Scienza Vergogna
16 gennaio, 2008 di cruman
Archiviato in Meccanica delle Cose
Certe volte mi chiedo perché io abbia lasciato l’università. Forse per non essere sempre quello che viene lasciato. Poi in tutti questi anni, nemmeno una telefonata. Comunque il dubbio ha vita fugace e tosto torno a riflettere intorno a temi più pregnanti tipo la bruttezza della velina bionda.
Ammetto di aver sempre faticato a capirla. L’università dico… ma anche la velina bionda.

Però mi consolo: alla Sapienza (nome giusto un filo spocchioso, almeno a Pisa l’hanno chiamata Normale) il Papa non ce lo vogliono proprio. Il gruppo di docenti e scienziati censori, ha ritenuto offensivo ed umiliante che Benedict 16 abbia dichiarato, nel 1990, che il processo a Galilei (da parte della chiesa) fosse una sorta di atto dovuto quindi condivisibile. L’alemanno pontefice, che ha due lauree e un discreto seguito a livello planetario, subirà quindi questo oscurantismo di ripicca. Frattanto a Mike Bongiorno, che di Galilei non sa nemmeno quale trasmissione conducesse e la cui conoscenza ecclesiastica si ferma a Pio ics, viene regalato quel pezzo di carta per cui milioni di studenti si debilitano a furia di giovedì notte all’Hollywood.In realtà questo atteggiamento non dovrebbe stupire visto che la cosiddetta “comunità scientifica” ha dimostrato posizioni medievaliste che nulla hanno da invidiare ai fervori religiosi o a Roberto Giacobbo con l’aggravante di aver combattuto e spesso abbattuto, non dei nemici, ma i propri stessi figli. In particolare gli ambienti scientifici universitari, governati da baroni e baronetti, sono stati spesso teatro di manovre d’arrivismo e smania di successo. Un successo perseguito a colpi di pubblicazioni, plagi, imbrogli e ostracismi culturali.
Il processo della chiesa a Galilei è un bel manifesto della supremazia scientifica sulla fede. Ma se provi ad usarlo come manifesto della pervicace ottusità del mondo scientifico verso tutto ciò che non è allineato, non vale. Poco si sa di uomini di scienza osteggiati, emarginati, ridotti in miseria, rinchiusi in manicomio e a volte, indirettamente, uccisi, perché colpevoli di aver sfidato i depositari del sapere con teorie non riconosciute e dimostratesi successivamente vere. E pochissimo si sa di fiumi di denaro usati per finanziare ricerche utili come un frigorifero al polo. Della chiesa conosciamo tutti i misfatti. I libri di scuola ne sono pieni e le cronache non si esimono dal descrivere con sdegnosa bramosia la liason dell’ultimo prete di periferia. Nulla vi diranno, di contro, alcuni dei seguenti nomi.

Julius Mayer
George Zweig che propose il modello di atomo a quark (non nel senso che lo presentò da Angela) e fu cacciato da tutti gli ambiti scientifici. Osteggiato in particolare da uno dei più considerati fisici dell’epoca che, qualche anno dopo, vinse un Nobel proprio grazie alla teoria dei quark di Zweig, ormai dimenticato e bollato come ciarlatano.
William Harvey pose le basi della comprensione del sistema circolatorio del sangue. Fu definito pazzo e ingiuriatore della natura dalla comunità scientifica e il termine “circolatori” venne usato come epiteto infamante per lui e i suoi collaboratori.
Samuel C.F. Hahnemann: un genio assoluto, dotato di capacità mentali con pochi eguali nella storia del pensiero umano. Fu il primo a considerare l’ammalato nella sua interezza: mente, corpo e ambiente. Impostò un approccio nuovo e umano alle malattie mentali e propose per primo la quarantena nelle epidemie di colera. Fu l’inventore dell’omeopatia. Venne per questo perseguitato ferocemente dalla classe medica imperante. Una violentissima campagna denigratoria, nonostante le evidenze scientifiche della sua teoria terapica, lo umiliò e gli rese quasi impossibile il lavoro di ricerca.
