Schizofrenie Consumistiche, Cellulari e Televisori in Offerta Speciale 37


Quella che vedete nel filmato è una coda d’attesa che si è formata in occasione dell’inaugurazione del primo Apple Megastore Giapponese, la più lunga coda d’attesa di cui si abbia notizia (ed una prova filmata a testarne la veridicità).

[youtube]7e2fBCeDONc[/youtube]
Naturalmente siamo in Giappone e naturalmente tutte le persone sono in fila senza cercare di passare avanti, lasciano addirittura lo spazio tra un marciapiede e l’altro per non bloccare le auto, e si tengono tutti allineati a sinistra per far passare gli altri pedoni.

Non so cosa possa spingere un uomo razionale a rimanere silenziosamente in coda, come una vacca al macello in attesa del colpo mortale, per acquistare un oggetto facilmente reperibile, allo stesso prezzo e nello stesso negozio, il giorno dopo o la settimana successiva e senza dover perdere l’intera giornata in fila, magari al freddo e sotto la pioggia. Sono però assolutamente certo del fatto che in Italia eventi simili non accadrebbero mai, questo perché la cultura informatica dell’italiano medio porta a considerare la Apple semplicemente come la venditrice del lettore mp3 più trendy che ci sia, ritengo perciò remota la possibilità che gli italiani possano scannarsi per un PC in offerta, tanto più di marca Apple. Tuttavia lo stesso italiano non esiterebbe a scatenarsi per un fiammante televisore LCD HD in offerta o magari per un cellulare venduto a prezzo speciale e pieno di funzioni che non userà mai; con una sola differenza: gli avventori italiani non agirebbero con altrettanto ordine e disciplina come i loro corrispettivi giapponesi.

[youtube]http://it.youtube.com/watch?v=q9NO-mRN5Lo&feature=related[/youtube]

Pregasi notare eventi a partire dal minuto 2.50 e finale con tanto di svenimento

Una volta, mio malgrado, ho vissuto sulla mia pelle eventi simili a quelli descritti nei video che corredano questo articolo, era uno dei giorni della settimana dedicati al nuoto, mi trovavo in auto con i genitori e con un mio amico e, mentre ci stavamo recando alla piscina comunale che si trovava in un paese prossimo alla città, divenni involontario testimone di una chiara forma di follia collettiva.

Infatti quel giorno, che per me era semplicemente un: “giorno piscina”, è stato, per qualche migliaio di individui, il giorno dell’inaugurazione del primo Iper Mercato cittadino, tra l’altro gestito da Cedis Puglia, azienda che poi ha fatto questa disonorevole fine.

Quel “giorno” non facemmo in tempo ad arrivare all’ingresso della strada che ci avrebbe portato verso la piscina che subito ci ritrovammo inbucati in un traffico da incubo. All’inizio pensammo ad un incidente, le auto avevano formato una tripla fila e la corsia opposta era ridotta ad uno stretto cunicolo attraverso il quale le auto che si dirigevano verso la città passavano a fatica.
L’idea dell’incidente ci venne in mente perché, molto lentamente ed a fatica, un’ambulanza a sirene rumorosamente spiegate stava cercando di infilarsi in mezzo a quel groviglio di lamiere ed il compagno dell’autista del mezzo di soccorso, sbraitò spazientito: “maledette teste di cazzo, qui c’è gente che sta morendo, spostatevi!”; ascoltando quelle parole provai un senso di ansia per chi era dentro quell’ambulanza o in attesa di essere soccorso, ma pensai: “dove si dovrebbero spostare? Non c’è un centrimetro libero”.

[youtube]http://it.youtube.com/watch?v=mVjpvriC76c[/youtube]

Mentre la saracinesca si chiude alcuni cercano di infilarsi, come se fosse questione di vita e di morte

Soltanto una volta arrivati in prossimità dell’ipermercato ci fu chiaro che la coda era causata dalla fila per entrare a far “shopping” e non da un terribile incidente, infatti, una volta superato l’ingresso del centro commerciale, la strada davanti a noi divenne improvvisamente libera, non fummo comunque in grado di arrivare alla piscina in orario, eravamo rimasti bloccati nel traffico per troppo tempo, così quel giorno la mia nuotata saltò.

