Era da un po’ che volevo scrivere di Chicco Testa.
Come, non vi ricordate chi è? Maddai, non è possibile! Uno che a cinquant’anni suonati si fa ancora chiamare Chicco resta impresso.
A quei pochi che proprio non ce l’avessero presente basta andare su Wikipedia: lì troveranno anche una sua bella foto sorridente.
Avete letto tutto?
Bene. Allora avrete capito che Chicco non è un personaggio da poco, nonostante il nome minimalista.

Avrete visto che ha fatto una carriera tutt’altro che trascurabile, passando da LegAmbiente al Parlamento, per poi approdare a varie prestigiose presidenze, tra cui l’ENEL e l’ACEA. Senza disdegnare un posto nel CdA della Riello ed un altro al Lloyd Adriatico, alla RAS, alla Telit, ecc. Ora è presidente di Roma Metropolitane, una quisquilia da 4 miliardi di portafoglio-commesse per la costruzione delle nuove metropolitane di Roma.
Bella testa (nomen omen), non c’è che dire. Nei ritagli di tempo (!?!) è anche giornalista, professore universitario e scrittore.
E’ proprio del Chicco Testa scrittore che volevo parlare: è appena uscito per Einaudi il suo Tornare al Nucleare? (qui il video di presentazione del libro) in cui fa un’analisi dei motivi per cui anche in Italia occorrerebbe ricominciare a guardare con interesse a questa fonte di energia, bandita forse troppo in fretta sotto spinte emotive venate di ideologia: una scelta che ebbe tra i massimi fautori proprio Chicco Testa, combattivo presidente di LegAmbiente negli anni del referendum post-Chernobyl.

Oggi Testa si arrabbia se viene definito “ex ambientalista”: lui dice “io sono tuttora ambientalista” e spiega la sua filosofia di oggi, riaperta a questa tecnologia, più sicura di un tempo. Tanto che, dopo un periodo in cui nel mondo sembrava destinata ad essere abbandonata a vantaggio di altre fonti, è tornata prepotentemente alla ribalta come soluzione quali-quantitativamente idonea alla crisi energetica da petrolio-dipendenza.
“Molto è cambiato dal 1987, quando l’Italia rinunciò al nucleare. E’ ora di rivedere quella scelta se vogliamo davvero tutelare l’ambiente e guardare al futuro delle nostre politiche energetiche”.
Questo è quanto si legge nell’introduzione del libro.
Leggerò con interesse quel che scrive, e credo che saremo in molti, vista la curiosità di scoprire le motivazioni di un “convertito” di tale calibro, nonché le soluzioni che egli propone al problema più spinoso che riguarda il nucleare del terzo millennio: lo smaltimento/stoccaggio delle scorie.
Almeno un merito, Chicco, ai miei occhi, ce l’ha: aver cambiato idea e saperlo ammettere pubblicamente. E’ un lusso che solo persone consapevoli del proprio valore possono permettersi.

E ne ha anche un altro, di merito: l’aver detto a chiare lettere quello che pensano molti italiani: “Pecoraro Scanio e i suoi accoliti non sono ambientalisti, sono teste di rapa reazionarie” (testuale, si può ascoltare nel video).
Parlare oggi così di Pecoraro Scanio è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Però se la situazione italiana sul versante energetico è disastrosa, qualche responsabilità l’ex ministro verde ce l’avrà pure, come pure l’avranno coloro che (a sinistra come a destra) gli hanno dato retta invece di contrastarlo in nome di una politica energetica con i piedi per terra e con lo sguardo rivolto a quello che fa il resto d’Europa.
Il quadro desolante dell’orizzonte energetico italiano si può trovare in questo reportage della premiata ditta Stella & Rizzo (quelli de “La casta”). E’ impressionante la catena dei “no” senza alternative che hanno ridotto il nostro paese ad essere un divoratore di energia quasi totalmente dipendente dal resto del mondo.
