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Shock a Sinistra

15 aprile, 2008 - 13:00 di  
Archiviato in Cronache Italiane




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Adesso è facile. Ma alzi la mano chi può dire di aver previsto quello che è successo ieri.
Walter Veltroni entra nella Storia d’Italia in un modo che certo non si aspettava e che – forse – avrebbe preferito evitare: è colui che, scegliendo di correre da solo col suo PD, ha cancellato il Comunismo e il Socialismo dal Parlamento italiano.



Certo non ha svolto questo compito storico in solitudine: una bella mano l’hanno data gli stessi epigoni della Falce e Martello, a partire da quelli della coalizione raffazzonata della Sinistra Arcobaleno, messa su in fretta e furia e senza uno straccio di idea nuova (appena 1.124.000 voti alla Camera, il 3,1%) e continuando con le altre due formazioni di ispirazione marxista, Sinistra Critica e Partito Comunista dei Lavoratori (insieme 375.000 voti, poco più dell”1%). Senza dimenticare gli astenuti che, a quanto pare, sarebbero stati in parecchi proprio tra i simpatizzanti dell’estrema sinistra, delusi dall’esperienza Prodi.

dm-vota-comunismo.jpg

Altrettanto mesta l’uscita di scena del Partito Socialista, quello di Turati, Nenni e Pertini (ma anche di Craxi) con appena 355.000 voti (meno dell’1%); in questo caso, però, si tratta di una “morte” più che annunciata.
Ora, a cose fatte, è facile osservare che, se si fosse evitata la dispersione dei voti, la sinistra avrebbe superato lo sbarramento del 4% alla Camera e forse, in qualche Regione, avrebbe pure raggiunto quell’8% che avrebbe garantito qualche seggio al Senato. Era così difficile prevederlo? Forse sì, forse no. Ancora una volta la sinistra fa harakiri cercando al suo interno mille distinguo, indistinguibili ad occhio nudo, e sopravvalutando la pazienza del proprio elettorato che invece vorrebbe maggiore unità d’intenti e concretezza.

dm-vota-socialismo.jpg

Da una simile debacle nessuno può uscire bene, e già si sprecano le dimissioni, le prime accuse, le autocritiche, i maldipancia… Qualcuno, forse per distogliere lo sguardo dalle macerie della propria casa, si scaglia contro il sistema elettorale pseudo-amerikano o la troppo poca visibilità mediatica, qualcun altro si affanna a guardare con preoccupazione (sic) nel campo altrui, e addita lo spettro della Lega, un partito definito “razzista” che torna al governo visibilmente rafforzato.

Ora, vedrete, ci sarà chi da Sinistra chiederà per Veltroni la poena cullei, quella che nell’antica Roma si comminava ai parricidi. Ma serve a poco: in realtà è una certa concezione di Sinistra che ha perso: quella dei troppi “no” senza alternative concrete, quella dell’anticapitalismo e dell’antiamericanismo “senza se e senza ma”. Una Sinistra in forte declino in Europa e nel mondo: se perfino Cuba comincia ad aprire alla proprietà privata vuol dire che per coloro che volevano la salma di Lenin a Roma lo spazio del consenso si è incredibilmente ristretto.

Certo, la rabbia a sinistra è tanta, basta leggerla nei tanti blog che accolgono commenti di disperazione, ma mi sembra ingiusto accusare Veltroni di aver spianato la strada a Berlusconi lasciando a terra gli ex compagni del PCI: probabilmente l’area del centro-sinistra avrebbe ottenuto ancor meno consenso se si fosse ripresentata con la formula-Prodi. E poi, da una prima analisi, la disfatta dell’estrema sinistra dipende dal fatto che almeno due terzi del suo elettorato sono stati attratti dal PD, un partito che ben poco sembra aver guadagnato, invece, alla sua destra, dove l’UDC di Casini ha retto molto meglio della Sinistra all’invocazione bilaterale del “voto utile”.

dm-funerali-berlinguer.jpg

Ora si apre un problema politico. Chi incanalerà le istanze degli elettori di Sinistra che per la prima volta si ritrovano senza rappresentanza in Parlamento? Chi sosterrà gli indigenti, gli emarginati? Chi porterà avanti le riforme dei diritti civili ora che il partito che siede più a sinistra nell’emiciclo contiene al suo interno la Binetti e non più Grillini? Basteranno Emma Bonino e la sparuta truppa dei Radicali?
E’ da questo punto che riparte, da oggi, la partita. Con un sistema che tutti avevamo sperato più semplificato, ma che adesso – a sorpresa – lo appare perfino troppo.

