Scelta Nucleare Italiana. Dopo 22 Anni Chernobyl è Ancora una Minaccia per Tutto il Continente. I nuklearisti dell’Ultima Ora lo Sanno? 34


Era la primavera del 1986. Io ero piccolo allora, avevo 5 anni. Eppure mi ricordo quel giorno strano, durante il quale mia madre (con la premura tipica di un genitore) mi proibì di uscire di casa perché a suo dire “era pericoloso”. Ricordo anche che per qualche tempo non mangiammo più gli ortaggi che crescevano nell’orto e non bevemmo latte. Io all’epoca non capivo molto, specialmente quando alla TV sentivo parlare di un luogo dal nome strano come Chernobyl, che sembrava collegato a quelle strane disposizioni.

Il disastro della centrale nucleare ucraina (all’epoca faceva parte dell’URSS) è un evento che è difficile non ricordare. Non va dimenticato, come non vanno dimenticate tutte quelle persone che si sono sacrificate (a volte inconsapevolmente, altre no) mettendosi a rimuovere grafite radioattiva a mani nude o poco più. Il video seguente, girato dal regista Vladimir Shevchenko, mostra immagini immediatamente successive al disastro. Questa persona non sapeva con che cosa aveva a che fare. Per girare queste immagini, ha assorbito dosi letali di radiazioni che lo hanno ucciso in pochi giorni. E’stato seppellito assieme alle sue telecamere, radioattive come chi le ha maneggiate.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=nbCcutzXzYg[/youtube]

Perché parlo di Chernobyl? Perché, e forse molti questo non lo sanno, il problema di Chernobyl è ancora attuale. Quando si parla di radioattività ci si scontra con fenomeni molto complessi dal punto di vista scientifico, fenomeni che coinvolgono energie e durate enormi. Uno di questi concetti è il tempo di dimezzamento.

Per farla breve e semplificando, un elemento chimico è radioattivo quando l’atomo che lo compone è instabile ed emette energia sotto forma di radiazioni. Questa emissione energetica, oltre all’emissione della radiazione, causa un “decadimento” dell’atomo, che trasmuta in un altro elemento. Il processo porta quindi (anche attraverso più passaggi) ad avere alla fine un atomo stabile e non radioattivo. Ad esempio, l’Uranio-238 (radioattivo) si converte (passando per elementi intermedi) in Piombo-206 (stabile).

Il tempo di dimezzamento è definito come il tempo impiegato da una certa massa di materiale (ad esempio, 1 Kg di Uranio-238) a trasmutare per metà nell’elemento stabile cui è destinato diventare. Va da sé che durante questo periodo l’emissione di radiazioni continua, pur diminuendo a mano a mano che la quota di elementi stabili cresce (e quella di atomi radioattivi, contestualmente, decresce).

Ebbene, parlando di elementi radioattivi, scopriamo che per alcuni il tempo di dimezzamento è di pochi giorni, per altri si parla di mesi, per altri ancora di anni … fino ad arrivare a cifre astronomiche. L’Uranio 238, ad esempio, ha un tempo di dimezzamento di quattro-virgola-cinque MILIARDI di anni. Praticamente, è l’età del Sistema Solare.

Questo significa che se oggi ho 1 Kg di Uranio 238, fra 4.5 miliardi di anni questa massa sarà composta da 0.5 Kg di Uranio 238 e 0.5 Kg di Piombo 206. Tra 9 miliardi di anni, si avranno 0.25 Kg di U238 e il resto di Pb206 … e così via.

Ma torniamo a Chernobyl. Durante l’incidente del 1986, la reazione controllata che alimenta la centrale nucleare è andata fuori controllo. Le temperature generate sono schizzate alle stelle e praticamente il nocciolo del reattore (quello contenente il combustibile radioattivo) è fuso assieme alla struttura della centrale e all’involucro di contenimento. In questo modo il materiale fissile è entrato in contatto con l’atmosfera e si è disperso, causando la contaminazione che ben tutti conosciamo.

Per fermare la fuoriuscita, è stato costruito un “sarcofago” di cemento armato attorno al reattore collassato. Il cemento armato, infatti, è in grado di arrestare l’irraggiamento delle radiazioni. Il problema è che l’involucro attualmente presente fu progettato solamente per resistere 30 anni in funzione provvisoria, in attesa di costruire una struttura permanente, più solida e resistente. Nel frattempo la storia ha detto la sua, l’URSS è crollata e siamo arrivati ai nostri giorni.

Tutto questo non ha nulla a che vedere con la fisica. Lo “scioglimento” del reattore ha fatto sì che l’intera struttura (comprendente il combustibile nucleare) collassasse verso il sottosuolo (minacciando, peraltro, di raggiungere le falde acquifere). Successive esplorazioni hanno mostrato a tutti le immagini del cosiddetto “Piede d’elefante”, un mostruoso ammasso di materiale fuso altamente radioattivo. E tale resterà, per MIGLIAIA di anni.

