Sanità Italiana: Scusi, Qual è il suo Medico Curante?

farmacie.jpgNota di MC: Proseguendo nella linea di denuncia di comportamenti sospetti inaugurata con l’indagine sul falso numero verde e seguita da quella sul sito che proponeva medicine a prezzi più bassi per raccogliere i dati delle carte di credito, vi proponiamo un’altra operazione investigativa condotta dallo staff di MC. A questo articolo è necessario fare una premessa. Quello che scriviamo non è per sentito dire. Si tratta di un’indagine partita dalla segnalazione di un nostro lettore (il signor G. A. che ringraziamo) che, con una serie di piccoli escamotage e grazie alla complicità di nostri amici sul territorio,  abbiamo verificato personalmente in più occasioni.  Come sarà chiaro dalla lettura della storia, siamo di fronte ad un modo di fare che mette in serio pericolo la salute delle persone, favorisce ed incoraggia gli abusi e aumenta in maniera considerevole la spesa per farmaci del Servizio Sanitario Nazionale.
Come ho scritto in passato, il sistema di prescrizione dei farmaci è obsoleto e non consente un controllo capillare e istantaneo su cosa e quanto si prescrive.
Il disinteresse delle regioni e del governo centrale su una prassi così pericolosa che, di fatto, consente ai medici di battere moneta, è criminale e sospetto. 
L’importante, come dice l’Istat, è che gli italiani siano soddisfatti del loro Servizio Sanitario nazionale.
Lasciamo la parola al racconto. Come al solito, a voi il compito di farvi un’opinione.
Luogo: Casoria (NA)
Data: 30 febbraio 2006

Mio figlio oggi si è svegliato con la febbre e con un forte raffreddore. Accidenti! Avverto l’asilo nido che il bambino non sarà presente per qualche giorno. Chiamo la baby sitter per chiederle di assistere il bambino. Chiamo il pediatra. Lui mi consiglia di cominciare a somministrargli dei medicinali per aerosol e di tenerlo aggiornato sull’evolvere della malattia. Precisa che, qualora la febbre dovesse superare i 38°, sarà necessario somministrargli anche dell’antipiretico. Aspetto la baby sitter e poi mi reco in farmacia. Non ho ancora la ricetta. Chiedo alla gentile commessa il medicinale consigliato dal pediatra. La gentile commessa mi specifica che tale medicinale è prescrivibile. E qui arriva la fatidica domanda: << Scusi, qual è il suo medico curante?>>.

 

Io: <<Il dott. Ecchennesò>>

Lei: <<Mi dà nome, cognome e data di nascita di suo figlio?>>

Io: <<Piccolo Pupo, 32 dicembre 2004>>

La gentile commessa stacca dal medicinale la fustella, la allega ad un biglietto su cui sono annotati i dati anagrafici di mio figlio, incarta il prodotto e mi saluta cordialmente.
Io, con il prezioso prodotto, mi allontano felice dalla farmacia senza il cattivo pensiero di dovermi recare poi dal pediatra per la prescrizione e quindi nuovamente in farmacia per il rimborso. Penso: <<Ecco, hanno inventato un sistema per evitare tediose attese negli studi dei medici, per delle semplici prescrizioni.>>
In successive sessioni di acquisto (avendo un bambino piccolo sono un cliente piuttosto affezionato di questa farmacia), ho avuto modo di osservare (o per meglio dire di ascoltare e capire) che esiste un pool di medici (pediatri e non) che hanno stipulato una sorta di “convenzione” con la suddetta farmacia. Se il cliente risponde in maniera corretta al domandone, ha diritto a ricevere qualsiasi farmaco prescrivibile, gratis e senza il fardello di doversi poi recare dal proprio medico per richiedere la prescrizione.
In caso contrario, viene applicato un timbro sulla scatola del medicinale e si viene invitati ad anticipare il costo intero del medicinale. Successivamente, portando regolare prescrizione, si riceve il rimborso di quanto anticipato.
In una prima disattenta analisi, sembrerebbe un sistema perfetto, dove viene agevolato l’utente nella pratica burocratica che potremmo definire di “approvviggionamento medicinali”.
Ma se ci riflettiamo un po’, perché mai una farmacia dovrebbe prendersi un tale onere? Qual è il suo tornaconto? E quale sarebbe il tornaconto dei medici “convenzionati”? E’ un sistema a prova di truffa?
Veniamo al dunque.
Essendo una tale pratica priva del controllo del proprio medico curante, chi vieta alle persone di auto-prescriversi dei medicinali? In questo modo, se decido di aver bisogno di un antibiotico, vado in farmacia e me lo prendo. Gratis. Anzi, quasi quasi me ne prendo un paio di confezioni così una me la tengo di “scorta”. Anzi, visto che ci sono, prendo qualcosa anche per mia zia che è anziana e non si muove tanto facilmente. Ma questo lo posso fare solo “in quella” farmacia.
E se ho la sfortuna di avere un medico curante “non convenzionato”? Beh, con un po’ di coraggio e una buona dose di disonestà, potrei dichiarare che il mio medico curante è il dottor “Ecchennesò”, che fa parte dei “convenzionati”, in luogo del dottor “Quattrodicoppe”, “non convenzionato”, il mio vero medico curante.
Ma siamo veramente sicuri che questo sistema sia conveniente per noi bravi cittadini?
Secondo voi, facendo aumentare la spesa sanitaria, chi ci guadagna? Noi?
Ne dubito fortemente. Se da un lato la spesa sanitaria aumenta, dall’altro aumentano le tasse, dirette o indirette che siano (vedi ticket sanitari).
La farmacia? Sicuramente si, il suo fatturato ne gioverà sicuramente.
Il medico “convenzionato”? Secondo me si. Facendo aumentare le vendite di certi medicinali nella sua zona di lavoro, qualche “premio” da parte delle case farmaceutiche lo riceverà?