Fonti:
Corriere, Corriere, Corriere, Il Giornale.

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Comments

19 Risposte a “Shock a Sinistra”
  1. Oris scrive:

    A parere mio, la disfatta della sinistra è stata determinata dal fatto che chi l’ha votata non ha riconosciuto assolutamente un azione di sx estrema ma una azione di centro, di sinistra proprio no.

    La gente ha continuato a lavorare con la stessa precarietà, e le stesse regole.

    Non è stata fatta operazione di meritocrazia (anzi).

    Tutto come prima.

    Chi vota quei partiti si aspetta altro che un presidente della camera, anzi, di un presidente della camera se ne fotte proprio.

  2. Oris scrive:

    Per non parlare dello strapotere della chiesa che si è addirittura rafforzato grazie a questo governo di sinistra.

    Scusate l’aggiunta.

  3. F.Maria Arouet scrive:

    Non é che alla fin fine si sia trattato di una morte naturale?
    C’é ancora realmente spazio per una proposta politica come quella della sinistra radicale?
    Quanti sono rimasti a vedere nell’uguaglianza il fine e nella lotta di classe lo strumento efficace per realizzarlo (a parte i Bertinotti, i Diliberto, i Giordano, che fino a ieri ci hanno creduto sicuramente per dovere d’ufficio, ma forse anche per pigrizia mentale, alla luce dei risultati)?
    L’analisi marxiana, che ha prodotto il comunismo, fino a prova contraria, aveva per oggetto situazioni e problemi che non esistono più da almeno cinquant’anni.
    Oggi, e in questa parte del mondo, i problemi non sono costituiti dalle condizioni di vita e di lavoro della popolazione residente, ma dalla migrazione dei capitali verso l’altra parte del mondo, da un lato, e dalla migrazione inversa dei derelitti della terra dall’altro.
    E magari dai costi delle materie prime e del petrolio e dei generi alimentari, cui stanno avendo accesso un paio di miliardi di consumatori fino all’altro ieri esclusi.
    A che servono, per questi problemi, gli strumenti canonici della lotta di classe ristretti ad un paese solo?

  4. ilBuonPeppe scrive:

    Hai ragione, ma solo in parte FMA.
    La lotta di classe è superata come strumento, e in parte lo è anche l’uguaglianza (intesa letteralmente) come fine.
    Se invece del concetto di uguaglianza prendiamo quello di equità, che è cosa non troppo diversa ma molto più attuale, le cose cambiano: il fine è assolutamente reale ed urgente, ma i metodi devono essere altri.
    E lo spazio per una proposta politica di sinistra (di “vera” sinistra) è immenso; certo non può essere rappresentata dai tizi che nomini tu, che di sinistra non hanno niente.
    In Italia manca completamente una vera proposta di sinistra, almeno quanto manca una vera proposta di destra. In compenso abbiamo due carrozzoni che, fregandosene di fare politica, fanno lo stesso gioco, uno in maniera subdola l’altro arrogante.

  5. Paolo scrive:

    Quoto il commento ad un altro post:

    La teoria del voto utile è stato uno degli artefici della disfatta di SA e compagni. Questo, insieme al fatto che la classe operaia, bacino elettorale della sinistra, non si sente più rappresentata da un Bertinotti che – con buona pace del comunismo – nel 2006 era il terzo più ricco della camera.

    Poi il fatto di aver messo il bastone fra le ruote al governo Prodi non ha certo giovato alla loro reputazione.

    Il non aver fatto nulla per precariato, conflitto di interessi, legge elettorale, sono tutte cose che avrebbero dovuto danneggiare il PD più che l’estrema sinistra. Ma forse è vero che chi vota PD ha minori aspettative.

  6. Fully scrive:

    @F.M.Arouet
    Sono sostanzialmente d’accordo: se l’Italia vuole avvicinarsi al modello delle migliori democrazie europee (in termini di qualità della vita) dovrebbe mettere da parte le vecchie posizioni ideologiche e confrontarsi con una realtà che oramai è globalizzata. Restano però gli interrogativi che ho posto a chiusura del mio pezzo: chi raccoglierà le istanze dei più deboli, delle minoranze escluse?

    @ilBuonPeppe:
    “La lotta di classe è superata come strumento, e in parte lo è anche l’uguaglianza (intesa letteralmente) come fine.
    Se invece del concetto di uguaglianza prendiamo quello di equità, che è cosa non troppo diversa ma molto più attuale, le cose cambiano: il fine è assolutamente reale ed urgente, ma i metodi devono essere altri.”
    Quali, secondo te?