Si tenga presente che questa foto è stata scattata con l’ausilio di un robot. E’ impossibile per un essere umano avvicinarsi a questo mostro: esso emette radiazioni nell’ordine di circa 10.000 Röntgen/ora. Durante una normale radiografia, si è esposti a una radiazione di circa 500 milliRöntgen (l’equivalente di ventimila radiografie in un’ora, quindi). Chiunque si trovasse esposto direttamente a un’irradiazione di tale entità, morirebbe nel giro di pochi minuti.

Si stima che il “Piede d’elefante” sia composto da un “cocktail” letale di isotopi altamente radioattivi

E’ inutile dire che se il sarcofago attuale crollasse, cosa tutt’altro che irrealistica, ci troveremmo di fronte a una nuova, terribile catastrofe, riguardante non solo i paesi limitrofi all’ex reattore nucleare.

La struttura attuale è piena di buchi e crepe, e non sarebbe assolutamente in grado di resistere a un terremoto equivalente o superiore al 6°grado della scala Richter. Si stima che un terremoto di tale intensità colpisca la regione di Pripyat (dove si trova la centrale) una volta ogni cent’anni. La statistica non dice nulla sul fatto che questo terremoto avvenga o no, nè che avvenga tra un’ora.

Dal 1997 c’è un progetto internazionale volto alla costruzione di un nuovo, più sicuro sarcofago. Tuttavia, come sempre, la burocrazia e gli enormi costi da sostenere rallentano la realizzazione dell’opera. Ad oggi, la struttura esistente è stata rinforzata con opere provvisorie, che non eliminano i rischi maggiori.

Poco meno di un anno fa (a più di vent’anni dal disastro) la ditta francese Novarka si è aggiudicata il mega-appalto da più di un miliardo di euro relativo alla nuova costruzione. Ho cercato qualche notizia più recente per saperne di più, ma non l’ho trovata, al momento.

Per concludere, segnalo un reportage fotografico nelle zone abbandonate. Le foto sono state scattate nella primavera del 2008, qualche mese fa. Illustrano atmosfere degne di alcuni racconti ballardiani, ma è la realtà.

fonte Vortexmind.net


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34 commenti su “Scelta Nucleare Italiana. Dopo 22 Anni Chernobyl è Ancora una Minaccia per Tutto il Continente. I nuklearisti dell’Ultima Ora lo Sanno?

  • marco

    Cari redattori di MC, cari tutti. La nostra comune amica Luna (in arte Rejoice che a volte scrive per voi) mi ha cosnigliato di farvi visita. Proprio riguardo al tema del post vi chiedo allora aiuto nell’interesse della collettività.. e della scienza!

    In molti non lo sanno, con ogni probailità nenache i politici. Non lo sa Grillo (da me comunque informato) non lo sa Berlusconi ne la prestigiacomo, ne scajola, ne larussa, frattini, Letta (da me informati), ne una sfilza di giornalisti da me interpellati a diverso titolo (fatta eccezione per antonio socci che a onor del vero è stato l’unico ad occuparsi della notizia su libero), persino i ricercatori di settore ignorano (senza colpa probabilmente) quello che qui in italia abbiamo scoperto/inventato in casa CNR.

    Tra il 2003 e il 2007 il CNR ha condotto con l’ausilio dell’esercito italiano, delle esperienze in campo fisico che:

    – hanno permesso di ricavare neutroni dal cloruro di ferro (circa 300 grammi) in quantità doppia rispetto a quelli ricavati da un reattore nucleare di studio (che impiega circa 30 kg di uranio) in dotazione al centro Enea della Casaccia a Roma.

    – hanno permesso di verificare che i neutroni prodotti NON hanno dato origine ad alcun tipo di radiazione alfa beta o gamma (soprattutto gamma visto che l’emissione di neutroni è sempre accompagnata da questo tipo di radazioni) (!!!).

    – Hanno pertanto prodotto energia nucleare pulita, da combustibili puliti (ferro) e senza scorie radioattive

    – hanno rivelato un impressionante effetto spurio (ulteriore proprietà del fenomeno indagato) in relazione al quale materiale fissile (il torio 228) sottoposto alle stesse sollecitazioni del cloruro di ferro É DECADUTO IN ALTRO MATERIALE NON RADIOATTIVO DOPO 90 MIN. DI TRATTAMENTO INVECE CHE NEI NATURALI DUE ANNI!! Si pensi come l’applicazione potrebbe quindi rispondere al problema dello stoccaggio delle scorie (semplicemente non dovrebbero essere più stoccate ma “trattate”).

    – hanno fornito una quantità di spunti impressionanti circa

    A) le ipotesi di sfruttamento con costi di produzione assolutamente competitivi rispetto al nucleare fissile (convenzionale)
    B) le ulteriori indagini possibili in campo squisitamente scientifico, considerata la fenomenologia assolutamente nuova. Siamo infatti in presenza di reazioni nucleari di tipo sconosciuto, forse epocali.

