Se dietro le parole c’è il vuoto pneumatico (2) 52


Nella prima puntata (la trovate QUI) ho segnalato l’uso improvvido di cliché e frasi fatte per costruire giudizi politici errati. Oggi vi voglio segnalare come si costruisce una bufala perché si evita di riflettere sulla veridicità di una notizia e di cercarne le fonti.

Leggete questo scambio autentico su Twitter (scrivo nel giorno del secondo turno di amministrative in Sicilia):

TwitteroA

Espulsioni nel PD, ma i giornali non possono dirlo, non devono! (link alla notizia sul Fatto Quotidiano)

 

Bezzicante

@TwitteroA Ciao TwitteroA. Hai verificata la notizia?

 

Twittero B

@TwitteroA @Bezzicante se n’è andata dal pd perché non condivideva la scelta, opinabile, di appoggiare un ex di Cuffaro

 

Bezzicante

@TwitteroA @TwitteroB La domanda era un’altra; TwitteroA dice 1) espulsione nel PD e 2) non ne possono parlare i giornali. Sono verificate?

 

Twittero A

In alcuni twitteristi c’è molta ruffianeria politica!

Dov’è il problema? Il problema è che il link citato dal twitteroA rimanda a un blog sul Fatto (non quindi a una notizia approvata e verificata dalla redazione). Un blog, peraltro, non d’autore, ma di abbonati (una specie di “lettere alla redazione”). Si tratta di una polemica che ha portato alcuni dirigenti locali a stigmatizzare con tale Valentina Spada (che ha un qualche ruolo nei giovani PD) per avere dichiarato di voler sostenere il candidato 5 Stelle alle locali amministrative. Scrive il Tempo:

La rappresentate dei giovani Pd, Valentina Spada, ha ricevuto un out out dalla segreteria dei Democratici, per aver dichiarato l’appoggio al candidato 5stelle: «Sei decaduta d’ufficio» scrive Enzo Napoli della segreteria regionale Pd. Lei, senza peli sulla lingua, ribatte: «Aspetto la nota ufficiale e mi rivolgerò agli avvocati» (Fonte)

Scrive La Repubblica:

E a Ragusa scoppia la rivolta dei movimenti di sinistra, “Partecipiamo” e “Movimento città”, che sostengono il grillino Federico Piccitto e non quello di Pd-Megafono- Udc Giovanni Cosentini, ex cuffariano, esponente della passata amministrazione Pdl di Nello Dipasquale (oggi alleato di Crocetta). La rappresentante dei giovani Pd ha ricevuto un ultimatum dalla segreteria organizzativa del partito, per aver dichiarato, insieme a esponenti dei due movimenti, l’appoggio ai grillini. “Sei decaduta d’ufficio”, le ha scritto Enzo Napoli. “Aspetto la nota ufficiale. E mi rivolgerò agli avvocati “, replica Valentina Spada (Fonte)

Quindi, riassumendo: 1) la notizia viene presa dal mio twittero dalla dichiarazione di un lettore anonimo ospitato in un blog collettivo dal Fatto quotidiano; 2) la notizia viene ripresa da altri quotidiani (non è quindi vero che non se ne parli) ma in maniera differente (non un’espulsione ma un feroce battibecco che non ha avuto – al momento – alcun esito ufficiale).

Dal momento che scrivo questa nota al momento che verrà pubblicata e letta da voi ci sarà tempo per capire se la notizia divamperà oppure no sulla stampa e, principalmente, se c’è davvero una notizia oppure no. Se Valentina Spada sarà espulsa per avere sostenuto un’opinione (come quella Gambaro, del M5S, accostata a questa vicenda dal lettore del Fatto Quotidiano) mi metterò a fare lo stesso baccano che ho fatto per l’espulsione di Gambaro e anzi, certamente, un po’ di più. Ma al momento si tratta di una non-notizia, non verificata e “piegata” al fine di supportare un’idea, o meglio un’ideologia (in questo caso: l’eccesso di persecuzione del M5S per il caso Gambaro quando il PD dimostrerebbe di essere peggio).

Il TwitteroA non ha mai risposto alla mia neutrale richiesta di mostrare le fonti ma ha rilasciato un sibillino post (non direttamente a me, ma io penso male) lamentandosi della ruffianeria politica di certi “twitteri”…

Segnalo anche che successivamente altri twitteri hanno ripresa la notizia, anche alcuni piuttosto importanti, sempre citando unicamente il lettore del Fatto.

Poiché non intendevo annoiarvi con una bazzecola personale ma segnalare l’uso spensierato (s privativo, quindi: senza un pensiero, una logica, un’argomentazione che lo sostenga) del linguaggio sul web 2.0, il pistolotto finale è il seguente.

Essere indignati non significa necessariamente avere ragione.

Essere indignati in tanti, dandosi ragione l’un l’altro, ugualmente non significa necessariamente avere ragione.

Essere indignati, e leggere il mondo e tutto ciò che accade dalla gabbia rigida che tale indignazione ci costruisce attorno alla mente, è la strada più veloce per perpetrare errori gravi.

Se poi lasciamo la chiave di quella gabbia al pensiero di altri, usando slogan, immagini, idee altrui, ci sentiremo pure così nobilmente e giustamente indignati, ma saremo solo degli omologati.

Sì, lo so: è impossibile andare a verificare ogni singola notizia che scorre nella time line. Ma non è obbligatorio ribloggare e ritwittare e segnalare o peggio commentare senza avere capito un accidenti.

Viviamo in un’epoca strana e in un Paese fragile. Nessuno di noi sa esattamente quel che accade e accadrà e la vera indignazione, la vera rivoluzione, ha come pietra angolare l’assoluta resistenza all’omologazione. Anche a quella dell’indignazione.

Alcune risorse:

continua

Preferisco sbagliare con la mia testa che far bene con quella altrui.


bezzicante ha risposto all’appello di MC che cerca nuovi autori

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