Il dì successivo ero in giro con mio padre il quale ad un certo punto iniziò a parlare con un suo conoscente di quella lunghissima ed assurda coda, non ricordo se il conoscente fosse un dipendente del supermercato in questione, ma di certo raccontava gli eventi con un’enfasi pari a quella che si potrebbe riscontrare nei racconti di un avventuriero sopravvissuto alle proprie peripezie.

Mi rimase impressa questa frase:
“Ho visto due donne che si contendevano animatamente l’ultimo pacco di cartigenica in offerta”.

La mia mente tornò al giorno prima, pensai nuovamente all’uomo che probabilmente si trovava dentro al lettino dell’ambulanza a sirene spiegate e pensai: “chissà se si sarà salvato”. Ogni tanto ci penso ancora oggi, morire è un’immane tragedia, ma schiattare per consentire a due casalinghe di contendersi un rotolo di cartigenica in offerta è veramente un dramma senza fine.

Chi ottimisticamente pensava che la crisi e la recessione avrebbero portato ad un cambio di costumi e mentalità temo dovrà ricredersi, questa è la coda che si presentava all’apertura di un centro commerciale a Cesena il giorno 4 Dicembre 2008:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=tgecuLd-dHs[/youtube]

N.B. Questa è una versione riveduta e corretta di un articolo apparso su Doxaliber il 13/09/2006


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37 commenti su “Schizofrenie Consumistiche, Cellulari e Televisori in Offerta Speciale

  • Chiara di Notte - Klára

    Chi ottimisticamente pensava che la crisi e la recessione avrebbero portato ad un cambio di costumi e mentalità temo dovrà ricredersi,

    Ancora la VERA crisi non e’ stata percepita e di fatto non e’ arrivata. La gente tuttora spera che il Sovrano italico risolva tutto. Vive nel limbo della droga mediatica, ha ancora qualche risparmio e conserva (per il momento ma non sara’ per molto) il proprio posto di lavoro.

    Ma il terremoto e’ in atto, e lo tsunami sara’ devastante. Un effetto domino che non risparmiera’ nessuno. Ovviamente chi ha piu soldi resistera’ all’impatto, ma chi non ha capitali piu’ che consistenti e non ha uno stipendio sicuro sara’ spazzato via. Ed a poco serviranno i cellulari e gli LCD e tutte le stronzate di cui si riempiranno le case a Natale.

    Il 2009 sara’ l’anno buio, ma dato che la gente non se ne rende conto completamente, ancora vive portando avanti le abitudini di sempre. Soprattutto chi e’ abituato ad avere uno stipendio certo come, ad esempio, coloro che lavorano nel pubblico impiego.

    Comunque, posso dire che queste “code” mi fanno tanto ricordare quelle che nei paesi sovietici si formavano quando veniva distribuito qualcosa. E non e’ un buon segno. Sgnifica che la societa’ si sta adeguando ad un sistema di vita in cui le scelte sono determinate dall’alto. Un sistema totalitario dove le persone sono solo dei numeri e chi conta e decide tutto e’ il leader.

  • Framaulo

    @Chiara di Notte – Klára, volevo scrivere esattamente quello che hai scritto tu, dalla prima all’ultima parola 😀

    Confermo, la crisi economica è stata “subodorata”, ma non è ancora arrivata. Viviamo ancora la fase in cui i governi hanno sufficiente denaro per salvare le banche e i produttori di automobili dal fallimento. E se ci si preoccupa di dar da mangiare alle auto, e non alle persone, i tempi non sono ancora maturi.

  • diabolicoMarco

    A me sconvolgono le pubblicità in cui si parla di “grandi offerte” e di “occasioni irripetibili” riferendosi a televisori in vendita a “solo” 700 euro o telefoni “sottocosto” a 300 euro. Follia, follia pura.

    • Chiara di Notte - Klára

      @diabolicoMarco,

      Fra sei mesi, quella stessa roba, costera’ 1/3.

