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Si fa Presto a Dirsi “Cattolici”

15 febbraio, 2008 di Fully  
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la_mano.jpg

L’Italia è un Paese a stragrande maggioranza cattolica. Non si discute, lo dicono i numeri: su una popolazione di circa 56 milioni di abitanti circa l’88% è battezzato, quindi può a buon diritto dichiararsi cattolico. E siccome chi detiene il copyright – mi si passi il termine – sul cattolicesimo è Santa Romana Chiesa con sede in Vaticano, tutti questi cattolici non potranno che uniformarsi agli indirizzi del Vaticano. E’ il Vaticano, infatti, il gestore unico del “club” al quale chi si dice cattolico è iscritto fin dal battesimo e del quale ogni volta che recita il “Credo” si impegna a rispettare le regole.
Ma è davvero così?

A me piacerebbe potermi arrampicare su una montagna altissima ed, immaginando di poter vedere di lassù tutti gli italiani, vorrei fare con loro un mini-sondaggio, appena quattro test.
Posso cominciare? Ok, vado.
“Tutti quelli che si dichiarano cattolici alzino la mano”. Immediatamente si alzano festose più o meno 49 milioni di braccia. Moltissime sventolano anche una bandierina bianco-gialla con le insegne di Benedetto XVI.

Eccoci al primo test: “Ora riabbassino la mano coloro che sono favorevoli al divorzio”. C’è un crollo di mani: vedo abbassarsene la bellezza di 32 milioni, le mani che restano alte sono 17 milioni. Certo, sono ancora tante, ma meno di un terzo del totale degli italiani sono quelli che condividono uno dei pilastri della dottrina cattolica: il matrimonio – salvo casi particolarissimi – è indissolubile.
“….mmm… Possibile?” Quasi quasi non ci credo.

Va bene, passiamo al secondo test: “Voi che vi dichiarate cattolici, alzate di nuovo le mani”. Ed ecco di nuovo 49 milioni di braccia si rialzano, un po’ meno festose. Si vedono un po’ meno bandierine, forse qualcuno comincia già a sentirsi in imbarazzo?
“Ora per favore abbassino la mano tutti coloro che ritengono giusto ricorrere all’aborto in caso di grave pericolo per la salute della donna o di malformazione del feto”.

Sbalorditivo: restano alzate appena 10 milioni di mani: infatti circa l’80% dei cattolici è favorevole all’aborto per queste fattispecie (che poi sono quelle previste dalla legge 194 del 1978). E con la difesa della vita, come la mettiamo? Se si trattasse davvero di difendere la vita staremmo messi male, perché solo il 20% dei cattolici sarebbe pronto a lottare su questa trincea.

vaticanf.gif

Il sondaggio lo finisco qui. Rinuncio al terzo test, quello su coloro che si dichiarano contrari alla pillola, al preservativo o comunque ad un metodo anticoncezionale che non sia di quelli cosiddetti “naturali”, gli unici ammessi dalla Chiesa di Roma. E butto alle ortiche pure il quarto test, quello su coloro che si dichiarano contrari ai rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio. Immagino che le braccia alzate sarebbero in entrambi i casi qualche sparuto milione.
Per dirla tutta, mi ero preparato un quinto test a sorpresa. Volevo chiedere ai cattolici quanti ritengono giusto pagare le imposte e le tasse fino all’ultimo euro (ricordate? “Date a Cesare quel che è di Cesare…”) ma di sorprese, per oggi, basta così.

Il gioco finisce qui, ora viene la morale della favola.
Non è difficile dichiararsi cattolici in quanto battezzati. Però è bizzarro dichiararsi cattolici e poi essere pronti a contravvenire ad alcuni dei precetti fondamentali della Chiesa cattolica; dissociarsi cioè dalle regole di quel “club” di cui parlavo prima. Non è un po’ come iscriversi ad un torneo di tressette e voler giocare con 30 carte anziché 40?

Mi pare già di sentire qualcuno laggiù che protesta: “Ma io ho una mia religiosità che prescinde da alcuni precetti della Chiesa cattolica”. Come dire: le regole che non mi piacciono non le rispetto e… amen.
“E se è così” – domando io – “che senso ha continuare a dichiararsi cattolici?”

N.B. I numeri che ho citato sono elaborazioni del rapporto EURISPES 2005 sui cattolici in Italia, di cui si può leggere una sintesi a questo link.

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Comments

31 Risposte a “Si fa Presto a Dirsi “Cattolici””
  1. francesco scrive:

    E’ difficile domandarsi cosa significa essere cattolici, c’è troppa paura di trovarsi “diversi” (sopratutto in pubblico, magari uno si scopre musulmano : un nemico!). Ti prendono da neonato ti battezzano perchè “và fatto”, qui stà l’origine dell’anomalia di cui parli.

