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	<title>Commenti a: Sfacelo Scolastico</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Di: Silent Enigma</title>
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		<dc:creator>Silent Enigma</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Sep 2007 19:40:00 +0000</pubDate>
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		<description>ASSU: &quot;ho avuto la fortuna di dover lavorare per studiare.&quot;. E non aggiungo altro. 
 
Atena: &quot;e adesso si ferma ad ogni targa di auto per recitarmi i caratteri che riconosce.&quot; Bello, mi ci riconosco. 
 
Ma che discussione interessante, grazie </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ASSU: &quot;ho avuto la fortuna di dover lavorare per studiare.&quot;. E non aggiungo altro.</p>
<p>Atena: &quot;e adesso si ferma ad ogni targa di auto per recitarmi i caratteri che riconosce.&quot; Bello, mi ci riconosco.</p>
<p>Ma che discussione interessante, grazie</p>
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		<title>Di: cinzia</title>
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		<dc:creator>cinzia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 10:35:04 +0000</pubDate>
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		<description>di corsissima, ho pensato che il punto in cui dico: massimo rispetto ai professori, &#232; attualmente il meno seguito proprio dai genitori e dalla gente in generale che contro la scuola, e quei fannulloni degli insegnanti, si scaglia. Questo dequalifica l&#039;insegnante (gi&#224; visto come uno sfigato: povero e dedito alla lettura, evidentemente per mancanza di soldi che gli permettano di far cose pi&#249; interessanti agli occhi dei giovani) e demotiva chi, solo attraverso il rispetto e il fascino (non potendo pi&#249; bacchettare, come si faceva ai miei tempi), pu&#242; sperare di ottenere l&#039;attenzione.Quando dico Il prof ha sempre ragione lo dico perch&#233; nell&#039;errore &#232; giusto cos&#236;. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>di corsissima, ho pensato che il punto in cui dico: massimo rispetto ai professori, &egrave; attualmente il meno seguito proprio dai genitori e dalla gente in generale che contro la scuola, e quei fannulloni degli insegnanti, si scaglia. Questo dequalifica l&#039;insegnante (gi&agrave; visto come uno sfigato: povero e dedito alla lettura, evidentemente per mancanza di soldi che gli permettano di far cose pi&ugrave; interessanti agli occhi dei giovani) e demotiva chi, solo attraverso il rispetto e il fascino (non potendo pi&ugrave; bacchettare, come si faceva ai miei tempi), pu&ograve; sperare di ottenere l&#039;attenzione.Quando dico Il prof ha sempre ragione lo dico perch&eacute; nell&#039;errore &egrave; giusto cos&igrave;.</p>
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		<title>Di: Atena</title>
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		<dc:creator>Atena</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 21:11:17 +0000</pubDate>
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		<description>@ Assu 
Hai risposto a Cinzia, ma l&#039;argomento tocca anche me. 
Mio figlio si &#232; incuriosito ed appassionato ai libri seguendo l&#039;esempio di un cuginetto di poco pi&#249; grande ed io ho colto l&#039;occasione al volo. 
Mi piace il suo approccio con il libro: si interessa alle immagini e alle storie ed io mi accorgo che si emoziona, a volte anche molto intensamente, ad ascoltare i racconti. Io per ora sono quasi sempre accanto a lui quando tiene in mano un libro, per guidarlo e per condividere con lui questa esperienza; come faccio, d&#039;altra parte, anche con la tele. 
Mi ha molto colpito anche l&#039;attenzione che mio figlio ha per l&#039;oggetto-libro, tanto da cercare di non sciuparlo: questa cura &#232; nata in lui spontanea, senza che io gli abbia detto nulla, probabilmente perch&#233; ha visto me maneggiare i miei libri come tesori. 
Mi sembra tutto molto sano, anche perch&#233; resta sempre tanto tempo anche per il gioco nel senso pi&#249; tradizionale del termine. 
 
Delle et&#224; intermedie non ho esperienza diretta recente, ma insegno agli adolescenti e per quanto li riguarda ho le idee piuttosto chiare. 
Pochissimi leggono (anche solo fumetti) perch&#233; travolti dal vortice delle nuove tecnologie. Eppure non pochi si appassionano quando sono &quot;obbligati&quot; a leggere i 4/5 romanzi che assegno loro durante un anno scolastico. Naturalmente cerco di scegliere titoli accattivanti, che possano coinvolgerli (e al tempo stesso insegnare qualcosa: devo anche svolgere il mio mestiere di prof. in senso stretto), ma riesco anche ad infilare qualche classico del Novecento qua e l&#224;. 
Ascolto i ragazzi parlare dei romanzetti sentimentali o fantastici che leggono (nei rari casi in cui ci&#242; accade) per conto proprio e cerco di non svalutarli mai, dando per&#242; loro allo stesso tempo l&#039;idea che esiste anche altro, pi&#249; impegnativo certamente, ma non per questo noioso o inutile. 
La passione per la lettura non pu&#242; nascere da un&#039;imposizione, hai ragione. Ma a volte l&#039;imposizione (ma la parola non mi piace!) &#232; stata per i miei allievi illuminante. E tra un classico e qualche lettura pi&#249; leggera hanno scoperto un nuovo interesse e sono cresciuti (&quot;Cecit&#224;&quot; di Saramago, che amo moltissimo, me l&#039;ha fatto scoprire un mio studente quindicenne...). </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Assu</p>
<p>Hai risposto a Cinzia, ma l&#039;argomento tocca anche me.</p>
<p>Mio figlio si &egrave; incuriosito ed appassionato ai libri seguendo l&#039;esempio di un cuginetto di poco pi&ugrave; grande ed io ho colto l&#039;occasione al volo.</p>
<p>Mi piace il suo approccio con il libro: si interessa alle immagini e alle storie ed io mi accorgo che si emoziona, a volte anche molto intensamente, ad ascoltare i racconti. Io per ora sono quasi sempre accanto a lui quando tiene in mano un libro, per guidarlo e per condividere con lui questa esperienza; come faccio, d&#039;altra parte, anche con la tele.</p>
<p>Mi ha molto colpito anche l&#039;attenzione che mio figlio ha per l&#039;oggetto-libro, tanto da cercare di non sciuparlo: questa cura &egrave; nata in lui spontanea, senza che io gli abbia detto nulla, probabilmente perch&eacute; ha visto me maneggiare i miei libri come tesori.</p>
<p>Mi sembra tutto molto sano, anche perch&eacute; resta sempre tanto tempo anche per il gioco nel senso pi&ugrave; tradizionale del termine.</p>
<p>Delle et&agrave; intermedie non ho esperienza diretta recente, ma insegno agli adolescenti e per quanto li riguarda ho le idee piuttosto chiare.</p>
<p>Pochissimi leggono (anche solo fumetti) perch&eacute; travolti dal vortice delle nuove tecnologie. Eppure non pochi si appassionano quando sono &quot;obbligati&quot; a leggere i 4/5 romanzi che assegno loro durante un anno scolastico. Naturalmente cerco di scegliere titoli accattivanti, che possano coinvolgerli (e al tempo stesso insegnare qualcosa: devo anche svolgere il mio mestiere di prof. in senso stretto), ma riesco anche ad infilare qualche classico del Novecento qua e l&agrave;.</p>
<p>Ascolto i ragazzi parlare dei romanzetti sentimentali o fantastici che leggono (nei rari casi in cui ci&ograve; accade) per conto proprio e cerco di non svalutarli mai, dando per&ograve; loro allo stesso tempo l&#039;idea che esiste anche altro, pi&ugrave; impegnativo certamente, ma non per questo noioso o inutile.</p>
<p>La passione per la lettura non pu&ograve; nascere da un&#039;imposizione, hai ragione. Ma a volte l&#039;imposizione (ma la parola non mi piace!) &egrave; stata per i miei allievi illuminante. E tra un classico e qualche lettura pi&ugrave; leggera hanno scoperto un nuovo interesse e sono cresciuti (&quot;Cecit&agrave;&quot; di Saramago, che amo moltissimo, me l&#039;ha fatto scoprire un mio studente quindicenne&#8230;).</p>
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		<title>Di: ASSU</title>
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		<dc:creator>ASSU</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 20:37:14 +0000</pubDate>
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		<description>Mio padre &#232; sempre stato un grande lettore. Ogni flashback che lo incornici nei miei ricordi, lo inquadra con la sigaretta in bocca e un libro in mano. Storia complessa la sua: botte (ma botte da orbi!) per essersi iscritto &#8211; rigorosamente di nascosto e d&#8217;accordo col maestro &#8211; tal Peticchio, ch&#8217;io non ho mai conosciuto che dai suoi racconti &#8211; che aveva ottenuto un permesso speciale affinch&#233; frequentasse la scuola in orari compatibili col lavoro. Grande lettore. Grande appassionato di storia e di gialli. Eppure, &lt;b&gt;Cinzia&lt;/b&gt;, sono persuasa che non sia dipeso da lui la piacevolezza che provo nella lettura. Piuttosto &#8211; credo, io &#8211; &#232; stata la scoperta, la ricerca mia personale, la voglia di andare al di l&#224; di ci&#242; che mi circondava e quella sensazione di poterlo fare solo attraverso i libri. Poi, crescendo, ho capito che potevo essere la protagonista di storie reali e ho cominciato a vivere.  