      E fra 12 mesi 1/5

      Ho da sempre adottato il sistema di non avere mai l’ultimo modello tecnologico ma di dfferire eventuali acquisti di almeno 12-15 mesi.

      Un buon sistema che mi permette di avere il meglio al minor prezzo possibile.

      Altra cosa che ritengo validissima e’ quella di non cambiare mai cio’ che puo’ essere riparato o migliorato. Ad esempio il PC al quale sono affezionata. Il mio modello e’ di 4 anni fa. Funziona benissimo e nel tempo ho solo sostituito quello che mi serviva per renderlo sempre efficente: Ra. Credo che un buon business nei prossimi anni sia quello delle cliniche del PC. Tecnici che lo mettono in grado di funzionare sempre al meglio utilizzando pezzi considerati obsoleti solo perche’ sono datati 6-12 mesi.

      La truffa della tecnologia deve finire. Basta con la moda di considerare vecchio tutto cio’ che ha piu’ di 12 mesi. Il telefonino ho dovuto cambiarlo per cause di forza maggiore. Avevo uno storico T28. Tutte le volte che lo tiravo fuori c’era chi mi guardava come fossi una pezzente e l’ho cambiato giusto un mese fa che’ ormai non funzionava piu’.

  • Emanuele

    seguendo il consiglio di Silvio (che esorta tutti a consumare), per il natale ho speso la bellezza di 0,00 euro

  • Adetrax

    Solo a vedere i filmati ho provato un senso di disagio, confesso che nel N. 1, dopo le prime 200-300 persone ho dubitato che fossero tutti in fila per un gadget, nel N. 2 mi aspettavo che qualcuno sopprimesse il commesso in piedi sul bancone, mentre nel N. 3 mi è mancato lo sfondamento della saracinesca con l’ariete come sarebbe probabilmente successo qualche secolo fa; nel N. 4 la situazione, per quanto assurda ha già una dimensione e una dinamica più umana.

    Certo pensare a come certi gruppi di persone possano considerare le questioni politico-sociali fa preoccupare; a questo punto nominiamo pure anche la trovata di un certo Fatuzzo, prontamente accolta dal Silvio silvestre, relativa alla distribuzione in piazza di pasta e altri generi alimentari per una raccolta di firme e accaparramenti pre-elettorali.

    Come dice il detto, quando si scambia qualcosa di non contrattabile per un pugno di lenticchie …

  • F.Maria Arouet

    Da quel che si legge pare che nessuno sappia esattamente in cosa consisterà e quanto durerà la “crisi”.
    Mentre l’opinione pubblica è già divisa tra “millenaristi” e “laici”.
    I millenaristi impegnati a sostenere che dopo la crisi niente sarà più come prima, lasciando intendere il diluvio universale e l’arca di Noè. Una cosa che sta tra il monito e la speranza che sia l’avvento di un mondo migliore.
    I laici a spiegare che lo scossone é determinato dai mutamenti intervenuti nella distribuzione dei pesi nel sistema geo-economico mondiale, che ridisegnerà nuove mappe del potere, dunque nuovi equilibri, dopodiche il mondo riprenderà la sua strada.
    Quali siano gli stati che ne avranno i danni maggiori per il momento non é dato di sapere. Quali gli strati sociali all’interno di uno stato, neppure. Sebbene alcuni sospetti ci siano.
    E’ un po’ come quando si manifestano le avvisaglie di un terremoto. La terra trema e la gente si agita, malgrado tutti sappiano che l’agitazione non ha mai procurato benefici a nessuno.
    La regola prima sarebbe di tenersi alla larga da tutto ciò che per essere eretto potrebbe crollare, si tratti di muri, o di banche, ma come si fa?
    E’ sicuramente banale, ma quando non dipende da noi, la cosa migliore da fare, forse, é di continuare a mettere un passo avanti l’altro, senza cambiare ritmo, aspettando che passi.

