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Satira Reazionaria

15 agosto, 2008 - 9:00 di  
Archiviato in Media Mente Critica




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La riflessione che vi propongo questa volta è scaturita grazie ad un post di Negative, il quale segnalava questa agghiacciante notizia:

Il Cardinal Ruini“Anche la mia segretaria mi chiama ‘eminens’ come Luciana Littizzetto”. Lo ha detto il Cardinale vicario Camillo Ruini al termine della registrazione della puntata ”Otto e mezzo” di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni, che andra’ in onda stasera su ”La 7” salutando i giornalisti. ”Non l’ho mai conosciuta personalmente -ha aggiunto- mi hanno detto che e’ simpatica e brava, ed anche la mia segreteria adesso mi chiama sempre ‘Eminence’, con lo stesso tono della Littizzetto, la imita benissimo”.




La notizia è agghiacciante perchè amplifica quella che, dal punto di vista culturale, è una dolorosissima verità: in Italia non abbiamo più una satira. Non esiste, è scomparsa, e i pochi che osano farne uso vengono presto zittiti con pretesti a dir poco discutibili.
Non voglio annoiarvi (e annoiarmi!) con i soliti discorsi sulla differenza tra la satira e lo sfottò, che – a dir la verità – dovrebbero ormai aver attecchito anche nelle menti meno fertili, e per i quali comunque vi rinvio a questa nota e istruttiva intervista a Dario Fo. Mi limito a fare una considerazione molto più terra terra: se oggi chiedeste al famoso “uomo della strada” (un animale invero alquanto pericoloso) quali sono, secondo lui, i più grandi comici satirici attualmente in circolo, egli vi risponderebbe quasi certamente “Crozza e la Littizzetto”. Secondo i canoni del telespettatore medio – abituato ad una televisione di bassa qualità e pressocché del tutto priva di alcuno spunto “culturale” nel senso più ampio del termine – la nostra sete secolare e democratica (democraticissima!) di satira sarebbe più che degnamente estinta dalla presenza televisiva fissa di ben due comici, peraltro molto noti e con un glorioso passato. Ma può dirsi satira una “satira” di cui il potere si bea e con cui si fa pubblicità? E, di conseguenza, può dirsi “soddisfatto” – con tale “satira” – il nostro bisogno democratico di sentire, ogni tanto, la voce fuori dal coro, la stonatura agrodolce del dissenso, il sovvertimento catartico del potere e delle sue bassezze?

Luciana Littizzetto

Faccio altri due esempi per chiarire ulteriormente i termini della questione.

Il primo riguarda il caso – citato pure da Negative – di Fiorello e della sua imitazione di La Russa. Come ha spiegato anche Luttazzi in molte interviste, l’imitazione di Fiorello “trasforma il politico in un simpatico doppiatore: divertente, ma la satira è un´altra cosa”. E’ noto infatti come, a causa del successo del “personaggio”, La Russa sia stato invitato a doppiare una puntata dei Simpson.
E’ chiaro, anche in questo caso, che quella di Fiorello non è satira, ma malcelata pubblicità. C’è anche da dire, tuttavia, che mai Fiorello si è posto davvero come satiro, rimanendo anzi quasi sempre nella sua pura veste di bravissimo showman, dichiaratamente destrorso-qualunquista e scarsamente interessato alle vicende politiche nazionali. Né come satiro – abbiamo visto – lo ha mai realmente percepito l’ “uomo della strada”. E’ però certo che Fiorello (insieme a Panariello, altro fiero qualunquista) abbia rappresentato per molto tempo l’unica vera offerta televisiva comica alternativa ai prodotti Mediaset concorrenti, ossia le Iene e Striscia (altra produzione pseudo-satirica per molti versi discutibile). E in tutto ciò la domanda di satira non ne è uscita certo soddisfatta.

Crozza imita Veltroni
L’ultimo esempio che vorrei portare è abbastanza recente, e riguarda invece un personaggio molto caro al nostro “uomo della strada”.
Il 3 febbraio scorso, Fini se ne esce con la seguente frase:

“Le elezioni [per noi] non saranno una passeggiata. Veltroni non è Prodi, è Crozza, cioè quello del ‘sì, ma anche’ “

