Scaricare Musica é illegale, ma è Illegale anche Controllare chi lo Fa!

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Scaricare Musica é illegale, ma è Illegale anche Controllare chi lo Fa!" è stato scritto da Francesco Orsenigo

E’ di stamane la notizia che il Garante della Privacy ha dichiarato illegale monitorare la rete per scoprire chi scambia file utilizzando i sistemi peer to peer come Emule o Kazaa. Questa decisione mette fine ad una pratica liberticida ed illegale che, in nome della difesa di interessi privati, comprometteva il diritto alla discrezione di chiunque, non solo di coloro che utilizzano il peer to peer per fini illegali. Questo episodio rappresenta un buon esempio di quando sicurezza e libertà entrano in contrasto. Per questa volta sembrerebbe sia andata bene. Sembrerebbe. (N.d.R.)

Se stai leggendo questo articolo, è probabile che scarichi anche musica da circuiti peer-to-peer come Kazaa, Bittorrent, eMule.
Scaricare musica è illegale ed è sbagliato farlo.
Ma allora perché cosí tanta gente lo fa lo stesso?

 

emule_01.png


Approssimativamente il 43% delle persone connesse a internet scaricano musica illegalmente.
E servirebbero migliaia di euro per riempire in modo legale un iPod.
Ogni tanto qualcuno viene beccato, ma invece di essere punito come giustamente merita, deve pagare anche per tutti gli altri.

090907_peertopeer_500.jpg

Il 43% delle persone è TANTO…
Se votassero su questo, probabilmente legalizzerebbero il file sharing, fosse anche solo per evitare le migliaia di euro di multa.
D’altronde, questo è il principio della democrazia: l’interesse di molti prevale su quello di pochi.

Ma allora perché il file sharing è ancora illegale?
Ovviamente, perché danneggia gli artisti, e quindi indirettamente anche gli interessi di quel 43% di persone.
Ma è davvero così?
Ci sono buone ragioni, per pensare che non lo sia: a ben vedere, raramente gli artisti riescono a tirare avanti con le vendite dei CD nei negozi.

E poi perché mai tutti questi artisti starebbero cercando altri sistemi?

Le grandi case produttrici lamentano perdite enormi a causa del file sharing.
Ma questo è normalissimo: il libero mercato distrugge le aziende obsolete.
Se la musica può essere distribuita a costo zero ad un audience infinito, gli intermediari semplicemente diventano inutili.

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E allora perché sono ancora qui?
Di sicuro non perché hanno a cuore gli artisti.

Sono paranoico a pensare che le pressioni dei grandi produttori sui nostri politici stiano andando un po’ troppo oltre?
Davvero, se il 43% delle persone hanno ottime ragioni per volere il file sharing, perché è ancora illegale?

Perché le leggi, invece che diventare più permissive, vengono inasprite?
Perché le leggi, invece che proteggere il semplice cittadino, proteggono gli interessi dei grandi produttori?
Dobbiamo fermare loro prima che loro fermino noi.

La prossima volta che compriamo della musica, chiediamoci dove vanno i nostri soldi.
Chiediamoci se vanno a sostenere la musica e gli artisti che la fanno o se in realtà va ai produttori e a qualche nome famoso.
Chiediamoci se i nostri soldi vengono usati per pagare avvocati e “oliare” i nostri rappresentanti contro i nostri interessi.

Chiediamoci se ci sono altri modi per godersi la musica:

Chiediamoci se vale la pena di cambiare.

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Note:

  • Questo é l’adattamento per MenteCritica di un testo che ho preparato in inglese e che voglio far girare a breve.
  • La libera circolazione della musica tocca tutti da vicino, in modo concreto e tangibile, e quindi mi sembra un buon modo per avvicinare più persone alla questione più ampia della libera circolazione delle informazioni, dell’indipendenza dai media di massa, della privacy e della trasparenza.

Francesco Orsenigo

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