Sentenze da televoto e incertezza della pena


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Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Sentenze da televoto e incertezza della pena" è stato scritto da Laura Costantini. Ogni autore ha la sua opinione personale che non sempre corrisponde a quella del curatore del sito. La pubblicazione non è sinonimo di condivisione delle opinioni e si pubblica ad esclusiva condizione che siano rispettate queste regole. Il sito mentecritica.net non ha fini di lucro, è gestito su base volontaria ed a spese del curatore. Il sito non è aggregato a partiti o movimenti e non sostiene nessuna organizzazione politica.



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“È stato condannato perché sta antipatico agli italiani”, con queste parole il criminologo più amato dai salotti televisivi, Alessandro Meluzzi, ha stigmatizzato l’ergastolo per Salvatore Parolisi. E forse non ha tutti i torti. Se in un rigurgito di reality si fosse aperto un televoto in attesa che il tribunale di Teramo deliberasse, alzi la mano chi non avrebbe decretato a suon di sms la colpevolezza del marito infedele più odiato e vituperato d’Italia. Tutti?

No, perché non dobbiamo dimenticare che quest’uomo adultero e bugiardo, disposto a negare anche l’evidenza dei suoi comportamenti, riceve decine e decine, forse centinaia di lettere di ammiratrici. Che lasceremo alla loro incomprensibile ammirazione mentre prendiamo atto che le prove incontrovertibili della colpevolezza di Parolisi non ci sono. Come non ci sono mai state nel caso di Annamaria Franzoni, condannata in primo grado e confermata in appello a sedici anni di carcere per l’assassinio del piccolo Samuele.

Per lei valsero due considerazioni: era l’unica sospettata ed era incapace di suscitare la benché minima empatia. Esattamente come il caporale istruttore Parolisi, accostato alla Franzoni anche nella capacità di piangere a comando. Il criminologo Meluzzi si dice certo che la condanna non reggerà in appello e prevede per il caso Melania Rea uno sviluppo alla Meredith Kercher: gli indizi contro Parolisi non saranno sufficienti ad un secondo esame. E l’uomo che tradiva la moglie con l’amante e l’amante con le allieve potrebbe ritrovarsi innocente proprio come è accaduto a Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Anche loro condannati in primo grado a 24 e 26 anni per l’omicidio della povera Meredith e poi assolti, lasciando in carcere il solo Rudy Guede. Chissà quanto responsabile, ma dal punto di vista di chi resta è già una conquista se si pensa a quanto accaduto a Chiara Poggi, la vittima di Garlasco. Massacrata e senza l’ombra di un colpevole dopo che due gradi di giudizio hanno riconosciuto innocente Alberto Stasi. Altro volto da aggiungere a questo poker di indecifrabili.

Il silenzio arrogante di Parolisi, ben accetto dopo le deliranti intercettazioni delle sue telefonate con l’amante Ludovica. Lo sguardo allucinato eppure freddo di Annamaria Franzoni, poco credibile anche nelle lacrime per il suo Samuele. La civetteria processuale di Amanda Knox. La maschera inquietante di Alberto Stasi. E, dietro di loro, vittime innocenti che anche quando, come Samuele, ottengono la giustizia di una condanna restano sospese nel limbo dei perché. La loro morte continuerà a ispirare libri, documentari, inchieste e ricostruzioni tra plastici ed esperti. Ma non troverà la pace di una spiegazione. Un raptus per Samuele, un approccio respinto per Meredith, uno sconosciuto in casa per Chiara, un adulterio venuto alla luce per Melania. E tra lame di coltelli e corpi contundenti mai rinvenuti, resta la lotteria delle condanne agli antipatici in attesa dell’appello prossimo venturo.



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Informazioni su Laura Costantini

Giornalista RAI: realizzo interviste e servizi per la trasmissione "La vita in diretta" Scrittrice: Scrivo racconti e romanzi insieme a Loredana Falcone. A oggi ne abbiamo pubblicati 8 con varie case editrici. Scrivere ti salva la vita. I social network, alle volte, te la rovinano. E comunque, faccio amicizia solo con chi si presenta. Bene. Il nostro ultimo libro è Carne innocente" (Historica Edizioni).