  • Salazar

    Nello stato sudamericano dove abito la crisi non c’é, ne é prevista. Si, c’é maretta nel mondo, quindi le teste d’uovo dell’economia nostrana hanno previsto un leggero decremento dell’incremento del PIL: per il 2009 si fermerà lievemente sotto al 7%. Queste sono le ultime previsioni, poi si vedrà.
    Non credo molto in quella cosa ambigua chiamata PIL: si arroga di ricavare ricchezza sempre nuova, anno dopo anno, all’infinito, da delle entità che sono finite (nel senso che hanno dei limiti naturali di produzione) come gli stati nazionali o il pianeta Terra. Ma tant’è.
    Come ho detto, qui la crisi non c’é, ma politici e consiglieri economici hanno deciso che bisogna comunque vendere più auto, e l’idea é stata di una semplicità geniale: invece di dare soldi, o di aiutare in qualche modo i produttori, hanno dirottato i fondi sulla tassa di circolazione, con conseguente taglio e diminuzione della spesa per gli utenti. Risultato: 50% (cinquantapercento!!) di vendite in più nell’ottobre di quest’anno rispetto all’ottobre dell’anno scorso.
    I produttori d’auto hanno venduto più auto, chi ha voluto ne ha comprata una nuova e chi si é tenuto l’auto vecchia ha risparmiato ugualmente. Sembra un po’ la quadratura del cerchio.

    • Chiara di Notte - Klára

      @Salazar,

      Per i mercati emergenti e’ previsto un tracollo… L’unica che forse reggera’ sara’ l’Argentina proprio grazie a quel default avuto di recente.

      Effetto positivo della crisi sara’ una discesa dei prezzi di tutte le materie prime. Cioe’ la bolla speculativa sui cereali causata dai biocombustibili si sgonfiera’ velocemente riportando il mondo, come prezzi, ai livelli economici di 7-8 anni fa.

      • Salazar

        @Chiara di Notte – Klára, i giornali economici di qua questo dicono, e questo io riporto.
        Dicono che la crisi sará superata grazie alla domanda interna che non é stata mai tanto forte dai tempi di Pedro Cabral.
        Poi chi vivrá vedrá.

        • Chiara di Notte - Klára

          @Salazar,

          i giornali economici di qua questo dicono, e questo io riporto.

          Spero per voi che abbiano ragione. Purtroppo pare che l’unica ricetta che i governanti in questo momento conoscono per frenare la crisi, sia quella della “propaganda” ottimista e dell’aiuto alle banche ad alle industrie automobilistiche.

          Cio’ vuol dire far piovere sul bagnato, poiche’ sia le prime che le seconde sono state quelle che negli ultimi anni hanno spolpato il mondo. Mentre la ricetta sarebbe di segno opposto e cioe’ quella di una redistribuzione della ricchezza togliendola agli spolpatori per riconsegnarla agli spolpati.

          Un ricco, come una rondine, non fa primavera e cento auto comprate a debito non incrementano niente se non l’immensa catena di Sant’Antonio basata sul fumo.

          100 persone mediamente povere useranno 100 paia di scarpe. Un sovrano, per quanto possa essere super ricco sempre un paio di scarpe alla volta portera’, e se il resto del popolo sara’ ridotto in miseria tutti gli altri cammineranno scalzi. E chi aveva un lavoro in una fabbrica di scarpe lo perdera’ perche’ non ci saranno abbastanza acquirenti. E questo inneschera’ un circolo vizioso creando altri poveri… all’infinito.

          L’economia non e’ cosi’ complessa come vogliono far credere lorsignori cosi’ da autoreferenziarsi come grandi esperti che’ senza di loro il mondo andrebbe a fondo.

          Grazie al loro operato le tasche della gente si sono vuotate e le loro riempite…
          Gioco di prestigio: “signore potrebbe essere cosi’ gentile da prestarmi un attimo il suo portafogli? Non tema glielo restituiro’ alla fine dello spettacocolo…. Sim sala bim! Ecco qua il portafogli e’ sparito…

          E tutti giu’ ad applaudire!!!

          Poi quando lo spettatore va a richiedere il suo portafogli gli dicono che l’illusionista ha fatto una magia ancor piu’ grande: e’ sparito pure lui.