    Ultima sconcertante notizia è che queste scoperte SONO PROPRIETA’ DEL GOVERNO ITALIANO. I brevetti di sfruttamento a titolarità 100% CNR sono disponibili in rete sul sito del Centro Nazionale delle Ricerche per l’appunto.

    Non potendo dilungarmi ulteriormente a causa della specificità dell’argomento e dei suoi importanti contenuti tecnici, chiedo solo di:

    venire a consultare il materiale (tecnico si, ma estremamente accessibile a chiunque disponga di una cultura media) e di conseguenza diffondere per come possibile la notizia, sollecitare il popolo italiano, stimolare che si conosce , effettuare insomma un passa parola, reale, virtuale, in rete e fuori dalla rete per informare, informare informare.

    Qui ci sono i link da cui potete prelevare tutto quanto troverete utile alla diffusione (documenti tecnici (scaricabili in lingia inglese), un libro semidivulgativo breve (scaricabile in italiano formato word)con i resoconti delle esperienze e dell’arco di tempo in cui queste sono state sviluppate, un filmato diviso in tre parti).

    links:

    http://www.redhero.splinder.com/post/17182366

    http://www.redhero.splinder.com/post/17231896

    http://www.redhero.splinder.com/post/17293399

    http://www.redhero.splinder.com/post/17305384

    spero realmente che potrete e vorrete contribuire alla conoscenza del fenomeno e alle speranze energetiche del paese ad esso connesse (speranze probabilmente non solo di questo paese).

    Grazie
    Marco Curione

  • Vortexmind

    Ora ho poco tempo e guarderò sicuramente stasera, però da un’occhiata veloce ho visto che si tira in ballo il fenomeno della “sonoluminescenza” : una cosa intrigante, perchè a proposito ho letto di recente un libro di un matematico inglese che parlava di questo curioso fenomeno … grazie per il contributo!

      • Comandante Nebbia

        Sinceramente non è il mio campo. L’ho approcciata come radiazione di vuoto quantistico, ma si tratta di un argomento marginale, estraneo al mio percorso formativo e quindi non vorrei dire sciocchezze.

        Ho dato uno sguardo al sito segnalato e ci sono alcune affermazioni categoriche che mi hanno lasciato un po’ perplesso come quella che è stata estratta più energia da pochi grammi di cloruro di ferro che da 30 kg di uranio.

        Sinceramente credo che se la tecnologia fosse cost effective sarebbe già in uso. Come ho già detto in altre occasioni, potrebbe anche essere vero che chi detiene il monopolio dell’energia non incoraggi tecnologie concorrenti, ma questo non può essere sufficiente a bloccarle. Infatti il nucleare è una tecnologia concorrente a quella degli idrocarburi eppure è in uso. E’ ovvio che chi non gestisce i rubinetti del petrolio, si adopererebbe al massimo per lo sviluppo di una tecnologia concorrente.

        Nella storia della scienza non esiste ancora, per quello che mi risulti, alcuna tecnologia che sia rimasta segreta al grande pubblico per un tempo troppo lungo.
        Persino le ricerche militari trovano rapidamente un impiego civile perché la conoscenza circola comunque, a prescindere dai giuramenti e dai vincoli di segretezza.

        Dalla visione del sito non sono riuscito a capire le qualifiche accademiche di Marco e il motivo per il quale la tecnologia sarebbe ignorata.

        Secondo me, potrebbe trattarsi dell’ennesimo caso di tecnologia con buone prospettive, ma che richiede ancora consistenti investimenti per essere ammessa alla produzione di regime. Un po’ come la fusione.

        • Vortexmind

          Bo io ne so ancora meno di te nel campo (penso DECISAMENTE meno), eppure anche io rimango perplesso di fronte a certe affermazioni. Tra le altre cose mi pare di aver capito che con questo metodo sarebbero in grado di modificare il tempo di dimezzamento (sperimentato sul Torio) … il cui andamento a quanto ne so io non è invece influenzato da alcuna variabile a noi attualmente nota (per di più, fosse come dicono, le varie datazioni che sfruttano questo fenomeno andrebbero a quel paese).

          Eppure mi pare si faccia riferimento anche a brevetti depositati dal CNR … bo ?? Troppo bello per essere vero? 🙂

          Io di radiazione del vuoto ho letto solo su quel libro di cui parlavo sopra. Non ci ho ancora capito praticamente nulla 😀

        • marco

          cari com. Nebbia e Vortex, se scaricherete il volumetto disponibile su uno di quei link leggerete che al momento siamo poco piu’ avanti di come lo era Fermi nel ’42. Cio’ non toglie che gli aspetti nuovi, su un nuovo tipo di fisica, devono essere indagati. Lo sfruttamento tecnologico e’ secondario (se pur importante). Io trovo necessario solo che se ne parli, quanto piu’ possibile. Se avrete pazienza vederete in quei link le immagini dei brevetti di sfruttamento CNR. L’unica cosa che chiedo e’ la diffusione del fenomeno. Al momento le vie piu’ promettenti ad un nucleare alternativo sono quelle di Taleyarkhan in America e di Arata in Giappone. Li le investigazioni state certe che non sarano lesinate. Qui in italia non pretendiamo di tirare fuori neutroni dal palladio (costoso come l’oro) ma dal ferro….
          Vi ringrazio comunque delle visite ma cio’ che importa e’ la sollecitazione dell’opinione pubblica.
          Grazie ancora.

          red

          • Comandante Nebbia

            al momento siamo poco piu’ avanti di come lo era Fermi nel ‘42.

