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Scienza e Morale: il Caso del Papilloma Virus



Il Ministero della Salute mantiene la promessa fatta qualche mese fa: dal 23 febbraio è iniziata la campagna di vaccinazione gratuita per il Papilloma virus (HPV) destinata a tutte le ragazze nate nel 1997 (circa 280.000).
Il vaccino intende prevenire il carcinoma della cervice uterina (il Papilloma virus è l’agente virale responsabile del carcinoma; nonché, come ha dichiarato il presidente della Società Italiana di Fisiopatologia della Riproduzione Carlo Foresta, anche possibile responsabile della infertilità maschile).

Come informa il sito del Ministero “esistono circa 120 genotipi del virus HPV che infettano l’uomo, un terzo dei quali associato a patologie del tratto anogenitale, sia benigne che maligne. Dei 120 genotipi, il tipo 16 è responsabile di circa il 50% dei casi di cancro alla cervice uterina, il tipo 18 del 20% e i restanti genotipi di circa il 30%. I genotipi 6 e 11 sono responsabili del 90% dei condilomi genitali”. Circa il 75% delle donne sessualmente attive contrae l’infezione da HPV nel corso della vita e fino al 50% con un tipo oncogeno (solo alcune di queste lesioni avanzano e pochissime delle donne infettate sono colpite da un tumore del collo dell’utero). Ogni anno al mondo 500.000 donne si ammalano e la metà muoiono. Solo in Italia mille donne muoiono ogni anno (altre informazioni qui).

Sembrerebbe che il vaccino, sicuro e ben tollerato (*), sia moralmente ineccepibile e che quindi si potrebbe parlare di una sintonia tra avanzamento medico e profilo etico.
E invece no.
Medicina e Morale, la rivista della Facoltà di Medicina del Policlinico Gemelli, condanna il vaccino all’indomani dell’annuncio: per ragioni morali, “ma anche” per presunte ragioni scientifiche.
Maria Luisa Di Pietro, Zoya Serebrovska e Dino Moltisanti invitano a tenere conto del “bene globale” della persona. “Il punto è che la vaccinazione generalizzata delle donne è sì in grado di proteggerle dal cancro al collo dell’utero, ma questa proposta fa sorgere alcune serie preoccupazioni di carattere etico”.
Che cosa vorrebbe dire? Basta ricordare che l’HPV è trasmissibile sessualmente per capire.

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Il vaccino rischierebbe di comportare “ulteriori cadute di valori, il rafforzamento di una comune accettazione da parte dell’opinione pubblica dei comportamenti sessuali promiscui e probabilmente una maggiore diffusione della malattia”.
E ancora: “quando sono coinvolte ragazzine minorenni, abbiamo a che fare con persone i cui valori morali sono in formazione e che non sono ancora considerate legalmente responsabili”.
Si potrebbe commentare con una battuta (meglio di facili costumi che morta, o no?); oppure ricordare che proporre una simile obiezione contro una campagna di prevenzione sanitaria è irresponsabile e incomprensibile. Oltre che piuttosto curioso: gli autori pensano davvero che un vaccino possa incentivare la promiscuità? Promiscuità, si badi, che Di Pietro, Serebrovska e Moltisanti condannano senza appello e senza giustificazioni come immorale e malevola per il “bene globale” della persona (evocando il terribile spettro della nemesi che l’AIDS avrebbe incarnato secondo alcuni inguaribili moralisti). Qual è la morale dei tre autori? E, soprattutto, perché dovrebbe essere imposta a tutti gli altri a rischio della loro salute, oltre che della violazione della libertà individuale?

Ma ancora più ingiustificabile è la posizione rispetto alla opportunità “scientifica” del vaccino: “l’infezione da Hpv non è una emergenza sociale [essendo] il risultato di un comportamento a rischio, di una attività sessuale precoce e promiscua”. Quanti morti servono per costituire una emergenza sociale? Anche se fossero numericamente poco rilevanti, sarebbe una buona ragione per condannare il vaccino? O ancora: ci sono malattie che non meritano attenzione perché immorali?

L’argomento affrontato in questo articolo è stato già presentato da MC con un articolo di Spes74 in occasione dello speciale “Un 8 marzo fuori stagione“. Riteniamo utile riproporre la discussione con la collaborazione di Chiara Lalli per contribuire alla diffusione dell’informazione relativa a questa nuova opportunità di prevenzione sanitaria e per evidenziare come, per alcuni, la tutela della salute e dell’equilibrio della persona sia sacrificabile in nome di “questioni di principio“.