Ci&#242; che intendo &#232; che, pur condividendo l&#8217;esigenza di &#8220;dare l&#8217;esempio&#8221; e, soprattutto &#8211; aggiungo &#8211; di coerenza (era Gaber, mi pare, che diceva: non educate i figli, abbiate un comportamento coerente con i vostri insegnamenti), penso che si sia assistito, negli ultimi tempi, a un &lt;i&gt;esubero&lt;/i&gt;. Libri per bambini di zero anno. Libri per bambini da 1 a 3 anni, da 3 a 6 e via dicendo. Ecco, credo forte l&#8217;esigenza di un ridimensionamento equilibrante. Questa tempesta di libri che viene rovesciata addosso ai bambini in et&#224; di gioco &#232; un abuso tanto quanto la televisione e la pubblicit&#224;. N&#233; il bambino ha la possibilit&#224; di distinguere il libro dal gioco, giacch&#233; &#8211; per ragioni di et&#224; &#8211; lo percepisce alla stessa stregua. Impara, certo, a sfogliare un libro e &#8211; per emulazione, qualora abbia genitori appassionati di lettura &#8211; lo far&#224; con una certa regolarit&#224;. Si &#232; cos&#236; ottenuto l&#8217;atteggiamento del lettore, non il lettore. Le conseguenze, a mio avviso, sono gravi: adolescenti che conservano nei confronti dei libri quello stesso atteggiamento. Indubbiamente &#232; importante che in casa vi siano libri. Ma &#232; fondamentale che il bambino vi si avvicini spontaneamente, seguendo il proprio istinto e la curiosit&#224; che suscita &#8211; magari &#8211; una copertina, un font, un colore. E se anche non avvenisse a quattro cinque anni, non cade il mondo. Mi sorprendo sempre quando fra chiacchiericci vari le madri (soprattutto loro) gareggiano sulla quantit&#224; di libri dei propri figli. Chiss&#224; &#8211; mi domando, sempre &#8211; se hanno letto anche loro, se ne hanno discusso coi bambini, se &#232; stata una loro scelta o una scelta dei loro figli. Allo stesso modo non condivido l&#8217;imposizione dei &#8220;classici&#8221; agli adolescenti. La passione per la lettura non pu&#242; nascere da un&#8217;imposizione. Pu&#242; nascere da qualsiasi libro, fosse anche una collana che non condividiamo per le &lt;i&gt;tematiche frivole&lt;/i&gt;. I classici arriveranno a un certo punto. Lasciamo che questi ragazzi leggano ci&#242; che vogliono, per avvicinarsi spontaneamente alla lettura. Leggiamo anche noi, magari. Troviamo spunti di riflessione e discussione con i nostri figli, parlando un linguaggio a loro pi&#249; vicino, di pi&#249; facile decodificazione. I classici, arriveranno. Per chi ama leggere, arrivano sempre. E se non dovessero arrivare, forse &#8211; dico forse &#8211; dovemmo iniziare a pensare a un mondo evoluto in una direzione diversa da quella che ci immaginavamo. Siamo stati noi &#8211; in fondo &#8211; a far s&#236; che si arrivasse fin qui. Oppure vogliamo salire tutti sul pulpito e dare la colpa alla televisione, alla pubblicit&#224; ai cattivi costumi? Come se non ci riguardasse. Come se finora avessimo vissuto su Marte. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mio padre &egrave; sempre stato un grande lettore. Ogni flashback che lo incornici nei miei ricordi, lo inquadra con la sigaretta in bocca e un libro in mano. Storia complessa la sua: botte (ma botte da orbi!) per essersi iscritto &ndash; rigorosamente di nascosto e d&rsquo;accordo col maestro &ndash; tal Peticchio, ch&rsquo;io non ho mai conosciuto che dai suoi racconti &ndash; che aveva ottenuto un permesso speciale affinch&eacute; frequentasse la scuola in orari compatibili col lavoro. Grande lettore. Grande appassionato di storia e di gialli. Eppure, <b>Cinzia</b>, sono persuasa che non sia dipeso da lui la piacevolezza che provo nella lettura. Piuttosto &ndash; credo, io &ndash; &egrave; stata la scoperta, la ricerca mia personale, la voglia di andare al di l&agrave; di ci&ograve; che mi circondava e quella sensazione di poterlo fare solo attraverso i libri. Poi, crescendo, ho capito che potevo essere la protagonista di storie reali e ho cominciato a vivere. </p>
<p>Ci&ograve; che intendo &egrave; che, pur condividendo l&rsquo;esigenza di &ldquo;dare l&rsquo;esempio&rdquo; e, soprattutto &ndash; aggiungo &ndash; di coerenza (era Gaber, mi pare, che diceva: non educate i figli, abbiate un comportamento coerente con i vostri insegnamenti), penso che si sia assistito, negli ultimi tempi, a un <i>esubero</i>. Libri per bambini di zero anno. Libri per bambini da 1 a 3 anni, da 3 a 6 e via dicendo. Ecco, credo forte l&rsquo;esigenza di un ridimensionamento equilibrante. Questa tempesta di libri che viene rovesciata addosso ai bambini in et&agrave; di gioco &egrave; un abuso tanto quanto la televisione e la pubblicit&agrave;. N&eacute; il bambino ha la possibilit&agrave; di distinguere il libro dal gioco, giacch&eacute; &ndash; per ragioni di et&agrave; &ndash; lo percepisce alla stessa stregua. Impara, certo, a sfogliare un libro e &ndash; per emulazione, qualora abbia genitori appassionati di lettura &ndash; lo far&agrave; con una certa regolarit&agrave;. Si &egrave; cos&igrave; ottenuto l&rsquo;atteggiamento del lettore, non il lettore. Le conseguenze, a mio avviso, sono gravi: adolescenti che conservano nei confronti dei libri quello stesso atteggiamento. Indubbiamente &egrave; importante che in casa vi siano libri. Ma &egrave; fondamentale che il bambino vi si avvicini spontaneamente, seguendo il proprio istinto e la curiosit&agrave; che suscita &ndash; magari &ndash; una copertina, un font, un colore. E se anche non avvenisse a quattro cinque anni, non cade il mondo. Mi sorprendo sempre quando fra chiacchiericci vari le madri (soprattutto loro) gareggiano sulla quantit&agrave; di libri dei propri figli. Chiss&agrave; &ndash; mi domando, sempre &ndash; se hanno letto anche loro, se ne hanno discusso coi bambini, se &egrave; stata una loro scelta o una scelta dei loro figli. Allo stesso modo non condivido l&rsquo;imposizione dei &ldquo;classici&rdquo; agli adolescenti. La passione per la lettura non pu&ograve; nascere da un&rsquo;imposizione. Pu&ograve; nascere da qualsiasi libro, fosse anche una collana che non condividiamo per le <i>tematiche frivole</i>. I classici arriveranno a un certo punto. Lasciamo che questi ragazzi leggano ci&ograve; che vogliono, per avvicinarsi spontaneamente alla lettura. Leggiamo anche noi, magari. Troviamo spunti di riflessione e discussione con i nostri figli, parlando un linguaggio a loro pi&ugrave; vicino, di pi&ugrave; facile decodificazione. I classici, arriveranno. Per chi ama leggere, arrivano sempre. E se non dovessero arrivare, forse &ndash; dico forse &ndash; dovemmo iniziare a pensare a un mondo evoluto in una direzione diversa da quella che ci immaginavamo. Siamo stati noi &ndash; in fondo &ndash; a far s&igrave; che si arrivasse fin qui. Oppure vogliamo salire tutti sul pulpito e dare la colpa alla televisione, alla pubblicit&agrave; ai cattivi costumi? Come se non ci riguardasse. Come se finora avessimo vissuto su Marte.</p>
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		<title>Di: Atena</title>
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		<dc:creator>Atena</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 20:10:21 +0000</pubDate>
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		<description>La scuola perfetta non esiste, la perfezione non ci appartiene. 
