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Sessanta Milioni di Dorian Gray

24 ottobre, 2008 di dellefragilicose  
Archiviato in Cronache Italiane



Aprire la pagina bianca e scrivere di qualcosa che abbia significato diventa ogni giorno più difficile. Per la prima volta, stamattina, questo spazio lattiginoso mi ha fatto paura perché ogni cosa che avrei potuto usare per riempirlo mi sembrava inutile, superflua, noiosa.
La verità è che la gran parte degli uomini nasce idealista, convinta di poter dare un fattivo contributo al cambiamento delle cose, gravida di quel desiderio di fecondità del bene che ogni anima giovane o almeno la gran parte delle anime giovani, detiene come gioioso patrimonio naturale.
Poi, la vita e soprattutto l’esperienza, impongono drastici ridimensionamenti e, se un uomo non riesce a trattenerne almeno una piccola parte, questo spirito svanisce dolorosamente lasciando corpo e mente per la prima volta veramente vecchi e abbandonati ad una rancorosa e cinica solitudine per la quale l’unica vera cura è la dipartita.

Personalmente sto affrontando una mia personale ed intima lotta per trattenere ancora dentro di me quello spirto guerrier ch’entro mi rugge, se è ancora lecito citare Foscolo.

E’ una lotta difficile perché ormai sono convinto che il male che affligge il mio paese è sistemico e per essere sconfitto richiede un’energia che io, non so se per età o per motivazione, sento di non possedere nella necessaria intensità.

Molti si adagiano sulla consolante convinzione che il male e la decadenza morale della nostra nazione abbiano un nome e cognome: Silvio Berlusconi. Io, personalmente, non ne sono più convinto.
Quando quest’uomo, per scelta sua o per capriccio del destino, abbandonerà la vita pubblica, saremo obbligati a guardarci finalmente allo specchio e, privi della comoda foglia di fico, saremo costretti ad osservare la miseria delle nostre pudenda.
Silvio è un alibi per tutti noi perché con il suo comportamento ci fa sentire migliori. Prima dice e poi rinnega, poi, magari, tira fuori i facinorosi (già i soliti facinorosi).
Di fronte ai suoi, i nostri peccati sembrano veniali, la nostra cupidigia impallidisce, il nostro razzismo diventa leggera intolleranza.
Silvio è anche la giustificazione per un’opposizione politica evanescente, populista, priva di qualsiasi essenza rinnovatrice, perché è facile apparire migliori di Silvio. Basta rimanere seduti a chiacchierare pacatamente e criticamente o sventolare la forca giustizialista. Non è necessario nient’altro, nessun progetto, nessuna proposta, nessuna facondia o fecondità intellettuale.
Noi usiamo Silvio come Dorian Gray usava il suo ritratto e quando lui non ci sarà più, sarà il nostro corpo a dover sopportare il carico di nefandezze che attualmente si disegna sul suo viso inutilmente ricostruito.

Vi voglio lasciare con due piccoli esempi del male che ci consuma dentro.

Ieri sono morti otto lavoratori italiani mentre svolgevano i loro compiti. Una tragedia di queste proporzioni, in altre occasioni, è stata accolta da una sollevazione dell’indignazione popolare e di stampa. In altre occasioni, blog, giornali e telegiornali avrebbero riportato dichiarazioni dei sindacati, proposto post, articoli, interviste ai parenti delle vittime e sollevato legittimi dubbi sulla sicurezza delle condizioni lavorative.
Ieri sera, invece, la notizia è apparsa sommersa dalla retromarcia di Silvio (ma non è colpa sua, anzi ne avrebbe fatto volentieri a meno) e dal sei al superenalotto. Oggi si fa una discreta fatica a trovarla sui giornali.
Questo, probabilmente, perché a morire sono stati otto aviatori dell’aeronautica militare.

Forse gli aviatori non hanno famiglia e le condizioni nelle quali svolgono il loro lavoro non interessano nessuno. Più probabilmente, invece, la loro immagine è meno spendibile mediaticamente perché fanno un lavoro specialistico, magari sono ben pagati e, tutto sommato, sono sempre dei soldati.