    @Oris
    @Paolo
    Il fatto è che – mi pare – il tradizionale bacino di utenza della sinistra estrema (la classe operaia) si è andato via via assottigliando ed è sempre più vulnerabile perché costretta a confrontarsi – in tema di livelli retributivi, sicurezza, diritti – con il resto del globo.

  7. Fully scrive:

    Insomma, dovendo ricominciare da zero, cosa fareste, voi, al posto di un leader della SA per cercare di riguadagnare consenso?

  8. Paolo scrive:

    Se lo scopo è essere un buon politico è un conto. Ma se si tratta solo di riguadagnare consenso, si può fare quanto segue.

    Si può iniziare con delle promesse, reali o meno. Di solito funzionano.

    Certo se uno promette più tasse, stipendi e pensioni più basse… l’operaio che non è un fine economista se ne frega delle necessità del paese e vota qualcun’altro.

    Poi si può scegliere un leader che vesta casual invece che cashmere. Perché l’abito non fa il monaco, ma influenza l’opinione pubblica.

    Infine servono idee costruttive, non si può sempre e soltanto dire di no. E magari (apoteosi!) anche la volontà di realizzare tali idee.

  9. Fully scrive:

    @Paolo
    Per come la vedo io:

    Passaggio n.1: “Se lo scopo è essere un buon politico è un conto. Ma se si tratta solo di riguadagnare consenso”
    Per fortuna, la democrazia si basa sul consenso

    n.2 – “Si può iniziare con delle promesse, reali o meno. Di solito funzionano.
    Certo se uno promette più tasse, stipendi e pensioni più basse… l’operaio che non è un fine economista se ne frega delle necessità del paese e vota qualcun’altro”
    Vedi al passaggio n.4

    n.3 – “Poi si può scegliere un leader che vesta casual invece che cashmere. Perché l’abito non fa il monaco, ma influenza l’opinione pubblica.”
    Zapatero veste Armani e ha preso il 60%

    n.4 – “Infine servono idee costruttive, non si può sempre e soltanto dire di no. E magari (apoteosi!) anche la volontà di realizzare tali idee”
    Siamo al punto e da capo: quali idee? Aumentare le tasse? Abolire la proprietà privata? Suvvia… sbilanciamoci, per favore! :-)

  10. Neottolemo scrive:

    Diliberto s’è già sbilanciato: reintroduce falce e martello. I suoi voti li prenderà.

    P.S. Zapatero è socialista. Socialista in Italia è tabù.

  11. Adetrax scrive:

    Io alzo la mano, anche se non volevo crederci, due giorni fa ho scritto della insistente vocina che continuava a ripetere “five more years”, “five more years”; purtroppo il rischio che succedesse quanto e` successo, c`era e francamente nessuno sperava di cavarsela facilmente.

    Dopo aver sentito i commenti di Ferrara (l’exploit di Di Pietro e` una cosa brutta), aver preso atto delle vivissime congratulazioni di Bush a Berlusconi (B & B) e assistito ai commenti di alcuni esponenti di sinistra, tipo: “adesso cercheremo di riorganizzarci per meglio combattere il potere capitalistico”, ecc. (e aggiungo io perche` non ci mettiamo anche l’abolizione della proprieta` privata, ecc.), sono convinto di una cosa: il mondo e` solo una grande ragnatela di interessi e intrallazzi.

    Se tutti i libri scritti negli ultimi 7 anni sui pregiudicati in Parlamento, sui privilegi della casta, sugli inciuci fra il potere politico e quello criminale, sugli accordi segreti fra destra e sinistra, sui poteri occulti delle logge massoniche, ecc. non sono serviti a svegliare le persone allora credo che quasi nulla ci riuscira` perche` quelle stesse persone fanno parte del sistema.

    Oltre a questo, credo, e non da oggi, che sia un errore quello di mettere sul piatto della bilancia troppi problemi non comparabili fra loro.

    Scusatemi, ma ci sono delle priorita`, non si puo` mettere sullo stesso piano il fatto che nel Parlamento ci sono dei pregiudicati (e non parlo di quei 15-20 che hanno commesso atti “minori”, ma di tutti gli altri assieme alle decine di migliaia dei loro conniventi) con il fatto che coppie omosessuali possano sposarsi o che quelle conviventi possano ottenere i PACS.

