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Siamo Veramente Migliori dei Rosarnesi?

11 gennaio, 2010 - 10:41 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, latest




Condividi Siamo Veramente Migliori dei Rosarnesi?. Comandante Nebbia ti ringrazia.
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Stamattina ha fatto una certa impressione leggere l’articolo di Giuseppe Salvaggiulo su “La Stampa” on line a questo link.

“Riconsegnata ai bianchi, Rosarno è una città dissociata. Per il primo giorno dopo vent’anni, neanche un nero si vede per le strade.”

E’, infatti, la prima volta che vedo “ufficializzato” un contrasto sociale in termini razziali così espliciti. Mi viene da pensare che sia facile rimanere indignati da quanto accaduto a Rosarno come è facile essere favorevoli alla costruzione delle centrali nucleari. Più difficile dare giudizi quando si vive di fronte ad un accampamento clandestino o a un paio di chilometri dal cantiere di una nuova centrale nucleare.




Attenzione, per chi non avesse preso ancora il caffè: l'immagine è satirica

L’immigrazione, clandestina o regolare, si dirige verso i luoghi che offrono maggiore opportunità di lavoro e questo tanto più è vero quando si parla di lavoro onesto perché, per rubare, spacciare o sfruttare prostitute, ogni posto è buono. L’immigrato è “una risorsa” per l’Italia perché è disponibile a lavorare a condizioni peggiori sia in termini economici che ambientali. Sono veramente pochi i lavori che “gli italiani non vogliono fare più”, esistono solo lavori malpagati, faticosi e pericolosi.
In questo senso, l’immigrazione non è una “risorsa per l’Italia”, ma una risorsa per chi beneficia direttamente delle prestazioni a basso costo di persone tanto disperate da essere disposte a passare dodici ore in un campo per dieci, venti euro.

Fra quelli che hanno scatenato il pogrom di Rosarno non ci sono sicuramente coloro che hanno visto dilatare smisuratamente i loro profitti grazie allo sfruttamento di uomini disposti a vivere come animali pur di mettere insieme il proprio sostentamento. Ci sono invece quelli che hanno visto invadere il proprio territorio dai neri, quelli che vivono nelle vicinanze di insediamenti degradati e maleodoranti, quelli che si sentono minacciati dall’aspetto minaccioso di chi è abbruttito dalle privazioni e dalla fatica.

Immagine anteprima YouTube

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Purtroppo, la situazione non può cambiare. Quello che sogna qualcuno, l’immigrato ideale,l’automa incolore ed inodore che lavora tutto il giorno, si contenta di un piatto di minestra e poi scompare la sera senza accamparsi  e senza defecare per terra, non esiste. Per contentarsi di dieci/venti euro al giorno e avere qualcosa da mandare a casa, un immigrato deve vivere come vive. Sinceramente, al di là di ogni ipocrisia di facciata, ammettiamolo con con stessi, almeno. Quanti di quelli che leggono queste righe sarebbero veramente felici se il cortile di casa si trasformasse in una specie accampamento al solo scopo di arricchire il vicino?

Non è pensabile e non è nemmeno giusto che la collettività si faccia carico della sistemazione e sussistenza di “risorse umane” sottopagate. Il compito dello stato dovrebbe essere, prima di tutto, quello di garantire che nessun uomo viva come schiavo in Italia e, solo dopo, di favorire politiche di integrazione e assistenza.
Negli Stati Uniti, chi si serve di immigrati clandestini è perseguito severamente dalla legge. Personalmente, non ricordo alcuna condanna per imprenditori italiani accusati di aver sfruttato manodopera clandestina.

La questione rimane irrisolta. L’immigrazione ha reso disponibili una serie di vere risorse che, parzialmente, sono pervenute un po’ a tutti. Basti pensare alle badanti, alle collaboratrici domestiche, agli operai ed ai tanti artigiani stranieri che oggi lavorano in Italia, ma a questa immigrazione “sana” e già parzialmente integrata si è associata quella criminale e schiavista le cui proporzioni sono, purtroppo, ben maggiori. E’ questa che andrebbe ferocemente combattuta perché dalla paura di chi si sente assediato al razzismo il passo è breve e, quasi ovunque, è stato già fatto.