Quindi, quando si parla del manovale che viene investito in autostrada, non lo si fa per parlare del lavoro e delle condizioni in cui viene svolto, ma solo per populistica ricerca del consenso che si concretizza in click sui blog e sui giornali on line, infuocate dichiarazioni nei talk show e in vendita di copie di giornali.
Lo stesso, probabilmente, vale quando ci si indigna per gli atti di razzismo, per le classi ponte e per la riforma sul maestro unico. Pura tutela degli interessi personali e populismo.

L’altro esempio riguarda il modo con cui, noi e non Silvio, amiamo guardare certe vicende.
Si legga questo articolo de La Stampa on Line (è solo un esempio, ne sono usciti decine di analoghi su ogni testata). Che c’entra con la vicenda a cui vorrebbe essere collegato? Cosa ci dice che sarebbe veramente necessario sapere?
E poi questa galleria e quest’altra cosa rappresentano? Questi ragazzi non hanno dei genitori? Non meritano che la loro vicenda rimanga confinata nell’ambito della cronaca senza essere trasformata in spettacolo circense?

Io credo che si avvicina sempre di più il giorno nel quale dovremo fare i conti con noi stessi, con la nostra pochezza e con la nostra incapacità di essere nazione oltre che cittadini. Sarà una sfida difficile, quasi impossibile, perché abbiamo trascorso troppi anni a compiacerci di quello che pensavamo di essere e delle nostre peculiarità culturali che sono state sicuramente importanti, ma sono ormai remotissime a quello che resta della nostra coscienza.

Forse un aiuto verrà da coloro che oggi vagano stranieri e reietti in questo paese. Loro hanno ancora l’energia per ricominciare. Pensiamoci quando, sprezzanti, li teniamo lontani da noi e dalla nostra vita. Loro sono il futuro, noi siamo al crepuscolo.

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Comments

20 Risposte a “Sessanta Milioni di Dorian Gray”
  1. icy scrive:

    “Poi, la vita e soprattutto l’esperienza, impongono drastici ridimensionamenti e, se un uomo non riesce a trattenerne almeno una piccola parte, questo spirito svanisce dolorosamente lasciando corpo e mente per la prima volta veramente vecchi e abbandonati ad una rancorosa e cinica solitudine per la quale l’unica vera cura è la dipartita.” La solitudine è per alcuni, non per tutti. Diventa rancorosa e cinica quando chi vi si rifugia lo fa come ultima spiaggia, come ultimo appiglio, e non come normalità di vita.

    A parte questo piccolo appunto, l’articolo delinea quella che è la realtà dei fatti italiana. Persone che, nel bene o nel male, si riparano con questo o quel politico, evitando di pensare alla propria situazione e crogiolandosi nello sparlare dei “nemici”. Ma credo ci sia una illusione ulteriore (seguito dell’altra di cui parli) da parte di chi ha ancora voglia di cambiare qualcosa, ovvero pensare che solo quando Berlusconi se ne andrà ci vedremo nudi e ne avremo paura. Anche questo modo di vedere prosegue la linea ideale del credere che sia lui il catalizzatore delle bassezze italiane (e mi scuso per il gioco di parole non voluto), in questo caso però si sta spostando l’attenzione da quello che fa direttamente a quello che fa indirettamente, ma non è che una variazione sul tema.

    Io credo che sia il solito problema, visto in ogni salsa: se è la società che plasma le persone o le persone che plasmano la società (e si sostituisca a piacere “società” con televisione, informazione, politica, economia, etc. ). Per conto mio è l’italiano che sceglie, e l’attualità dimostra come abbia scelto male e scelga di male in peggio con il tempo (anche se a posteriori è facile un giudizio del genere).

    L’importante è credere di poter cambiare le cose, sempre.

    • in effetti mancava un “in alcuni” e questo rende assolutistica un’affermazione che, ovviamente, è parziale.

      Spesso la particolarizzazione appesantisce il periodo e rende ostica la lettura.
      Proprio perché non esistono questioni di principio, ogni affermazione che si legge su MC non va presa in senso assoluto a meno di diversa specificazione.

      • icy scrive:

        Io ho il “vizio” di specificare tutto (e credo si noti), ma penso sia un modo per essere più completi. Poi ovviamente un articolo non è un trattato, quindi ci sono casi e casi .