C’è voluto un cataclisma elettorale per liberarsi di questo modo suicida di fare politica energetica ed ambientale. C’è da sperare che chi dovrà decidere d’ora in poi sappia cosa fare, e che non sia troppo tardi per iniziare a farlo.
—–
Per saperne di più sul nucleare segnalo:
- una panoramica sull’energia nucleare, scritta in modo semplice e comprensibile anche ai non addetti ai lavori
- qui un’altra ancora
- un sito che mette a confronto varie fonti di energia.
- Sul controverso numero delle vittime di Chernobyl potete leggere qualcosa qui.
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Tag: ambientalismo, energia, nucleare, pecoraro-scanio
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22 Maggio, 2008 a 9:20
nirnaeth
Come giustamente faceva notare mia sorella, durante una discussione in casa proprio sul nucleare: centrali nucleari funzionanti NUOVE in Italia? E’ il modo giusto per spazzarci via dalla faccia della Terra.
E forse non sarebbe nemmeno un male, tutto sommato. (chiosa mia)
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22 Maggio, 2008 a 10:15
tritumbani
Come giustamente faceva notare mia sorella, durante una discussione in casa proprio sul nucleare: centrali nucleari funzionanti NUOVE in Italia? E’ il modo giusto per spazzarci via dalla faccia della Terra.
quoto
Ma dai perchè’, voleva dire dire che potrebbero esserci problemi di tangenti, mazzette a politici nazionali e locali? gare di appalto truccate, con ribassi assurdi? Appalti in mano alla mafia? In Italia? Ma dai su!
Oppure potrebbero nascere casi di smaltimenti clandestini di scorie, forse in qualche discarica a Napoli?
Oppure ancora forniture di materiali difettosi senza controlli in accettazione?
Saldature fredde che cedono al primo sbalzo di temperatura?
Inquinamento termico di tutte le falde acquifere circostanti?
Personale di controllo assunto per parentela o perchè ha comprato il posto di lavoro dal politico di turno?
Furtarelli di materiale fissile per ricordo?
In fondo cosa c’è di male? dobbiamo campare tutti! sono peccatucci veniali che non fanno male a nessuno!
dopotutto è solo una centrale nucleare, cosa può succedere al massimo se fonde il nocciolo il problema è dei cinesi mica nostro (Jane Fonda docet).
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22 Maggio, 2008 a 10:44
dalse
il referendum del 1987 ha chiaramente espresso la volontà degli italiani di allora , forse intimoriti dai fatti di chernobyl, sulla questione nucleare. il fronte del no, a quanto ho letto visto che non avevo diritto di voto al tempo, composto da numerosi esponenti politici, prevedeva ingenti risorse per la ricerca sulle fonti alternative, che per inciso ad oggi risultano essere molto più raffinate e produttive di allora. risorse che non sono mai state stanziate. il ritorno al nucleare è il consueto modo di fare all’italiana, si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. oggi c’è il problema dell’effetto serra (se ne parlava anche allora, ma era un’ipotesi), ed è chiaro che i combustibili fossili utilizzati per la prodizione di energia producono elevate quantità di gas serra.
tuttavia conosco il mio paese. stiamo ancora pagando nella bolletta della luce i costi di smaltimento dei rifiuti delle centrali nucleari di 20 anni fa, qualche tempo fa in piena emergenza rifiuti la giunta campana all’unanimità ha bocciato la costruzione di torri eoliche per questioni “estetiche”, le centrali nucleari dovrebbero essere riconvertite ed adattate alle ultime tecnologie disponibili.
e dato che conosco il mio paese, temo che arriveremo ultimi comunque, con centrali nucleari operative quando il resto del mondo starà già puntando ad altre forme di energia (sulle quali ovviamente noi non avremo investito una lira), avremo problemi di smaltimento delle scorie (vi ricordo che le centrali di quarta generazione, piuttosto efficienti da questo punto di vista, sono solo oggetto di studio al momento, e non da noi), lo stato spenderà molto denaro pubblico per le centrali (nessun privato a mio avviso investirebbe in italia sul nucleare) e poi il paradosso: dato che, come punto centrale del mediterraneo siamo tanto esposti allo sbarchi degli indesiderati clandestini, quanto lo saremmo ad attacchi di terroristi verso una centrale nucleare?