    Ci si preoccupa di condizioni che si possono forse discutere in Svezia, quando poi si vive in un paese che in quanto a legalita` e sicurezza gareggia con quelli del secondo (sud-America) e terzo mondo.

    No, se devo combattere una battaglia (che non ho certo iniziato oggi), non la faro` sul piano politico perche` so bene come ragiona la gente, spesso volutamente ignorante oppure cinica e opportunista, la faro` su un altro livello, quello del quotidiano, di chi cerca di condividere azioni, ragionamenti e punti di vista sensati.

    @Fully
    Cosa dovrebbe fare ? Sicuramente:

    - bandire qualsiasi pregiudicato (con accuse gravi) fra le sue fila, non importa quanto potente o utile sia;

    - bandire qualsiasi appartenente a logge massoniche che dimostri di perseguire e proteggere interessi altrui o comunque contrari all’interesse reale del Paese;

    - battere la bandiera della legalita`, cosa che implica che chi deve andare in prigione, ci vada e non debba soffrire per condizioni disumane e pericolose, come il condividere una cella con altri 10 disperati ammalati di epatite C, AIDS o altro; soprattutto si evitino i continui ricorsi agli indulti e alle amnistie causa sovraffollamento delle carceri, quando sono triennali diventano una farsa.

    - bandisca l’ipocrisia invereconda fra i suoi appartenenti; io non ho nulla in contrario se uno e` relativamente ricco perche` ha legalmente guadagnato dei soldi con il suo lavoro, ma non posso sentire persone, che hanno auto, ville, yacht, viaggiano solo in prima classe e godono di stipendi a 4 zeri dire lamentosamente “bisogna abolire quella brutta cosa della proprieta` privata”, come se questa affermazione anti-storica lavasse via tutto il resto e ridasse loro l’ambita patente di ex comunista D.O.C.

    - bandisca le sterili polemiche con la chiesa cattolica, l’epoca di Peppone e Don Camillo e` passata da un pezzo ed e` ora di collocarsi a un livello un po’ superiore e sperabilmente piu` realista.

    Infine ribadisco una cosa che ho gia` detto qualche mese fa: non rimpiangeremo mai abbastanza Prodi, l’unico (pur con i suoi difetti) che con la sua attempata squadra poteva reinserire l’Italia nel circuito europeo serio.

    La conclusione di tutto il ragionamento e` ovvia, chiunque aspiri a ricoprire incarichi politici di responsabilita` deve essere integerrimo, onesto e distaccato dal denaro, in una parola deve essere migliore dei suoi elettori e soprattutto si deve preoccupare che lo stato funzioni.

  12. Paolo scrive:

    @Fully
    Nessuno mi paga per inventarmi un programma elettorale. Questa è una cosa cui dovrebbero pensare i politici.

    Inoltre io non so quali siano le esigenze della classe cui si rivolge SA. Al massimo posso dirti come dovrebbe essere un programma per piacere a me, ma questo non aiuterebbe minimamente SA e compagni.

    Per quanto riguarda Zapatero: con tutte le riforme che ha fatto, è naturale che il modo di vestire passi in secondo piano. Guarda cosa ha fatto per quanto riguarda la ricerca scientifica (clonazione terapeutica, staminali) e confrontalo con il casino che hanno Mussi e Modica in materia di università e ricerca: subordinazione dei fondi per l’assunzione di nuovi ricercatori all’approvazione di un nuovo demenziale regolamento, conseguente blocco dei concorsi da ricercatore (come era ovvio che sarebbe accaduto), decreto milleproroghe, …