  2. Francesca scrive:

    Ciao Comandante, un salutino veloce. La mia assenza al momento per problemi tecnici non mi permette di leggervi sempre e tanto meno di commentare. Mando un saluto a tutti e un bacio a te e alla staffettina, mi mancate!

    Ieri mi sono chiesta anch’io del perchè nessuno abbia scritto della morte degli otto piloti, l’ho vista su un tg internazionale.
    Sinceramente non ho trovato un’esaudiente spiegazione.

    Credo che il momento che citi arriverà presto e a questo punto non potrebbe essere altro che una speranza.
    Sarà stato “grazie” a B.? Non lo so. Forse una cosa buona l’ha fatta, vedo? :mrgreen:
    E’ un passo che dobbiamo fare rischiando il tutto per tutto.
    Non ci sono alternative. Dobbiamo tornare ad essere umili e valorosi se vogliamo che qualcosa che cambi e se ci resta un minimo di dignità.

    Grazie Comandante riesci sempre ad emozionarmi e a sconvolgermi la giornata.

  3. Sara scrive:

    Caro Comandante ti capisco perfettamente anche se la rassegnazione non mi ha ancora consumata del tutto.
    Io dopo vado a un’assemblea con dei professori e studenti in via zamboni, il cuore delle facoltà umanistiche e non solo di bologna. Protestare è poco? E’ efficace? Cambierà qualcosa?
    Non lo so, ma credo che finalmente noi giovani (preceduti grazie al cielo dai genitori dei bambini delle elementari) prendiamo a cuore le cose che ci riguardano direttamente, ci documentiamo, protestiamo in modo pacifico, da qualche giorno, se durano ancora un pò queste iniziative spontanee e genuine forse cambierà qualcosa. Perchè cambi però tutti dobbiamo “sfruttare” questo momento e quest’occasione, dovete aiutarci nel far parlare di questa cosa in modo costruttivo ancora per un pò, aiutateci nella vita reale e non solo su internet, se in una piazza c’è una manifestazione aggregatevi per 5 minuti, non lo so fate qualsiasi cosa ma se aiutate noi ragazzi aiutate tutto il paese, me lo sento.
    E’ finita l’ora della compostezza, è iniziata l’ora dell’azione. Responsabile.
    Ti do un suggerimento che potrebbe non essere il massimo: invece di pensare che questo spazio oggi facevi fatica a riempirlo perchè esausto pensa che domani farai fatica a riempirlo perchè starai agendo ancora più di oggi e di ieri per far qualcosa…Forse può essere utile!!
    Dai dai, forza ragazzi, cogliamo questa occasione al volo, facciamogli vedere che siamo vivi.

  4. Questo governo è in carica dall’ 8 maggio 2008.
    Il 30 agosto 2008 dopo appena 3 mesi e 22 giorni berlusconi aveva fretta di mettere fine al male che angosciava tutti noi italiani:
    risarcire il nostro passato colonialista.
    5 miliardi di dollari in 25 anni alla Libia.
    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200808articoli/36063girata.asp
    Cosa vuoi ce ne freghi di questi altri 8 morti sul lavoro?
    Finalmente la libia potrà costruire l’autostrada costiera di 1600 km grazie a noi ed alle nostre scuse.
    Viva la solidarietà!

  5. <>

    voto anch’io che sia per mancanza di motivazioni o motivazioni sbagliate. molti hanno il gusto di plasmare il mondo a propria immagine e somiglianza per una sorta di volontà di potenza atavica, narcisismo o più semplicemente per l’incapacità ottusa di capire ciò che è diverso da sé. cambiare il mondo non significa necessariamente migliorarlo, che è invece la percezione che uno ha quando immagina che il mondo reale dovrebbe essere più vicino alla propria visione.
    anche quando la motivazione è più… idealistica crolla facilmente al contatto con la realtà che è mastodonticamente lontana da nobili obiettivi.

    se la motivazione è ‘non posso farne a meno’ il tutto si semplifica. come mangiare. come respirare. come avere relazioni. lo sbattersi con passione per dare tutto sé stesso al migliorarsi e al migliorare la struttura sociale è un’esigenza vitale, una priorità assoluta. allora ti arrenderai dopo il tuo ultimo pasto, dopo il tuo ultimo respiro (non tanto dopo, però ;-) )

    per sconfiggere il male del nostro paese (che non è sistemico, ma è davvero tanto diffuso) ci vuole un cocktail di intelligenza, determinazione, passione, spirito ribelle e poi bisogna lavorare in gruppo, che quando manca l’energia a te, te la danno gli altri.