L&#039;ideale sarebbe un giusto mezzo tra il &quot;nozionismo&quot; di una volta e l&#039;impostazione moderna pi&#249; &quot;critica&quot;. Per&#242;... Sulle conoscenze si pu&#242; costruire qualunque cosa, una critica senza basi concrete &#232; aria fritta... </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La scuola perfetta non esiste, la perfezione non ci appartiene.</p>
<p>L&#039;ideale sarebbe un giusto mezzo tra il &quot;nozionismo&quot; di una volta e l&#039;impostazione moderna pi&ugrave; &quot;critica&quot;. Per&ograve;&#8230; Sulle conoscenze si pu&ograve; costruire qualunque cosa, una critica senza basi concrete &egrave; aria fritta&#8230;</p>
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		<title>Di: cinzia</title>
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		<dc:creator>cinzia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 19:19:17 +0000</pubDate>
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		<description>Atena, io aggiungo per&#242; che la scuola dei miei tempi era pure peggio in termini di stimoli... Francamente ci&#242; che trovo davvero cambiato &#232; la societ&#224;, la tv (ma ricordate i concerti, il teatro che c&#039;era una volta?), i politici, le star... esempi, esempi sbagliati ovunque. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Atena, io aggiungo per&ograve; che la scuola dei miei tempi era pure peggio in termini di stimoli&#8230; Francamente ci&ograve; che trovo davvero cambiato &egrave; la societ&agrave;, la tv (ma ricordate i concerti, il teatro che c&#039;era una volta?), i politici, le star&#8230; esempi, esempi sbagliati ovunque.</p>
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		<title>Di: Atena</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/sfacelo-scolastico/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/laura-costantini/1255/#comment-7544</link>
		<dc:creator>Atena</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 16:05:45 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Cinzia, sono sostanzialmente d&#039;accordo con te su tutto. 
 
Aggiungo solo una postilla. 
L&#039;aria che si respira in famiglia &#232; molto importante, come tu stessa dici: l&#039;esempio &#232; fondamentale. Io sono stata fortunata: sono figlia di due insegnanti che hanno lavorato con passione e coscienza per tutto l&#039;arco della loro carriera e che hanno abituato noi figli ad amare il sapere come fosse una cosa naturale, non una sovrastruttura. Lo stesso sto facendo io adesso col mio bambino, che ha solo 3 anni ma gi&#224; adora sfogliare i libri e ascoltare storie sempre nuove che poi ricorda e cerca di ripetere; inoltre conosce gi&#224; pi&#249; della met&#224; dell&#039;alfabeto e conta fino a 10 e queste cose le ha apprese in breve tempo, come fosse un gioco, durante le nostre lunghe passeggiate: e adesso si ferma ad ogni targa di auto per recitarmi i caratteri che riconosce. 
Laddove la famiglia in questo senso &#232; carente (e non &#232; sempre una &quot;colpa&quot;!), dovrebbe pensarci la scuola. Su questo versante, io sono stata molto sfortunata: al liceo e all&#039;universit&#224; non ho imparato quasi niente: quello che so deriva dagli insegnamenti della famiglia e da uno studio personale molto intenso che continua a tutt&#039;oggi. Spero che mio figlio avr&#224; migliore fortuna, anche se coi tempi che corrono mi sembra difficile. E questo mi fa rabbia, pensando ai bambini meno seguiti del mio che forse non saranno mai spronati a tirare fuori i propri talenti. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Cinzia, sono sostanzialmente d&#039;accordo con te su tutto.</p>
<p>Aggiungo solo una postilla.</p>
<p>L&#039;aria che si respira in famiglia &egrave; molto importante, come tu stessa dici: l&#039;esempio &egrave; fondamentale. Io sono stata fortunata: sono figlia di due insegnanti che hanno lavorato con passione e coscienza per tutto l&#039;arco della loro carriera e che hanno abituato noi figli ad amare il sapere come fosse una cosa naturale, non una sovrastruttura. Lo stesso sto facendo io adesso col mio bambino, che ha solo 3 anni ma gi&agrave; adora sfogliare i libri e ascoltare storie sempre nuove che poi ricorda e cerca di ripetere; inoltre conosce gi&agrave; pi&ugrave; della met&agrave; dell&#039;alfabeto e conta fino a 10 e queste cose le ha apprese in breve tempo, come fosse un gioco, durante le nostre lunghe passeggiate: e adesso si ferma ad ogni targa di auto per recitarmi i caratteri che riconosce.</p>
<p>Laddove la famiglia in questo senso &egrave; carente (e non &egrave; sempre una &quot;colpa&quot;!), dovrebbe pensarci la scuola. Su questo versante, io sono stata molto sfortunata: al liceo e all&#039;universit&agrave; non ho imparato quasi niente: quello che so deriva dagli insegnamenti della famiglia e da uno studio personale molto intenso che continua a tutt&#039;oggi. Spero che mio figlio avr&agrave; migliore fortuna, anche se coi tempi che corrono mi sembra difficile. E questo mi fa rabbia, pensando ai bambini meno seguiti del mio che forse non saranno mai spronati a tirare fuori i propri talenti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: cinzia</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/sfacelo-scolastico/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/laura-costantini/1255/#comment-7527</link>
		<dc:creator>cinzia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 09:58:48 +0000</pubDate>
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		<description>ah... mi invitate a nozze. Sar&#242; breve sul &#039;ai miei tempi&#039;, basti dire che al liceo scientifico mi si permetteva di adottare il trattino al posto dei segni di punteggiatura (e ancora, nei miei libri, la punteggiatura &#232; ci&#242; che mi crea pi&#249; problemi). D&#039;altro canto ai tempi di mia madre (anni 80, mia madre dico) spesso si faceva solo fino al primo ginnasio e con il metodo mnemonico, poi sconsigliato da &#039;avveduti&#039; studiosi, col risultato che la mia mamma (sempre di anni 80) nel corso della sua vita ha preparato studenti alla laurea e al diploma, ha fatto salire il mio voto in latino da 4 a 7, e in questo momento prepara mia figlia (anni 11) in francese e inglese (studiati da mia madre dai 12 ai 14 anni, cio&#232; per due anni, privatamente) e in grammatica e analisi logica. Perch&#233; lei e non io, vi chiederete, che sono uscita dal liceo con 56 su 60? Perch&#233; non ricordo assolutamente nulla. Meriti del non studiare a memoria, evidentemente. Detto ci&#242;, meno brevemente di quanto avrei desiderato, &#232; chiaro che i problemi non stanno tutti di qua o di l&#224;, vanno giustamente e criticamente spartiti (se si vuole concludere qualcosa). Agli insegnanti spetta un esame di coscienza, certo (non a tutti, per&#242;) e cos&#236; ai genitori. Vi chiedete perch&#233; i ragazzi non sappiano scrivere o leggere ma sappiano invece usare il telecomando e il telefonino? Bisogna chiedersi: quanti telefonini abbiamo in casa? e televisori? e pc? i ragazzi possono farne liberamente uso? Quante ore (ah, l&#039;esempio... l&#039;esempio!) vedono i genitori davanti a questi mezzi di comunicazione? Non spererete mica che un bambino-adolescente-giovane si diverta di pi&#249; a studiare che a chattare, mi auguro. Sarebbe anormale, non facciamo ipocrisia; noi, semplicemente, non avevamo questi diversivi divertenti ( e infatti eccoci qui, a 40 anni suonati a vegetare davanti a un pc). Dunque regola nr 1: levategli senza indugio tutto ci&#242;. 
