Si Facci gli Affari Suoi
7 aprile, 2010 - 10:59 di Comandante Nebbia
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Ieri sera, più o meno verso le 20.30, mi trovavo ad ascoltare, come accade spesso, Radio24 e nello specifico “La Zanzara”, la versione confindustria(1) di “Zapping“, lo storico programma serale di Radio1.
“” è condotta da Giuseppe Cruciani. Personaggio interessante questo Cruciani. Per certi versi indefinibile. L’unica caratterizzazione che mi sento di attribuirgli è “minimizzatore“. Il compito di Cruciani sembra essere quello di smorzare ogni forma di stupore o di indignazione. Qualsiasi cosa accada, dal presidente del consiglio che si intrattiene con una prostituta, al responsabile della protezione civile che prenota una seduta massaggi per “farsi dare una ripassata da Francesca“, per Cruciani, in nome del garantismo, è tutto normale. Non fa notizia. Così, con un ampio ricorso alla ““, qualsiasi ascoltatore che telefoni per dirsi indignato o semplicemente preoccupato per quello che accade oggi in Italia, è destinato a passare per paranoico.
Non nego che, nella gran parte dei casi, Cruciani ha anche un po’ ragione. Sospetto che il merito sia in gran parte della sua redazione che ha la capacità di approvvigionarlo di esagitati con ammirevole continuità.

A dire il vero, qualche settimana fa ho avuto l’impressione che Facci stesse per fare una specie di capriola. Quando il nostro esimio presidente del consiglio, pochi giorni prima delle elezioni, promise di sconfiggere il cancro in tre anni, ho sentito Facci, proprio a “La Zanzara”, dire che lui aveva avuto la famiglia massacrata dal cancro e che con quella boutade Berlusconi aveva passato il segno. Sembrava che il mastino stesse per mordere la cara mano del vecchio amico, poi ci sono state le elezioni che sono andate come sono andate e il mastino si è rimesso a cuccia.
Ho divagato. Stavo dicendo che Cruciani chiama Facci. Oggetto della chiacchierata è il simpatico articolo comparso su Libero(2) nel quale Facci accusa “Il Fatto Quotidiano” di fruire di contributi statali anche se sotto la testa del quotidiano c’è scritto “non riceve alcun finanziamento pubblico“. Si tratterebbe di un importo vicino ai 300.000 euro all’anno che la Presidenza del Consiglio dei Ministri verserebbe a Poste Italiane per integrare la tariffa di spedizione delle copie del “Il Fatto Quotidiano” destinate agli abbonati.
Nel suo pezzo, Facci fa molti numeri relativi a questi “famigerati contributi indiretti” e cita Mondadori, il Gruppo Espresso-Repubblica e il Sole 24 Ore. Cruciani e Facci cinguettano amorevolmente sofisticando sul fatto che questi 300.000 euro, per quanto non versati direttamente al giornale di Travaglio, sono pur sempre un contributo. Ad un certo punto, nella telefonata si inserisce anche Belpietro, il direttore di Libero Bispensiero, e l’imbarazzo derivante dalla sensazione di origliare una telefonata tra innamorati improvvisamente diventa insopportabile perché i tre, messi da parte i convenevoli, passano alla masturbazione reciproca, metaforicamente s’intende(3).
Sembra di ascoltare una marchetta fatta da tre giornalisti contemporaneamente. Eccezionale. Ascoltatela e giudicate voi.
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Tutto giusto. Il Fatto Quotidiano, in un modo o nell’altro, becca 300.000 euro all’anno e, secondo me, fa male a fare il pierino mettendo quella scritta sotto la testata.
Gli allegri gigioni, invece, dopo aver sparlato del il Fatto Quotidiano e dei milioni che gli altri beccano dallo stato, dimenticano, tutti e tre, di aggiungere che il Quotidiano Libero, oltre agli stessi contributi indiretti che becca Il Fatto Quotidiano, percepisce dallo stato e, quindi da tutti noi, un contributo, diretto stavolta, di € 7.794.367,53 (sette milioni settecento novantaquattromila trecentosessantasette e spiccioli), secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili. Il contributo ad un quotidiano più alto in assoluto.
Per chi volesse saperne di più, consiglio la lettura di questo pezzo di MenteCritica dove troverete, testata per testata, tutti i contributi erogati a L’Unità, il Manifesto, il Foglio, eccetera.
Chissà perché sul blog de Il Fatto Quotidiano se ne sono usciti con invece che citare i numeri.
In quanto al minimizzatore, il mastino ed il bel Pietro, li ascriverei senza indugi alla categoria Farkas. Chissà quando leggeremo un loro panegirico a sostegno della prossimo prodottino della Apple. Vista la professionalità dei tre giornalisti, finiremo a fare la fila all’Apple Store prima ancora di essercene resi conto.
Si Facci gli Affari Suoi è di Comandante Nebbia
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Note
- Radio24 è del gruppo IL Sole 24 Ore [↩]
- eccolo qui in formato PDF [↩]
- è il secondo giorno che su MenteCritica si parla di un certo tipo di giornalismo e di masturbazione. Sono il primo ad ammettere che trattasi di fenomeno inquietante [↩]

Ahah, eccezionale perché anch’io quando ho ascoltato quella parte della trasmissione ho pensato che si trattasse di un incontro “amoroso”…
Ma questi signori non vogliono nascondere le loro nefandezze. Il loro obiettivo è un altro: dimostrare che sono tutti uguali. Loro vogliono dire il cittadino: noi forse facciamo schifo ma gli altri non fanno meno schifo di noi. Tutti merde, nessuno merda. Purtroppo spesso ci riescono benissimo.
Sono anche due bei ragazzi. Non ci sarebbe niente di male.
Speriamo che ci facciano un pensierino.
Mi piacciono le coppie bene assortite. Mi mettono allegria.
oddio! tempo fa mi addormentavo sulle telefonate alla Zanzara nella sua replica notturna. O meglio, sulle risposte minimal di Cruciani.
La cosa che – ricordo – mi sbigottiva di più, era l’assoluta arrendevolezza degli ascoltatori che intervenivano, e in più di un’occasione ho avuto il sospetto che fossero telefonate preconcordate.
il siparietto dell’audio, quando sarai al potere, sugerisco di metterlo come musichetta di cortesia negli ascensori
Telefonate truccate? No non credo. Ci sono tanti coglioni in giro. Basta scegliere.
Ho scoperto questa trasmissione solo qualche settimana fa. Zapping è a volte interessante nonostante Aldo Forbice sia di una arroganza veramente fastidiosa.
Questo Cruciani non l’ho inquadrato bene. Vero quello che dice il Comandante: tende sempre a minimizzare. Però devo ammettere che non mi dispiace, forse proprio perché anomalo.
Questa sera sulla questione dei finanziamenti è intervenuto un giornalista del fatto (Marco Lillo) che ha detto esattamente quello dicevi tu: ha sparato le cifre.
it’s never tropp tard