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Sanità Italiana: Tariffari sanitari non convenzionali

6 aprile, 2007 di spes74  
Archiviato in Cronache Italiane



mazzette.jpg Si parla spesso, forse troppo a volte, di malasanità. Ci chiediamo, però, esattamente cosa vuol dire?
Comunemente vengono definiti casi di malasanità quelli che coinvolgono dottori e pazienti nei quali questi ultimi ricevono danni o peggio muoiono per colpa dei primi: trasfusioni sbagliate, trapianti di organi infetti, garze dimenticate dopo interventi, semplici interventi che si rivelano fatali.
Personalmente aggiungerei un altro caso, solo all’apparenza di buona sanità perchè sto per parlarvi di un medico che i pazienti li ha guariti operandoli e non ammazzati: il dottor Edoardo Austoni, noto primario di urologia del San Giuseppe di Milano.
Perchè lo annovero tra i casi di malasanità se ha guarito i suoi pazienti?
Semplice, perchè il dottore chiedeva fino a 4mila euro per accelerare le pratiche e avere così una corsia preferenziale nella sua agenda. Il tariffario personale del dottore, secondo l’accusa, variava in base all’intervento e al cliente e non scendeva mai sotto la soglia dei 400 euro. Sempre secondo l’accusa “Austoni, come direttore dell’unità operativa di Urologia all’ospedale San Giuseppe e professore universitario, quindi in qualità di pubblico ufficiale, avrebbe in tempi diversi e con più azioni consecutive abusato dei poteri che la sua posizione gli conferiva all’interno della struttura ospedaliera. Un ruolo che gli avrebbe consentito di procedere personalmente all’esecuzione degli interventi e di modificare il calendario delle operazioni chirurgiche. Al paziente sarebbe stata offerta così la possibilità di scegliere tra cure mediche fornite dal primario in tempi rapidi pagando una somma indebita e un intervento fornito in ritardo e prestato dai suoi assistenti. Sono una quindicina i pazienti, su una sessantina ascoltati dalla polizia nell’ambito delle indagini successive al suo ferimento, che avrebbero pagato per anticipare le operazioni rispetto ai normali tempi di attesa. Dal gennaio 2005 all’ottobre scorso sarebbero almeno 25.500 gli euro versati come compenso per le prestazioni chirurgiche di Austoni. Interventi rientranti tra quelli a carico del Servizio sanitario nazionale che ne avrebbe sopportato integralmente il costo.
Il dottor Austoni ora è agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione.
Ma si era parlato di lui anche nel mese di novembre scorso, quando fu ferito alle gambe da due persone che lo aspettavano fuori dalla Casa di cura privata del Policlinico a Milano.
Alla luce dei fatti rilevati durante le indagini probabilmente l’aggressione di qualche mese fa, a carattere solo intimidatorio direi, è collegata all’attività illecita del dottore.
Facendo un po’ di considerazioni personali, forse è stata la reazione di qualche paziente che non ha avuto giovamento da un intervento pagato ma che non avrebbe dovuto pagare; oppure è stata la reazione di qualcuno che non voleva scendere a compromessi o che non poteva permettersi di pagare.
Ricordo che il tariffario variava in base all’intervento e al cliente e non scendeva mai sotto la soglia dei 400 euro, arrivando fino a 4000 euro; cifre tutto sommato accessibili e neanche troppo elevate da destare sospetti. Ma quante persone rifiuterebbero di pagare qualsiasi cifra pur di accelerare i tempi per un intervento per se o per un caro malato? In certe situazioni si farebbe di tutto e si accetterebbe qualsiasi condizione, quindi anche quella di pagare una cosa non dovuta pur di avere un trattamento agevolato sembrerebbe la strada più giusta da seguire.
Ma giusta per chi? Per il dottore certamente: oltre a vedersi corrisposto il pagamento dell’intervento da parte del Servizio Sanitario Nazionale (quindi da parte di noi tutti) prende anche il pagamento extra, secondo il “proprio tariffario”.
E per il paziente? Sicuramente anche per lui: val bene scendere un po’ a compromessi e pagare qualcosa in cambio di tempi più rapidi.
E chi non può pagare? E chi ha ancora un po’ di dignità e ritiene ingiusto pagare per scavalcare letteralmente altre persone in lista d’attesa, malate e bisognose quanto lui? E’ fottuto! Ecco si, l’ho detto. Scusate il francesismo ma rende bene l’idea.
Anche questa è malasanità, nonostante guarisca invece di ammazzare.

Fonti: ansa, adnkronos, scienzaeperienza, rainews24, corriere, yahoo, repubblica.

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Comments

9 Risposte a “Sanità Italiana: Tariffari sanitari non convenzionali”
  1. marco panattoni scrive:

    ad un bastardo che si approfitta dei malati, sparare alle gambe è il minimo.

  2. Gatto Assassino scrive:

    In linea di principio, sono comunque contrario all’uso della violenza. L’istinto va contro, la ragione mi aiuta.
    Peccato che in Italia non esistano i lavori forzati in miniera… sai che soddisfazione sarebbe vedere un bel grande fratello con questi personaggi?!?!?

  3. marco panattoni scrive:

    caro Gatto Assassino,

    in Italia va in galera Coppola perchè è un coglione, oppure solo i poveracci ed i ricchi se non hanno rotto le palle alla politica non ci vanno.
    Questo medico che si approfitta di gente che ha BISOGNO, lo trovo EMPIO.
    Tutti nella vita lavoriamo e cerchiamo di guadagnare, ma approfittarsi dei malati non ha scuse, e per gente così prevale il mio istinto e non la ragionevolezza, che correttamente dimostri nel tuo commento.

    ciao ed auguri

  4. spes74 scrive:

    Anche io sono contro qualsiasi forma di violenza e ripristinerei volentieri i lavori forzati, come suggerito da Gatto.
    Certo è che approfittare di persone malate andando “a botta sicura” mi sembra proprio uno schifo!

  5. Lameduck scrive:

    Purtroppo questi casi sono solo la punta dell’iceberg. Noi tutti ci siamo sentiti dire dal professorone che andando nella sua clinica privata avremmo sveltito la procedura. L’importante è non abboccare mai, per quanto è umanamente possibile.

  6. miriam scrive:

    Non so come si comporti, in questi casi, l’ordine dei medici. Il minimo, comunque, sarebbe che il soggetto in questione venisse radiato a vita dall’albo e conseguentemente fosse lui impedito l’esercizio della pratica professionale. A lui ed ai “concussori” par suo. E questo non in tempi biblici, ma appena accertate le responsabilità. Temo tuttavia che, in questi casi, viga ancora l’antico detto per il quale “cane non mangia cane”.

  7. MenteCritica scrive:

    Anche io odio la violenza. Nello stesso tempo non posso dimenticare Mao. Chi ha orecchie per intendere intenda :-)

  8. Davide@work scrive:

    Intendo. E sottoscrivo parola per parola il primo intervento del buon panattoni.

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