…che uno dei due problemi non esista?…
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22 Maggio, 2008 a 15:38
ilBuonPeppe
In uno dei siti che hai linkato dice: “Da circa 15 anni nessun paese occidentale, salvo la Finlandia, ha messo in cantiere nuove centrali nucleari“.
Aggiungo da una intervista a Rubbia: “Sa quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa”
Se non altro, questo dovrebbe farci riflettere sull’opportunità di riprendere questa strada. O pensiamo che gli altri siano tutti scemi?
Chicco Testa avrà anche il merito di saper cambiare idea e di ammetterlo, ma non riesco a trovargliene altri.
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22 Maggio, 2008 a 17:30
F.Maria Arouet
Un apprezzamento per l’approccio antideologico di Fully.
Quanto al merito, direi che é una scommessa.
Se il petrolio tra quaranta, cinquant’anni, finirà (come pare) e se l’eolico e il solare nel frattempo non decolleranno (chissà), chi avrà le centrali nucleari starà pressappoco come stanno oggi i petrolieri, con i piedi al caldo
Mentre se si troverà qualche altra fonte d’energia a buon mercato, dovrà accollarsi l’onere di chiuderle e smaltirne le scorie. Per chi le ha e ne gode già i benefici da vent’anni/trent’anni, un onere più che accettabile. Per chi parte oggi un terno al lotto.
Sui rischi che l’Italia s’è risparmiata a starne fuori sono molto scettico, considerato che sono ben tredici le centrali a meno di 200 km dai nostri confini.
Quel che pare certo é che, come ci capita spesso, abbiamo fatto la scelta più stupida, di correre i rischi senza godere i benefici.
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22 Maggio, 2008 a 17:33
Doxaliber
Io non sono un esperto, ma il nucleare non è a sua volta una fonte esauribile? Non credo che il plutonio (o qualunque altra cosa radiottiva venga utilizzata nelle centrali) esista in quantità così enormi, o mi sbaglio?
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22 Maggio, 2008 a 17:57
Neottolemo
Effettivamente il “carburante” per il nucleare è poco. Si sono già sentite alcune voci che preannunciano un sua significativa diminuzione a breve (con conseguente costo esorbitante). Oltretutto una centrale nucleare non consuma poco.
Avevo dei numeri da qualche parte, vedo se li ritrovo.
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22 Maggio, 2008 a 20:43
pacatoegentile
nucleare? portiamo avanti altre soluzioni prima.
Iniziamo a mettere l’eolico e il solare, iniziamo ad usare ANCHE quelle fonti, possiamo aggiornare le centrali idroelettriche presenti (per un miglior rendimento) e costruirne nuove (non abbiamo saturato tutti i luoghi) e se qualche verde rompe gli elettroni, ricordiamogli che altre alternative al momento non ci sono ma che nel frattempo lui puo’ dare una mano spegnendo il condizionatore di casa sua e tagliando l’allacciamento alla corrente delle case che possiede.
non basta? iniziamo ad abbassare l’illuminazione pubblica nelle citta’.
Non basta ? Iniziamo a OBBLIGARE per legge l’installazione del fotovoltaico su TUTTI i tetti case, ville, condomini, capannoni.
insomma il nucleare deve essere l’ultima spiaggia perche’ ricordo che per quanto sia sicura una centrale:
GUASTO : basta che si rompa una volta sola e siamo tutti spacciati.
SICUREZZA: Una centrale nucleare diventa anche un obiettivo dei terroristi per sabotaggi o ricatti, se la si circonda di militari e polizia poi chi protegge le povere chiese cristiane da al qaeda ? facciamo le leggi per proteggerci da bin laden e poi gli serviamo il paese su un piatto d’argento ?
