Seven Two Nine Tango Bravo Delta 2


Clac, clac fanno i tasti mentre li schiaccio, tic, tic le gocce che si aprono sul vetro della finestra come piccoli fiori. Dum, dum, il mio cuore che conta alla rovescia verso il suo ultimo battito. Seven, two, nine, tango bravo delta. You can’t hang up and try again. Over. Seven, two, nine, tango bravo delta. Your ol’fella out.

Vola, apri le braccia e fai che l’aria si accumuli sotto di esse in una picchiata che crea portanza e poi cabra, con la luce del sole che ti acceca. Scivola d’ala, perdi di nuovo quota e senti il vento scuotere ogni millimetro della tua pelle. Assordati del sibilo dell’aria, fai che il freddo degli alti cieli ghiacci l’acqua di cui sei fatto. Apriti come stella e precipita in uno stallo orizzontale ruotando come una foglia recisa dal tempo.

Nella mia allucinazione vedo lo spazio curvarsi intorno alla tua massa. Quasi ne percepisco la distorsione gravitazionale. Entro nell’intimo tessuto della materia, fra le scintille degli elettroni e percorro la linea di confine che separa la materia dall’energia. Ed al tuo corpo guardo come al miracolo fragile del caso e ti immagino sganciarti dal binario del tempo e scappare via come un’occasione mancata.

Il dolore si è preso il mio corpo e la mia mente, ma mi ha reso libero.

La parola scritta è un suono che si trasmette senza bisogno di un mezzo nel quale propagarsi. Usando i fotoni come un ponte leggiadro, entra nel nostro corpo ed attinge alle nostre inferenze per trasformarsi in qualcosa che rimbomba direttamente nella mente. Ed ha il tono che vogliamo che abbia. Può essere una voce antica e dimenticata, oppure quella di un bambino. In una frazione infinitesimale di tempo percorre i miliardi di chilometri che separano il foglio o lo schermo dal nostro cuore lasciando la luce ad arrancare lungo l’impervia salita a cui la costringe la fisica del nostro universo.


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