Alla lettura di questa frase emerge in tutta la sua drammaticità la patologia radicale della nostra “satira”; non solo in questo caso la “satira” fa pubblicità al potere, perchè lo rende simpatico e popolare, ma il modello sedicente “satirico” gioca addirittura a favore delle ragioni del potere stesso! Fini ha paura del “ma-anchismo” di Veltroni perchè ritiene che lo sketch di Crozza metta in risalto qualità positive e insidiose dello stesso Veltroni. Fini arriva persino a dire che il suo avversario è “spregiudicato, kennediano, immaginifico”; il buon Gianfranco vede tutto ciò lì dove noi vediamo solo fuffa ed equidistanza. Crozza non smutanda Veltroni: lo sfotte. La gente guarda Crozza e incamera, registra, fa propri gli slogan e i messaggi: i quali messaggi spesso – beffa! – arrivano a fare le veci della politica stessa, quella vera, che rispetto alla comicità è meno fluida, meno digeribile, meno diretta. Il “ma-anchismo” di Veltroni vede in Crozza un suo (irriverente) veicolo, non un suo sovvertitore.

Pio Pompa Vernacoliere

Neanche con Crozza, quindi, la nostra sete si estingue. Di bravi comici ce n’è a bizzeffe (tutti quelli nominati in questo articolo lo sono), ma di bravi satiri non se ne vede l’ombra. Non ci sono, li hanno tirati sotto il tappeto, insieme alla polvere. Ma questo – ovviamente- non è colpa di Crozza o della Littizetto, o di chiunque altro oggi si ritrovi a fare il suo mestiere in tv. La colpa è di chi non ha a cuore i nostri cervelli; la colpa è di un sistema televisivo dominato e lottizzato; la colpa è del potere in tutte le sue forme, dalla Chiesa di “Eminens” alla politica del “ma-anche”.

Allora diamoci un taglio: spegniamo questo rottame di tv, e andiamocene a teatro. Io ho sete e voglio bere. E voi?

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Comments

21 Risposte a “Satira Reazionaria”
  1. Adetrax scrive:

    Se un comico sopravvive a lungo in TV vuol dire solo che o è bravissimo oppure che non urta abbastanza il potere ma anzi spesso lo rende simpatico.

    Fuori della TV i numeri non esistono; quanti vanno a teatro per vedere satira, lo 0.1% della popolazione ?

    Certo l’invito a spegnere la TV è condivisibile, però non credo ci si possa più permettere di esaurire la propria missione con la satira e le battute divertenti; la satira è bella ma deve essere anche intelligente e propositiva altrimenti si svilisce.

  2. ugasoft scrive:

    Ottima analisi, bellissimo articolo!
    Concordo, anche se considero Crozza un poco sopra agli altri. Poco, non molto.

  3. Diciamo che la7 con Crozza, Chiambretti e Piroso (giornalista di NDP – Nientedipersonale) propone una tv leggermente diversa dal duopolio Rai-Mediaset, anche se c’è il rammarico che potrebbe molto di più….

  4. ilBuonPeppe scrive:

    L’innominato (e innominabile) compare solo nei tag. Sarà perchè la vera satira è qualcosa che deve impegnare e non soltanto intrattenere?

  5. luminal scrive:

    Purtroppo è stata volutamente trascurata, in questo post, la comica satirica forse attualmente più scomoda per tutti, dopo Daniele Luttazzi: la Sabina Guzzanti, che devo dire, anche qui dentro è stata oggetto di anatemi e maledizioni varie. Ma non è un caso isolato: lei non è propriamente politicamente corretta, è volgare, sboccata, irriverente, cattiva, diffamatrice, sediziosa e faziosa. Insomma impresentabile. Quindi una vera comica satirica.

    • simona_rm scrive:

      io sono molto in sintonia con le conclusioni di questo pezzo. Soprattutto perchè fa un po’ di chiarezza sul fatto che i comici che ci sono in giro, non sono satirici. Soprattutto FIORELLO!!! (mamma mia, lo strozzerei per aver fatto diventare simpatico La Russa);
      E curiosamente, proprio non nominando gli ASSENTI se ne avverte la mancanza. Luttazzi e i Guzzanti, pur se mai nominati, sono il parametro -sottinteso- per la satira, ci hai fatto caso?
      Quanto mi mancano.

    • Giusto per precisare.
      Il pezzo è molto datato ed è stato proposto solo oggi per motivi tecnici.
      Non credo che l’autore abbia “volutamente” ignorato la Guzzanti visto che lo scritto è di molto precedente alla vicenda del no Cav day.

      Sempre per precisare, su MC non c’è stata una condanna senza appello sulla Guzzanti.
      Anzi, credo che l’unico pezzo pubblicato sia questo
      http://www.mentecritica.net/pronto-io-sto-con-sabina-guzzanti/il-bello-della-politica/finazio/4541/

      Che mi sembra a sostegno della posizione della Guzzanti.