            Salve Marco,
            è una buona notizia. Ne prendo atto. Potrei conoscere le sue qualifiche accademiche? Grazie.

          • marco

            Caro capt. Nebbia, ti accontento volentieri. I miei titoli accademici sono ultra ordinari (maturità scientifica e stop). Ho una passione per le scienze fisiche e mi interesso di epistemologia, cosmologia e filosofia. Un certo interesse per le neuroscienze, scarso per la biologia. Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente il prof. Cardone con il quale è nato uno spontaneo rapporto di “stimamicizia” (forse a causa dei miei interessi o del suo modo di trasmetterli o entrambe le cose).
            Riguardo le reazioni piezonucleari quanto riportato sul mio blog è massimamente attinto dalla fonte Cardone-Mignani per l’appunto. Ciò che mi muove spingendomi a disturbare in casa d’altri è la rabbia. Scoperte di un certo tipo non possono essere ignorate, rimanere nell’oscurità, perchè diventa allora ragionevole il sospetto di un possibile “oscurantismo” più mirato che casuale….
            Un saluto

          • ema aka mascherabianca

            interessantissima cosa ma che impatto avrebbe? il biodiesel permetterebbe di non utilizzare il petrolio ma aumenta il costo dei beni legati a mais e altre piante. Se anche il ferro venisse inserito nella corsa alla produzione di energie alternative come si sopravvive? Penso che vi sia una percentuale di aumento dovuta al fatto che ci si approfitti della situazione però…

            Ma come si spiega la non produzione di raggi gamma nonostante la generazione di neutroni?

            Ps ho letto solo il primo link postato…

          • marco

            molto sensata la tua osservazione mascherabianca sul dubbio dell’assenza di raggi gamma contemporanea alla presenza dei neutroni: ti riporto quanto affermato dal Prof. Cardone stesso a riguardo:

            una ipotesi è che il ferro si “divida” ma non si “fissioni” in due alluminio più due neutroni che fuoriescono dal reattore. questa sarebbe una reazione bilanciata dal punto di vista dei neutroni e dei protoni ma di tipo ASSOLUTAMENTE NUOVO che potrebbe essere denominata in modo altrettanto nuovo come “nucleolisi” (ad esempio).

            red

          • marco

            Per l’amico comandante Nebbia.

            Ne intravedo tre:

            a) lo stato delle conoscenze è ragionevolmente distante dalla possiibilità di uno sfruttamento industriale del fenomeno

            b) gli interessi energetico-speculativi attuali oil-oriented sono estramemente radicati nonostante la sensibilità e i problemi di approvvigionamento, ambientali e geopolitici

            c) questa ultima sembra la meno pericolosa ma a me da i brividi. Ci sono interessi mondiali sulla ricerca di un nucleare pulito e realmente e definitvamente sostitutivo del petrolio (arata – taleyarkhan). Queste si spingono in direzioni che richiedono tre controlli vitali: il controllo dei traguardi raggiunti (da un punto di vista politico/mediatico) il controllo della diffusione delle tecnologie idonee allo sfruttamento, e il controllo degli approvvigionamenti. Questa è la peggiore di tutte, la meno prevedibile, la più determinante e determinata e senza esclusione di colpi (nel passato il carbone ce lo avevano tutti, successivamente il petrolio era cocnentrato in aree geopolitiche più o meno equilibrate -medioriente russia america) e ora ritorna lo “spauracchio” di una nuova abbondanza di combutibili quasi omogeneamente distribuiti….. brrrrrr (e i monopoli tanto faticosamente costruiti???)

            a meno che non si resca a dimostrare che il palladio o il semidefunto takomak (ve lo ricordate) non siano la “vera via”.
            mmah..

  • simona_rm

    Prima di tutto, ringrazio Marco per la segnalazione. Quando avrò continuità di tempo andrò a leggere i links. (avevo letto qualcosa in passato e li pensavo esperimenti secretati per mantenere l’esclusività del brevetto CNR)

    Ma così, a volo di TORDO (tanto per dire a volo di uccello un po’ ingenuo e stupidotto), volevo dire la mia.

