See you soon Mr. Putin 58


Che l’Ucraina, come entità nazionale, fosse ormai liquefatta era un dato di fatto evidente da tempo. Una resistenza strutturata a forze militari preponderanti è possibile solo se esistono risorse militari ed organizzative. Viceversa, l’alternativa è la guerriglia per la quale è sempre necessario un supporto logistico internazionale. Non essendo verificata nessuna delle condizioni, l’esito della vicenda era inevitabile.

Archiviata l’Ucraina la cui esistenza futura sarà un fatto essenzialmente formale e di rappresentanza, l’Occidente dovrebbe interrogarsi seriamente su quali sono le reali intenzioni del signor Putin senza sottovalutare una caratteristica culturale che dalle nostre parti risulta estremamente sottovalutata, ma che a Mosca è scolpita nel DNA di ogni uomo di potere, compresi i più cinici.

E’ difficile da credere, ma come contraltare ad un’organizzazione sociale tradizionalmente spietata che genera individui tendenzialmente abituati a subire ed esercitare freddamente violenza, in Russia, a tutti i livelli, permane un’innocente spiritualità interiore, un senso di orgoglio nazionale e un concetto dell’onore individuale che risulta totalmente estinto in un Occidente agganciato alla contingenza degli eventi ed al godimento dei beni terreni. Insomma, oltre alla lucidità politica, va considerato che Vladimir Putin vuole passare alla storia e, questo, incredibilmente, è un dato militare da non sottovalutare. A questo va aggiunta la consapevolezza che in Russia non esiste opposizione politica o di stampa. La Russia attuale è paragonabile ad un’organizzazione spartana dove tutti, volenti o nolenti, sono indirizzati verso finalità strategiche perfettamente definite. L’ordine e la compattezza degli effettivi è un’arma micidiale che non va mai sottovalutata.

Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, con l’ingresso dei paesi satelliti nella NATO e nell’orbita di influenza politica dell’Europa, la Russia si è trovata sprovvista di quella cintura di influenza che rappresenta la prima misura di difesa di un un’entità nazionale che intenda esercitare un controllo egemonico dei suoi confini. E’ plausibile che la politica che intende perseguire il signor Putin e con la quale si vuole consegnare ai libri di storia russi con la stesso dettaglio attualmente dedicato a Pietro il Grande sia proprio la ricostruzione di una cintura di stati cuscinetto sui quali esercitare un’influenza politica e militare e verso i quali indirizzare una produzione industriale attualmente non in grado di competere con la qualità dell’Occidente ed i prezzi dell’estremo Oriente. Le risorse naturali che sostengono l’economia russa sono un “single point of failure” che va assolutamente eliminato.

1280px-OSN_Saturn_special_purpose_unit_(506-13)Una volta ipotizzati i piani del signor Putin bisognerebbe chiedersi quale può essere la reazione dell’Occidente. La risposta militare è un’eventualità che gli addetti ai lavori sanno bene essere assolutamente impraticabile. Un confronto diretto con le forze armate russe è impensabile per sproporzione di mezzi, addestramento, uomini e dislocazione logistica. Senza contare la capacità di mobilitare effettivi assolutamente motivati, abituati a operare in condizione di estrema privazione e personalmente coinvolti in un progetto di grandeur patriottica che i giovani occidentali non riescono nemmeno a immaginare. Vi allego un breve documentario della rete satellitare anglofona all news russa. Lasciate perdere le sciocchezze sull’addestramento, si tratta di pratiche comuni e le abilità mostrate nel filmato sono anche di basso livello. Concentratevi sul modo con cui è presentato il servizio dove la “professionalità” che è diventato un valore totale in Occidente è totalmente esclusa e l’aspetto ideale esaltatalo nella più pura retorica sovietica. Io che seguo anche i canali russi, posso testimoniare che sono militarizzati con un dettaglio ed una frequenza che in Europa risulterebbe fuori luogo, politicamente scorretta e sgradevole. In Russia, invece, l’esibizione virile della guerra fa ancora spettacolo e la violenza viene servita a cena come dessert.

L’intervento diretto degli Stati Uniti non sarebbe risolutivo e potrebbe solo innalzare il livello dello scontro ad una condizione di DEFCON 2 con tutte i rischi e le conseguenze economiche collegate. A distruggere l’Occidente, prima dei missili tattici russi, sarebbe il caos scatenato nei mercati finanziari.

A mio parere, quando sottomettere un avversario non è possibile, bisogna cercare i punti di interesse comune e perseguirli. Nel mondo reale non sono le questioni etiche a fare la storia, ma la ricerca della composizione più conveniente per le parti. Una Russia forte ed alleata dell’Occidente sarebbe un partner eccezionale per quello che si prospetta come il vero conflitto totale del prossimo futuro: la guerra contro lo jihadismo ed il contenimento dell’espansionismo cinese. Inoltre, il completamento del South Stream e la disponibilità di risorse naturali indipendenti dai quadri destabilizzati del medio oriente rappresenterebbero un rafforzamento reciproco per Europa e Russia.
Secondo me, anche se non esplicitamente, una composizione degli interessi russo europei sarà ricercata e perseguita con un atteggiamento di benevola indifferenza anche da parte degli Stati Uniti che stanno riscoprendo il valore dell’isolamento oltremare. E se questo accordo dovesse prevedere mutilazioni per Lettonia, Estonia, Lituania e altre nazioni di confine, si troverà il modo di farle digerire al pubblico. Che poi, è questo quello che veramente conta.


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