    Perchè sei cattolico? perchè “lo sono di famiglia”, “perchè sono italiano”…

  2. Alfonso scrive:

    “I am Fully agree”… purtroppo moltissimi italiani di oggi non hanno chiesto di essere battezzati ma, in virtù di questo ricatto psicologico legato al peccato originale ed alla destinazione dell’anima dopo la morte, gli è toccato. E sono arrivati (ma sempre prima di poter davvero ragionare con la propria testa) a 11-12 anni con comunione e cresima sulle spalle. Un peso insostenibile, a mio avviso, per uno che ha appena finito le “elementari”.
    Ma essere cattolici era ed è utile per tante piccole tradizioni ed usi (nonché “vizi” del comportamento): “il battesimo sicuramente male non fa”, “il battesimo è la festa di nascita e peraltro ci fanno tutti i regali”, “mettiamo le mani avanti perché non c’è certezza ma metti che sia tutto vero…”, “alla fine la Bibbia dice cose giuste”, “sapere che c’è qualcuno che ti attende dall’altra parte ti rende felice”, “il matrimonio in chiesa è SEMPRE un matrimonio in chiesa” fino al “non posso credere che il miliardo circa di persone nel mondo che ci crede siano tutti stupidi” e “comunque alla fine Dio c’è in tutte le religioni”. Basta questo per autodefinirsi cattolici.
    E se pensiamo agli 80enni contadini di paese che hanno fatto a malapena le elementari che cantano in chiesa la “stabat mater”, ci rendiamo conto di essere veramente tutti “cattolici” perché siamo cresciuti così. Non c’entra niente col cattolicesimo ma basta per autodefinirsi.
    In effetti, solo negli ultimi anni è comparsa questa figura del “cattolico come mi pare”. Quindi si, c’è il Cristo e la croce, volémise bbene, e per i più arditi c’è il “non desiderare…”.
    Io sotto questo punto di vista sono completamente d’accordo con te.
    Sei cattolico come ti pare? Allora non sei cattolico!
    Parafrasando quei simpaticoni dei Testimoni di Geova, direi che sarebbe proprio il caso di Svegliarsi!

  3. F.Maria Arouet scrive:

    Caro Fully, ma perché essere cattolici e di larghe vedute é la cosa più conveniente.
    Se Dio c’é credendoci lo “obblighiamo” in qualche modo a perdonarci, nell’ora della nostra morte, per ciò che in vita abbiamo fatto, o pensato, contro i “suoi” comandamenti. Lo sa benissimo anche Lui che siamo peccatori.
    Se non c’é non ci abbiamo rimesso nulla, tanto abbiamo fatto comunque quello che ci faceva comodo.

  4. Angela scrive:

    Hai dimenticato che la stagranza maggioranza degli italiani, sono cattolici solo perchè battezzzati loro malgrado.

  5. Marco il buono scrive:

    Molto utile questo articolo di Fully che finalmente ci spiega cos’è la Chiesa Ikea (fai da te).
    A parte gli scherzi, gli italiani non ritengono utile porsi certe domande, quindi si dichiarano cattolici, anche se non lo sono, e tornano a guardare media-set, partita, incontro.

  6. maxi scrive:

    hai dimenticato una domanda: ma perchè se voi vi sentite liberi di dichiararvi cattolici e rispettare solo alcuni dei precetti della vostra religione, poi volete imporre per legge a noi, che cattolici non siamo, quelle poche regole che voi seguite?

    arroganza?

  7. Lisa scrive:

    @maxi: sei un grande. Non vado avanti.

    Comunque, io sono stata battezzata (e ho fatto anche la comunione, ahimè), eppure non credo. Il battesimo è una cosa che fanno più o meno tutti perchè “si deve fare”. Il cattolicesimo in generale non è più ormai una faccenda di fede personale, di carità, e tutto quanto, ma una faccenda di “si deve fare”, “lo fanno tutti”. Perchè se vai in chiesa agli occhi del “popolo” sei già una persona più buona delle altre.
    Tutti sono capaci a proclamarsi cattolici e andare in chiesa (o nemmeno quello) salvo poi fare come vogliono nella vita privata, tanto nessuno viene a controllare. Fully, il sondaggio andrebbe fatto sul serio e ci faremo una magra figura, da incoerenti per non dire veri ipocriti. Il discorso “ma io ho idee diverse” non regge: se aderisci ad una religione, cosa che da una certa età in poi fai consapevolmente, battesimo o meno, devi rispettarne le regole senza aggiustartele secondo il tornaconto personale.

    Però vorrei fare un’osservazione: preciso che non è una contestazione né un modo di rinnegare quello che ho detto fino ad adesso. Ma siamo sicuri che Gesù Cristo ha davvero detto tutto questo? Ha detto che non dobbiamo usare il preservativo? Ha detto che per le chiese non si deve pagare l’ICI? Vabè che le pietre non sono tassabili… e potrei andare avanti. Ho come la sensazione che se il caro buon Gesù Bambino delle preghiere dei bambini ricapitasse da queste parti, il primo a beccarsi un calcione nel didietro sarebbe il caro Benedetto XVI…

  8. Adetrax scrive:

    Nei test c’e` una piccola ambiguita`, ovvero non si capisce se si esprimono orientamenti generali a livello di cittadini (cattolici o meno), es: sei favorevole all’esistenza del divorzio (come possibilita’) ? oppure le proprie convinzioni personali, es.: tu vorresti mai divorziare ?