regola nr 2: dategli un orario per studiare e controllate che abbiano studiato davvero. 
regola nr 3: a letto dopo carosello, se vogliono star svegli possono sempre leggere un libro (sempre che abbiano mai visto qualcuno farlo, nella loro vita)( e vi assicuro che non &#232; cos&#236; comune) 
regola nr 4: il professore ha sempre ragione e cos&#236; mamma e pap&#224; 
regola nr 5 (per voi) siate coraggiosi: se l&#039;insegnante di vostro figlio non funziona non limitatevi a bofonchiarlo in cortile ma andate a dirlo al dirigente (difficile, vero? eh, ma si fa cos&#236; se si vuole un miglioramento) 
potrei continuare ma devo far le faccende (mi aspetta la scuola), scommetto che le altre regole potete indovinarle da soli; so di aver detto banalit&#224; che sono grandi verit&#224; e lo sappiamo tutti noi (genitori, io lo sono, e insegnanti, io lo sono). Quello che davvero non funziona pi&#249; &#232; la societ&#224;, &#232; l&#039;educazione generale (come aspettarsi degli insegnanti alieni?mi chiedo)(ch&#233; poi sono sottopagati e picchiati e derisi, aggiungo).Una societ&#224; che vuole la scuola come impresa, la scuola obbligata a cercare allievi, a promuovere, a fornire &#039;alternative&#039; allettanti come fosse un circo.... come fosse una rete tv, oserei, dopo che fa? si lamenta?;  un mondo fatto di apparenza, moda, soldi e mancanza di &#039;no&#039; e di sacrifici, pretende una scuola del sacrificio(dell&#039;insegnante, ovviamente)?  ma siete davvero sicuri che la colpa sia tutta della scuola? Non fa comodo demandare? 
Io ho a che fare con i genitori tutti i giorni. genitori che vogliono spostare le ore di scuola (violino, nel mio caso) perch&#233; c&#039;&#232;: la palestra, gli scout, la piscina, il coro e i compiti poi? sono troppi, troppi. Ieri, incontro informativo con le prime: mamma: Il violino non lo compro... mica deve continuare. 
io: Scusi ma come pu&#242; dirlo a inizio d&#039;anno 
mamma: ma si sa... i ragazzini sono cos&#236;, le passioni gli durano un mese... quindi che lo compro a fare il violino... 
io: credo abbia sbagliato insegnante, signora e credo che stia sbagliando anche educazione con suo figlio e comunque, mi pare ovvio,  se non gli compra il violino difficilmente potremo farne un violinista. 
Mamma: comunque i soldi (60 euro) non li ho, ho gi&#224; comprato i libri di scuola. 
io: bene, la scuola prester&#224; lo strumento, faccia la richiesta al dirigente. 
Superfluo aggiungere che la mamma era ben vestita, truccata, parrucchierata (al contrario di me), telefonino-automobile munita e stupida, molto stupida. L&#039;eccezione? bah... un po&#039; come i professori incapaci... ce la giochiamo alla pari. per&#242;, per&#242;... i figli: sono nostri. esame di coscienza per tutti, dunque. Altrimenti mi sa che si nasconde la testa come lo struzzo. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ah&#8230; mi invitate a nozze. Sar&ograve; breve sul &#039;ai miei tempi&#039;, basti dire che al liceo scientifico mi si permetteva di adottare il trattino al posto dei segni di punteggiatura (e ancora, nei miei libri, la punteggiatura &egrave; ci&ograve; che mi crea pi&ugrave; problemi). D&#039;altro canto ai tempi di mia madre (anni 80, mia madre dico) spesso si faceva solo fino al primo ginnasio e con il metodo mnemonico, poi sconsigliato da &#039;avveduti&#039; studiosi, col risultato che la mia mamma (sempre di anni 80) nel corso della sua vita ha preparato studenti alla laurea e al diploma, ha fatto salire il mio voto in latino da 4 a 7, e in questo momento prepara mia figlia (anni 11) in francese e inglese (studiati da mia madre dai 12 ai 14 anni, cio&egrave; per due anni, privatamente) e in grammatica e analisi logica. Perch&eacute; lei e non io, vi chiederete, che sono uscita dal liceo con 56 su 60? Perch&eacute; non ricordo assolutamente nulla. Meriti del non studiare a memoria, evidentemente. Detto ci&ograve;, meno brevemente di quanto avrei desiderato, &egrave; chiaro che i problemi non stanno tutti di qua o di l&agrave;, vanno giustamente e criticamente spartiti (se si vuole concludere qualcosa). Agli insegnanti spetta un esame di coscienza, certo (non a tutti, per&ograve;) e cos&igrave; ai genitori. Vi chiedete perch&eacute; i ragazzi non sappiano scrivere o leggere ma sappiano invece usare il telecomando e il telefonino? Bisogna chiedersi: quanti telefonini abbiamo in casa? e televisori? e pc? i ragazzi possono farne liberamente uso? Quante ore (ah, l&#039;esempio&#8230; l&#039;esempio!) vedono i genitori davanti a questi mezzi di comunicazione? Non spererete mica che un bambino-adolescente-giovane si diverta di pi&ugrave; a studiare che a chattare, mi auguro. Sarebbe anormale, non facciamo ipocrisia; noi, semplicemente, non avevamo questi diversivi divertenti ( e infatti eccoci qui, a 40 anni suonati a vegetare davanti a un pc). Dunque regola nr 1: levategli senza indugio tutto ci&ograve;.</p>
<p>regola nr 2: dategli un orario per studiare e controllate che abbiano studiato davvero.</p>
<p>regola nr 3: a letto dopo carosello, se vogliono star svegli possono sempre leggere un libro (sempre che abbiano mai visto qualcuno farlo, nella loro vita)( e vi assicuro che non &egrave; cos&igrave; comune)</p>
<p>regola nr 4: il professore ha sempre ragione e cos&igrave; mamma e pap&agrave;</p>
<p>regola nr 5 (per voi) siate coraggiosi: se l&#039;insegnante di vostro figlio non funziona non limitatevi a bofonchiarlo in cortile ma andate a dirlo al dirigente (difficile, vero? eh, ma si fa cos&igrave; se si vuole un miglioramento)</p>
<p>potrei continuare ma devo far le faccende (mi aspetta la scuola), scommetto che le altre regole potete indovinarle da soli; so di aver detto banalit&agrave; che sono grandi verit&agrave; e lo sappiamo tutti noi (genitori, io lo sono, e insegnanti, io lo sono). Quello che davvero non funziona pi&ugrave; &egrave; la societ&agrave;, &egrave; l&#039;educazione generale (come aspettarsi degli insegnanti alieni?mi chiedo)(ch&eacute; poi sono sottopagati e picchiati e derisi, aggiungo).Una societ&agrave; che vuole la scuola come impresa, la scuola obbligata a cercare allievi, a promuovere, a fornire &#039;alternative&#039; allettanti come fosse un circo&#8230;. come fosse una rete tv, oserei, dopo che fa? si lamenta?;  un mondo fatto di apparenza, moda, soldi e mancanza di &#039;no&#039; e di sacrifici, pretende una scuola del sacrificio(dell&#039;insegnante, ovviamente)?  ma siete davvero sicuri che la colpa sia tutta della scuola? Non fa comodo demandare?</p>
<p>Io ho a che fare con i genitori tutti i giorni. genitori che vogliono spostare le ore di scuola (violino, nel mio caso) perch&eacute; c&#039;&egrave;: la palestra, gli scout, la piscina, il coro e i compiti poi? sono troppi, troppi. Ieri, incontro informativo con le prime: mamma: Il violino non lo compro&#8230; mica deve continuare.</p>