ATTENZIONE

(*) Per completezza d’informazione, è necessario dire che il vaccino per l’HPV non è considerato sicuro da tutti e sembra poter comportare una serie di gravi effetti collaterali. Qui un link in italiano, qui la fonte originale in inglese. Sul sito della FDA non siamo stati in grado di reperire nessuna informazione a conferma definitiva dei dati indicati da Judicial Watch. (N.d.R.)

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Chiara Lalli
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Comments

16 Risposte a “Scienza e Morale: il Caso del Papilloma Virus”
  1. Francesco Orsenigo scrive:

    W il sesso!
    Per svago, per noia, per ego o per amore, promoscuo, continuo, in 2, 3, 10 assieme, di qualunque sesso, razza, religiono e specie animale (purche’ consenziente!!! =)
    W la poligamia, la poliandria, il flirt, la palpata, la sega, la frusta, la vaselina, il porno, il sorchino.

    Il problema non e’ il vaccino, il problema e’ una morale di cartapesta che ci impedisce di vivere il sesso e i sentimenti liberamente, sentendoci in colpa per quello che siamo e quello che desideriamo.

  2. Saint-Just scrive:

    @ Francesco Orsenigo:
    sei impazzito! come ti permetti di istigare le persone a compiere atti osceni e soprattutto promiscui rischiando di pervertire anche le giovani generazioni che di sesso non sanno ancora nulla!
    E’ meglio che muoiano queste donne o che si ammalino! una sorta di provvidenza divina e di Dio vendicatore è necessario per punire questi comportamenti.
    Vivere il sesso liberamente, poi! In maniera tale che poi le ragazze concupite debbano anche ricorrere all’aborto!
    Il sesso deve rimanere una cosa sporca, chiaro? Sporca e volgare se non fatto per la procreazione! oppure tutti i cataclismi si abbatteranno sulla terra!
    E poi, detto tra noi, soltanto qualche prete o vescovo può permettersi qualche scappatella extraconiugale (in questo caso il coniuge è ovviamente Cristo! e non pensate all’omosessualità sennò sprofonderete con Sodoma e Gomorra) soltanto per provare la vera fede in sè! Ma in quel caso è un’altra cosa! Sono pochi bambini sacrificati ad una missione più alta!

    Vi prego solamente di non fare più sesso. Mai più. Solamente per procreare. Lo stretto necessario. E l’umanità ricomincerà l’ascesa verso l’alto dei cieli.

    W il cristiansimo e l’astinenza!

    Saluti

  3. Mah
    forse sono proprio commenti come i due precedenti che fanno sentire certe persone autorizzate a fare certe affermazioni.

    Personalmente direi che la libertà va vissuta con serenità, consapevolezza, equilibrio e anche una certa discrezione.
    La spettacolarizzazione dei comportamenti mi sembra una maniera inadeguata e un tantino infantile per affermare i propri diritti e la propria capacità di giudizio.

    Se una cosa è naturale la si fa serenamente e, in questo caso almeno, con amore, se possibile.

    Per il resto nessuna novità mi sembra una panacea. Vorrei sottolineare ancora la nota in coda all’articolo che andrebbe letta e valutata con attenzione, magari con l’ausilio di un medico, prima di sottoporre una bambina al trattamento.

  4. Sara scrive:

    No, non è possibile nel 2008. Questo è maschilismo puro, così codardo da nascondersi dietro la religione. Questo è integralismo, questo mi fa schifo!
    Invece, per quanto riguarda l’aspetto scientifico, sarebbe interessante capire il numero esatto di persone che hanno usufruito del vaccino e sulle quali è stato condotto lo studio (lì dice 3 milioni, ma sembra vago)…Comunque 1637 reazioni sono molte, ma sono anche lo 0.55 per mille. Ad esempio il vaccino della pertosse può dare febbre sopra i 39° nel 7% dei casi, e il vaccino per il morbillo può dare encefalite nell’1% dei casi.

  5. Saint-Just scrive:

    Suvvia…
    ComandanteNebbia, non essere pesante, noi qui si scherzava…
    (un’ironia fiacca lo ammetto! ma il problema è che è forse troppo poco liberal-veltroniana? del tipo Binetti-Pannella?)

  6. Francesco Orsenigo scrive:

    Io non scherzavo invece.
    Sono davvero convinto che sia sbagliato giudicare le pratiche sessuali diverse dal “fare il proprio dovere per il Partito” (Orwell, George, 1984).