  6. ilBuonPeppe scrive:

    Sono d’accordo, silvio per molti è la foglia di fico dietro cui nascondere le proprie vergogne. Ma ci sono due aspetti che non possono essere taciuti: la prima riguarda il “chi”, la seconda il “perchè”.
    Il “chi” è presto detto. Da un lato i suoi fan, che grazie a lui possono evitare di pensare con la propria testa e quindi non si curano dei problemi veri come del fatto che non li risolverà nè il loro idolo nè, ovviamente, la sua dipartita. Dall’altro lato una parte dei suoi oppositori che, per motivi opposti, fanno la stessa cosa; rinunciano a pensare e si concentrano solo sul nemico credendo che il problema sia tutto lì.
    Restano fuori da questi due gruppi quelle persone (che spero numerose, ma non ho elementi oggettivi per valutarne l’entità) che si ostinano a pensare con la propria testa e riescono ad andare oltre il livello superficiale dei gruppi precedenti. Vale la pena di osservare che ce ne sono (il fenomeno andrebbe studiato) anche tra i sostenitori di Sua Bassezza.
    Il “perchè” è più complesso, ma lasciando da parte motivi storici, culturali e via discorrendo, ne rimane uno niente affatto secondario: silvio ha operato scientificamente perchè questo avvenisse. Da genio del marketing quale è, da oltre due decenni lavora indefesso alla distruzione delle coscienze italiche. Con ottimi risultati.
    Lungi dal voler essere una giustificazione, questo è comunque un fatto innegabile; e questo lo rende colpevole della situazione attuale. Ha avuto molti milioni (ma non 60) di complici in questa opera scellerata ma, non ci sto a sostenere la tesi per cui “gli italiani si sono rovinati la vita da soli perchè sono degli imbecilli”. Non assolvo gli italiani, ma il soggetto è colpevole come la morte.
    E concludo con un pensiero che a qualcuno non piacerà: l’opera distruttrice di silvio ha fatto molto comodo anche ai suoi avversari (o presunti tali).

    • pacatoegentile scrive:

      non sono daccordo, la coscienza distrutta la ha chi ha voluto farsela distruggere.

      smettiamola con questo vittimismo e con il scaricare colpe ad altri, esisteranno sempre persone o cose sulle quali scaricare la propria irresponsabilita’: SB che fa diventare tutti pecoroni, le macchinette del bar o il gioco d’azzardo che lascia le famiglie al lastrico, la televisione con il suo “uomini e donne”, la moda con le sue modelle anoressiche, hannah montana che non porta la cintura mentre e’ in macchina e da’ un cattivo esempio ai suoi fans …

      Sono un fumatore che non riesce a smettere di fumare, la colpa non e’ della nicotina o delle sigarette. La colpa e’ solo mia e della mia debolezza e della mia pigrizia
      permettimi, da buon ateo e anticlericale, di citare il vangelo di matteo 7,3
      “Perché stai a guardare la pagliuzza che è nell’occhio di un tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?” ca**o, una volta tanto c’ha ragione!

      • ilBuonPeppe scrive:

        Forse non mi sono spiegato, ma non intendevo affatto assolvere gli italiani facendoli passare per vittime del cattivone.
        Chi ha rinunciato alla propria coscienza è responsabile di questa situazione; come chi fuma, chi gioca e via dicendo. Colpevoli.
        SB ha lavorato perchè ciò avvenisse. Colpevole.
        A ciascuno la sua pagliuzza o la sua trave, a seconda delle valutazioni, ma nessuno può essere assolto. Si tende sempre ad attribuire le colpe tutte da una parte sola, ma è molto raro che questo sia corretto.
        L’articolo sorvola, secondo me, sulle enormi responsabilità di SB, e questo è inaccettabile; con questo non giustifico i sudditi che si sono prostrati.
        A proposito del fumo (visto che l’hai citato) vale lo stesso discorso. Tu che fumi sei responsabile della tua situazione e delle conseguenze che questo comporta; ma questo non può far dimenticare il fatto che i produttori mettano nelle sigarette sostanze che danno assuefazione. Anche qui le colpe vanno ripartite. Non credi?