Edward Jenner scopritore del vaccino contro il vaiolo. Contro di lui venne addirittura istituita una “Antivaccination Society”. Come se il CNR fondasse una “società antiterrarotonda”.
Renè Lannec, inventore dello stetoscopio (tuttora utilizzato, dopo 200 anni) e di fondamentali teorie sulla tubercolosi. La sua opera fu demolita in maniera così capillare (da un punto di vista umano non scientifico) dai cattedratici dell’epoca che persino i bambini per strada lo irridevano senza pietà. Si ritirò stanco e amareggiato. Troppo gracile per sopportare certe battaglie, morì a soli 45 anni.
Julius Mayer postulò con un certo anticipo le leggi della termodinamica, ma fu zittito perché era “solo” un medico della marina.
Raymond Dart, trovò l’anello mancante tra uomo e scimmia. Fu cacciato dagli ambienti scientifici con l’accusa di aver perso tempo dietro una scimmia storpia, solo perché non seguì le gerarchie baronali nel proporre le sue teorie.

Louis Pasteur
A questi potrebbero essere aggiunti i nomi più famosi di Pasteur, Mendel e Koch, anche loro passati attraverso la gogna del non allineamento ai dogmi scientifici dell’epoca.
Ma la storia più infame e vergognosa è quella di Ignaz Philipp Semmelweis, considerato il “salvatore delle madri”. Capì per primo che la gran parte delle morti per febbre puerperale era dovuta ai metodi operativi dei dottori, che passavano da autopsie a parti senza nemmeno lavarsi le mani. Cambiò completamente il modus operandi degli interventi. I chirurghi indossavano ancora lunghe tuniche nere su cui portavano con un certo orgoglio macchie di sangue rappreso. Nelle asole tenevano fili di seta da usare per un’eventuale legatura. Semmelweis osò dire ai luminari della medicina di lavarsi le mani. Fu costretto a lasciare i suoi studi, il suo lavoro e persino la sua città. Non poteva più mettere piede in un ospedale senza essere insultato e deriso. Fu internato in un manicomio dove subì violenze fisiche e morì del male che cercò di debellare (la setticemia), forse volutamente, nell’estremo tentativo di dimostrare la sua verità.

Ignaz Semmelweis
Ferdinando Von Hebra disse “Quando si farà la storia degli errori umani, difficilmente si potranno trovare esempi di tale forza. E si resterà stupiti che uomini competitivi, così specializzati, potessero – nella propria scienza – rimanere così ciechi e stupidi”.
Molti di questi errori hanno impedito di salvare un numero esorbitante di persone. E, apoteosi della follia, molte di queste battaglie sono state combattute esclusivamente in nome di interessi personali e, peggio ancora, per puro prestigio.
La scienza spesso si rifugia dietro il suo nome. Un nome che sa di infallibilità, di qualcosa di definitivo e indiscutibile. Si fa scudo del suo elitarismo per schivare critiche e giudizi. E soprattutto non chiede mai scusa, come invece pretende da chi non si allinea ad essa.
Tutti commettiamo errori, anche il Papa. E lo sa bene chi ha capito che i suoi errori sono una miniera d’oro. Criticare il Papa fa bene a terroristi in voga e a comici che con “scendi il cane e piscialo” avevano fatto il loro tempo.
Ma il Papa e la religione cattolica esistono, come esiste l’Islam (anche se fate tutti finta di niente). Se ci insolentiamo per la censura verso gli insulti di Luttazzi e ci spaventiamo per le idee diverse dalle nostre, qualcosa è andato fuori asse. Se poi chi si erge a censore e a giudice dell’oscurantismo altrui ha una storia altrettanto millenaria di processi sommari, di guerre sante e comodi roghi, allora stiamo davvero seppellendo il buon senso sotto una catasta di parrucconi.
Chiedere al Papa di non parlare perché la chiesa ha processato Galilei è come chiedere a un tedesco di non votare perché c’è stato il terzo reich.
Grazie a I labirinti della ragione
Questo pezzo è stato scritto prima della notizia della rinuncia del Papa a tenere il suo discorso. Alla luce di questa novità, esso, secondo me, risulta ancora più valido ed incisivo. (MC)
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Gran pezzo.
sull’argomento segnalo anche questo post di lexi Amberson. Sono paralleli dei quali bisogna ricordarsi al momento opportuno e che alla nostra stampa sono sfuggiti.