    Il filo conduttore delle ricerche sul nucleare nel ns paese, mi sembra sia stato l’abbattimento della pericolosità delle scorie.
    Ora, ammesso che questo obiettivo sia stato raggiunto con lo sfruttamento dei sali di Fe, si apre il dibattito su più di un problema:

    UNO, che potrebbe derivare dall’approvvigionamento delle materie prime.
    Velocemente -in rete- ho cercato quali fossero i maggiori produttori/distributori di Fe. Hanno vinto India e Cina (ma mi impegno a cercare meglio).
    Se fosse vero, questo determinerebbe una dipendenza da paesi “industrializzandi”, dei quali stiamo già scontando la supremazia economica e la cui pressione di sviluppo ha già fatto saltare l’equilibrio del mercato mondiale dei metalli, senza distinzione tra estrazione e siderurgici (in particolare Cu e ghisa aumentano con una progressione quasi geometrica).

    Ammesso invece che sono una cialtrona e tutto quello soprascritto è solo frutto di una mia paura (millenarismo cosmico…..)

    Analizzo il problema DUE. Quello che sento più prossimo a me.
    L’aver raggiunto il traguardo di un “nucleare pulito” non basta a fare di questo l’energia del futuro.
    Trovo sbagliato il principio di partenza di questa fonte (e del greggio e del carbone e del metano, e ecc.): CONTINUARE A PRODURRE ENERGIA DA RISORSE TERRESTRI LIMITATE NEL TEMPO E NELLO SPAZIO E QUINDI NON-RINNOVABILI.
    Questo non è -e non potrà mai essere- il fondamento di un piano energetico futuribile.
    Questa è solo ENTROPIA.
    L’unico modo, per non “scaricare” il pianeta e ricondurre l’umanità ad una forma di progresso sostenibile, è guardare alle fonti rinnovabili.
    SOLE, VENTO, ACQUA.
    Nessuna produce scorie. I costi sono sostenibili. Le tecnologie ci sono.
    L’intenzione del governo no.
    L’interesse dei pochi che detengono l’oligopolio delle risorse in esaurimento è di sfruttarle fino all’ultimo e fino a quando non avranno creato presupposti per monopolizzare le “rinnovabili”.
    Vi sembra fanta-socio-economico-politica, lo so. Ma ve l’ho detto che oggi mi sento cialtrona….

    Pochi giorni fa -proprio su MC- si scriveva di Rubbia e del suo progetto con il CIEMAT……..Ah la Spagna………Ci stiamo ancora domandando perchè LEI è in Europa E NOI NO?

    CIALTRONESCAMENTE VOSTRA
    simona

    @Nebbia
    PS: Comandante ripassa, perchè se nei links ci trovo documenti troppo scientifici per il mio cervellino, chiederò spiegazioni a te. Fila a studiare. 🙂

    • tritumbani

      a voler essere pignoli, il sole è l’unica fonte di energia da cui poi derivano tutte le altre e tanto vale rivolgersi direttamente all’origine.
      a voler essere ancora più pignoli, non esistono fonti di energia rinnovabile, visto che hai parlato di entropia.

      A mio avviso il problema è solo 1
      Avremo il tempo di riconvertire la nostra civiltà prima della fine del petrolio? altrimenti tutte le ipotesi fantapolitiche sono possibili anzi probabili

      La tecnologia ormai tra idrogeno e celle a combustibile c’è

      vorrei porre un problemino aggiuntivo
      Qaulcuno si è chiesto da dove arrivano i fertilizzanti per l’agricoltura e la plastica?

      • simona_rm

        “a voler essere ancora più pignoli, non esistono fonti di energia rinnovabile,”

        Giusta puntualizzazione, andrebbero chiamate in altro modo.

        “Qaulcuno si è chiesto da dove arrivano i fertilizzanti per l’agricoltura e la plastica?”

        Si.
        Il 70% del petrolio estratto diventa combustibile per trasporti, il 30% diventa “altro” (non solo materie plastiche). Anche il Fe ha numerose applicazioni che esulano dalla siderurgia (Vero che è uno dei metalli più diffusi sulla terra, ma pare sia rarissimo allo stato puro).

        Inoltre, per realizzare le tecnologie necessarie allo sfruttamento delle fonti alternative, petrolio e suoi derivati sono indispensabili…….

        Vi rimando all’intervista di A. Di Fazio (Fisico c/o INAF) su alternativ@mente

    • Adetrax

      A dire il vero, circa due settimane fa Fully aveva gia’ segnalato il sito in un commento a un articolo su Rubbia, tuttavia la segnalazione di Marco e’ ottima per la divulgazione perche’ e’ molto piu’ evidente e completa.

      Per quanto riguarda l’obiezione sull’uso di materiali in quantita’ finite come fonti di energia, bisogna dire che tutto e’ finito o quasi nell’universo, nel senso che prima o poi si trasforma in qualche cos’altro; basta solo stabilire in quanto tempo.

      Per i materiali ferrosi questo limite e’ sicuramente altissimo in quanto enormemente piu’ diffusi dell’uranio e altri materiali radioattivi.

