Seconda stella a destra…verso la Repubblica che non c’è. 2


Ebbene si. Ho riflettuto a lungo sulla questione e sono giunta finalmente ad una conclusione : il 2 Giugno 1946 i nostri nonni non avevano da fare “una beata minchia!”, per citare uno dei più famosi politici dei nostri tempi. Ah, non è un politico? E’ un comico? Che sbadata…ormai non riesco più a notare la differenza.

Tornando a noi, dicevo che i nostri nonni invece di pensare a zappare l’orticello, mettere al mondo qualche altro esserino urlante, giocare agli astensionisti (un gioco molto di moda negli ultimi anni), hanno niente popò di meno che pensato di andare a votare! Votare! Pensate un po’ che paradosso, dopo anni di dittatura un’improvvisa ondata di democrazia! Era prevedibile che facessero indigestione e, infatti, evidentemente in preda al malessere, hanno pensato di poter costruire una Repubblica! Nessuno aveva spiegato loro le regole del gioco, per questo un po’ possiamo anche giustificarli, ma…brrr! Mi viene la pelle d’oca al solo pensiero che qualcuno abbia concepito un’Italia in cui il popolo è sovrano.

 

Che sciocchezza è mai questa? Siamo sinceri con noi stessi una volta tanto, smettiamola di giocare al grande paese democratico sulla scia degli Stati Uniti, del resto non siamo né un Paese, né grande e men che meno democratico.
Ma che diavolo è saltato in mente ai nostri vecchi? Gli italiani sono fatti per la dominazione straniera! Niente pensieri, niente decisioni da prendere, niente responsabilità, solo rassicurante obbedienza. Che vita gratificante! Arrivare a fine giornata giustificando ogni schifezza fatta e subita con un “è la legge del Re!”
Su….sii sincero anche tu, tu che stai leggendo. Non è un’idea allettante? Qualcuno che pensa per te e decide per te, ed un caldo e rassicurante “non è colpa mia” a risuonarti nella testa.

Purtroppo per il grande popolo Italiano ( e per la fortuna di chi come me ha smesso di sentirsi italiana da un po’) il grande sogno di una vita di servitù è stato sgretolato da un manipolo di pazzi che si son fatti chiamare Partigiani. Gente che, come dice il nome, “parteggia”, si schiera e non sopporta l’ignavia. In un mondo ideale, da lasciare ad eredi migliori di quelli che sono capitati, avrebbero avuto ragione, sarebbero stati dalla parte giusta della barricata e non sarebbero rimasti delusi. Tuttavia, come il figliol prodigo, i figli della resistenza non hanno voluto seguire il consiglio dei padri e, all’eredità di una ricca proprietà come un paese democratico, hanno preferito una vita dissoluta e di sperperi per poi continuare anche alla morte dei padri, quando è giunto il loro turno di governare il paese.

Ripeto: l’Italia è fatta per la dominazione straniera. Un italiano “vero”, per così dire, non accetterà mai che un suo compatriota possa saperne più di lui o sia talmente preparato da “potergli dire cosa fare”. Così, per tutta risposta, continuerà a tentare di fregare il suo legittimo rappresentante, quello che ha votato lui stesso, magari nella speranza di una raccomandazione per il figlio trentenne disoccupato. Però, pensandoci bene, chi sono io per biasimare questo modo di fare? Se qualcuno venisse in casa vostra a chiedervi dei soldi, glieli dareste così su due piedi? Immagino di no! Allora perché pagare le tasse? Se qualcuno pretendesse una vostra opinione su un affare che non vi riguarda, gliela dareste? No! E allora perché andare a votare? E’ meglio lasciarsi scivolare lungo i giorni, a bagno nella calda brodaglia dell’indifferenza ed avere qualcuno di straniero, e quindi con qualche possibilità di essere migliore di noi, dinanzi a cui abbassare la testa.

In questo giorno tutto sommato da ricordare, ho deciso di brindare! Brindo all’ingenuità dei nostri nonni, al coraggio dei Partigiani ed all’intelligenza degli stranieri, che hanno preferito smettere di governare l’ingovernabile e scappare lasciandoci l’illusione di esserci guadagnati la libertà. Eppure, questi brindisi non riescono a placare la sete e men che meno la rabbia, forse i bicchieri di rassegnazione sono pieni di sabbia.


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