COSTI: smettiamola di dire che conviene, includiamo nel costo della produzione dell’energia anche il costo dello smaltimento dei suoi rifiuti e poi vediamo quanto conviene.
Sara’ anche vero che siamo circondati da centrali nucleari di altri paesi ma non vedo perche’ dobbiamo aumentare le probabilita’ di restare secchi mettendone su anche noi.
Propongo di mettere in parlamento senato e nella sede di confindustria delle comode ciclette con dinamo a caricare accumulatori, cosi’ almeno qualcosa di utile lo faranno
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23 Maggio, 2008 a 6:23
Fully
Tutte considerazioni condivisibili, per carità.
Osservo soltanto che gli infausti presagi di una trentina di anni fa non si sono avverati. Per fortuna (e toccando ferro) non mi risultano altre Chernobyl e Jane Fonda si è messa a fare fitness e pubblicità.
Nel frattempo il resto del mondo avanzato va avanti prevalentemente a nucleare (nessuno si limita all’eolico o al fotovoltaico, nonostante queste tecnologie siano state rese più convenienti e siano diventate più diffuse) e noi continuiamo a spendere il 30-35% in più per ogni KW.
Possibile che siamo sempre noi i più furbi di tutti?
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23 Maggio, 2008 a 9:09
Doxaliber
A dire il vero il rischio disastro è stato sfiorato più volte. L’ultima volta proprio in questi giorni, dopo il terremoto in Cina.
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23 Maggio, 2008 a 14:44
pacatoegentile
fully: ti invito a fare qualche ricerca sui sopravvissuti di chernobyl visto che dici che va tutto bene, ti invito a fare una visita al centro oncologico di aviano e farti dare le statistiche dei tumori che ci sono la’ .
Certo, oggi puoi dare la colpa del tumore a qualsiasi agente esterno: smog, sigarette, piloni dell’elettricita’, antenne radio; cosi’ come e’ vero che i giornali di queste cose non parlano.
Nulla e’ certo ma un qualche dubbio mi sembra lecito, un approccio con cautela al problema mi sembra doveroso.
Inoltre ribadisco, portiamo avanti altre soluzioni PRIMA, soluzioni che gia’ ci sono ma che non vengono applicate.
quando l’italia sara’ piena di eliche e pannelli su ogni casa allora POI posso accettare una eventuale discussione sul nucleare.
beccarmi una centrale atomica con relativi pericoli perche’ non voglio disturbare la rotta degli uccelli migratori mi sembra semplicemente ridicolo.
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23 Maggio, 2008 a 19:01
Paolo
Tullio Regge è a favore del nucleare.
Il terremoto in Cina ha devastato 5 milioni di abitazioni ed ucciso oltre 50.000 persone. E’ normale che siano preoccupati per lo stato degli impianti nucleari.
Sui costi, ecco una una ricerca fatta dall’Università di Pisa, quindi non da confindustria, né dal primo ambientalista che passa.
Se vogliamo dire no al nucleare, allora per coerenza dovremmo smettere anche di comprare energia dalla Francia, visto che l’energia che ci vende la Francia è prodotta proprio con il nucleare.
E’ come con i rifiuti: è facile dichiararsi contro i termovalorizzatori, ma non ci scandalizziamo se i nostri rifiuti vengono inceneriti all’estero. Purché non si costruiscano termovalorizzatori qui da noi.
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23 Maggio, 2008 a 19:16
F.Maria Arouet
@pacatoegentile
Solo perché non sei un uccello migratore.
@Paolo
Quoto
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23 Maggio, 2008 a 22:59
Doxaliber
Su questo blog l’autore tra l’altro scrive:
Non mi sembra un’obiezione da poco la sua..
Riporto anche parte del parere di Rubbia, riportato sul blog di Luttazzi:
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24 Maggio, 2008 a 14:43
marcoilbuono
http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/ambiente/nucleare1/eolico-america/eolico-america.html
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