          Il problema vero e’ il debito, pubblico e privato. Le ricette utili in situazione di grande dislivello sociale come adesso (problema che sara’ sempre piu’ accentuato non tanto nei paesi del terzo mondo dove gia’ ci convivono ma, soprattutto, in paesi industrializzati e considerati civili), sono sempre traumatiche e si va dalla cancellazione totale del debito (immaginati la faccia dei banchieri) alla grande patrimoniale (immaginati la faccia dei furbacchioni) all’eliminazione dei privilegi per chi negli anni ne ha accumulati a migliaia (immaginati la faccia dei politici).

          E tutto cio’ non puo’ avvenire per via parlamentare. Questo lo sanno tutti.

          • Salazar

            @Chiara di Notte – Klára

            Wow! Quanta veemenza: non ti preoccupare, nella rivoluzione prossima ventura sarò sicuramente vicino a te.

            Nel mio post ho riportato un modo ben diverso di aiuto della pioggia sul bagnato, non ti sembra?: niente soldi alle fabbriche di auto, ma alla gente. Poi chi vuol comprare la macchina nuova la compra, gli altri i soldi se li tengono, o ci comprano un po’ quello che gli gira.
            Ho riportato la cosa perché emblematica e ribalta la faccenda degli aiuti alle fabbriche di automobili come un calzino.

            Ho anch’io severi dubbi sulla durata di questa economia più finanziaria che produttiva, tutto fumo, teorie e astrazioni, ma adesso la mia vita analogica mi chiama e devo uscire dal digitale.
            Torno da te più tardi.

      • Salazar

        @Chiara di Notte – Klára

        La faccina che guarda in alto dice il contrario, ma io – come sai – mordo sempre l’esca:

        ve|e|mèn|za
        s.f.
        1 l’essere veemente; il manifestarsi, il muoversi con impeto, con forza violenta: la v. del vento, della corrente
        2a fig., impulsività, irruenza di carattere: la v. di una persona
        2b fig., aggressività, fervore: discutere, inveire con v.
        2c fig., focosità: la v. di una passione

        Non so bene come rispondere al tuo (veemente) post perché sono fondamentalmente d’accordo, quindi dovrei limitarmi ad un “si” non molto soddisfacente.
        Per farti capire quanto sono “comunista”, nel senso di contrario a questo tipo di economia, posso dirti che quando leggo che ENEL (o equivalenti nel mondo) ha prodotto 3 o 4 miliardi di utili m’incazzo. L’energia elettrica é come l’aria che respiriamo, ormai non é possibile vivere senza (chi non usa l’elettricità?), trovo immorale produrre degli utili sulle cose fondamentali della vita di tutti. Non c’é scelta: l’elettricità la devi avere, la devi pagare e qualcuno ci guadagna sopra. È esattamente come guadagnare sull’aria.

        • Chiara di Notte - Klára

          @Salazar,

          Cavolo! non ricordavo di aver scritto questo il 17 luglio scorso, cioe’ prima che scoppiasse la crisi finanziaria. E poi si dice che le zingare non sono preveggenti.

          Impariamo a capire una cosa: tutto parte da NOI, dal nostro “personale”. Se quello funziona allora possiamo sperare in una societa’ meno ingiusta.

          Bada bene che la gente fa in fretta a prendere le cattive abitudini, ma per quelle buone fa molta fatica.

          Il nostro “palazzo” e’ cio’ a cui noi dobbiamo dedicare la maggior parte del nostro interesse… ma NON TOTALMENTE.

          Lasciamo (ad esempio) una piccola parte del nostro interesse anche per il sociale. Per esempio: se io getto una cartaccia in mezzo alla strada, in quel momento penso A ME STESSA, alla mia pigrizia di non voler raggiungere il cestino dei rifiuti piu’ vicino, al fastidio di mettermela in tasca per gettarla successivamente. In termini SEMPLICI: agisco FREGANDOMENE della di tutti e di tutto.

          Ma il mio comportamento non e’ singolo. Viene reiterato da altri 60.000.000 di persone per cui, dopo un po’, la strada sara’ piena di cartacce e la comunita’, per pulire la strada, dovra’ consumare piu’ risorse pubbliche, spendendo piu’ soldi.

