Santi Pazzi e Uomini di Buona Volontà
12 dicembre, 2007 di Giovanni Guariniello
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Qualche giorno fa ho ascoltato una interessante trasmissione su Radio Radicale. Si trattava di un’intervista al professor Luigi Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta.
L’intervista trovava spunto dalla pubblicazione del libro: Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento, di Sergio Luzzatto.
Cancrini, nel 1999, ha redatto per MicroMega una vera e propria perizia psichiatrica su Padre Pio dove il frate risultava affetto da “istrionismo pulsionale e necessità di mettersi in mostra“.
Non credo che la cosa debba impressionare particolarmente. Se qualcuno decide di considerare santo un frate perché ha delle ferite sulle mani e fa miracoli, se uno non fa parte del gruppo di quelli che ci credono, la cosa più giusta da fare è sospendere il giudizio e passare oltre. Quello che reputo corretto è il tentativo di dare un’interpretazione tecnica al fenomeno, cercando di utilizzare un metodo standardizzato e certificato che assicuri la scientificità dell’indagine.

In realtà la cosa che mi ha colpito di più dell’intervento è una breve digressione che, verso la fine dell’intervista, Cancrini fa sulle figure di Padre Pio e Don Lorenzo Milani.
Da una parte lo Sciamano. Quello sul cui corpo la volontà di Dio si manifesta carnalmente. L’uomo controverso, inavvicinabile e misterioso che sovrasta la folla e infonde la grazia secondo principi conosciuti solo a lui e al divino che lo pervade.
Dall’altra il prete che, seguendo l’esempio del Cristo, abbandona il suo ruolo privilegiato e si fa carne e sangue cercando di trovare il bene per gli uomini nel loro stesso mondo.
Padre Pio ora è santo. Su Don Milani pende ancora una condanna del Sant’Uffizio.
La cosa è utile per valutare quale sia l’atteggiamento che la Chiesa, in quanto istituzione, privilegia nei confronti dei fedeli.

Altro sembra, invece, il desiderio di chi questa fede la vive più consapevolmente. Diversamente dalla vecchina che si raccomanda a Padre Pio come gli antichi romani facevano con le loro divinità minori, chi vive il suo cattolicesimo con profonda testimonianza, spesso vede in Don Milani una figura la cui santità moderna ed operativa è aldilà di ogni dubbio.In conclusione, vi invito all’ascolto dell’intervista che ho reperito sull’ottimo sito di Radio Radicale. Sono solo sedici minuti, ma equivale ad una piccola lezione universitaria. Vi prego di porre attenzione anche all’atteggiamento pacato ed all’approccio scientifico di Cancrini. Evidentemente l’esperienza parlamentare non ne ha ancora intaccato l’integrità accademica.
ascolta l’intervista premendo il triangolino blu
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“Se qualcuno decide di considerare santo un frate perché ha delle ferite sulle mani e fa miracoli, se uno non fa parte del gruppo, la cosa più giusta da fare è sospendere il giudizio e passare oltre.”
ammetto di essere particolarmente sotto pressione, ma l’ho riletta 10 volte e non c’è verso che io la capisca. Che cosa intendi con “se uno non fa parte del gruppo”?
se uno non fa parte del gruppo di coloro che ci credono. Almeno così la interpreto io. Effettivamente andava scritta meglio. correggo. l’autore mi perdonerà.
perdonate me, non volevo fare il maestrino, volevo solo capire il senso.
a posto. spero sia più chiaro.
scusate ma come si fa una diagnosi nel 1999 se il paziente è morto prima?
Suppongo sulla base degli scritti e delle testimonianze.
Un po’ il sistema che si usa per fare il profiling di persone sottoposte ad indagine.
Comunque se qualche psichiatra ci legge potrà dare una migliore interpretazione dei fatti.