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Sei in Arresto!

16 marzo, 2007 di spes74  
Archiviato in Cronache Italiane



guns.jpgChissà che effetto fa sentire questa frase, pronunciata sempre all’indirizzo di altre persone, rivolta verso se stessi e per giunta da colleghi. Lo sanno sicuramente i quattro poliziotti che sono stati arrestati lo scorso 10 marzo con l’accusa di aver rapinato degli immigrati; agendo fuori servizio, fingevano di dover sottoporre le vittime a dei controlli e portavano loro via il denaro. Si presentavano in divisa in alloggi abitati da immigrati, mostravano tesserino e pistola, perquisivano la casa con il pretesto di cercare armi o droga e alla fine derubavano i malcapitati di quello che trovavano a portata di mano. L’indagine era partita dopo la denuncia di tre episodi di cittadini stranieri che avevano raccontato di essere stati rapinati da quelli che loro ritenevano essere dei finti poliziotti. Dai particolari descritti, le modalità di azione, il tipo di armi in possesso dei malviventi e altri dettagli, gli inquirenti hanno però capito che poteva invece trattarsi di veri poliziotti che sceglievano le loro vittime in un ambiente dal quale pensavano non sarebbero mai partite le denunce. Pare che tra le le vittime di questi poliziotti ci siano anche delle coppiette: si indaga su episodi di concussione a danno di coppiette clandestine e prostitute con i loro clienti. Sarebbero tre i poliziotti, due dei quali avrebbero fatto parziali ammissioni, coinvolti in episodi di concussione che al momento non è ancora stata formalmente contestata ma che rientra in un’indagine già avviata da tempo contro ignoti. «Abbiamo appurato cinque rapine tra cui una tentata e andata male e la sesta nel corso della quale sono stati arrestati» spiegano alla Procura della Repubblica.
Come se non bastasse quello di Torino, si sono verificati altri episodi poco lusinghieri per la polizia nel giro di pochi giorni.
Il primo in Sicilia: a Gela dei poliziotti approfittavano della buona fede di automobilisti e camionisti che transitavano per le strade da loro pattugliate; al posto di punire le infrazioni stradali, sfruttavano la situazione per estorcere denaro chiudendo “un occhio” e arrotondando, per così dire, lo stipendio. A farne le spese, come sempre, i cittadini onesti. Il Tribunale penale di Gela ha condannato a complessivi 29 anni e 4 mesi di reclusione nove agenti della polizia stradale del locale distaccamento accusati di avere intascato denaro da automobilisti e camionisti che fermavano ai posti di blocco. A volte erano anche “comprensivi”, e in deroga a una sorta di “tariffario” che avevano stilato concedevano agli autisti dei Tir taglieggiati il pagamento di “mazzette” Gli agenti che hanno condotto le indagini, coordinate dalla locale procura della Repubblica, sostengono di avere accertato attraverso intercettazioni ambientali che i nove della Stradale si sarebbero fatti pagare dai camionisti per evitare le multe. E avrebbero anche scoperto una cassa comune in cui confluivano le somme di denaro che gli agenti si sarebbero fatti dare, secondo l’ accusa, ogni volta che scortavano un carico speciale.
L’altro brutto episodio è accaduto a Genova. Ipotizzando i reati di lesioni e peculato, la procura ha iscritto nel registro degli indagati tre investigatori della squadra mobile: i poliziotti sono accusati di aver picchiato e derubato un cittadino di origine nordafricana. Nei confronti di uno degli stessi agenti è stato aperto un secondo fascicolo giudiziario per abuso d´ufficio. Le inchieste non sono in alcun modo legate a quella che ha portato recentemente in carcere due ispettori della narcotici che hanno confessato di aver venduto un chilogrammo di cocaina ad un pregiudicato.
Il cittadino che pensa di essere al sicuro, protetto da queste persone in divisa che incarnano agli occhi di tutti un modello di rettitudine da seguire, leggendo queste notizie cosa può pensare?
Pare che qualcuno si sia giustificato, in riferimento ai fatti di Torino ma credo valga anche per quelli siciliani, con l’esigenza di dover guadagnare di più per aiutare la famiglia. E sarebbe questo il modo più giusto?
Il valore di chi rischia quotidianamente la vita mentre svolge il proprio lavoro e per il bene di tutti è incalcolabile e probabilmente qualsiasi cifra presente sulla busta paga non è degna dell’appellativo di stipendio; detto ciò, cercare queste meschine scorciatoie non rende affatto onore a tutti gli altri che per colpa di pochi rischiano di perdere credibilità.