      Le cosiddette fonti rinnovabili non sono proprio gratuite nel senso che anche gli impianti per sfruttarle costano e hanno una durata limitata nel tempo.

      Per questo motivo la filosofia di progettazione e gli accorgimenti tecnici attuati nella costruzione di questi impianti sono estremamente importanti per aumentare la loro convenienza economica.

    • gda

      kLeggevo, tempo fa, un rapporto del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti,secondo il quale, “per quel che concerne la conversione diretta di radiazione solare in elettricità, basata sull’effetto fotovoltaico, la difficoltà sta proprio negli elevati costi delle celle solari la cui produzione richiede infrastrutture e sopporto tecnico molto raffinati.
      LlQueste limitazioni sono attribuibili alla relativa immaturità della tecnologia fotovoltaica, a differenza della maggior parte delle altre fonti di energia dove le tecnologie sono relativamente mature e vicine ai propri limiti teorici, lo sfruttamento dell’energia solare offre ancora enormi margini di miglioramento:
      le migliori celle solari ottenibili sul mercato (in silicio cristallino) convertono meno del 20% dell’energia solare che li investe, a fronte di un 40% teoricamente possibile.
      Prototipi di laboratorio basati su raffinate architetture dei dispositivi, teoricamente capaci di efficienze superiori al 60% raggiungono oggi circa il 40% di efficienza ma a costi proibitivi per la diffusione su larga scala.
      Il compromesso illustrato qui tra efficienza e costo rispecchia in effetti lo stato attuale delle cose, ma non è un limite intrinseco di questa tecnologia e la buona notizia è che ci solo soluzioni in vista.”
      Un’idea è quella di ridurre i costi riducendo la quantità di materiale “attivo” (in generale un semiconduttore, il quale media la conversione della radiazione solare in corrente elettrica) necessaria alla fabbricazione della cella fotovoltaica.Alcuni modelli solari basati su film sottili di semiconduttore sono già in commercio anche se il costo per unità di potenza non è ancora tale da renderli competitivi rispetto all’energia convenzionale.
      In un altro approccio il materiale attivo è un polimero semiconduttore; il vantaggio è che i polimeri(essenzialmente plastiche) sono economici ed i processi di lavorazione semplici. La limitazione attuale di questo approccio è la bassa efficienza che si attesta a circa il 5%.
      Tuttavia considerato il bassissimo costo della materia prima anche raggiungere un obiettivo come l’8-10% nei prossimi anni renderà questa teconologia molto competitiva e adatta alla diffusione su larga scala anche inn paesi in via di sviluppo.
      Infine è importante menzionare l’utilizzo di materiali in cui le strutture caratteristiche sono su scala nanometrica. Questo approccio è tra i più promettenti, essenzialmente per la ragione che i meccanismi fisici che sottendono all’effetto fotovoltaico avvengono a livello nanometrico, sicché la recente capacità che i ricercatori hanno acquisito di controllare la materia a questa scala può essere capitalizzata, offrendo un intero orizzonte di nuove possibilità.”
      La questione energetica deve essere risolta avviando ANCHE un rallentamento dei consumi sia attraverso soluzioni tecnologiche (apparecchiature, illuminizione, automobili etc.)ad alta efficienza, sia attraverso programmi di educazione, sensibilizzazione ed incentivi.
      E’
      Luna

      p.s. Un abbraccio a Marco, il mio scienziato preferito! 🙂

      (

  • scors1

    un amico che lavora in rai mi racconta che la squadra di operatori /tecnici che partirono da roma per girare i reportage sull’incidente sono quasi tutti morti di cancro, tranne uno. Non gli diedero nessuna protezione s si contaminarono.Qualcuno ne sa qualcosa o sono bufale da corridoio ?

  • Adetrax

    Certo che quel reattore e’ ancora una minaccia e a mio avviso la stima di 4000 morti in 80 anni e’ alquanto bassa (ci aggiungerei tranquillamente uno zero), senza contare le decine di migliaia di persone comunque debilitate a causa dei tumori diagnosticati.

    Nel disastro di Chernobyl si e’ voluta sfidare la sorte in piu’ modi, basta leggere la lista delle violazioni delle procedure di sicurezza, dalla progettazione fino all’esperimento attuato leggerezza.

  • ema aka mascherabianca

    posso fare un commento basato sul sito segnalato. Ma non so se sia fattibile sta cosa. Avendo osservato che il torio si dimezza in molto meno tempo grazie alle “vibrazioni ultrasoniche indotte” non si potrebbe creare un sistema che le invii alla zampa di elefante che c’è nel core della centrale di cernobill? Sarebbe possibile oppure la presenza di impurità di vario genere comprometterebbe il sistema? oppure vi sono problemi relativi alla liberazione di energia da una quantità così grande di materiale “fissile”. Oppure ci potrebbero essere problemi per la “lieve” quantità di radioattività di cui è impregnato il sarcofago? Penso sia fantascienza ma potrebbe essere una possibile soluzione alternativa a rifare ogni tot anni colate di cemento una sull’altra? Ci ho pensato stamattina e visto che la mia mente più che critica era (in realtà lo è ancora) devastata dal sonno non ho idea di quanto poco intelligente possa essere…