Io sono molto..abbastanza d’accordo..con quello che hai scritto..pur consapevole che questa è solamente una polemicuccia strumentalizzata da chiunque pratichi in Italia il magnifico sport del “parlare del nulla”!
..Per me quei ragazzi avrebbero dovuto poter porre domande a Ratzinger…e non blaterare anacronistici motti anti-clericali.
Dici Nickola?
Non so. E se ad aprire l’anno accademico fosse stato il presidente del consiglio?
Per quel che mi risulta il cerimoniale non prevede un contraddittorio, ma solo un discorso.
Per il Papa andava fatta un’eccezione? E perché?
Per me il Papa non è un essere speciale, rappresenta un gruppo di persone come il capo di un partito politico (non voglio essere irriverente)
A questo punto andava trattato come gli altri. Questo sarebbe stato laico.
Secondo me.
Più che Prodi (che tanto risponderebbe con dei suoni gutturali) allora mi chiedo perchè nessuno pretenda un bel contraddittorio con mastella all’apertura dell’anno giudiziario!
Io volevo dire che al massimo quegli stessi ragazzi che hanno “contestato” in questi giorni, avrebbero potuto premere in diverso modo, magari cercando di ottenere la possibilità di porre al Papa almeno una domanda sulla questione “ragione-fede”! Il Papa non è solo un capo di stato..è un’autorità morale e culturale per miliardi di persone. E come tale credo possa essere attaccato nelle sue convinzioni (che sono istruzioni di fede) non condivise da tutte quelle persone che fanno della ricerca scientifica (o di altri valori più o meno laici) li fondamento della loro esistenza (e ce ne sono..e non stanno tutti alla Sapienza..anzi!).
Spero di essermi spiegato..ciao
Complimenti Cruman, bell’articolo.
Strano Paese l’Italia!
La religione vuole fare politica, la politica fa religione, la scienza sragiona e fa i capricci, batte i piedi si tappa le orecchie proprio come fanno i bambini.
Strano paese l’Italia, eppure nel 2001 ci ha provato a far funzionare le cose
Ricordate il programma del Ministero dell’Università e Ricerca?
“Rientro dei cervelli”…
Qualche cervello è rientrato e subito dopo è fuggito..
Motivo della fuga una non meglio specificata incompatibilità di titoli di studio(Ma non potevano accorgersene prima?)…secondo me la verità è che i cervelli sono fuggiti perchè qui in Italia “soffrivano di solitudine!”
Luna
basta con ste cose su laicismo e papa (tanto ha vinto lui: il ratzi!)
ovvero “Viva la libertà di sdegnarsi!”
Nessuno ha notato che è stato il buon pontefice a non voler presentarsi più:
“ah sì! c’è qualcuno che non è d’accordo? allora io non parlo più!”
ovvero il tipo più intelligente di uomo: il prete!
Vittoria politica, altro che paura di attentati!
Vaticano 1 Stato 0
Avanzo un’obiezione. Il metodo galileiano (ancora lui!) prevede che, in presenza di evidenze contrarie, le tesi scientifiche debbano essere riviste e corrette. E’ questo che ha fatto sì che gli scienziati citati, pur vittime di pregiudizi ed ostracismi in vita, siano oggi giudicati precursori del pensiero scientifico moderno. Lo stesso non vale per la Chiesa Cattolica, visto il dogma dell’infallibilità papale.
Per dirla in una frase: la scienza si ritiene perfettibile, la Chiesa si ritiene perfetta.
Se permettete, io scelgo la scienza, con tutto il suo carico di errori.
randolph, che strano io sapevo (ho studiato) il contrario:
La chiesa è santa e peccatrice,
gli uomini sbagliano, compreso il Papa, e l’ultima volta che un papa ha parlato excathedra è stato per determinare il dogma della verginità della madonna.
Non credo che questo possa incidere in maniera negativa sulla tua vita.
