Si dice che la gente, le persone, gli italiani … 10


Siamo in un’epoca strana, codarda. Lo accennava già un filosofo del novecento di cui adesso non ricordo l’identità; forse era Sartre, forse era qualche altro esistenzialista. L’insegnante di filosofia del liceo ce ne aveva parlato come l’epoca del “si dice”: una spersonificazione della realtà, in cui nessuno vuole prendersi la responsabilità di ciò che viene detto. “Si dice”, appunto, per estraniarsi da quanto viene dopo tale locuzione, mettendo le mani avanti in una sorta di coda di paglia al contrario. “Si dice”, qualcuno lo dice, di certo non io. Ma chi lo dice? Uno per volta tutti, nell’assoluto nessuno.

La stessa cosa avviene quando parliamo de “la gente”, “le persone”, “gli italiani”. Ma chi sono questi italiani? Uno per volta nessuno, nell’assoluto tutti. A turno tutti ci troviamo ad essere compresi in questi termini per mezzo di qualcun altro, che il più delle volte non ci si identifica e ancor di più non sa identificare al meglio cosa intenda con tali appellativi. Se lo sapesse, se “la gente” fosse qualcosa in particolare, se “le persone” avessero dei termini d’esistenza ben delineati, se “gli italiani” alla terza persona plurale fossero una fascia ben definita di esistenze, allora cadrebbero tali termini e se ne userebbero altri: si parlerebbe di taxisti, piddini, grillini, politici, ignoranti, elettori, o qualsiasi altro gruppo di persone più o meno circoscrivibili quasi scientificamente. O si parlarebbe de “gli italiani” sempre al plurale, ma pur sempre in prima persona.

Parlare in questi termini è un modo come un altro per accusare il mondo intero eccetto se stessi. Alla fine, quando li si usa, è per due ragioni: o non si hanno le palle di essere più precisi anche solo per mezzo di banalissimi esempi, o non si ha l’umiltà e l’onestà intellettuale di prendere in analisi anche se stessi. La responsabilità, in ognuno di questi casi, è sempre di un “altro” non meglio identificato, una sorta di uomo nero che si aggira invisibile per il mondo spargendo sentenze e svanverando [ref]voce del verbo svanverare: avanzare a vanvera, casualmente, il più delle volte creando danni più o meno irreparabili.[/ref] azioni deprecabili.

Tali locuzioni sono un deterrente per la consapevolezza di sé e del mondo, per la chiarezza richiesta alla comunicazione e per la responsabilità storica che uno per uno siamo chiamati a riprenderci in un periodo come questo in cui, bombardati da informazioni superflue quando non palesemente falsate, ogni svanverata scaricabarile è un autogol alle nostre stesse capacità cognitivo-analitiche. Come un boomerang, questi brutti termini ci si ritorcono contro alla stessa velocità con cui li abbiamo lanciati: se l’obiettivo non era specificato, non acchiappiamo nulla e rischiamo di riprenderci in testa la nostra stessa svanverata.

Alla luce di ciò, ho momentaneamente cancellato dal mio vocabolario tali svanverate, facendo richiesta scritta a chi mi legge e mi ascolta di tirarmi un sonoro schiaffo ogni qual volta io faccia inavvertitamente uso improprio e spersonalizzato di questi aborrenti e de-responsabilizzanti termini. Preserviamo la nostra capacità di agire e pensare in prima persona, tuteliamo il nostro diritto ad esprimere noi stessi piuttosto che gli altri, difendiamo lo scopo di responsabilizzarci di fronte al mondo anziché responsabilizzare il mondo di fronte a noi, impariamo ad elevare noi stessi anziché degradare gli altri: smettiamo di parlare come se noi fossimo una cosa e il resto del mondo un’altra, scoraggiamo “la gente”, “le persone”, “gli italiani”. Sono individui così deprecabili? Allora annientiamoli.


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10 commenti su “Si dice che la gente, le persone, gli italiani …

  • Alice

    Articolo molto interessante e ben argomentato, complimenti!
    Ad ogni modo, la teorizzazione del “si” impersonale è dello Heidegger di Essere e tempo, non di Sartre. A presto!

    • GirFalk

      Grazie, mi hai tolto un dubbio. Beh, almeno sull’esistenzialismo ci ho preso (meglio azzeccare un movimento che un nome)… purtroppo il mio vecchio quaderno degli appunti è in uno scatolone a centinaia di chilometri da qui! 😉

  • GirFalk

    sig. w, non so se si rende conto che siamo su internet, la terra delle parole eteree, che ad esempio nei casi in cui lei commenta più di 25 volte lo stesso post magari ripetendo lo stesso concetto, FINISCE PER NON CONCLUDERE UN CAZZO… siamo nella terra dove la responsabilità dei nostri problemi viene il più delle volte scaricata sul resto del mondo, la mancanza di idee e prospettive italiane, vengono scaricate su chi decide di accendere il cervello per riflettere… devo continuare (direi che non ne ho tanta voglia..)?

    E lei se ne fa un problema di chi scrive una puttantata su internet, per spronare anche banalmente il prossimo ??
    DomandE per nulla polemicHE (quanto meno nelle intenzioni): ma lei che lascia tanti commenti in giro si sente tanto utile alla situazione (no perchè se il suo contributo risulta cosi’ utile sono ben lieta di iniziare d’ora in poi a prendere esempio da lei e imitarla proprio come ora)? Che ci fa ancora su internet ? Se ce l’ha tanto con Grillo e con chi ha creato il “problema MPS” perchè non è da loro a prenderli per il bavero, sputargli in faccia e tirargli un cazzotto nello stomaco facendoli amaramente pentire per le loro scelte ?…ma lei ci è o ci fa ?

    • GirFalk

      Non vedo perche’ dovrei proporre a chicchessia di bannarla, ma ci può pensare benissimo da solo se crede, visto che non e’ la prima volta che invita qualcuno su queste pagine a farlo. Nessuno la obbliga a perdere tempo dietro “acculturate quanto sterili speculazioni sul ligunaggio in unso nei tempi correnti”, che francamente continuo a scrivere senza bisogno del suo invito, di cui proprio non saprei che farmene.
      Quante cose non saprei se in passato non avessero scritto tante elucubrazioni mentali… lei, non so. Io sto ancora studiando, lei mi sembra che si sia dimenticato cosa voglia dire e da dove provenga ciò che forse mezza vita fa si e’ trovato a studiare. A guardarla ora si direbbe che non ha apprezzato abbastanza, ha perso tempo.
      Bene. Auguri. Ho perso abbastanza tempo con lei. Spero di non scrivere commenti come i suoi a 40 anni.

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