  13. Mauro scrive:

    La sinistra queste elezioni se le è perse da sola.
    In 2 anni di governetto buffo non è riuscita a fare altro che liberalizzare i parrucchieri e le scuole guida (una cosa assolutamente inutile). Un governo dove si presenta come ministro dell’economia un Padoa Schioppa, (un emerito incapace, con il tesserino Goldman e Sachs), un Prodi (anche lui con il tesserino Goldman e Sachs), dove viene eliminato un Fazio (appoggiato dai cattolici alla banca D’Italia) non per riparare ma per metterci un Draghi (anche lui con il tesserino Goldman e Sachs)…Bhe…mi pare che l’autolesionismo a favore di aziende e lobby estere sia stato esagerato. E non parliamo della faccenda Alitalia, azienda massacrata da personaggi ambigui e poi forzatamente lesionata per poterla svendere ad aziende estere. Si scopre stranamente che abbandonando malpensa ha perso il 40% dei viaggiatori a favore della lufhtansa che scala a malpensa.
    Il popolo, ha richiesto in questi 2 anni di poter avere più sicurezza, maggior potere d’acquisto e l’eliminazione del precariato, loro (MERDE) non hanno nemmeno risposto a queste semplici richieste, hanno fatto finta di nulla con la scusa che siccome eravamo tutti EVASORI, prima bisognava recuperare gettito…..ma dai lavoratori dipendenti….cosa devi recuperare?
    Allora , i famosi operai e proletari…(come me) che guadagnano 1000 euro al mese si sono un pò incazzati.
    Ho detto semplici richieste, perchè chi ha il potere ha il dovere di dare risposte a temi importanti velocemente prendendo decisioni, è sarà il tempo a determinare se sono giuste o sbagliate, LORO (MERDE) hanno fatto i cazzi propri, tirando le elezioni alla data che gli permettesse di arrivare alla pensioncina, perchè se avessero fatto le elezioni 15 gg prima …guardacaso non ci sarebbero arrivati….
    NO, stavolta è meglio che ripensino alle scelte politiche in modo serio, e se non son capaci, vorrà dire che l’ “estinzione” se la saranno meritata ampiamente.

  14. diabolicoMarco scrive:

    Diversi mesi fa (ma forse sono passati già anni) leggevo quasi quotidianamente su il manifesto delle operazioni di “fusione” delle realtà appartenenti a quelle che allora veniva chiamata la sinistra radicale.
    Non se n’è fatto nulla. Perchè?
    Alla fine hanno fatto questo cartello elettorale (una forza unitaria e pluralista, ovvero tutto e niente) e l’hanno cercato di spacciare per… per cosa?
    Berlusconi può permettersi di creare un partito dal predellino della sua mercedes. Bertinotti proprio no.

  15. Adetrax scrive:

    A qualcuno, Padoa Schioppa, poteva sembrare un incapace ma non lo e` di certo (e di questo ne sono piu` che convinto), altrimenti non avrebbe il tesserino G & S e non sarebbe entrato nella squadra di Prodi.

    Scusate se ve lo faccio notare ma se perfino i grandi lobbisti internazionali si preoccupano di rimettere un po’ in sesto i conti italiani (e non lo fanno di certo per puro altruismo) non vi viene il dubbio o meglio la certezza che quei conti siano veramente pietosi, intendo dire, pericolosamente pietosi ?

    Come italiano di questo mi vergogno, adesso vedrete che destinazione prenderanno altri 40-50 miliardi di euro statali … al solo pensiero mi sento male e mi chiedo cosa hanno fatto di male gli italiani, dal XIX secolo ad oggi, per meritare tutto questo.

    1) Si sono ribellati allo straniero troppo presto (prima di aver imparato come ci si comporta) ?

    2) Hanno interpretato con troppo trasporto il ruolo di puttanieri (lo so che 8 milioni sono tanti, ma non sono tutti) ?

    3) Devono essere purificati con il ferro e il fuoco perche` a causa della loro natura tendenzialmente malvagia si sono sottratti ai loro doveri morali e civili ?

  16. Mauro scrive:

    Giusto Adetrax, hai proprio ragione….( magari se usassi nome e cognome come me saprei almeno con chi sto dialogando)

    Per sistemare i nostri conti svendiamo aziende di capitale all’estero per 4 soldi , ci facciamo chiamare bamboccioni da un coglione, liberalizziamo i parrucchieri che notoriamente sono super evasori così recuperiamo gettito. Ma soprattutto non facciamo pagare le tasse alle banche, sottosviluppiamo il paese aumentando la pressione fiscale, ridicolizziamo con contratti a tempo o progetto da 4 soldi i nostri giovani laureati e non facciamo nessun piano energetico perchè il PECORARO ha detto che se mettiamo gli impianti eolici sulle colline deturpiamo il paesaggio, se mettiamo le centrali a concentrazione solare roviniamo i paesaggi agresti..ecc…
    Infatti, le grandi menti di G&S hanno bisogno di PUPAZZI da piantare nei paesi per farne un comodato d’uso, per svuotarli di valori (in senso morale ed economico) in modo che poi, personaggi coi fili tirati da sopra le spalle possano andare in giro a raccontare di come son bravi questi politici.
    Di certo questo governo non è caduto per pressioni estere, ma solo perchè di morale, civile e soprattutto professionale non aveva NULLA…

