio, un francobollo del ventennio o una monetina che uno conserva in un cassetto per ricordo possano essere fascisti.
Il fascismo non è negli oggetti, non è nei libri, non è nemmeno nei ridicoli cartelli con i quali un esaltato ha cercato di differenziare la sua spiaggia da quelle concorrenti. Il fascismo è una contaminazione dell’anima, una deformazione del pensiero, una degenerazione del giudizio, la ferma ed assoluta convinzione di aver ragione a prescindere.
Ed ad essere fascisti non sono solo quei coglioni che si tatuano DVX sul bicipite e che vanno a fare casino nei raduni omosessuali, sono fascisti anche quegli intellettuali moderni convinti che la ragione sia sempre dalla loro parte perché “la loro è una forma superiore di pensiero”, quelli che si ascoltano solo tra di loro e che ignorano i bisogni di una nazione che sta scomparendo a causa del fatto che nessuno ne ha più veramente a cuore il destino.
Fascisti sono quelli chiusi a difesa del loro privilegio, della loro posizione, chiusi in un bozzolo impenetrabile, barricati dietro le loro “figure istituzionali”, le loro divise, i loro vitalizi.
L’italia è una nazione intrinsecamente fascista perché non ama e non ha fiducia dei suoi stessi cittadini. La Chiesa, i Carabinieri, i Partiti, i Sindacati, ecc. regnano come pallidi signori medievali su una terra oscura, senza il barlume di una scintilla di luce. Morta nell’anima prima che nel lavoro e nella politica. Si contesta il potere, ma se ne rimane asserviti, alternando baci e morsi alla mano del potente a seconda delle contingenze e senza rispetto, senza vergogna, rimanendo convinti che la furbizia e l’opportunità siano una sorta di valore primigenio rispetto al quale misurare tutte le cose.
La verità è che io, voi, siamo tutti fascisti e lo saremo fino a quando non faremo partire la vera Resistenza. Quella che libera prima se stessi e poi cambia il mondo.
Se nel frattempo pensate che fare una legge basti a lavare la coscienza di questo paese di mezze cartucce, fate pure.
Per me la strada è chiara e spero di averla già imboccata.


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi.
Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.