Quando si sono diffuse le prime notizie relative alla vicenda che ha visto protagonista il senatore Gustavo Selva, anche io mi sono sentito offeso e preso in giro. Poi, ci ho riflettuto criticamente (in fondo sono qui per questo) e ho pronunciato la mia personalissima sentenza di assoluzione nei confronti di Selva Gustavo, giornalista in quiescenza, senatore della repubblica italiana. Vado a spiegare le motivazioni.
Nell’urgenza di dover partecipare ad un dibattito televisivo ed ostacolato nei movimenti causa eccezionali dispositivi di sicurezza vigenti a seguito visita di capo di stato straniero, il Selva, reo confesso, fingeva un malore e, invocato l’intervento di un’ambulanza, si faceva tradurre presso gli studi televisivi indicandoli come la residenza del proprio medico curante.
All’accusa di falso, a quella di procurato allarme e di abuso di pubblico servizio, va aggiunta l’aggravante di essersi vantato pubblicamente della sua prodezza.

Analizziamo i fatti:
Selva non conta un beneamato cazzo. Se uno, dopo 60 e rotti anni di carriera giornalistica ai massimi livelli, in possesso del laticlavio repubblicano, non ha ancora una scorta e una macchina blindata con la quale schizzare a sirene spiegate per le strade della città, è solo un poveraccio che si arrangia come farebbe chiunque di noi.
Chi sono quelli che lo hanno condannato in questa sagra ipocrita della pubblica indignazione?
Partiamo da chi non rispetta i limiti di velocità perché sono inadeguati, chi si finge disabile altrimenti non si trova lavoro, chi evade le tasse perché sono troppo alte, chi non paga il cannone RAI perché la TV pubblica fa schifo, chi chiama l’amico in questura per avere il passaporto subito sennò ci vogliono quindici giorni, chi si finge nullatenente per avere l’esenzione ticket, quelli che costruiscono abusivamente tanto c’è il condono, quelli che assumono con i CoCoPro perché se la legge lo consente, perché non sfruttarli, i manager di aziende in crisi che si aumentano a dismisura gli stipendi. Possiamo poi passare per i senatori e deputati che scroccano trasporti e telefoni pubblici per uso privato e maturano vitalizi dopo tre anni di lavoro, per poi arrivare ai massimi dirigenti, quelli che non danno un passo se non sono in una macchina col lampeggiante blu, quelli che, grazie alla bella legge elettorale che il mondo ci invidia, hanno riempito parlamento e senato di mogli e fratelli (moglie 1, moglie 2, fratello). Chiudiamo con chi va al governo e si scrive le leggi che gli fanno comodo.
Il Selva, di fronte a certi abusi, è solo una macchietta del cinema italiano anni 60. A me ha ricordato il Gassman del “Il mattatore” o il Sordi de “I magliari“, il classico italiano che di fronte alle difficoltà si arrangia e trova la maniera di aggirarle. Una buffa e patetica macchietta, come ciascun cittadino di questo paese dimenticato.
La sua unica vera colpa è di essere venuto meno alla regola di omertà di questo popolo di cattolici della domenica che passano la settimana ad incularsi reciprocamente per poi scaricarsi la coscienza facendo quattro chiacchiere col prete. In questo paese si può fare di tutto. L’importante è che non si sappia e che non siano gli altri a farlo.
Perché prendercela con Selva se a prendere l’ambulanza a scrocco sono in centinaia di migliaia ogni giorno? In fondo il Selva ha anche reso un pubblico servizio. Se bastava chiamare un’ambulanza e fare una macchietta per farsi trasportare ovunque a Roma durante la visita di Bush, il responsabile del dispositivo di sicurezza va cacciato a calci in culo, altro che indignazione.
Considerando che uno che a 81 anni pur essendo senatore non conta un cazzo, non ha piazzato nemmeno la sua badante in una commissione parlamentare e scoperà poco o nulla è comprensibile che per galvanizzarsi un po’ vada a raccontare certe storielle in televisione. Per questo, unito alla considerazione che in questo paese di pulcinella questo fatto non può costituire reato, io lo assolvo e lo prego di ritirare le sue dimissioni. Tanto Cossiga si è già dimesso un bel po’ di volte (nel 2002 e nel 2006 per quel che ricordo) e sta ancora lì a rompere i coglioni.