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Gatto Assassino Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

…mai sentita una cosa così. Al massimo mi è capitato di acquistare farmaci senza prescrizione (tipo novalgina), pagando il prezzo intero.. evidentemente non ho un medico convenzionato…

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marco il buono

marco il buono’s avatar

Attenzione, è vera la ricostruzione fatta nell’articolo, ma manca un passaggio che falsa le conclusioni.
Le A.U.S.L. sono a gestione regionale quindi quello che dico può valere solo per la mia regione.
Io spesso acquisto farmaci nel modo spiegato nell’articolo, ma il farmacista mi conosce, conosce il mio lavoro, ed i farmaci che acquisto.
Non posso acquistarne più di una confezione alla volta perche’ l’asl controlla tutte le prescrizioni (ormai tutte informatizzate), in caso contrario il medico si prenderebbe un gran cazziatone.
Mi rendo conto che ho scritto in modo incasinato ma qui oggi è un gran casino, a presto.

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è successo qualche volta anche a me di usufruire di questo “servizio” ma solo se il mio medico era assente per ferie(la farmacia ne era al corrente),non più di una confezione per medicinale e poi vorrei dire che non si può nominare altri medici al posto del proprio…..l’asl se ne accorgerebbe subito……..

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Gatto Assassino

Gatto Assassino’s avatar

@tusaichi: sorry, yor medic is a 4 of copp!

@marco il buono: nel caso specifico, non viene effettuato nessun tipo di controllo, da parte del farmacista, di identità e/o sui farmaci acquistati. In ogni caso, anche se il limite è di 1 confezione per prodotto, ciò non toglie che puoi richiedere 1 confezione di medicinale che a te non serve (ma magari serve ad un tuo familiare). Inoltre, con questa modalità, viene incentivata “l’autocura”. Ossia, non mi sento bene, mi vado a comprare l’antibiotico (anche se non necessario). Il tutto senza che il tuo medico curante ne sia a conoscenza, se non a valle dell’affare. E’ un comportamento che va scoraggiato.

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Gatto Assassino

Gatto Assassino’s avatar

@gigi: e che succede se l’asl se ne accorge? Se voglio fare il “babbà”, mica vado a dare le mie vere generalità! Ti pare? Se il proprio medico è assente, si anticipa il costo del medicinale e quando ritorna, potrà con comodo vagliare le prescrizioni da effettuare. Se hai comprato un medicinale che non ti serviva non è giusto che paghi la comunità.

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Se non c’è controllo da parte del medico sulle ricette, vero è che nemmeno il paziente può controllare che gli siano stati somministrati solo i farmaci prescritti e nulla più. Non parlo di questo caso particolare ma abbiamo già registrato episodi di prescrizioni a deceduti e/o a pazienti ignari.

Ora, a pensar male si fa peccato ma nessuno di voi sarebbe curioso di verificare quali e quanti farmaci siano stati prescritti a suo nome in quella maniera?
Non so perchè ma ho come la sensazione che possano essere molti di più di quelli effettivamente consegnati nelle vostre mani… Mah!

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Gatto Assassino

Gatto Assassino’s avatar

@Serpiko: sai qual è la cosa più triste? E’ che in tutti i casi, sempre in culo all’ortolano va a finire! (perdonami il “culo”… quoto quanto detto da tusaichi in RS :) )
Insomma, nel caso citato, il paziente al massimo ci ricava una scatola di medicinale (e dico medicinale non cioccolattini!). Il vero guadagno lo fanno farmacie e medici. Nella secondo episodio da te citato, il “tabbacco” (con 2 b) sempre a loro va a finire! Che tristezza!

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malissimo tra parentesi. si sono mangiati il dialogo.

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Soltanto il farmacista di fiducia mi da le medicine senza ricetta gli altri non ci pensano neppure di darmi una confezione. Una volta ho comprato una medicina mi hanno messo il timbro e mi hanno chiesto di portare la ricetta per riavere i soldi, io che ho fatto? Niente fila, sono andato dal medico e mi sono tenuto i 30 euro.

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Davide@work

Davide@work’s avatar

Non ho parole. Sarà che sono decerebato ma non avrei mai pensato ad una cosa del genere.
5 stelle e mento per terra

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