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Comments

16 Risposte a “Siamo Veramente Migliori dei Rosarnesi?”
  1. fma scrive:

    Mi sembra che tu abbia posto correttamente la questione.
    L’immigrazione, una necessità per i migranti, é di volta in volta una risorsa o un problema per chi la riceve. Dipende oggettivamente dal posto che si occupa nel contesto sociale e soggettivamente da come la si pensa, cioè dai valori etici a cui ci si ispira.
    Certo che la posizione di coloro che oggettivamente non ne vengono toccati, e il cui giudizio non è dunque soggetto ad alcuna verificica dai fatti, è una posizione di tutto riposo.
    Giovanni Sartori, qualche giorno fa, li ha definiti pensabenisti.
    Secondo me la politica e molti di noi hanno finora affrontato la questione più dal versante etico, che da quello pratico, che però non ha minore importanza.
    In questo aiutati dalla morale cattolica e da residui terzomondisti di un certo socialismo ecumenico.
    Credo che i fatti ci costringeranno a cambiare approccio e strumenti.

    • Mi sembra che tu tenda ad escludere l’eventualità che la gestione dell’immigrazione sia stata trascurata per motivi puramente economici. Un immigrato irregolare è più sfruttabile di un immigrato tranquillo ed integrato.
      Secondo me, senza voler ipotizzare una sorta di cupola, va anche considerato che gli immigrati in queste condizioni “convengono” di più.

  2. Rat scrive:

    Purtroppo c’è tutt’ora una visione della società e dell’economia completamente anacronistica:
    la ricchezza non le portano le braccia,
    men che meno quelle sottopagate e sfruttate,
    bensì i cervelli.
    Non si riesce ad uscire dal circuito mentale del poco lavoro da spartire fra molti, fatica ecc. ecc.
    la vera ricchezza è data da una società dinamica, preparata, giovane, brillante…
    tutto l’opposto dello spettacolo che vediamo oggi,
    dovremmo accogliere questi ragazzi, istruirli al meglio (e se loro vogliono studiare mentre gli italiani vogliono solo prepararsi per i casting al GF… meno maleci sono loro!) e dargli tutta l’assistenza per entrare nel mondo del lavoro o dell’università,
    così pure per i giovani italiani.
    Siamo alle politiche del 1800 ed invece siamo appena entrati nel secondo decennio del 21° secolo.

  3. anna m. caputano scrive:

    Qui da noi invece circola tale notizia:
    al sa’di gheddafi non paga il conto in hotel, chiesto decreto ingiuntivo al tribunale
    Venerdì 11 dicembre 09

    CHIAVARI- Ingiunzione di pagamento a carico di Gheddafi jr, figlio del discusso leader libico. L’uomo, 35 anni, ha trascorso un mese in una suite di un albergo tigullino omettendo di pagare il dovuto, circa 300 mila euro. I legali dell’hotel hanno chiesto al Tribunale di Chiavari una ingiunzione di pagamento.

    Il debito risale al 2007, quando Gheddafi era in procinto di passare alla Sampdoria per vivere un’esperienza sportiva nel calcio professionistico italiano dopo il tesseramento nell’Udinese e nel Perugia
    (da menabo nws)
    Sembra che il tribunale abbia addirittura dato ragione all’extracomunitario Gheddafi j. con buona pace dei leghisti del posto. Nessuno ha detto bau, eppure non tutti sono sampodoriani.
    Vorrei chiedere agli abitanti di Rosarno: Ce l’avete l’ispettorato del lavoro, se si, perchè non andare a protestare lì?

  4. Verrocchio scrive:

    Noi non siamo migliori dei rosarnesi, siamo i rosarnesi: il bello della politica è che dovrebbe impedirci di arrivare al punto di quel che è accaduto a Rosarno. Attraverso leggi e controlli, certo, ma anche con una certa lungimiranza.

    Non possiamo negare che la manodopera a costo quasi zero ci faccia comodo, perchè tiene (relativamente) bassi i prezzi dei generi alimentari: ma questo non è accettabile se porta alle nuove forme di schiavismo che abbiamo scoperto. E non è accettabile che, pagati una miseria ai produttori, gli stessi generi alimentari costino poi quattro e cinque volte di più sul bancone del supermercato. E qui i controlli dovrebbero scattare severi.

    Nemmeno possiamo accettare che delle persone, presenti sul suolo nazionale e con un lavoro onesto, debbano vivere nascoste o in condizioni disumane solo perchè ci opponiamo ideologicamente (questo è la Bossi-Fini) a fornire loro una sia pur minima legittimazione giuridica.

    • perchè tiene (relativamente) bassi i prezzi dei generi alimentari

      Molto relativamente. Ad un notevole incremento delle rese (coltivazioni intensive, pesticidi, ecc.), ad un aumento gigantesco delle importazioni (vedi Cina) ed ad un sostanziale decremento delle spese per manodopera è corrisposto un aumento sostanziale dei generi di prima necessità.

      Si tratta di evidenti speculazioni.