Fonti: yahoo news, padania online, espresso-repubblica, padania online, la sicilia, espresso-

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Comments

7 Risposte a “Sei in Arresto!”
  1. serpiko scrive:

    Apprezzo moltissimo la tua ultima osservazione sulle retribuzioni degli agenti.
    Trovo che qualche “scappatella”, tipo spesa in divisa o mancetta contro multa, possa anche essere tollerata; nessuno è perfetto, basta un briciolo di coscienza per accorgersi di aver sbagliato, spaventarsi del proprio errore e delle possibili conseguenze, e fare in modo di non ricaderci.
    Ben diverso invece quando l’episodio si inquadra in un sistema organizzato o, peggio, comprende atti di violenza fisica o morale. Lì bisogna colpire duro, carcere ed espulsione dal corpo statale con disonore. Un monito per tutti e un messaggio d’affetto verso i cittadini che queste divise proteggono.

  2. sandokan scrive:

    Serpiko, non fai onore al tuo nickname, se mi passi la battuta. Integrità, prima di tutto. Soprattutto se sei un servitore dello stato. Io non ammetto nessuna scappatella, neanche per aiutare la famiglia. Un piccola crepa fa crollare un diga e, come si legge nel bell’articolo, in questo caso manda ai minimi termini la fiducia verso le “forze dell’ordine”. Altra questione è quella SCANDALOSA degli stipendi pubblici. Fermi, non vi agitate. Non sto rispolverando la dietrologia barbara e populista della Lega. Lo scandalo sta nella disparità di trattamento tra dipendenti pubblici; tra lavoratori di un ente locale o di un ministero, tanto per fare un esempio. A parità di mansioni ci sono delle differenze enormi. Per non parlare degli stipendi dei cosiddetti Dirigenti.
    Per quanto riguarda il poliziotto o comunque l’addetto alla pubblica sicurezza che si fa veramente il mazzo e che rischia sulla strada o facendo indagini fosse per me gli darei anche 10.000 € al mese, ma appena appoggia il culo dietro ad una scrivania prende come un impiegato. Cribbio.

  3. tusaichi scrive:

    ..nel ristorante dove lavoro vengono quotidianamente vigili e pulotti a cenare.. ovviamente durante l’orario di servizio.. in divisa… ovviamente pagando un decimo di quanto si pagherebbe..
    una volta andarono via e rientrarono dopo poco chiedendoci se avessimo i cavi per far partire la macchina…

    deh, non mi stupisco più di nulla…

  4. mstatus scrive:

    Diversi episodi sparsi dimostrano come tutti abbiamo degli scheletri nell’armadio, che ogni tanto se ne scappano e vanno a passeggio! Nessuno, come disse uno famoso, può lanciare il primo sasso…
    “A volte erano anche “comprensivi”, e in deroga a una sorta di “tariffario” che avevano stilato” mi fa ritornare in mente un altro tariffario famoso la Taxa camarae

  5. sandokan scrive:

    Forse non si è capito: sono un dipendente di un ente locale. Un po’ incazzato . . . anche.
    Giusto per correttezza.

  6. spes74 scrive:

    @serpiko
    Ho scritto quello che penso: rispetto molto il loro lavoro e (per quello che sento dire) sono consapevole del fatto che “si fanno il mazzo” (virgoletto perchè non è un’espressione da signora, quale sono ;-) ) per uno stipendio non troppo alto però mi da fastidio se abusano della divisa che indossano!
    @sandokan
    Si c’è disparità di trattamento tra i dipendenti pubblici; io allargherei la considerazione anche ad altre categorie perchè c’è un po’ dappertutto. Diciamo anche che, a parità di mansioni, c’è disparità di trattamento anche tra uomo e donna… Ma questa è un’altra storia….
    @tusaichi
    Non lo fanno solo loro… Dalle mie parti è cosa usuale PRETENDERE di saltare le file o avere le cose senza pagare da parte di carabinieri (salvo la polizia in questo caso perchè non mi è mai capitato di assistere a scene del genere da parte loro) e clericaglia varia (leggi preti e suore…)
    @mstatus
    Si scheletri vari… Caruccio il tuo link, quasi da brivido!

  7. MenteCritica scrive:

    E’ difficile portare una divisa e una pistola e non sentirsi un po’ “speciali”. E’ un problema che esiste ovunque, anche nei paesi dove l’addestramento e la formazione della polizia è eccellente.
    E’ un side effect che puo’ attenuarsi solo con il miglioramento della consapevolezza civile dell’intero Paese che dovrebbe da una parte ridurre il fenomeno negli agenti e dall’altra rendere più consapevoli i cittadini dei propri diritti.
    Diverso è il caso della contaminazione criminale delle forze dell’ordine.
    Questo è un segno gravissimo del decadimento e del deperimento della forza dello stato.
    Ricordiamo tutti i film ambientati nelle banana republic, pieni di poliziotti corrotti e criminali.

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