Severgnini Vaffanculo

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Severgnini Vaffanculo" è stato scritto da Gianalessio Ridolfi Pacifici

In genere non leggo quello che scrive Severgnini. Un po’ è per colpa della zazzera bianca (diffidare sempre di chi non perde i capelli e li ostenta come una specie di fotomodello appassito) e un po’ perché la vita è breve e bisogna fare selezione. Severgnini fa giornalismo omeopatico, quello concepito in primo luogo per non dare fastidio a nessuno e poi, ma solo poi, per dare l’impressione al lettore di aver fatto qualcosa di utile, ma senza impegnarsi troppo, senza attivare eccessivamente cervello, stomaco e palle. Una compressa di saccarina quando ci vorrebbe una dose tripla di antibiotico.

Stamattina, invece, seguendo la timeline di twitter, ho visto una segnalazione di Stefano Epifani e mi sono trovato a masticare le tre cartelle più stupide che abbia mai avuto modo di leggere.

Severgnini approfitta dello scontro (verbale) tra Grillo e Bersani per dire la sua sulla “maleducazione” della rete. Una sequenza di opinioni rispettabilissime, educatamente espresse, moderatamente polemiche e del tutto prive di significato.

Considerare l’insulto come la forma più genuina di democrazia, ed etichettare come pavido chi cerca di essere ragionevole, non è solo irritante: sta diventando rischioso. Se il capo di un movimento, il segretario di un partito e noti commentatori politici usano l’anatema come normale mezzo di discussione, molti si sentiranno autorizzati a fare altrettanto. Anzi, essendo semplici cittadini, andranno oltre. «Se nei comizi e sui giornali i capi si trattano a vaffa» pensano «allora alé, liberi tutti».

Dopo quasi trent’anni di immonda televisione basata su risse, assalti e colluttazioni fisiche, Severgnini si sveglia e scopre che la comunicazione nel nostro paese è degenerata rispetto ai bei tempi di una volta quando si ragionava amabilmente,  seduti composti, senza alzare la voce e mangiando a bocca chiusa i biscottini con il tè. Bene Severgnini, come si dice, non è mai troppo tardi. E’ mio dovere informarla che il numero di copie dell’Ulisse di Joyce vendute ogni anno è drasticamente diminuito rispetto al passato. Quando si è accomodato amabilmente a disquisire nei salotti della tv non si è accorto di nulla?

Sono qui con i miei occhioni solo per attirarti su questa pagina.

La televisione in Italia, dove l’alfabetizzazione culturale è a livelli da quarto mondo, è il vero driver intellettuale. Forma consapevolezza, istruisce sui metodi di interazione, modifica le attitudini. A ruota sono venuti i giornali, prima sulla carta e poi sul web. Lo stesso Corriere, giornale su cui Severgnini scrive e si suppone, ogni tanto, sfogli, oggi somiglia sempre più ad un mix tra “Grand Hotel” e “Cronaca Vera” dei bei tempi andati. Da dove dovrebbe nascere la moderazione della rete visto che sullo scontro verbale e fisico  si è costruito l’intero sistema che regola le relazioni dell’élite intellettuale di questo paese?

Purtroppo c’è chi non ha capito che Facebook e Twitter – per citare le due piattaforme più popolari – sono mezzi di comunicazione di massa, non balconi per conversazioni private. Fino a pochi anni fa, strumenti tanto potenti erano riservati ai professionisti della comunicazione: coloro che avevano accesso a un giornale, a un microfono, a una telecamera. Oggi chiunque può diffondere un’opinione. Questo, naturalmente, è bene. La libertà in questione ha però dei limiti: nelle buone maniere, nel buon senso e nel codice penale. E qualcuno non lo capisce. Questo, ovviamente, è male.

Infatti Severgnini, sono proprio i professionisti come lei ad averci insegnato “o sistema“. E’ dai suoi colleghi giornalisti, dai politici, dagli intellettuali, dagli opinionisti che abbiamo imparato a gridare più forte per sovrastare gli altri e a mostrare tette per fare accessi. A me non risulta che mentre sul web la gente si lancia merda addosso, il professor Sgarbi vada in televisione a parlare di arte in punta di fioretto. Noi ci siamo limitati, nel nostro piccolo, a scimmiottare. Non sarà mica che quando lo fate voi è “dibattere” e quando lo facciamo noi è “sedizione”?

Non servirebbe, probabilmente. La follia italiana supera l’uno per cento, e appare purtroppo lucida. La faziosità che, da anni, gronda dai media ha ormai allagato la vita quotidiana. La protervia con cui la classe politica italiana ha trattato i cittadini ha demolito gli argini. C’è da chiedersi, a questo punto, come sarà il raccolto.

Mi permetta di mandarla a fanculo Severgnini, senza formule di attenuazione come probabilmente avrebbe fatto lei che è abituato ai salotti buoni ed educati. Lei mente sapendo di mentire oppure è incapace di comprendere un fenomeno che ormai ha tracimato completamente. L’Italia di oggi l’ha fatta lei con i suoi compari e ora non può lamentarsi della tempesta dopo aver seminato vento con atti, opere ed omissioni.