  5. Michela scrive:

    Sfruttando gli immigrati con tutti i lavori “piu umili” (ma quando mai un lavoro é umile e degradante e quando un lavoro è nobile? quando tutti i lavori se onesti e rispettosi della dignità umana sono “nobili”…)che a noi italiani scoccia fare abbiamo riammesso nella nostra “cultura” e “civiltà” postmoderna l’istituto della schiavitù.
    Leggete se potete il romanzo dello scrittore inglese H.G. Wells “La macchina del tempo”…e meditiamo sugli sviluppi di tutto quello che ci sta accadendo intorno.
    Ciao!
    Michela

  6. Alfonso scrive:

    Tre cose gravissime sono accadute a Rosarno. Lo dico con una certa spocchia, da Roma, quindi invoco la “licenza poetica”.
    Vorrei mettere in fila qualche punto, valido per me per definire un po’ la faccenda.
    Il razzismo è SEMPRE una facciata.
    Rosarno è una cittadina più piccola di Sulmona. Ma potrebbe anche non essere così, anche Montevarchi è più piccolo di Sulmona, ma se poi si sommano le frazioni… ma andiamo avanti.
    Quei poveracci sono lì dentro, si dice, da una ventina d’anni.
    Schiavitù e “convivenza” sono, senz’altro dire, due cose completamente diverse.
    I giornali MENTONO (va beh…)
    Il primo doveroso rimedio: i “sommossatori”.
    In ogni caso: non si va in giro per le strade della mia nazione armati a meno di una motivazione che io possa giustificare (e giustifico solo le forze dell’ordine pubbliche e private, ovviamente, solo perché pare non se ne possa fare a meno).
    Se l’esasperazione giustifica l’iniziativa criminale, tutto diventa lecito (ok, questa fa un po’ smemoranda…)

    Ok, la prima cosa triste a pensarsi, tristissima: c’è chi regna per 20 anni e non fa succedere quello che è successo. O è bravo abbastanza da non farlo uscire dal centro abitato. E parlo di quelli che hanno fatto entrare i clandestini e che ne hanno mantenuto la stabilità ponendo in essere un equilibrio tra questi e la popolazione. E’ quindi gravissimo il modo con cui questo equilibrio è stato rotto.
    La seconda, ovvia ma da ribadire: siamo noialtri a giovare della loro schiavitù. Nessuno ce lo dice, noi lo sospettiamo OVVIAMENTE, ma ci conviene. Quindi andiamo al mercato e compriamo i loro prodotti. E’ quindi tremendamente scorretto schierarsi dalla parte di chi è sotto assedio. Dopo tutto questo tempo, è la statistica a dirti cosa succederà.
    La terza, è la più inquietante secondo me, deve un’ulteriore premessa: la multietnicità è una forma mentis, non è solo un’idea o una bella iniziativa. Noi abbiamo un solo parametro per giudicare noi stessi e gli immigrati: IL LAVORO. Qui si evade un po’. Che fai nella vita? Il parrucchiere. Sei razzista? No, se vieni in Italia regolarmente E LAVORI E PAGHI LE TASSE E NON DELINQUI non sono razzista. Chi non è entrato in contatto, faccio un esempio, con un criminale albanese piuttosto che un gitano e non ha pensato che tutti sono come lui? Forma mentis. Non ne abbiamo. E loro dovrebbero saperlo e, semmai, preferire la Spagna o meglio ancora la Francia. Quindi, per tornare al discorso, essendo molto raro questo modo di pensare nel nostro paese, possiamo solo fare quello che hanno fatto a Rosarno. Hanno ri-risposto coi roghi. Perché l’italiano, si sa, è “cristiano” ma soprattutto bianco. Questi poveracci, d’altra parte, NON SONO ITALIANI. con tutto che è 20 anni che stanno qui. A me questo pare decisamente assurdo.

    Sapete cosa mi fa più paura? Ho paura del giorno in cui qualcuno (che so, un bambino) parlerà a qualcun altro di una bimba (meravigliosa) che conosco da relativamente poco, con queste parole: “è simpatica: figlia di un italiano e di una cinese. QUINDI è bianca MA con gli occhi a mandorla”.

    Oggi, si dice, sfilano insieme, schiavi e padroni. Serie A e serie Z. E, per un giorno, tutti ipocritamente insieme. Ma non so se ho il diritto di scriverlo. Senz’altro ne ho libertà :)

    Grazie

    • Sapete cosa mi fa più paura? Ho paura del giorno in cui qualcuno (che so, un bambino) parlerà a qualcun altro di una bimba (meravigliosa) che conosco da relativamente poco, con queste parole: “è simpatica: figlia di un italiano e di una cinese. QUINDI è bianca MA con gli occhi a mandorla”.

      comprendo pienamente questa tua preoccupazione, ma credo sia infondata. Il fatto che i bambini stiano crescendo tutti insieme è la migliore garanzia perché, in futuro, certe cose siano notate molto meno.

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