Gli errori sono errori a prescindere da chi li compie, importante è riconoscerli, porvi rimedio e andare avanti…
Luna
non è nemmeno corretto dire che quegli uomini vessati siano poi stati considerati precursori del pensiero scientifico, perchè io ho citato solo quelli di cui si conosce il lavoro. Ma dove sono tutte le carriere stroncate per nipotismo e arrivismo? chi le conosce?
Ma potrei parlare di Nicola Tesla, gli storici della scienza sanno tutto di lui, ma se chiedi a uno studente chi ha inventato la radio o l’elettricità ti rispondono marconi e edison che vengono descritti nei libri di testo come grandi inventori. tutto falso.
basta prendere la storia di galilei così sventolata. si insegna che galilei fu determinante per le grandi scoperte astronomiche e fu osteggiato dalla chiesa e costretto a cambiare opinione. le cose non sono andate così ma forse fa comodo farlo credere…… vi invito a leggere questo pezzo (non mio)
A proposito di Galileo:
Una precisa ed esatta descrizione del sistema solare eliocentrico è stata data nel terzo secolo a.C. dal filosofo greco Aristarco da Samo.
Essa è stata in seguito “coperta” da Tolemaici, Platonici, Aristotelici ecc.
Galileo ha per cosi dire sponsorizzato il quasi allora ignorato sistema del Prussiano Koppernigk (Copernico), Canonico di Santa Romana Chiesa, publlicato da lui circa un secolo prima in un paio di volume che pochi avevano letto e leggevano.
Le più serie difficoltà che la Chiesa ha creato al suddetto Canonico riguardavano i rapporti con la sua “focaria” (perpetua).
Il suo sistema muoveva la terra facendo compiere ai pianeti fantasiosi epicicli (una cinquantina) e Galileo lo ha (improvvidamente) sostenuto pur non avendo fatto nulla per approfondirne l’essenza, senza essere quindi in grado al processo, di fornirne le prove convalidanti e dopo che Kepler, utilizzando la considerevole massa di dati astronomici rilevati da Tycho De Brahe, aveva già formulato le sue ben più solide leggi sulle orbite dei pianeti.
Le prove definitive che hanno confermato il movimento terrestre si sono avute nel corso del 19 secolo quando la scienza ha potuto disporre di strumenti di adeguata precisione.
L’enorme grandezza di Galileo consiste nell’aver posto le basi della fisica moderna e non nelle scoperte astronomiche. Il solo contributo serio da lui dato ad esse consiste nella trasformazione dell’esistente cannocchiale in telescopio, prestazione appunto di fisica (ottica), e non certo nella contestata scoperta dei satelliti di Giove, delle macchie solari o nella assai stiracchiata e inconsistente teoria sulle maree.
Il processo se lo è per così dire tirato addosso e la Chiesa, Galileo poteva contare sul riconoscimento e l’appoggio di eminenti suoi prelati, si è piuttosto adoperata per evitarlo ed essendosi trovata nelle condizioni di non poterlo fare, ha cercato di mitigarne in tutti i modi le conseguenze condannandolo alla prigione in confortevoli se non lussuosi palazzi nobiliari.
La causa che ne ha dato l’avvio va ricercata più nell’invidia, nell’astio e nelle gelosie proprie dell’ambiente accademico e di potere, anche ecclesiastico, del tempo, caratteristiche delle quali gli ambienti suddetti non si sono ancor oggi liberati (come dimostra l’atteggiamento dei 67), che nei nebulosi pretesti teologici o dottrinali che li hanno sorretti e che da allora ci vengomo propinati.
Sta di fatto che esso ha dato inzio alla sciagurata diatriba tra religione e scienza che mai come in questi tempi imperversa e che tuttavia, analizzando la questione con un po’ di buon senso e seguendo l’opinione di scienziati un po’ più quotati dei suddetti 67, non ha alcuna ragione di esistere.
Non per nulla Einstein ha detto che a suo giudizio esistevano due entità infinite: l’universo e l’imbecillità umana. Aveva tuttavia qualche dubbio sull’infinità del primo.
Ritengo utile si sappia che sono stati i Gesuiti a diffondere il sistema Copernicano in Cina e Giappone a partire dalla fine del diciassettesino secolo.