          Ancora: se io tutte le settimane prendo l’auto per fare 500 km, per fiondarmi su una spiaggia polverosa piena di cafoni urlanti, sicuramente soddisfo il mio PIACERE di stare insieme ai miei SIMILI, ma il mio comportamento e’ reiterato da 60.000.000 di persone, per cui in quei due giorni di week end, oltre a passarli quasi totalmente in coda sull’autostrada, consumero’ enormi risorse petrolifere INUTILMENTE.

          Qualcuno dira’: “ma dopo aver lavorato tutta la settimana potro’ permettermi un week end al mare?

          Io rispondo NO!

          Solo le nazioni RICCHE possono permettersi di avere agi. GLI SQUATTRINATI DEVONO STARE A CASA ED ATTENDERE TEMPI MIGLIORI.

          E l’Italia, ahime’, e’ ricca solo in minima parte. Tutto il resto si basa sull’indebitamento progressivo. Arrivera’ un giorno in cui le bollette ed i bollettini MENSILI supereranno di molto gli stipendi ed i salari della gente…
          E non ci sara’ piu’ nessuno che fara’ credito o concedera’ prestiti.

          A quel punto il palazzo crollera’.

          Per il momento, intanto, pare che le priorita’ italiche siano ALTRE: le impronte ai bimbi Rom, l’immunita’ per la casta dei parlamentari, e togliere le intercettazioni per i VIP…

          Loro dicono per TUTTI, ma chi vuoi che intercetti la gente “comune”?
          La gente comune non viene intercettata.

          http://chiara-di-notte.blogspot.com/2008/07/decrescita-costruttiva.html?showComment=1216308480000#c7691355005396258373

          PS: Veemenza vuol dire un sacco di cose. Toglierei “aggressivita’” ed “inveire”; il resto potrebbe anche andar bene.

          • Salazar

            @Chiara di Notte – Klára

            Il ragionamento non fa una grinza. Non vedo molto bene il nesso con il post precedente, ma prendiamolo come un intervento zen, per cui tutto é collegato e risolviamo il problema.
            Commentare la cosa? Certo: é tutta una questione di cultura e buon senso e rispetto. Una volta cultura e istruzione – e di conseguenza il rispetto – erano forniti dalla scuola ai pochi fortunati che potevano permetterselo. Ora tutti vanno a scuola, ma la scuola é passata in secondo piano perché il “vero” modo di vivere é fornito dalla televisione, e ancora più dalla pubblicità sfrenata in ogni dove e in ogni quando. Quindi ci si può immaginare che bellezza di modo di vivere, sempre sopra le righe ogni giorno e ad ogni costo: l’immagine vera/falsa da portarsi dietro é sacra ed inviolabile, se no che razza di figo sei. Il resto non conta.
            Meno male che la televisione sta morendo, sostituita da questo nuovo elettrodomestico chiamato computer. È stata molto utile la tivvú, il secolo scorso, ma ora il suo tempo lo ha già fatto.

            PS: beh, i tuoi scritti sono aggressivi, in un certo modo. O meglio dire redatti con fervore, quindi prenderei per buono quel “la veemenza di una passione”. Quanto ad “inveire”, qui la veemenza fa le veci di un acccrescitivo, ma é anche un mezzo nonsenso: “inveire con calma” sembra tanto un ossimoro.
            Alcuni anni fa avevo una fidanzata zingara, una sinti, anche lei a volte reagiva con veemenza. O forse era tutta colpa mia.

          • Chiara di Notte - Klára

            @Salazar,

            Non vedo molto bene il nesso con il post precedente, ma prendiamolo come un intervento zen, per cui tutto é collegato e risolviamo il problema.

            In effetti, a volte sono un po’ caotica.

            PS: forse con fervore, ma aggressivi no. L’aggressivita’ non fa parte del mio carattere, ma capisco che non e’ tanto il mio stato d’animo che conta, nel web, quanto quello di chi legge.

