Shrike




Di fronte a me c’è il mare.
E vasto si apre l’orizzonte,
tra la curva delle nubi, il cielo grigio e il vento che soffia leggero.
E giacciono le braccia lungo i fianchi,
le mani con le palme aperte,
il peso del fucile sulle spalle,
il respiro che si fa corto
e il pensiero che corre a quello che sarà.
E nel turbine della sabbia,
nel rombo dell’elicottero che decolla,
con le grida dei compagni che salutano
e i primi lampi dell’artiglieria che annunciano l’attacco,
nella luce del giorno che muore,
con la notte che incombe indifferente,
la paura si forgia nella solitudine
e il cuore lentamente si spegne.