<p>io: Scusi ma come pu&ograve; dirlo a inizio d&#039;anno</p>
<p>mamma: ma si sa&#8230; i ragazzini sono cos&igrave;, le passioni gli durano un mese&#8230; quindi che lo compro a fare il violino&#8230;</p>
<p>io: credo abbia sbagliato insegnante, signora e credo che stia sbagliando anche educazione con suo figlio e comunque, mi pare ovvio,  se non gli compra il violino difficilmente potremo farne un violinista.</p>
<p>Mamma: comunque i soldi (60 euro) non li ho, ho gi&agrave; comprato i libri di scuola.</p>
<p>io: bene, la scuola prester&agrave; lo strumento, faccia la richiesta al dirigente.</p>
<p>Superfluo aggiungere che la mamma era ben vestita, truccata, parrucchierata (al contrario di me), telefonino-automobile munita e stupida, molto stupida. L&#039;eccezione? bah&#8230; un po&#039; come i professori incapaci&#8230; ce la giochiamo alla pari. per&ograve;, per&ograve;&#8230; i figli: sono nostri. esame di coscienza per tutti, dunque. Altrimenti mi sa che si nasconde la testa come lo struzzo.</p>
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		<title>Di: Atena</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/sfacelo-scolastico/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/laura-costantini/1255/#comment-7519</link>
		<dc:creator>Atena</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 06:31:40 +0000</pubDate>
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		<description>Insegnare &#232; un mestiere, senza dubbio. Ma ha delle caratteristiche peculiari che non si devono dimenticare. Il maestro e il professore, come il medico, l&#039;infermiere, lo psicologo..., hanno delle responsabilit&#224; molto grosse e un compito delicatissimo. Non hanno a che fare con macchinari, hanno a che fare con persone, per giunta gli insegnanti devono confrontarsi con giovani e giovanissimi, con i quali bisogna saper entrare in contatto attraverso i giusti canali. Altrimenti nessun insegnamento passer&#224; mai. 
 
Per il resto, ringrazio Assu per le sue precisazioni perch&#233; mi hanno aperto uno spaccato di vita di anni in cui non ero ancora nata o ero troppo piccola. 
Sono considerazioni sulle quali voglio meditare con calma. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Insegnare &egrave; un mestiere, senza dubbio. Ma ha delle caratteristiche peculiari che non si devono dimenticare. Il maestro e il professore, come il medico, l&#039;infermiere, lo psicologo&#8230;, hanno delle responsabilit&agrave; molto grosse e un compito delicatissimo. Non hanno a che fare con macchinari, hanno a che fare con persone, per giunta gli insegnanti devono confrontarsi con giovani e giovanissimi, con i quali bisogna saper entrare in contatto attraverso i giusti canali. Altrimenti nessun insegnamento passer&agrave; mai.</p>
<p>Per il resto, ringrazio Assu per le sue precisazioni perch&eacute; mi hanno aperto uno spaccato di vita di anni in cui non ero ancora nata o ero troppo piccola.</p>
<p>Sono considerazioni sulle quali voglio meditare con calma.</p>
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		<title>Di: kuoa</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/sfacelo-scolastico/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/laura-costantini/1255/#comment-7515</link>
		<dc:creator>kuoa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 00:05:03 +0000</pubDate>
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		<description>non so se insegnare sia una vocazione, ma sono convinta che chi decide di intraprendere questa professione debba essere consapevole dell&#039;importanza del ruolo che svolge nella vita degli alunni. Sono convinta che un buon insegnante debba pensare all&#039;alunno come al soggetto da far maturare e non come ad un contenitore da riempire di nozioni, debba insegnare i metodi del ragionamento, la storia delle varie discipline, cio&#232; come si &#232; arrivati alle scoperte non tacendo gli errori, spiegare processi e cause degli avvenimenti cos&#236; da fornire degli spunti per riflessioni personali. sono convinta che per fare tutto ci&#242; l&#039;insegnante debba essere appassionato alla materia insegnata ed avere rispetto per chi gli sta di fronte, anche se l&#039;alunno ha l&#039;espressione annoiata di chi non ha ancora compreso l&#039;importanza di essere l&#236;. L&#039;insegnamento &#232; un lavoro, ma &#232; un lavoro che non pu&#242; avere come stimolo unicamente la busta paga, gli stimoli devono essere gli alunni. nella mia cariera scolastica ho incontrato fortunatamente bravi professori, ma molti erano sfaticati, entravano in classe ogni mattina per costrizione avendo l&#039;unico interesse di segnare come trattato l&#039;argomento in programma non dando importanza a chi poneva domande per avere chiarimenti e alcuni avevano lacune mostruose nelle proprie materie. c&#039;&#232; stato chi ha permesso a 20 persone di non sapere nulla di storia e filosofia per un anno e ha consigliato ad una delle alunne interessate a quelle materie di coltivare i propri interessi al di fuori dell&#039;ambito universitario indirizzandola alla professione di casalinga solo perch&#232; timida e taciturna in classe. fortunatamente non &#232; stata ascoltata. per&#242; sono ottimista, molti universitari, forse perch&#233; ancora sui banchi, sembrano accorgersi che non tutti sono portati per l&#039;insegnamento  conoscendo le responsabilit&#224; a cui andrebbero incontro e chi adesso &#232; alle prime armi in quel lavoro l&#039;ha fatto quella scelta e non &#232; la professione di ripiego </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non so se insegnare sia una vocazione, ma sono convinta che chi decide di intraprendere questa professione debba essere consapevole dell&#039;importanza del ruolo che svolge nella vita degli alunni. Sono convinta che un buon insegnante debba pensare all&#039;alunno come al soggetto da far maturare e non come ad un contenitore da riempire di nozioni, debba insegnare i metodi del ragionamento, la storia delle varie discipline, cio&egrave; come si &egrave; arrivati alle scoperte non tacendo gli errori, spiegare processi e cause degli avvenimenti cos&igrave; da fornire degli spunti per riflessioni personali. sono convinta che per fare tutto ci&ograve; l&#039;insegnante debba essere appassionato alla materia insegnata ed avere rispetto per chi gli sta di fronte, anche se l&#039;alunno ha l&#039;espressione annoiata di chi non ha ancora compreso l&#039;importanza di essere l&igrave;. L&#039;insegnamento &egrave; un lavoro, ma &egrave; un lavoro che non pu&ograve; avere come stimolo unicamente la busta paga, gli stimoli devono essere gli alunni. nella mia cariera scolastica ho incontrato fortunatamente bravi professori, ma molti erano sfaticati, entravano