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	<title>Commenti a: Siamo figli della Bibbia o di Omero?</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 11:45:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: gianni tirelli</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/siamo-figli-della-bibbia-o-di-omero/leggere/laura-costantini/836/#comment-57499</link>
		<dc:creator>gianni tirelli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 18:02:26 +0000</pubDate>
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		<description>IL MISTERO DEL LIBERO ARBITRIO

- Arbitrio: piena facoltà di scelta nel giudicare e nell’operare da parte del soggetto – 
- Libero arbitrio: la possibilità propria dell’uomo di fare o non fare qualcosa, “decidendo liberamente” -

Ecco, io credo che l’arbitrio, sia il mistero dei misteri e, la spiegazione sopra riportata dal Devoto-Oli (per dovere di sintesi e del tutto legittima), riduce il concetto di “arbitrio”, ad un fattore comportamentale che definirei, tecnico. 
Il Grande Enigma sta proprio in quel, “decidendo liberamente” - ma liberamente da cosa?
Se tutti gli altri, in un modo o in un altro, intervengono nel condizionare le nostre scelte, possiamo noi ritenerci i soli responsabili dei nostri comportamenti? 
E’ pensabile che, l’anima e la coscienza (come per la genetica), siano soggette a condizionamenti di natura ereditaria? 
E sulla base di una tale supposizione, gli individui, non cesserebbero di ritenersi responsabili dei loro atti?
Nessuno, a questo punto, potrebbe “decidere liberamente”  ne, tanto meno, essere accusato di qualcosa.  
Mai e poi mai potrebbe, inoltre, esistere un tribunale super partes, in grado di addivenire ad un giudizio inequivocabile e assoluto.
Se le cose fossero in questi termini, l’umanità, sarebbe avvolta dentro un relativismo totale e schiacciante e, il caos, regnerebbe imperturbabile.  
Di fatto poi, le cose sono ben diverse; la terra gira sempre intorno al sole, e l’alba, si alterna al tramonto, con una precisione disarmante. I fiori, ritornano a sbocciare a primavera, e l’acqua a scorrere verso il mare. 
Anche dentro di noi, nonostante il relativismo dilagante che caratterizza le nostre moderne società consumiste, questo meccanismo continua a funzionare, perfettamente e autonomamente. Possiamo ribellarci al Disegno Supremo, contrastarlo, dimenticarlo e, provare in tutti i modi a rimuoverlo, ma lui, imperituro, non cesserà mai di essere.
Questa é la legge e queste sono le regole inviolabili. 
Per un tale motivo, la coscienza, saprà sempre distinguere il giusto dall’iniquo e la verità dalla menzogna. Anche l’uomo più insensato e diabolico di questo mondo, dovrà sempre sottostare a questo dogma e, volente o nolente, piegarsi al suo volere. 
Da tutto ciò sopra esposto, possiamo facilmente comprendere (per poi dedurre), che non esiste alcun Dio sopra di noi, giudice assoluto delle nostre azioni che, nella condanna e nel perdono, esercita sua funzione di Parametro Inquisitore e misericordioso ma, che quel Dio, è la sublimazione del nostro arbitrio e la proiezione immaginifica di un’entità astratta addotta ad attenuante e causa primaria di ogni cosa. 
Ecco perché, il giudizio sull’uomo non contempla condoni di sorta e prescinde da ogni personale condizione! Essendo ogni uomo, Dio all’origine, non gli è concesso di demandare ad altri, le sue responsabilità, essendo lui stesso, quel Dio. E’ l’uomo, il giudice di se stesso; si assolve e si condanna, si commisera e si esalta. Se il verdetto che, l’uomo, nella sua doppia veste di giudice supremo e imputato, non corrisponde, o non è il risultato di una oggettiva, consapevole valutazione della realtà dei fatti, l’uomo, dicevo, pagherà con il dolore, il prezzo della sua codardia esistenziale  .     
Ecco svelato il mistero del libero arbitrio. L’uomo é Dio di se stesso, in quanto, unico e solo parametro, imputato a decidere, arbitrariamente, della sua salvezza e della sua sconfitta.
Solo così, nonostante il limite della parola (che non è, che l’ombra della verità inespressa), siamo in grado di comprendere il senso della frase: “Decidendo liberamente” e, interpretarla correttamente nel suo significato più nascosto e remoto.