    • marco

      beh tu capisci che bisognerebbe trasformare tutta l’area interessata in una nuova camera di cavitazione nucleare (forse milioni di metri cubi) ed immersa in acqua…… poi ci sarebbe il problema di costruire un sonotrodo cavitatore di dimensioni prporzionate (non oso pensare alla quantita’ di energia necessaria per attivarlo (!)
      Magari converrebbe di piu’ trasportare tutto il materiale radioattivo in una camera di reazione di dimensioni piu’ “umane” ma la cosa sarebbe ancora piu’ problematica.
      Non devi dimenticare che quanto finora indagato e verificato e’ stato possibile in spazi di poche decine di cm ^3 e con non poche difficolta’ tecniche (la temperatura del sonotrodo e gli accorgimenti per il raffreddamento ad esempio). Attualmente il CNR credo stia proprio sperimentando come far decadere materiale radioattivo in inerte sulla base del fenomeno fisico, ma si tratta di concepire una macchina del tutto nuova che si trasforma da strumento di indagine a tecnologia di sfruttamento. Il passo e’ notevole.
      Non bisogna demordere

      • ema aka mascherabianca

        beh ovviamente la mia era solo un’ipotesi ignorando l’attuale situazione dello sviluppo degli strumenti per rendere possibile questo processo. Direi che le prospettive sono buone ma i tempi sono non brevi mi sa. soprattutto se i fondi per la ricerca vanno ad alitalia come prestito ponte… Cmq in teoria sarebbe sconveniente far decadere tutto “il piede d’elefante” in un colpo solo, (qua dovrei virgolettare tutto visti i termini osceni che uso) anche perchè la quantità di energia prodotta sarebbe abbastanza elevata. Continuando sulla fantascienza, o poco meno, direi che si potrebbe usare robot per spezzettare sta massa malefica e dopo di che sempre tramite sti robot in un secondo sarcofago in cui è stata allestita una camera di questo tipo far decadere sto materiale. I tempi non sarebbero proprio brevissimi ma potrebbe essere quasi fattibile dopo un periodo non troppo lungo di sviluppo. usando una sperimentazione, se così si potrebbe chiamare la bonifica di chernobyl, finalmente l’ho scritto forse bene, farebbe si che ogni centrale nucleare venga equipaggiata da un sistema del genere di piccole dimensioni che in caso di fuoriuscita d ipiccole quantità di materiale radioattivo permetta una sua bonifica in tempi “rapidi”.

        sulla finitezza degli elementi come già detto un conto è considerare il petrolio, limitato e forse in esaurimento, o l’uranio che è presente in quantità non proprio incoraggianti nel mondo, un conto il ferro che in teoria costituisce una percentuale non indifferente della composizione della terra e si potrebbe considerare inesauribile soprattutto se la proporzione di energia prodotta e dell’ordine di grandezza scritto. Sembra un livello quasi paragonabile alla fusione…

        • Vortexmind

          Ma scusate … qui parliamo come se si potesse effettivamente accelerare il tempo di dimezzamento (parlo proprio di possibilità TEORICA) … ma possibile che se è stata davvero fatta una scoperta così sensazionale nessuno abbia ancora detto nulla?

          Che poi, le datazioni che vengono effettuate misurando le quantità di isotopi e di atomi stabili sono date per buone proprio perchè si prende come invariante il tempo di dimezzamento. Se davvero fosse stato scoperto un fenomeno che è in grado di “accelerare” questo processo, allora come minimo potremmo mandare a quel paese le datazioni effettuate con questo espediente, perchè non potremmo escludere a priori che un dato campione non sia stato “adulterato” dal tale fenomeno in un tempo passato …

          Insomma, capite bene che già solo per l’esempio che ho fatto io, una tale scoperta avrebbe risonanza enorme ed immediata in molti campi, anche diversi dalla fisica …

          • ema aka mascherabianca

            ma la fissione non induce un decadimento più veloce in isotopi radioattivi tramite bombardamento con neutroni? in pratica si parte con 1 di uranio lo si bombarda il decadimento produce energia, particelle alpha, particelle beta e raggi gamma. ed è un “decadimento” indotto però.

            O almeno spero di non dire grasse e grosse cavolate…

          • Vortexmind

            Io ripeto non sono un’esperto, ma ti riporto quello che trovi qui:

            L’attività di ogni data specie di radionuclidi decade nel tempo con un tasso caratteristico espresso mediante il ‘tempo di dimezzamento’ (tempo in capo al quale una data quantità del radionuclide attivo si dimezza). Il ‘tempo di dimezzamento’ di un dato radionuclide non può di per sé essere modificato attraverso nessun processo chimico o fisico. È possibile modificare il tempo medio di decadimento di un certo quantitativo di un radionuclide o di una miscela di radionuclidi solo provocandone una parziale trasmutazione indotta mediante bombardamento neutronico, cioè irraggiando con fasci di neutroni prodotti all’interno di un reattore nucleare (che a sua volta produce scorie).