in classe ogni mattina per costrizione avendo l&#039;unico interesse di segnare come trattato l&#039;argomento in programma non dando importanza a chi poneva domande per avere chiarimenti e alcuni avevano lacune mostruose nelle proprie materie. c&#039;&egrave; stato chi ha permesso a 20 persone di non sapere nulla di storia e filosofia per un anno e ha consigliato ad una delle alunne interessate a quelle materie di coltivare i propri interessi al di fuori dell&#039;ambito universitario indirizzandola alla professione di casalinga solo perch&egrave; timida e taciturna in classe. fortunatamente non &egrave; stata ascoltata. per&ograve; sono ottimista, molti universitari, forse perch&eacute; ancora sui banchi, sembrano accorgersi che non tutti sono portati per l&#039;insegnamento  conoscendo le responsabilit&agrave; a cui andrebbero incontro e chi adesso &egrave; alle prime armi in quel lavoro l&#039;ha fatto quella scelta e non &egrave; la professione di ripiego</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ASSU</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/sfacelo-scolastico/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/laura-costantini/1255/#comment-7512</link>
		<dc:creator>ASSU</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 22:29:47 +0000</pubDate>
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		<description>Atena, siete pochi perch&#233; siete venuti dopo: si iniziava a parlare di controllo delle nascite. Noi eravamo gi&#224; nati. Sai come si dice: chi prima arriva ha il posto migliore. E sai cosa penso? Che tu abbia fatto una riflessione intelligente, forse sbagliando la derivazione: in fondo non abbiamo ricevuto un&#8217;educazione cos&#236; severa! Abbiamo cominciato a masticare i frutti del terziario avanzato, cosicch&#233; &#8211; in fondo &#8211; siamo stati i primi &#8220;benestanti&#8221;. Abbiamo cominciato a masticare i frutti del diritto allo studio, cosicch&#233; &#8211; in fondo &#8211; siamo stati i primi &#8220;istruiti di massa&#8221;. Abbiamo cominciato a masticare i frutti della politica di alla manda picone, cosicch&#233; &#8211; in fondo &#8211; siamo stati i primi &#8220;rassegnati&#8221;. Abbiamo cominciato a masticare i frutti del femminismo, cosicch&#233; &#8211; in fondo &#8211; siamo stati i primi in &#8220;classe mista&#8221;. Eccetera. Siamo stati i primi di un sistema evolutivo che non siamo riusciti a far progredire. Tutto era gi&#224; iniziato, nel bene e nel male e noi &#8211; in fondo &#8211; ci siamo pigliati il nostro bel catino d&#8217;argento (non d&#8217;oro o platino ch&#233; benestanti non significa ricchi) e ci siamo lavati le mani nell&#8217;acqua che in superficie sapeva di lavanda e gi&#249;, nel fondo, nascondeva un marcio in nascere. Abbiamo delegato. Abbiamo delegato tutto: la politica, il sociale, la cultura. Quando mi &#8220;arruolai&#8221;, a quindici anni, fra i giovani comunisti (tanto per fare un esempio, per i giovani democristiani non era diverso) fui considerata, dai miei coetanei, una diversa, una che &#8220;vuole apparire&#8221;. E ci credevano sul serio che fosse solo per apparire. Non c&#8217;era cattiveria. Ignoranza? Non credo. Piuttosto penso si trattasse di disinteresse, delega assoluta del tutto. Bastava &#8211; in fondo &#8211; l&#8217;esserci per fare ci&#242; che ci era consentito per diritto di nascita.  
La scuola? Temo &#8211; e lo temo a costo di impopolarit&#224; oggi, e sul web in particolare, cos&#236; temuta &#8211; che di quei bravi insegnanti che citiamo, decantiamo, inneggiamo, non sia rimasto &#8211; dentro &#8211; un bel niente. O assai poco. Quel poco che &#232; bastato a conseguire una laurea, forse. Ma l&#8217;incapacit&#224; a lottare, conquistare, saldare e consolidare &#8211; troppo diffusa fra quelli della mia generazione &#8211; non ha consentito altro.  
Non sono di quelli che pensano che insegnare sia una vocazione. Insegnare &#232; un mestiere. Si fa. Si gestiscono le priorit&#224; e le criticit&#224; esattamente come il tornitore fa con il tornio, il bancario con la contabilit&#224;, il pubblicitario con la strategia&#8230; E si gestiscono nella contingenza, per quanto critica.  
Non ce l&#8217;ho con gli insegnanti, s&#8217;intenda. Io stessa, quando ero ancora all&#8217;universit&#224;, ho insegnato. Ma &#232; ora che capiscano che sono &#8220;lavoratori&#8221; e non &#8220;privilegiati&#8221;. Il tempo ha livellato il grado culturale insegnante-genitore. Il confronto &#232; alla pari. Non &#232; pi&#249; come quando andavamo a scuola noi. Ricordo mia madre &#8211; nonostante i miei voti fossero altissimi &#8211; sempre in atteggiamento remissivo, vittima di quel senso di inferiorit&#224; che &#8211; oggi &#8211; non ha pi&#249; senso. M&#8217;infastidiva allora. Non potrei tollerarlo oggi.  
Non so, Atena, se i trentenni stiano assumendo un atteggiamento differente. Studio, ogni giorno, i segmenti di target e non l&#8217;ho ancora notato. Forse qualcuno lo fa. Ma qualcuno lo faceva anche fra noi. E allora, ribadisco ci&#242; che dico sempre a mia figlia: ho avuto la fortuna di dover lavorare per studiare. Forse questo &#232; mancato alla mia generazione per sentire lo stimolo ad una evoluzione sana, in grado di rafforzare le schiene e selezionare, naturalmente, quelle pi&#249; portate ad altre attivit&#224;. Il diritto allo studio &#232; una cosa seria, come ogni diritto dovrebbe essere. Va conquistato e alla fine i conti avrebbero dovuto tornare. Ma non contano e le nuove generazioni, cos&#236; criticate (forse non qua, Leo, anche se neppure troppo fra le righe io l&#8217;ho letto), stanno pagando la conseguenza. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Atena, siete pochi perch&eacute; siete venuti dopo: si iniziava a parlare di controllo delle nascite. Noi eravamo gi&agrave; nati. Sai come si dice: chi prima arriva ha il posto migliore. E sai cosa penso? Che tu abbia fatto una riflessione intelligente, forse sbagliando la derivazione: in fondo non abbiamo ricevuto un&rsquo;educazione cos&igrave; severa! Abbiamo cominciato a masticare i frutti del terziario avanzato, cosicch&eacute; &ndash; in fondo &ndash; siamo stati i primi &ldquo;benestanti&rdquo;. Abbiamo cominciato a masticare i frutti del diritto allo studio, cosicch&eacute; &ndash; in fondo &ndash; siamo stati i primi &ldquo;istruiti di massa&rdquo;. Abbiamo cominciato a masticare i frutti della politica di alla manda picone, cosicch&eacute; &ndash; in fondo &ndash; siamo stati i primi &ldquo;rassegnati&rdquo;. Abbiamo cominciato a masticare i frutti del femminismo, cosicch&eacute; &ndash; in fondo &ndash; siamo stati i primi in &ldquo;classe mista&rdquo;. Eccetera. Siamo stati i primi di un sistema evolutivo che non siamo riusciti a far progredire. Tutto era gi&agrave; iniziato, nel bene e nel male e noi &ndash; in fondo &ndash; ci siamo pigliati il nostro bel catino d&rsquo;argento (non d&rsquo;oro o platino ch&eacute; benestanti non significa ricchi) e ci siamo lavati le mani nell&rsquo;acqua che in superficie sapeva di lavanda e gi&ugrave;, nel fondo, nascondeva un marcio in nascere. Abbiamo delegato. Abbiamo delegato tutto: la politica, il sociale, la cultura. Quando mi &ldquo;arruolai&rdquo;, a quindici anni, fra i giovani comunisti (tanto per fare un esempio, per i giovani democristiani non era diverso) fui considerata, dai miei coetanei, una diversa, una che &ldquo;vuole apparire&rdquo;. E ci credevano sul serio che fosse solo per apparire. Non c&rsquo;era cattiveria. Ignoranza? Non credo. Piuttosto penso si trattasse di disinteresse, delega assoluta del tutto. Bastava &ndash; in fondo &ndash; l&rsquo;esserci per fare ci&ograve; che ci era consentito per diritto di nascita. </p>