    Comandante Nebbia, non ho spettacolato nulla.
    Ho detto che ci sono mille motivi per il sesso, e mille modalita’, e non vanno giudicate.
    Mi sembra piuttosto limitante considerare spettacolo pratiche piuttosto comuni, mi meraviglio di lei.

    Sono stufo che altri mi impongano le loro paure e i loro modelli.
    Solo non avendo paura di quello che siamo possiamo davvero amare e rispettare noi stessi e amare gli altri.

    Voglio poterlo urlare:
    VIVA IL SESSO!
    Vissuto come un fine, non un mezzo, vissuto con sentimento, trasporto e passione, non con colpa o pudore, vissuto fino in fondo ai nostri desideri e fantasie.
    Chi pensa uno lo faccia per vanteria, chi pensa che automaticamente quello che e’ strano non e’ consapevole o discreto o sereno, si perde qualcosa.

  7. Orsenigo
    io non analizzavo la sua concezione del sesso. Me ne guardo bene, sono affari suoi.

    Il punto è che se uno si scalmana eccessivamente per affermare che una cosa naturale è suo diritto, autorizza implicitamente altri a sostenere il contrario.
    E’ per lo stesso motivo che non condivido le parate dell’orgoglio omosessuale oggi.
    Avevano un senso in passato, quando l’omosessualità era proibita per legge, ma ora che, dal punto di vista civile non esiste, e giustamente direi, bisognerebbe solo agire da normali cittadini per farsi riconoscere il diritto di poter formare una famiglia in maniera ufficiale.

    Il mio sogno è vedere una manifestazione per il riconoscimento delle unioni civili che comprenda eterosessuali e omosessuali e dove i gusti sessuali dei manifestanti non siano palesi.

    Se mi metto a reclamare il diritto di mangiare e lo faccio abboffandomi in pubblico e facendomi colare il sugo su mento e vestiti, troverò sempre qualcuno che dirà: che schifo però quelli che mangiano.

    Spero, ora, di essere stato più chiaro.
    Mi permetta di ribadire il mio completo disinteresse per il suo approccio al sesso ed alla sessualità. Le garantisco che mi è del tutto indifferente.

    Sono certo che saprà apprezzare la civiltà e la laicità di questa mia ultima affermazione.

  8. Francesco Orsenigo scrive:

    @Comandante Nebbia: si, le riconosco di essersi spiegato molto bene.
    Credo che la nostra divergenza nasca dalla diversa idea che abbiamo di “scalmanarsi”.
    A parte questo, accetto le sue obiezioni.

  9. ilBuonPeppe scrive:

    “Medicina e morale”? Un ossimoro a partire dal titolo. Del resto, se uno si chiama Moltisanti…

  10. Tasti scrive:

    C’è un dibattito a livello mondiale, come riportato dal Ministro Livia Turco in Commissione Affari Sociali,
    “quella del vaccino HPV, come voi sapete, è una questione molto delicata, sulla quale è in corso una discussione non indifferente all’interno del mondo medico e della comunità scientifica, in ordine ai seguenti temi: la sua efficacia; quale sia l’uso più appropriato; come fare per non agire sotto l’impulso delle case produttrici;” 18 luglio 2007 link

    L’efficacia del vaccino è contestata da enti universitari della medicina ufficiale, oltre ai soliti antitutto, la contestazione si basa sul fatto che la fase sperimentale non sarebbe stata sufficiente all’approvazione del vaccino e a campagne di vaccinazione di massa. Infatti il tumore alla cervice dell’utero necessita di un numero dai 10 ai 15 anni per manifestarsi, il vaccino è stato sperimentato per 5 anni e di fatto adesso è monitorato sulle dodicenni che lo stanno assumendo.
    Attualmente si può parlare di vaccino contro il papilloma virus e non di vaccino contro il cancro cervicale.

    Che i cattolici siano contro il vaccino e i preservativi non toglie nulla alla controversia internazionale che è molto più seria e fondata su studi qualificati di cui in Italia si ha avuto solo un eco lontana.

    L’espresso

    Università di Harvard

    Università di Montreal

    Il vaccino è disponibile nelle farmacie da oltre un anno, inizialmente è stato fornito senza alcuna campagna di informazione, senza dire, ad esempio che è pressocché inutile se si ha già avuto contatto col virus. Adesso si è scoperto che il virus è trasmesso dall’uomo alla donna quindi si sta sbagliando target: sono gli uomini che andrebbero vaccinati. Ma gli studi sono stati fatti sulle donne (dai 16 ai 26, non sulle dodicenni)….

    etc etc etc.

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