Selva è un degno rappresentante del popolo italiano e quasi un eroe, visto che con il suo sacrificio personale ha evidenziato una grave falla nei dispositivi di sicurezza.
Senatore, anche se io preferirei mangiare scorpioni vivi piuttosto che votare la coalizione di cui lei fa parte, ascolti la mia preghiera e ritiri le sue dimissioni. Almeno ci risparmi il ridicolo del dibattito parlamentare nel quale le sue dimissioni saranno respinte dal senato. Grazie.
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Tag: abuso-di-potere, ambulanza, bush, cattolici, comicità, fisco, italietta, legge-biagi, legge-elettorale, malapolitica, politica, roma, scorta, senatore, servizi-pubblici, sicurezza, terrorismo, truffe
Comandante Nebbia
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19 Giugno, 2007 a9:45
Pingback da MenteCritica · Il Supermarket dell’Indignazione
8 Agosto, 2007 a10:13
Pingback da MenteCritica · Se Giangi Guida Ubriaco sono Cazzi di Papà
12 Giugno, 2007 a 10:04
antonio
Non che sia un difensore del Senatore di AN, ma credo che ci siano cose più gravi commesse da parlamentari che ancora stanno li seduti!
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12 Giugno, 2007 a 10:13
Emanuele
Ci riflettevo ieri sera, poveraccio. Mi fa quasi tenerezza.
E hai azzeccato pure il collegamento cinematografico…mi è venuto in mente proprio gassman quando parcheggia in divieto di sosta e si mette la multa di un altro per non prenderla (mi sembra che sia nel film “il sorpasso”).
Indignazione relativa quindi…rispetto a tutto ciò che succede è un episodio da edizione del sabato sera di studio aperto
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12 Giugno, 2007 a 10:18
tusaichi
Prima di leggerti avevo esultato quando Selva ha presentato le dimissioni. Avevo pensato “finalmente! Qualcuno che si accorge di essere cretino!”…

ora vedo con compassione sia Selva che me stesso. Lui per aver fatto il furbetto del quartierino a 60 anni senatoriali, io per aver gioito di uno sciocchezza quando qui se dici che le cose vanno a rotoli devi intendere quelli della carta igienica.
sofistico mc.
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12 Giugno, 2007 a 10:58
Juan
Bah, non sono tanto daccordo.
Giustificare questa stronzata solo perchè c’è chi fa peggio è secondo me sbagliatissimo. Daccordo sul fatto che la maggior parte dei politici dovrebbe tacere. Quell’ambulanza avrebbe potuto essere necessaria per salvare una vita, non si gioca con la vita degli altri.
Io non giustifico ne Selva, ne i parlamentari, ne i miei connazionali furbi, dico solo che tanta indignazione va indirizzata alla fonte di tutti i problemi, il fatto che tutti ritengono lecito farsi i cazzi propri, salvo poi gridare allo scandalo quando un altro viene beccato con le mani nella marmellata. Sembra la storia di quelle che non la danno, ma fanno tutto il resto. Alcuni si indignano e poi gridano facci sognare parlando di una banca.
Vite in pericolo? e non sono in pericolo le vite di milioni di ragazzi a cui questi “sognatori” stanno preparando una pensione da fame?
Ipocrisia e qualunquismo.
MC
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12 Giugno, 2007 a 11:05
Alessio
Porca miseria, mi hai convinto…
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12 Giugno, 2007 a 12:02
Slash
Ottimo sono d’accordissimo con Juan:
Giustificare questa stronzata solo perchè c’è chi fa peggio è secondo me sbagliatissimo. Quell’ambulanza avrebbe potuto essere necessaria per salvare una vita, non si gioca con la vita degli altri.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra, ma non dobbiamo assolvere chi compie delle minch***te totalmente gratuite perchè altri ne combinano di più grosse. Non conti nulla,sei solo una macchietta del cinema italiano anni 60 e devi andare ad una trasmissione in TV e non puoi?