Del resto, le parole, non sono di alcuna utilità se, la passione della conoscenza e della verità, non abitano il nostro cuore. E’ nella comprensione muta del mistero, che la verità si spoglia da ogni pregiudizio e incomprensione per aprirsi, nuda, al cospetto della nostra anima e, nella spiegazione didattica, che relativizza la sua natura divinatoria e ogni suo presupposto di giustizia. 

Gianni Tirelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IL MISTERO DEL LIBERO ARBITRIO</p>
<p>- Arbitrio: piena facoltà di scelta nel giudicare e nell’operare da parte del soggetto –<br />
- Libero arbitrio: la possibilità propria dell’uomo di fare o non fare qualcosa, “decidendo liberamente” -</p>
<p>Ecco, io credo che l’arbitrio, sia il mistero dei misteri e, la spiegazione sopra riportata dal Devoto-Oli (per dovere di sintesi e del tutto legittima), riduce il concetto di “arbitrio”, ad un fattore comportamentale che definirei, tecnico.<br />
Il Grande Enigma sta proprio in quel, “decidendo liberamente” &#8211; ma liberamente da cosa?<br />
Se tutti gli altri, in un modo o in un altro, intervengono nel condizionare le nostre scelte, possiamo noi ritenerci i soli responsabili dei nostri comportamenti?<br />
E’ pensabile che, l’anima e la coscienza (come per la genetica), siano soggette a condizionamenti di natura ereditaria?<br />
E sulla base di una tale supposizione, gli individui, non cesserebbero di ritenersi responsabili dei loro atti?<br />
Nessuno, a questo punto, potrebbe “decidere liberamente”  ne, tanto meno, essere accusato di qualcosa.<br />
Mai e poi mai potrebbe, inoltre, esistere un tribunale super partes, in grado di addivenire ad un giudizio inequivocabile e assoluto.<br />
Se le cose fossero in questi termini, l’umanità, sarebbe avvolta dentro un relativismo totale e schiacciante e, il caos, regnerebbe imperturbabile.<br />
Di fatto poi, le cose sono ben diverse; la terra gira sempre intorno al sole, e l’alba, si alterna al tramonto, con una precisione disarmante. I fiori, ritornano a sbocciare a primavera, e l’acqua a scorrere verso il mare.<br />
Anche dentro di noi, nonostante il relativismo dilagante che caratterizza le nostre moderne società consumiste, questo meccanismo continua a funzionare, perfettamente e autonomamente. Possiamo ribellarci al Disegno Supremo, contrastarlo, dimenticarlo e, provare in tutti i modi a rimuoverlo, ma lui, imperituro, non cesserà mai di essere.<br />
Questa é la legge e queste sono le regole inviolabili.<br />
Per un tale motivo, la coscienza, saprà sempre distinguere il giusto dall’iniquo e la verità dalla menzogna. Anche l’uomo più insensato e diabolico di questo mondo, dovrà sempre sottostare a questo dogma e, volente o nolente, piegarsi al suo volere.<br />
Da tutto ciò sopra esposto, possiamo facilmente comprendere (per poi dedurre), che non esiste alcun Dio sopra di noi, giudice assoluto delle nostre azioni che, nella condanna e nel perdono, esercita sua funzione di Parametro Inquisitore e misericordioso ma, che quel Dio, è la sublimazione del nostro arbitrio e la proiezione immaginifica di un’entità astratta addotta ad attenuante e causa primaria di ogni cosa.<br />
Ecco perché, il giudizio sull’uomo non contempla condoni di sorta e prescinde da ogni personale condizione! Essendo ogni uomo, Dio all’origine, non gli è concesso di demandare ad altri, le sue responsabilità, essendo lui stesso, quel Dio. E’ l’uomo, il giudice di se stesso; si assolve e si condanna, si commisera e si esalta. Se il verdetto che, l’uomo, nella sua doppia veste di giudice supremo e imputato, non corrisponde, o non è il risultato di una oggettiva, consapevole valutazione della realtà dei fatti, l’uomo, dicevo, pagherà con il dolore, il prezzo della sua codardia esistenziale  .<br />
Ecco svelato il mistero del libero arbitrio. L’uomo é Dio di se stesso, in quanto, unico e solo parametro, imputato a decidere, arbitrariamente, della sua salvezza e della sua sconfitta.<br />
Solo così, nonostante il limite della parola (che non è, che l’ombra della verità inespressa), siamo in grado di comprendere il senso della frase: “Decidendo liberamente” e, interpretarla correttamente nel suo significato più nascosto e remoto.</p>
<p>Del resto, le parole, non sono di alcuna utilità se, la passione della conoscenza e della verità, non abitano il nostro cuore. E’ nella comprensione muta del mistero, che la verità si spoglia da ogni pregiudizio e incomprensione per aprirsi, nuda, al cospetto della nostra anima e, nella spiegazione didattica, che relativizza la sua natura divinatoria e ogni suo presupposto di giustizia. </p>