Nel 2006, da vero orbo veggente che mi ritrovo ad essere, scrivevo il mio Norimberga 2009. Il 2009 è passato, ma non c’è stata nessuna Norimberga televisiva. In compenso mi arriva lei a fare la parte della zitella scandalizzata che in pubblico critica le minigonne, ma in privato ciuccia il caramellone. Poteva andare meglio, ma è andata così.

Norimberga 2009 pubblicato l’8 dicembre 2006

2009 mi sembra l’anno giusto. Non troppo vicino per essere inverosimile, non troppo lontano per sembrare irraggiungibile. Il posto potrebbe essere qualsiasi, ma se fosse Norimberga, il processo assumerebbe quel valore storico che merita. Sto parlando del processo per crimini di guerra al quale andrebbero sottoposti tutti coloro che, nell’ambito della lotta sempre meno nascosta tra le persone per bene di questo paese e i figli di puttana (inculati ed inculanti), non hanno esitato ad usare armi di distruzione di massa ed ad operare stragi e genocidi.

Quando mi sono piacevolmente baloccato intorno a questa idea deliziosa, il primo nome che mi e’ venuto in mente, chissa’ perche’, e’ stato quello di maurizio costanzo, tristemente famoso tra le sue vittime come “Tigre dell’Etere“.

I capi d’imputazione sono palesi. Prima di tutto ha costituito una banda di spietati massacratori della cultura e del buon gusto. Due nomi per tutti, il sedicente critico d’arte e politico del cazzo, vittorio sgorbi e la ipertestosteronica maria de cilici, con la quale, si dice, si sia anche intrattenuto in turpe sollazzo sessuale.

Poi, non ha esitato ha dotarsi di strumenti di distruzione di massa ed ad utilizzarli senza risparmio. Partendo dall’ormai vetusto ma sempre efficiente MCS (maurizio costanzo show), dove attraeva gli ignari spettatori con la promessa di un sano intrattenimento culturale per poi colpirli a tradimento con le storie sceneggiate dei peggiori freak del paese. E’ stato proprio usando questo trucco vile e spietato, che e’ riuscito ad imbonire ignari cittadini facendogli credere che parlare con i morti, avere tre sessi contemporaneamente e trombare con i ricci di mare fosse cultura. Ma il raggio d’azione dell’MCS risultava troppo limitato, per ottenere i risultati anelati dalla sua mente nefanda, occorreva espandersi. Ed eccolo schierarsi con la sua soldataglia al crocevia della domenica pomeriggio dove, volente o nolente, ogni italiano e’ passato almeno una cazzo di volta nella sua vita. E li’, tra salti con l’asta, giochi della bottiglia, bisticci e risse, si e’ consumato il piu’ grande massacro cerebrale della storia di questo paese. Menti efficienti ed in grado di ricevere stimoli, sono state affogate sotto ciccioni travestiti con pretese intellettuali che riuscivano nel difficile compito di offendere contemporaneamente i transessuali e quelli che i transessuali li odiano. A questi si sono succeduti artisti falliti il cui unico pregio consisteva nel costare poco o nulla ed intellettuali di risulta, con la laurea presa alla scuola Radio Elettra e che all’universita’ non venivano fatti entrare nemmeno per cancellare la lavagna.

Ma la sete di sangue di questo mostro non era ancora soddisfatta, aveva fame di carne giovane. Nei laboratori segreti sepolti sotto il deserto del Gobi, nascosti anche ai satelliti spia degli americani, gli scienziati al soldo di questa belva, hanno progettato e costruito le armi piu’ nefande della storia dell’umanita’. grande fratello, amici di maria de cilici, c’e’ posta per te, uomini e donne, sono nomi che rimarranno incisi nella carne viva di questo paese per tutti gli anni a venire. Non solo hanno contaminato il modo di vivere, di pensare e di vestire di un’intera generazione, ma hanno anche formato ed allevato la futura popolazione attiva di questo paese. Quale visione del mondo potra’ avere un politico che ha passato i pomeriggi della sua adolescenza guardando amici di maria de cilici? Che fiducia riporre in un chirurgo scartato dal casting di uomini e donne? Vi fidereste di un pilota che ha palpitato alle vicende di Serena del grande fratello?

Ecco i crimini di cui si e’ macchiato quest’uomo Vostro Onore, ed e’ per questo, che senza che la mia mente e la mia anima siano macchiati dal piu’ piccolo dubbio, ne chiedo la condanna a morte, possibilmente per fame, dopo che egli sia stato murato in una torre, insieme ai suoi tristi sodali, affinche’ possano chiudere le loro male vite mettendo in scena una versione dantescadel grande fratello. Ho finito Vostro Onore.

P.S. Alla fine mi sono lasciato prendere un po’ la mano. Ma vi prego di riflettere sul resto. DFC

p.s.2 Sergio Saviane, non sei stato dimenticato. Spero che dove ti trovi adesso ci sia del buon bianco. Amen.

 

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