    A proposito, come mai uno capace come PADOA SCHIOPPA fa il direttore in CONSOB dal 97 al 2001 e non si accorge del problema Parmalat……(14 Miliardi di Euro di debito) poi casualmente chi arriva dopo fa scattare i provvedimenti del caso?
    Forse perchè amico di Prodi che nel 1996 ha ricevuto aiuti da Tanzi per aumentare il capitale di Nomisma? (che dubbio terribile)

    Troppo facilmente la politica piazza le persone i posti chiave per tornaconto e non per capacità, altrimenti non saremmo ridotti come siamo…

    Ciò che ho affermato vale per TUTTA la classe politica…..SIETE PIETOSI

    Saluti

  17. Fully scrive:

    Ieri sera ho seguito Ballarò: ho trovato interessante il parere di Maroni.
    Ad una domanda sul tipo della mia alla fine del pezzo “chi difenderà i diritti degli emarginati, dei più deboli, ora che non c’è più la sinistra in parlamento?” Maroni ha replicato: “Anche questi ceti sociali ormai non rivolgono più le loro istanze su base ideologica e secondo i vecchi schemi destra-sinistra, ma si rivolgono a partiti come la Lega, che assicurano loro, dal territorio in cui vivono, le risposte che essi aspettano”.
    Potrebbe avere ragione (anzi, sono i numeri che gli danno ragione).
    La Lega ha puntato tutto su due punti. Federalismo fiscale e stop all’immigrazione incontrollata.
    Il federalismo fiscale potrebbe risollevare anche i redditi più bassi se nelle regioni del nord grazie al PIL più alto della media nazionale si potranno abbassare le imposte; la lotta all’immigrazione clandestina potrà garantire maggior sicurezza.
    Insomma, anche i ceti meno abbienti, quelli dei salariati e dei pensionati, vogliono più soldi in tasca e più sicurezza. E la chiedono alla Lega, non ai partiti “romani”, meno che mai a quelli “statalisti”.
    Che dire? A parte la solidarietà nazionale, non fa una grinza.
    Questo potrebbe spiegare perché, su base nazionale, i più emarginati (che sono certamente più del 3% della SA) hanno abbandonato la Sinistra estrema.

  18. Sant-Just scrive:

    Alcune brevi note:
    - il pensiero di Marx con i giusti aggiornamente è valido anche oggi alla stessa maniera perchè il meccanismo è più complesso ma sostanzialmente lo stesso
    - la SA non ha niente a che vedere con Marx, perchè neanche il PCI ha mai fatto veramente il partito comunista ed è per questo che sono sorte le BR con il beneplacito del potere istituzionale
    - se i problemi dell’Italia sono l’immigrazione (chi lo pulisce il culo ai nostri vecchi? chi raccoglie i pomodori che noi tutti gustiamo sulla tavola trattati come schiavi?) e la sicurezza e la soluzione è il federalismo fiscale che non farà altro che distruggere le regioni del sud in mano a mafia e camorra significa che non siamo un paese e soprattutto persone ragionevoli
    - ma è democrazia dover scegliere tra Berlusconi e Veltroni? meglio comunque Bertinotti o Ferrando addirittura…

    L’Italia è un paese vergognosamente moderato e reazionario e disgustosamente cattolico: che pretendete?

  19. F.Maria Arouet scrive:

    I deboli e gli emarginati non sono quelli che ieri sono passati dalle verbosità della sinistra radicale, alla pragmaticità cielodurista della lega.
    Passaggio finora rallentato da sentimenti d’appartenenza forse venuti meno, fino a cadere del tutto, proprio grazie all’embrassons nous dei quattro moschettieri della SA (che nel concreto ha sottratto a ciascuno la sua piccola patria), determinato peraltro da condizioni al contorno che non consentivano altra scelta.
    Uno di quei casi che la storia si diverte a mettere davanti ai politici per perderli, nei quali qualunque cosa scegli comunque sbagli, perché in realtà, in quel momento, non c’é già più nulla da scegliere.
    I deboli e gli emarginati veri, quattro-cinque milioni, per adesso, pari ad un partito del dieci per cento destinato a rapidissima crescita, sono gli immigrati.
    Questo sarà il vero problema dei prossimi anni, dove saremo chiamati ad applicare, su larghissima scala, quel che resta del nostro concetto di equità.
    Da come sapremo coniugarlo dipenderà in larga parte il nostro futuro.
    Di sicuro i rimedi, l’equità come stella polare, dovranno essere modellati sui problemi reali.
    Servirà a poco la falce e il martello dei nostri bisavoli.
    Avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza, di tutta la nostra fantasia e di tutto il nostro coraggio.

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