<p>Gianni Tirelli</p>
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		<title>Di: Laura Costantini</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/siamo-figli-della-bibbia-o-di-omero/leggere/laura-costantini/836/#comment-50329</link>
		<dc:creator>Laura Costantini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 12:31:42 +0000</pubDate>
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		<description>Il saggio di Fortunato Pasqualino è pubblicato all&#039;interno del volume dedicato alla religione ebraica nell&#039;opera STORIA DELLE RELIGIONI edita da Rizzoli-Larousse. Non ho i volumi a portata di mano e quindi non so dirle l&#039;anno di edizione. Grazie per l&#039;attenzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il saggio di Fortunato Pasqualino è pubblicato all&#8217;interno del volume dedicato alla religione ebraica nell&#8217;opera STORIA DELLE RELIGIONI edita da Rizzoli-Larousse. Non ho i volumi a portata di mano e quindi non so dirle l&#8217;anno di edizione. Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ciro colonna</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/siamo-figli-della-bibbia-o-di-omero/leggere/laura-costantini/836/#comment-50317</link>
		<dc:creator>ciro colonna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 04:59:59 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile sig.ra Costantini, mi ha incuriosito il saggio di Fortunato Pasqualino al quale Lei ha fatto riferimento. Mi farebbe piacere avere qualche indicazione sulla pubblicazione . Grazie. ciro colonna   - &lt;strong&gt;email rimossa e comunicata direttamente all&#039;interessata&lt;/strong&gt; -</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile sig.ra Costantini, mi ha incuriosito il saggio di Fortunato Pasqualino al quale Lei ha fatto riferimento. Mi farebbe piacere avere qualche indicazione sulla pubblicazione . Grazie. ciro colonna   &#8211; <strong>email rimossa e comunicata direttamente all&#8217;interessata</strong> -</p>
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	<item>
		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/siamo-figli-della-bibbia-o-di-omero/leggere/laura-costantini/836/#comment-44472</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 23:50:09 +0000</pubDate>
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		<description>Che bel commento! Infatti la bibbia ( storia inventata di superstizioni babilonsi riprese dagli ebrei ) ci insegna i libero arbitrio, il senso dell&#039;onore, il coraggio, la fedeltà, l&#039;intelligenza, la misericordia.....ma no queste sono virtù pagane: bisogna sottomettersi al volere di geova, il dio dittatore e sterminatore di popoli per un capriccio....  ma come si fa a paragonare Omero alla bibbia????&#039; E&#039; da tremila anni che i lettori del libro ( bibbia-vangelo-corano, tutti identici ) si scannano per chi è il più monoteista..... per carità, la bibbia al massimo la si può usare se uno ha finito le riserve di carta igienica....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che bel commento! Infatti la bibbia ( storia inventata di superstizioni babilonsi riprese dagli ebrei ) ci insegna i libero arbitrio, il senso dell&#8217;onore, il coraggio, la fedeltà, l&#8217;intelligenza, la misericordia&#8230;..ma no queste sono virtù pagane: bisogna sottomettersi al volere di geova, il dio dittatore e sterminatore di popoli per un capriccio&#8230;.  ma come si fa a paragonare Omero alla bibbia????&#8217; E&#8217; da tremila anni che i lettori del libro ( bibbia-vangelo-corano, tutti identici ) si scannano per chi è il più monoteista&#8230;.. per carità, la bibbia al massimo la si può usare se uno ha finito le riserve di carta igienica&#8230;.</p>
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	<item>
		<title>Di: Uyulala</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/siamo-figli-della-bibbia-o-di-omero/leggere/laura-costantini/836/#comment-5735</link>
		<dc:creator>Uyulala</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2007 10:28:41 +0000</pubDate>
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		<description>Mi &#232; piaciuto molto questo brano. E&#039; un punto di vista al quale non avevo pensato. Ottimo spunto di riflessione. Grazie </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi &egrave; piaciuto molto questo brano. E&#039; un punto di vista al quale non avevo pensato. Ottimo spunto di riflessione. Grazie</p>
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