            Insomma … modificare il tempo di dimezzamento tramite una fissione è come spegnere un’incendio accendendone di fianco uno più grande che gli rubi aria 🙂

          • Vortexmind

            “un’incendio” è ovviamente dovuto ai 40 e più gradi che sono attualmente in questa stanza 😛 Mi è anche venuta in mente un’altra analogia: è come sperare di migliorare le cose passando dal governo Prodi a quello Berlusconi.

          • marco

            carissimo VortexMind, alle tue legittime perplessità rispondo con un pensiero lasciato nel mio blog dal Prof. Mignani in persona:

            Mi permetto di rispondere ad Asmodaeus nel merito della pubblicazione dei nostri risultati. Tengo a precisare che è da 8 anni circa che lavoriamo sulle reazioni piezonucleari, e nei primi esoperimenti abbiamo concentrato la nostra attenzione sulla trasmutazione degli elementi in soluzione (la pietra filosofale…) e non sulla produzione di neutroni (anche se ne abbiamo avuto un’evidenza indiretta nel primo esperimento effettuato). Questi risultati sono stati presentati a due congressi in Russia, tenutisi a Mosca nel 2001 e nel 2004, e sono pubblicati negli atti dei congressi nella rivista Gravitation and Cosmology. Altri nostri lavori sulla produzione di elementi stabili e di elementi artificiali rispettivamente sono apparsi su International Journal of Modern Phisics B e su Journal of Radioanalytical and Nuclear Chemistry, mentre una proposta di modello teorico che spieghi cosa sta succedendo (e che richiede tra l’altro nuova fisica, quella che abbiamo raccontata nel nostro libro, e in quello precedente “Energy and Geometry”, World Scientific, 2004) è uscito su International J. Modern Physics E. Ricordo a chi non lo sapesse che le riviste della serie Int. J. Modern Phys. sono pubblicate dalla World Scientific, una delle più importanti case editrici scientifiche, la quale pubblica anche le Nobel Lectures.
            Se volete, posso anche fornirvi le referenze bibliografiche esplicite.
            Per quanto riguarda gli ultimi risultati coi neutroni, abbiamo in giro tre lavori, ma non è colpa nostra se i referee rispondono “Quello che avete trovato contraddice la fisica esistente, e quindi non può essere vero” (SIC!), alla faccia di Galileo e del metodo scientifico!
            Grazie in ogni caso per l’interesse.
            Roberto Mignani

            io continuo a credere che quanto più grossa sia la scoperta/invenzione tanti più piedi si rischia di pestare ma c’è un problema: chi controllerà e imbavaglierà il popolo dei blogghers con tutti i loro affezionati lettori??
            CHI?

            Continuiamo così, l’orizzonte si intravede
            red

          • Vortexmind

            Guarda, non ho difficoltà a credere che spesso e volentieri certi sistemi e modelli siano duri a morire, o perlomeno tendano ad assumere connotati “fideistici” propri più della religione che della scienza. Del resto è una prerogativa stessa dell’uomo quella di crearsi modelli e cercare di attenersi ad essi, cosa che ovviamente causa resistenze quando i modelli non sono più validi.

            Chiunque conosca un po’di storia della fisica, ad esempio, saprà quanto tempo ci volle prima di poter eliminare il concetto di Etere dai manuali. Eppure, anche dopo l’esperimento di Michelson, ci volle Einstein per spazzare via ogni riserva.

            Non leggere le mie perplessità come ritrosia ad accettare il fatto, quanto più a prudenza dovuta alla mia incapacità di poter capire realmente se quanto sostiengono questi professori del CNR sia vero o meno. C’è qualcun’altro che ha riprodotto questi esperimenti?

            Saluti

          • marco

            oh si…

            l’Ansaldo nucleare…
            ma al momento non è dato sapere (dato che gli esperimenti continuano, ah se continuano…)

          • ema aka mascherabianca

            “Quello che avete trovato contraddice la fisica esistente, e quindi non può essere vero”

            quindi non è detto che sia falso quello che dite voi ma la fisica esistente non copre la vostra scoperta 🙂 cmq spero si inizi a sentire di più di questa scoperta che potrebbe essere rivoluzionaria (condizionale è d’obbligo ma solo perchè con la certezza si gufa troppo ;))

            sul dimezzamento direi che se si modifica con la fissione vuol dire che non è fisso. In un giacimento in sudafrica è avvenuta in maniera spontanea la fissione per raggiungimento di massa critica ed è stato visto in quanto l’uranio o il materiale radioattivo aveva un isotopo più basso del previsto 😉 direi che è come se per fermare un sasso che rotola giù per la collina gli spari. il sasso si frantuma qualche pezzo si ferma ma gli altri continuano a scendere 🙂

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