      Le critiche, anche mie, ci sono state, ma credo che ognuno abbia la sua concezione di opportunità.

      • luminal scrive:

        Questo prova che la Sabi (lo so, se la chiamo così ti fa tremendamente incazzare… :mrgreen: ), ma anche suo fratello e sua sorella, sono ottimi comici satirici, anche se come qualcuno afferma, “la fa spesso fuori dal vaso” (citazione tratta da alcuni elegantissimi e galanti giornalisti famosi,,, :shock: ).
        Diciamo che lei come Luttazzi, fa il suo sporchissimo lavoro.

        Come lo fa anche Fiorello, Crozza, Pippo Franco e la Litizzetto (su quest’ultima almeno dò il beneficio della non intenzionalità, viste le sue cattive frequentazioni assai FAZIOse…).
        Solo che a loro piace avere l’originale accanto, un pò per specchiarsi e un pò per far i buffoni di corte, visto che vari personaggi amano circondarsi di ossequianti intrattenitori tipo Apicella…

  6. simona_rm scrive:

    ormai la vera satira è solo su MC.

  7. gda scrive:

    “Ventris onus misero, nec te puder, excipis auro, Basse, bibis vitro: carius ergo cagas. (Marziale)

    Marziale cinico e arguto, possiede la capacità di cogliere il buffo, il grottesco.
    Osserva il mondo, in cui tutti noi viviamo, raccontandone vizi e difetti senza condanna (guarda dietro le cose e gli uomini, mai dentro. A noi lettori la scelta di condannare o meno…) con il sorriso sulle labbra.
    Questa la vera satira! (secondo me)

    Luna

    • sono d’accordo.
      non mi piace la satira quando giudica le persone, specialmente nell’aspetto.
      Mi piace quella che riesce a metterne in ridicolo le azioni o le opinioni.

      • Ti quoto, comandante. Giudicare le persone e sbeffeggiarle secondo me è troppo facile per assurgere al ruolo di satira. Ma, mi sia consentito, insultare come ha fatto la Guzzanti è, anch’esso, troppo facile. Avete fatto caso a quanto sia semplice far ridere la gente dicendo parolacce e parlando di sesso in modo sboccato. Ora, quello che disse la Guzzanti in quell’occasione ha ottenuto un grandissimo seguito, più o meno come alcune scenette dei film panettone di Boldi e De Sica. E non lo dico per odio alla Guzzanti che ho sempre ammirato e continuo ad ammirare.
        Laura

        Gioco estivo

        • Oris scrive:

          Molti difendono quel tipo di satira richiamando la storia della satira stessa.

          Ritengo che ci sia un modo di fare satira a me molto più congeniale, ma ci sono persone che nella satira cercano sfogo, non riflessione e non mi pare che siano la minoranza.

          Quindi se fossi un comico non so se non mi metterei a rispondere a questa “domanda”, in fondo pure loro fanno un lavoro e non una missione sociale votata al martirio.

          In soldoni: non diamo troppa importanza alla satira, almeno non diamone più di quella che ha.

          Poi, secondo me, il vero satiro non ha padroni ne ideologie nel quale riconoscersi, quindi oggi non mi pare ve ne siano..

          • In effetti sostituire la satira all’opposizione è sterile. Diventa solo uno sfogo.
            Secondo me la satira è necessaria e divertente, ma non deve essere un’alternativa leggera all’impegno politico.

  8. lupoalburnino scrive:

    So che gli uomini politici, pur di stare sulla bocca della gente, chiedono ai comici, ai satirici (o satiri?) di paralre di loro, comunque. E i comici e i satirici, pur di far ridere, lo fanno, dando più importanza a chi meno se lo merita. E’ come la pubblicità: spesso sono proprio i prodotti scadenti ad essere venduti di più!
    Per cui, e il CN ha ragione, non diamo troppa corda a questi uomini attraverso la satira, perchè si sviano le idee della gente che già in politica ne ha così poche e unilaterali.
    Anche a “sua eminens” la cosa non spiace, ma avete visto quanti guasti!
    Solo un’opposizione continua, dura, seria può cambiare la politica. Naturalmente se aiutano i mass media che dovrebbero essere al di sopra delle parti. A me sembra invece, e da tanto, che ogni volta saltino armi e bagagli sul carro del vincitore di turno.
    Stiamo davvero messi maluccio, anzi male!

  9. paollo scrive:

    Scusate ma non è colpa di Fiorello&C loro sono comici …. fanno il “verso” … fanno ridere …. NON fanno satira !!! Ci vuole anche questo !

  10. Nicla Baroncelli scrive:

    prima di noi , loro sti quattrinai….

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