<p>La scuola? Temo &ndash; e lo temo a costo di impopolarit&agrave; oggi, e sul web in particolare, cos&igrave; temuta &ndash; che di quei bravi insegnanti che citiamo, decantiamo, inneggiamo, non sia rimasto &ndash; dentro &ndash; un bel niente. O assai poco. Quel poco che &egrave; bastato a conseguire una laurea, forse. Ma l&rsquo;incapacit&agrave; a lottare, conquistare, saldare e consolidare &ndash; troppo diffusa fra quelli della mia generazione &ndash; non ha consentito altro. </p>
<p>Non sono di quelli che pensano che insegnare sia una vocazione. Insegnare &egrave; un mestiere. Si fa. Si gestiscono le priorit&agrave; e le criticit&agrave; esattamente come il tornitore fa con il tornio, il bancario con la contabilit&agrave;, il pubblicitario con la strategia&hellip; E si gestiscono nella contingenza, per quanto critica. </p>
<p>Non ce l&rsquo;ho con gli insegnanti, s&rsquo;intenda. Io stessa, quando ero ancora all&rsquo;universit&agrave;, ho insegnato. Ma &egrave; ora che capiscano che sono &ldquo;lavoratori&rdquo; e non &ldquo;privilegiati&rdquo;. Il tempo ha livellato il grado culturale insegnante-genitore. Il confronto &egrave; alla pari. Non &egrave; pi&ugrave; come quando andavamo a scuola noi. Ricordo mia madre &ndash; nonostante i miei voti fossero altissimi &ndash; sempre in atteggiamento remissivo, vittima di quel senso di inferiorit&agrave; che &ndash; oggi &ndash; non ha pi&ugrave; senso. M&rsquo;infastidiva allora. Non potrei tollerarlo oggi. </p>
<p>Non so, Atena, se i trentenni stiano assumendo un atteggiamento differente. Studio, ogni giorno, i segmenti di target e non l&rsquo;ho ancora notato. Forse qualcuno lo fa. Ma qualcuno lo faceva anche fra noi. E allora, ribadisco ci&ograve; che dico sempre a mia figlia: ho avuto la fortuna di dover lavorare per studiare. Forse questo &egrave; mancato alla mia generazione per sentire lo stimolo ad una evoluzione sana, in grado di rafforzare le schiene e selezionare, naturalmente, quelle pi&ugrave; portate ad altre attivit&agrave;. Il diritto allo studio &egrave; una cosa seria, come ogni diritto dovrebbe essere. Va conquistato e alla fine i conti avrebbero dovuto tornare. Ma non contano e le nuove generazioni, cos&igrave; criticate (forse non qua, Leo, anche se neppure troppo fra le righe io l&rsquo;ho letto), stanno pagando la conseguenza.</p>
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	<item>
		<title>Di: Atena</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/sfacelo-scolastico/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/laura-costantini/1255/#comment-7494</link>
		<dc:creator>Atena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 06:19:50 +0000</pubDate>
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		<description>Per rispondere ad Assu. 
Mi sono fatta l&#039;idea che la generazione di coloro che oggi hanno tra i 40 e i 50 anni abbia reagito all&#039;educazione severa, anche dura, che ha ricevuto, ribaltando completamente il sistema educativo nella direzione del permissivismo. Cos&#236;, a quello che forse era un eccesso, si &#232; sostituito spesso un eccesso opposto. 
Mi sembra anche che la generazione degli attuali 30enni stia cercando di reagire, improntando l&#039;educazione di figli e studenti a maggiore rigore; ma in realt&#224; siamo pochi, proprio perch&#233; in molti casi ci sono mancati i buoni insegnamenti e stiamo risalendo la china da soli. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per rispondere ad Assu.</p>
<p>Mi sono fatta l&#039;idea che la generazione di coloro che oggi hanno tra i 40 e i 50 anni abbia reagito all&#039;educazione severa, anche dura, che ha ricevuto, ribaltando completamente il sistema educativo nella direzione del permissivismo. Cos&igrave;, a quello che forse era un eccesso, si &egrave; sostituito spesso un eccesso opposto.</p>
<p>Mi sembra anche che la generazione degli attuali 30enni stia cercando di reagire, improntando l&#039;educazione di figli e studenti a maggiore rigore; ma in realt&agrave; siamo pochi, proprio perch&eacute; in molti casi ci sono mancati i buoni insegnamenti e stiamo risalendo la china da soli.</p>
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		<title>Di: leo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/sfacelo-scolastico/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/laura-costantini/1255/#comment-7492</link>
		<dc:creator>leo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2007 23:22:10 +0000</pubDate>
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		<description>Alt, al tempo! Non credo che qualcuno, qui, stia dando la colpa alle nuove generazioni. 
Le nuove generazioni sono solo l&#039;effetto. La colpa &#232; di tutti. Genitori in primis. 
Preferiamo allevare i nostri figli affidandoli a madame Television, cosi non frignano; gli compriamo il cellulare a otto anni perch&#233; cos&#236; pensiamo di tenerli piu&#039; sotto controllo e poi non possono essere da meno dei loro amichetti; li proteggiamo dagli insegnanti troppo severi perch&#233; i nostri pargoli sono intelligenti ed istruiti per diritto di    nascita; ed alla fine li mandiamo tutti all&#039;universit&#224; perch&#233; una laurea non si nega a nessuno. Ai danni che produciamo noi come genitori si aggiungano quelli della scuola cos&#236; come &#232; adesso. Le elementari con piu&#039; maestri(e) hanno distrutto la percezione dell&#039;istituzione Scuola nei bambini. La riduzione del ruolo dell&#039;insegnante a mero  &quot;posto di lavoro&quot;  &#232; ormai percepita dagli studenti e questo li mette in condizioni di ricatto verso i professori.  
Aggiungiamo i guasti della societ&#224;: il mito della velina e del calciatore, il sesso come divertimento e status sociale, il &quot;guardonismo&quot; generalizzato dei media, il brand che fa(da) personalit&#224;, il consumo di beni di inutilit&#224;, ......   