  • Pinocchio

    Siamo un pò pessimisti…….
    La macchina non è importante, ne basta avere una che ti porta a destinazione, il cellulare solo x emergenze, vacanze = come si sta bene a casa propria, vestiti per un anno si può resistere oppure senza grandi marche si può stare, colazioni al bar fanno pure male, cene al ristorante, ma non è più romantico a casa in due? credo però che nessuno farebbe a meno di internet:-)

    ecco chi rinuncerebbe al collegamento?

    • Chiara di Notte - Klára

      @Pinocchio,

      Il pessimismo e’ un fatto soggettivo. Per esempio, in tutto cio’ c’e’ anche chi ci vede un qualche aspetto positivo. 😀

      http://chiara-di-notte.blogspot.com/2008/07/decrescita-costruttiva.html

      Ottimismo o pessimismo pero’ non risolvono i problemi. Servono solo a a sistemare “emotivamente” le cose dentro di noi. I problemi si risolvono con le azioni o con le “non azioni”.

      Per esempio, io credo (diversamente da molti) che il “non votare” sia in certi casi piu’ utile del votare, ed allo stesso modo ritengo che il “non comprare” risolva piu’ velocemente certe storture del comprare.

      I prezzi in Italia, negli ultimi 7 anni, sono praticamente raddoppiati. C’e’ stata un’inflazione reale del 15% all’anno. Roba da Paesi del terzo mondo e che oltre all’Italia solo altre 2-3 nazioni in Europa, nonostante l’Euro, hanno avuto. Guarda caso tutte governate da governi di centrodestra.

      C’e’ chi parla che anche in Francia e’ stato cosi’, oppure anche in Germania…

      Non e’ vero.

      In Francia ed in Germania, gia’ prima dell’euro, i prezzi erano assai piu’ alti che in Italia. Pero’ i salari sono sempre stati maggiori.

      Adesso i prezzi in quelle nazioni sono addirittura inferiori.

      C’e’ chi dice che il casino l’ha combinato Prodi “accettando” di cambiare l’euro a 1900 e rotte lire invece di assicurarsi un cambio piu’ favorevole.

      Non e’ vero. Non poteva farlo.

      Il marco tedesco ai tempi dell’introduzione dell’euro valeva 970 lire. I tedeschi hanno cambiato l’euro a 2 marchi e di conseguenza gli italici hanno dovuto cambiarlo all’equivalente di 2 marchi.

      L’economia non e’ una roba complicata. Basta ragionarci un po’ e ci si accorge come tutto va al suo posto.

      Soprattutto, per ragionarci, non bisogna farsi drogare il cervello da chi ha tutto l’interesse affinche il popolo resti ignorante.

      Ed a questo punto c’e’ da chiedersi: questa gente che da anni sta spolpando il mondo, e’ possibile che desideri “il bene dell’umanita’” proprio adesso? Sono tutti diventati dei San Francesco?

      Ecco, chiediamoci perche’ cercano di convincere la gente consumare a tutti i costi e magari capiremo che la soluzione e’ proprio quella di non seguire i loro consigli.

      Per quanto riguarda la connessione, oggi e’ come un senso aggiuntivo. Non averla significherebbe non avere la possibilita’ di parlare e di ascoltare. Internet e’ ancora un luogo ove le idee circolano in modo “naturale” e non artefatto da lorsignori.

      Forse sara’ anche per questo motivo che il nuovo Sovrano italico ha intenzione di regolamentarne (a suo modo) l’uso.

      • Pinocchio

        @Chiara di Notte – Klára,

        Vero, ognuno di noi vede la situazione in forma diversa, credo dipenda dalla posizione economica/lavorativa personale.
        Non è corretto chiedere al popolo di spendere, sapendo che non vi è certezza per il futuro, l’economia deve girare, ma fare i propri interessi a discapito degli altri è molto scorretto.

        Stiamo entrando nell’imbuto e qui mi fermo perché la fine non la vedo…….
        Farei molta fatica anch io a privarmi di internet:-)

        per il resto, anche i momenti più bui sono delle opportunità per chi li sà sfruttare.
        Buon Natale

    • Doxaliber

      @Pinocchio, ammetto che per me rinunciare ad internet sarebbe davvero difficile, anche perché bene o male internet fa parte del mio lavoro..

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