        • pacatoegentile scrive:

          Non ho scritto da nessuna parte che SB e’ un santo per favore usciamo da questo tunnel fascista/comunista, SB_santo/SB_ladro, o sei mio alleato oppure sei coi terroristi ecc. ecc. :-)

          Anche l’ammettere che le colpe vanno ripartite e’ scaricare una parte di responsabilita’ ed e’ una scelta di comodo cosi’ come lo scaricarle tutte.

          Se fumo la colpa e’ mia, l’informazione sul tabacco c’e', poco importa che produttori e monopolio di stato abbiano il loro tornaconto, la responsabilita’ della scelta e’ solo mia, non e’ che domani muoio se smetto di fumare anzi – toccandomi le **** – e’ piu’ probabile il contrario.
          Nessuno e’ venuto a minacciarmi quando ho iniziato a fumare, nessuno mi ha cacciato una sigaretta in bocca di forza, e’ stato frutto del mio libero arbitrio.

          Lo stesso dicasi per SB, le slot machine ecc. ecc. nessuno ha costretto nessuno a votarlo, nessuno costringe le persone a infilarsi nel baretto e polverizzare 500 euro in due ore su un’affare che fa pure delle musichette snervanti, nessuno costringe le persone a fare la fila dal tabaccaio per giocare 50 euro al superenalotto.

          se queste cose non vi fossero ci sarebbero alternative alle quali scaricare la “responsabilita’” .

          la verita’ e’ che sono un idiota perche’ fumo, troppo comodo mettermi a piangere e inveire contro la philip morris ed e’ solo colpa mia

          Ti sei spu**anato lo stipendio alle slot machine senza pensare alla moglie e ai figli che vivono di quello che porti a casa ? sei un idiota ed e’ solo colpa tua.

          Lo stesso dicasi per la politica: tutte e due le parti sono i degni rappresentanti nostri; siamo degli idioti che perdono tempo a disquisire su sx e dx e sulle cavolate che fa questo o quel governo, o lo si accetta oppure si puo’ continuare a stare qua a parlare, piangere, stracciarsi le vesti salvo poi correre all’urna elettorale e mettere la crocetta sul proprio credo religioso (anche se qualcuno continua a dire politico) .

          E’ ora – se si vuole uscire da questo buco – di iniziare a guardare prima “nel proprio orticello e tirare via le erbacce da la’” poi, e solo poi, iniziare a guardare l’altro.

          Detta in un altro modo e piu’ in tema con l’articolo qui: cambia qualcosa a scrivere l’ennesimo articolo di denuncia/critica contro berlusconi – come se non ce ne fossero abbastanza su mc – o l’ennesimo appello [nel vuoto] a uolter impegnato piu’ a fare “la radical chick” che opposizione ?

          P.s. scusa lo sfogo, non volevo essere offensivo nei confronti delle tue idee, se lo sono stato ti chiedo anticipatamente scusa, continuo cosi’ e dovro’ cambiare il nick in sturmunddrang :-)

          • ilBuonPeppe scrive:

            Tranquillo, non mi offendi.
            Evidentemente abbiamo due visioni leggermente diverse di come affrontare i problemi. Tu ti concentri sulle tue responsabilità lasciando stare quelle altrui, almeno finchè non hai risolto le tue; io cerco di analizzarle tutte, quelle mie e quelle altrui alla pari.
            Non ho mai scritto (e credo di essere stato chiaro) che guardando le colpe altrui intendo scaricare le mie: cerco solo di guardare i problemi a 360 gradi per farmene un’idea complessiva e poterli affrontare al meglio. Poi è ovvio che, una volta attribuite le responsabilità, ognuno si deve occupare di risolvere la sua parte.
            Del resto, se esiste il reato di “istigazione a delinquere” ci sarà un motivo.

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