Semplice NON CI VAI
Che diavolo vuol dire
popolo di cattolici della domenica che passano la settimana ad incularsi reciprocamente. In questo paese si può fare di tutto. L’importante è che non si sappia e che non siano gli altri a farlo.
se tutti si incula*o a vicenda non vedo perchè dovremmo andare a fondo continuando ad incula*e il prossimo. Proviamo ad essere un pò più civili per una volta tanto
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12 Giugno, 2007 a 12:15
temple
La questione mi sembra di “lana caprina” come si suol dire:
ovvero Selva è un furbetto vecchia maniera che giustamente si vanta (come fa Gassman nel “Sorpasso”, capolavoro del cinema e della rappresentazione dell’italianità)
è una cosa VERGOGNOSA quella che ha fatto
è altresì vero che succedono cose ben peggiori (la politica, ad esempio, che ha permesso a Tronchetti Provera di fare quello che ha fatto: e la ci vorrebbe la gogna pubblica!)
e allora perchè litigare?
Selva è solamente il simbolo della nostra italianità, si è sgamato, ha mostrato leggerezza, deve dimettersi: SEMPLICE.
E noi abbiamo avuto il contentino…
ma Previti?
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12 Giugno, 2007 a 13:32
diabolicomarco
Quoto Tusaichi: un MC un po’ sofista oggi. Forse un po’ troppo per me.
Resto a favore della linea dura. Da bravo co**ione idealista.
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12 Giugno, 2007 a 17:38
Alessio
Ovviamente il post in questione era ironico e teso a sottolineare la miseria della nostra condizione politica, certamente non a giustificare ciò che ha fatto il disonorevole Selva. O forse mi sbaglio?
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12 Giugno, 2007 a 17:48
miriam
Perchè “dirottare” un’ambulanza quando la tua assenza televisiva probabilmente non verrà neppure notata? Scarsissima autoconsapevolezza, mio caro PulciSelva…
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12 Giugno, 2007 a 17:53
Silent@faculty
MC, sei stato convincente. Le dimissioni di Selva sono un atto dovuto, ma l’indignazione dei suoi pari è - non dico ridicola perchè è troppo poco - è criminale.
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12 Giugno, 2007 a 18:46
MenteCritica
no
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12 Giugno, 2007 a 19:48
marco il buono
Apprezzo il tentativo di salvare l’inonorevole selva, ma non ci siamo.
Capo fatti aumentare lo stipendio da Fini, magari la prossima volta….
Adesso si incazza davvero.
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12 Giugno, 2007 a 19:57
MenteCritica
marco, non mi incazzo perché secondo me hai letto asso per figura. qui non abbiamo la faccina col cannone (spinellone). Se l’avessimo la metterei.
Vi hanno dato un ossicino e vi siete precipitati ad addentarlo.
Fra quelche giorno tutto sarà dimenticato, tutto tornerà come prima e voi rimarrete soddisfatti in un angolino a rosicchiare soddisfatti la vostra indignazione mentre loro riprenderanno a portare a spasso le loro puttane da 800 euro a botta sulle macchine col lampeggiante.
Con fini, per lo stipendio, ci parlo. ne paga già tanti, vuoi vedere che dice di no a me?
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12 Giugno, 2007 a 21:40
marco il buono
Magari ho letto il sempre caro asso di bastoni
La Yespica prendeva 5000 euro a botta.
Io preferisco rosicchiare sia l’ossicino sia il filetto, semplicemente il grado di indignazione cambia a seconda della gravità delle cose.
Selva ha fatto una cosa indegna di un senatore e dobbiamo dirlo così come i coglioni al bromuro ancora non hanno fatto le leggi che dovevano fare, una cosa non esclude l’altra.
Le porcate vanno denunciate tutte…altro che ritira le dimissioni…Selva sparisci dalla circolazione.
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12 Giugno, 2007 a 21:53
Vortexmind
Ma neanche per sogno! E il senatore Selva sull’ambulanza non ci deve salire a meno che non ne abbia bisogno, puttane o non puttane.
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13 Giugno, 2007 a 1:10
tusaichi
bè, cinquemila euro per la yespica son ben spesi… (averceli..)
anche se quel che miro è il fondo schiena di silvio, anche se penso non abbia prezzo…
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17 Luglio, 2007 a 18:21
Atena
Conclusione della farsa: Selva ritira le dimissioni.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/07_Luglio/17/selva_ritiro_dimissioni.shtml
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17 Luglio, 2007 a 20:03
MenteCritica
forse legge MC
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