    E’ possibile che come cittadini non desiderino negare una liberta’ di scelta a chi non e’ cattolico o comunque non condivide i loro valori e quindi esprimono il loro giudizio a livello legislativo / statale.

    Sul sesso fuori dal matrimonio e le tasse casca il palco e per questo c’e’ una risposta di base sufficientemente convincente: sono “italiani”, spesso con radici in culture sospette.

    Bisogna poi considerare il bombardamento mediatico cui sono sottoposte le labili menti fin dalla piu’ tenera eta’ e la tendenziale mancanza di coerenza nei comportamenti.

    Infine ci sono sempre meno preti, quelli in attivita’ sono sempre piu’ anziani (fino a 90 anni e oltre) e sempre meno connessi con il resto della societa’ su cui incidono sempre meno e per cui pregano sempre meno; in queste condizioni le pecorelle smarrite non possono che aumentare sempre di piu’.

    Riguardo alla domanda “che senso ha continuare a dichiararsi cattolici ?”, penso che la risposta piu’ facile potrebbe essere: “infatti, c’e’ ormai una massa di eretici in cui molti non sanno neanche di esserlo”, una risposta piu’ seria potrebbe essere: “essere cattolici vuol dire credere alle verita’ fondamentali, tutto il resto puo’ essere solo frutto di peccato e ignoranza”.

    Quanti cattolici leggono le encicliche papali ?

    Quanti cattolici approfondiscono seriamente determinati temi e cercano di mantenere comportamenti coerenti con i precetti della loro religione ?

    Ecco, sono queste le domande cui bisognerebbe rispondere per prime.

  9. Fully scrive:

    Grazie a tutti per questi interventi. Alcune sono reazioni che in qualche modo mi attendevo, anzi, che in qualche modo cercavo di sollecitare. E’ il caso del commento di @MIB, di @Angela, di @maxi ed in qualche misura di @Lisa.
    Altri hanno fornito una chiave di lettura per me inattesa.
    Quest’ultimo commento, di @Adetrax è particolarmente appuntito e richiede una riflessione supplementare. Sostiene Adetrax: “…c’e’ ormai una massa di eretici in cui molti non sanno neanche di esserlo” e poi “essere cattolici vuol dire credere alle verita’ fondamentali, tutto il resto puo’ essere solo frutto di peccato e ignoranza”.. La prima risposta fa pensare, la seconda francamente irrita: il peccato e l’ignoranza come giustificazione dell’incoerenza? Perché dovrebbero essere declinate le cosiddette “verità fondamentali”… Ho il sospetto che il cattolico non faccia troppa fatica a credere a cose “incredibili” (ad esempio l’immacolata concezione, o la resurrezione di Cristo) che però, tutto sommato non toccano la vita di tutti i giorni, molto più “recalcitrante” diventa di fronte a questioni che lo toccano da vicino, come la possibilità di sciogliere il matrimonio (“l’uomo non divida ciò che il Signore ha unito”) o “disperdere il seme”.
    Secondo me la chiave di quello che io non mi vergogno a definire “lassismo” è la cultura del perdono – che F.M.Arouet sottilmente ci richiama all’attenzione – “Pecca, pecca pure… un pater, ave e gloria in extremis ti salveranno”.
    E figurarsi se noi italiani, popolo di “furbi”, potevamo lasciarcelo scappare.

  10. Adetrax scrive:

    Effettivamente non sono stato chiaro, con “tutto il resto …” intendevo riferirmi alle spesso poco consapevoli devianze dei cosiddetti cattolici dai comportamenti ritenuti corretti dalla chiesa cattolica.

    Mi spiego, prendiamo ad esempio l’apparentemente innocente fenomeno dei tatuaggi, del piercing, ecc. quanti sanno che tali pratiche sono sconsigliate ? E ovviamente non si allude solo a chi si fa tatuare codici a barre, sul collo o sulle braccia, con il 333 x 2 di ordinanza.

    Credo poi che la cultura del perdono in vigore in Italia sia fortemente inquinata dall’interpretazione buonista / minimalista che comunemente gli si attribuisce; l’errore, la correzione, il perdono, ecc. non sono azioni facili / a costo zero, al contrario “costano” abbastanza.

    In aree di influenza protestante c’e’ una diversa visione delle cose (in teoria anche meno condivisibile di quella cattolica) ma probabilmente piu’ efficace sul piano pratico.

    Infine ci sarebbe anche la figura dell’angelo custode che, mentre il protagonista insiste con le sue interpretazioni tipo “passata la festa, gabbato lo santo” e del “chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scordiamoci il passato”, dice “… e io segno”.

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