Non &#232; colpa delle nuove generazioni. L&#039;uomo &#232; una macchina economica: tra due strade sceglie la piu&#039; breve e purtroppo oggi hanno una marea di strade... forse troppe. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alt, al tempo! Non credo che qualcuno, qui, stia dando la colpa alle nuove generazioni.</p>
<p>Le nuove generazioni sono solo l&#039;effetto. La colpa &egrave; di tutti. Genitori in primis.</p>
<p>Preferiamo allevare i nostri figli affidandoli a madame Television, cosi non frignano; gli compriamo il cellulare a otto anni perch&eacute; cos&igrave; pensiamo di tenerli piu&#039; sotto controllo e poi non possono essere da meno dei loro amichetti; li proteggiamo dagli insegnanti troppo severi perch&eacute; i nostri pargoli sono intelligenti ed istruiti per diritto di    nascita; ed alla fine li mandiamo tutti all&#039;universit&agrave; perch&eacute; una laurea non si nega a nessuno. Ai danni che produciamo noi come genitori si aggiungano quelli della scuola cos&igrave; come &egrave; adesso. Le elementari con piu&#039; maestri(e) hanno distrutto la percezione dell&#039;istituzione Scuola nei bambini. La riduzione del ruolo dell&#039;insegnante a mero  &quot;posto di lavoro&quot;  &egrave; ormai percepita dagli studenti e questo li mette in condizioni di ricatto verso i professori. </p>
<p>Aggiungiamo i guasti della societ&agrave;: il mito della velina e del calciatore, il sesso come divertimento e status sociale, il &quot;guardonismo&quot; generalizzato dei media, il brand che fa(da) personalit&agrave;, il consumo di beni di inutilit&agrave;, &#8230;&#8230;  </p>
<p>Non &egrave; colpa delle nuove generazioni. L&#039;uomo &egrave; una macchina economica: tra due strade sceglie la piu&#039; breve e purtroppo oggi hanno una marea di strade&#8230; forse troppe.</p>
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		<title>Di: ASSU</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/sfacelo-scolastico/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/laura-costantini/1255/#comment-7491</link>
		<dc:creator>ASSU</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2007 21:40:28 +0000</pubDate>
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		<description>Ci&#242; che Laura scrive, purtroppo, &#232; la &lt;b&gt;realt&#224; spiattellata davanti ai nostri occhi&lt;/b&gt;. Ho quarant&#8217;anni e una figlia di diciassette. Questo significa che nel giro di un numero non molto vasto di anni ho percorso e ripercorso tutte (o quasi: mia figlia &#232; ancora al liceo) le tappe scolastiche. Ho avuto la fortuna &#8211; a quanto pare piuttosto diffusa fra quelli della mia generazione &#8211; di avere un&#8217;ottima maestra. Non &#232; solo in questa occasione che affermo di &lt;i&gt;&#8220;dipendere da lei&#8221;&lt;/i&gt;, di &lt;i&gt;&#8220;essere una sua creatura&#8221;&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;&lt;b&gt;Grazia Palmieri &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;era una specie di generale che godeva della stima di tutti. E se la meritava. La grammatica (solo per fare un esempio) ce l&#8217;ha ficcata in testa a suon di spiegazioni, esempi, battute, ripetizioni (a casa sua, qualora occorresse), bacchetta punitiva, esercizi, allegorie, eccetera.  
Quindi, io, una domanda me la faccio: questi insegnanti &lt;i&gt;&quot;di oggi&quot; &lt;/i&gt;che andiamo &#8211; giustamente &#8211; criticando, in fondo, appartengono alla nostra generazione, o gi&#249; di l&#236;. Gli altri li giudichiamo &lt;i&gt;&#8220;vecchio stampo&#8221;&lt;/i&gt;. E allora, non sar&#224; la nostra generazione ad avere qualche &#8220;nota&#8221; in meno? Siamo noi, in fondo, quelli che scrivono un italiano spesso incerto, quando non osceno, dimenticando la differenza fra un accento e un apostrofo, scordandoci che c&#8217;&#232; un accento acuto e uno grave, che &lt;i&gt;&#8220;certe paroline&#8221;&lt;/i&gt; vanno accentate. Oppure abusando degli accenti. Le doppie sono una diretta conseguenza del dialetto, cos&#236; qualcuno ne abusa e altri le risparmiano. &lt;b&gt;UN &lt;/b&gt;&#232; il grande sconosciuto: (un&#8217;uomo, un&#8217;impegno, un&#8217;insulto). 
Insomma, il mio scopo non &#232; correggere con la matita rossa, ma riflettere insieme: &lt;b&gt;perch&#233; non siamo capaci di insegnare?&lt;/b&gt; Possibile che sia tutta colpa del &#8220;&lt;i&gt;sistema&lt;/i&gt;&#8221;? Sosteniamo &#8211; giustamente &#8211; di aver avuto insegnanti buoni o discreti. E allora perch&#233; non siamo capaci di insegnare come loro, quanto loro, con la stessa passione? Tutta colpa della &#8220;&lt;i&gt;nuova generazione&lt;/i&gt;&#8221;? Anche quando hanno sei anni e sono tutti ansiosi di imparare?  
 
&lt;a href=&quot;http://cassettoideelibere.blogspot.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;assu&lt;/a&gt; </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci&ograve; che Laura scrive, purtroppo, &egrave; la <b>realt&agrave; spiattellata davanti ai nostri occhi</b>. Ho quarant&rsquo;anni e una figlia di diciassette. Questo significa che nel giro di un numero non molto vasto di anni ho percorso e ripercorso tutte (o quasi: mia figlia &egrave; ancora al liceo) le tappe scolastiche. Ho avuto la fortuna &ndash; a quanto pare piuttosto diffusa fra quelli della mia generazione &ndash; di avere un&rsquo;ottima maestra. Non &egrave; solo in questa occasione che affermo di <i>&ldquo;dipendere da lei&rdquo;</i>, di <i>&ldquo;essere una sua creatura&rdquo;</i>. <i><b>Grazia Palmieri </b></i>era una specie di generale che godeva della stima di tutti. E se la meritava. La grammatica (solo per fare un esempio) ce l&rsquo;ha ficcata in testa a suon di spiegazioni, esempi, battute, ripetizioni (a casa sua, qualora occorresse), bacchetta punitiva, esercizi, allegorie, eccetera. </p>
<p>Quindi, io, una domanda me la faccio: questi insegnanti <i>&quot;di oggi&quot; </i>che andiamo &ndash; giustamente &ndash; criticando, in fondo, appartengono alla nostra generazione, o gi&ugrave; di l&igrave;. Gli altri li giudichiamo <i>&ldquo;vecchio stampo&rdquo;</i>. E allora, non sar&agrave; la nostra generazione ad avere qualche &ldquo;nota&rdquo; in meno? Siamo noi, in fondo, quelli che scrivono un italiano spesso incerto, quando non osceno, dimenticando la differenza fra un accento e un apostrofo, scordandoci che c&rsquo;&egrave; un accento acuto e uno grave, che <i>&ldquo;certe paroline&rdquo;</i> vanno accentate. Oppure abusando degli accenti. Le doppie sono una diretta conseguenza del dialetto, cos&igrave; qualcuno ne abusa e altri le risparmiano. <b>UN </b>&egrave; il grande sconosciuto: (un&rsquo;uomo, un&rsquo;impegno, un&rsquo;insulto).</p>
<p>Insomma, il mio scopo non &egrave; correggere con la matita rossa, ma riflettere insieme: <b>perch&eacute; non siamo capaci di insegnare?</b> Possibile che sia tutta colpa del &ldquo;<i>sistema</i>&rdquo;? Sosteniamo &ndash; giustamente &ndash; di aver avuto insegnanti buoni o discreti. E allora perch&eacute; non siamo capaci di insegnare come loro, quanto loro, con la stessa passione? Tutta colpa della &ldquo;<i>nuova generazione</i>&rdquo;? Anche quando hanno sei anni e sono tutti ansiosi di imparare? </p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://cassettoideelibere.blogspot.com"  rel="nofollow">assu</a></noindex></p>
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	<item>
		<title>Di: Marco il buono</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/sfacelo-scolastico/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/laura-costantini/1255/#comment-7490</link>
		<dc:creator>Marco il buono</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2007 20:19:30 +0000</pubDate>
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		<description>Il rincoglionimento di cui parla Leo &#232; assolutamente voluto. 
Altrimenti come ti spieghi Berlusconi eletto e Corona in ogni dove? 
Fino a pochi anni addietro avevamo le migliori elementari del mondo, non scherzo venivano a studiarle dall&#039;estero, perch&#232; cambiarle? Chi &#232; il colpevole.  I colpevoli sono i Ministri che si sono succeduti per rendere netto il divario tra chi comanda e chi viene comandato. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il rincoglionimento di cui parla Leo &egrave; assolutamente voluto.</p>
<p>Altrimenti come ti spieghi Berlusconi eletto e Corona in ogni dove?</p>
<p>Fino a pochi anni addietro avevamo le migliori elementari del mondo, non scherzo venivano a studiarle dall&#039;estero, perch&egrave; cambiarle? Chi &egrave; il colpevole.  I colpevoli sono i Ministri che si sono succeduti per rendere netto il divario tra chi comanda e chi viene comandato.</p>
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