Shanti
10 settembre, 2009 - 11:30 di Comandante Nebbia
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Shanti è seduta insieme alle sue amiche mentre aspetta l’uomo che le porterà al lavoro. E’ giovane, meno di venti anni. E’ alta, snella con occhi larghi e dolci. Ha un lievissimo profumo di spezie. Il suo nome non lo conosce nessuno, al punto che mi è toccato inventarlo. In fondo è solo una patata al cioccolato.
D’altra parte perché preoccuparsi di conoscerlo? Quello che serve sono le sue gambe e quello che c’è in mezzo, la bocca, le mani e occasionalmente, quello su cui siede.

Alla gente che la paga e a quelli che le tolgono il danaro non è mai venuto nemmeno in mente che Shanti è stata una bambina dalle gambe magre che si sedeva sulle ginocchia del padre a giocare. Ne’ interessa quanto ha pianto quando il padre è morto e lei si è trovata sola a rovistare nel fango per cercare qualcosa da mangiare. Tanto meno chi se ne frega di cosa sarà tra qualche anno, quando, sfregiata dalla vita, la sua pelle diventerà spessa, il grasso scenderà sui fianchi e il seno si trasformerà in una specie di vescica molle. Shanti è una bambola meccanica. Quella che è stata la sua vita e quello che sarà non è un problema per nessuno. E’ il suo corpo, la carne di cui è fatto, che è merce di valore. Il resto non conta.
Mentre la guardo penso che, fra poco, una delle persone che mi sta vicino, magari qualcuno con cui lavoro o al quale ho appena stretto la mano, prenderà a bordo Shanti e la porterà in qualche viottolo appartato per usarla come se fosse un’estensione della sua mano in una sorta di masturbazione complessa. Non amore, non sesso, ma solo masturbazione.
Io non so se Shanti abbia scelto di fare quello che fa. Non so se sia nemmeno possibile parlare di scelta. So solo che, anche se tocca a lei tenersi addosso quella gente ed asciugarsi il corpo dalla loro saliva, a vergognarmi sono io.
Shanti è di Comandante Nebbia

Il comportamento di un certo tipo di “uomini”, questa inaccettabile forma di malvagità, ricopre di disonore e di vergogna questi individui, che calpestano la dignità delle donne, di esseri umani.
Quando incrocio per le strade queste donne schiave, seminude e tremolanti per il freddo in pieno inverno e in quei pochi istanti, osservo il flusso continuo di certi individui, mi chiedo, tra l’altro, ma si rendono conto di quello che stanno per commettere!
Molte delle persone che fruiscono di questo servizio traggono soddisfazione anche e soprattutto dalla sopraffazione che esercitano nei confronti di chi è costretto a subirne le attenzioni.
Altri non ci arrivano proprio e altri ancora pensano di finanziare il terzo mondo.
Quasi ti chiederei se è frutto della tua fantasia, del tuo pensiero o magari di una persona che ti è accanto….. Una donna intendo!
Sembra difficile che parole che formano simili frasi, escano da un pensiero maschile…..
Spero qualcuono un giorno chiederà a Shanti, almeno, un semplice come stai?
Spero che le tue parole conclusive, siano sincere….
Se molti provassero lo stesso sentimento da te espresso, credo che la smetterebbero di sfruttare così delle piccole donne….. Rovinandogli, inevitabilmente il resto della loro vita!
Se non fossero parole sincere non le avrei scritte. Non mi pagano mica qui.
No, nessuna esperienza personale se non il fatto di aver visto, effettivamente, queste ragazzine aspettare il loro chauffeur.
Non alludevo ad esperienze o silmilari, alludevo alla sensibilità delle parole….
Ma ho letto la risposta al commento sotto il mio ed ho compreso…
E assolutamente non dubito della tua sincerità…. Non credo sia non essere sinceri se si scrive di un argomento fatto con altri o altre…..
Sono situazioni tristi alle quali quando mi capita di vederne alcune, vorrei poter dire qualcosa o fare qualcosa…. Ma non so mai cosa!
Trovare uomini in grado di affrontare questo argomento e di condannare l’esistenza stessa della prostituzione, senza nascondersi dietro al banale: “Io? MAI!!! Figurati se mi serve pagare una donna…” e’ un bel modo di continuare questa giornata. Grazie.
Grazie a te, anche se io non ne farei una questione di genere.
Sono d’accordo che la fruizione della prostituzione è caratteristica essenzialmente maschile, ma la mancanza di sensibilità al destino altrui non ha sesso.
Pensaci. Viviamo in un paese dove il premier si circonda di escort.
Quindi un paese che di fatto apprezza il circuito.
UN paese che ragiona col viagra e col vaccino.
Se il viagra è utile per avere una vita più serena, ben venga il viagra.
Qualcuno in me,mi dice grida urla tutta la tua disperazione,non restare a guardare,denuncia tutto cio che non è giusto.
Ci provo da quando è maturata in me la cultura della vita e del rispetto,ma mi accorgo che a poco è servito,anzi siamo peggiorati,comunque non mollo mai anche se qualcun’altro mi dice:ma chi te lo fa fare! tanto non serve a niente tu non cambierai il mondo,siete pochi.
Credetemi,voglio cacciare via dalla mia mente questo pensiero devastante.
Le prostitute sono per strada e il loro sfruttamento è un fatto pubblico per comprendere il quale non bisogna essere un agente dell’FBI.
E’ evidente che è una forma di violenza che non richiama l’attenzione delle forze dell’ordine.