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San Paolo e la Masturbazione nei Motel

5 settembre, 2007 - 8:00 di  
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Parte I – Gesù ti osserva mentre te la spari

Tra tutti i candidati repubblicani alla presidenza, Mitt Romney è quello che incontra le maggiori adesioni da parte della base del partito. Questo in virtù del fatto che l’ex-Governatore del Massachusetts, in tema di famiglia e moralità, incarna nella sua visione politica i valori classici rappresentati dal credo repubblicano.



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A differenza, per esempio, di Rudolph Giuliani che viene invece recepito come una specie di cane sciolto portatore di pericolose aperture liberal (su aborto e omosessualità).
Naturalmente, alla fine, gli elettori sceglieranno chi, nel complesso, saprà trasmettere concretezza e pragmatismo e, soprattutto, la sensazione di rappresentare gli interessi della nazione. E, in questo momento, non c’è nessuno migliore dell’ex-sindaco di New York.
Ma, pur fingendo di stare al gioco delle incerte nominations, non posso esimermi dal dire che c’è una cosa che rende impossibile a Romney non solo di arrivare alla Casa Bianca ma anche di ambire alla candidatura repubblicana ed è la sua appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Vale a dire, la confessione dei Mormoni.

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Mitt Romney

Mentre scrivo ho appena finito di vedere l’ultimo episodio della seconda stagione di Big Love, un bel serial con Bill Paxton e Jeanne Tripplehorn incentrato sulle vicende familiari di un mormone poligamo. Il telefilm, che ha avuto successo e continuerà con una terza serie, ha fatto molto discutere proprio perché affronta una realtà che pur essendo ben radicata e diffusa negli Stati Uniti continua ad essere vista con sospetto e sostanziale antipatia.
Perché è vero che i Mormoni esaltano la centralità della famiglia e hanno regole morali molto rigide. Per esempio, sostengono la castità e proibiscono i rapporti pre-matrimoniali, così come la masturbazione. Sono contrari alle unioni tra persone dello stesso sesso e combattono l’uso e la diffusione della pornografia.
Tuttavia, per la gran parte degli Americani, i Mormoni restano una setta misteriosa, difficile da comprendere. Se si domandasse a tutta la popolazione americana quale sia la confessione religiosa che suscita maggiore diffidenza, non ho dubbi nel dire che i mormoni verrebbero superati soltanto dagli affiliati all’Islam.
E secondo un sondaggio effettuato un paio di mesi fa dal Los Angeles Times almeno il 35% dei votanti non prende nemmeno in considerazione l’idea di poter avere un Presidente mormone.
A peggiorare la situazione di Mitt Romney c’è la presa di posizione di diverse associazioni conservatrici e pro-family, le quali, avvicinandosi la scadenza elettorale, diventano centri di pressione da non sottovalutare.

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Secondo gli accusatori la colpa di Romney sarebbe quella di presentarsi come un immacolato crociato nella lotta alla pornografia quando invece, nel suo passato recente, avrebbe razzolato più che male. A dare risalto ad una sua ipocrisia di fondo ci sarebbe il fatto che, per una decina d’anni, ha fatto parte del ben remunerato consiglio d’amministrazione della Marriott Hotel.
Uno si chiede: cosa c’entra questo con la pornografia? Il legame è rappresentato dal fatto che tutte le più grandi catene alberghiere (Marriott, ma anche Hilton, Sheraton, Hyatt, Holiday Inn) partecipano attivamente alla produzione di film porno che poi vengono trasmessi in esclusiva nei loro circuiti televisivi in pay-per-view per i loro clienti.
La pornografia, negli Stati Uniti, fattura cifre spaventose che la mettono al livello dello sport. Per questo tutti vogliono entrare nel business. Ci sono grandi società, come General Motors o Time Warner, che incrementano il loro fatturato producendo materiale sessualmente esplicito, pur facendolo nell’ombra, adoperando compagnie a loro collegate nell’ambito della Tv via cavo o satellitare. Per esempio: Echo Star e Direct Tv appartengono ufficialmente a Hughes Technology che, a sua volta, è una diramazione di General Motors.
Una parte consistente del consumo di pornografia è a carico dei viaggiatori, di chi attraversa il paese per lavoro, turismo, svago, disperazione o voglia di fuggire. Sia che scelga di passare la notte nel più lussuoso degli hotel o nel più lercio e surreale dei motel.
Nel caso delle grandi catene sopraccitate (Marriott compresa, dunque) l’apporto produttivo non si limita al puro esborso di quattrini ma tiene conto del gusto e delle richieste dei consumatori, intervenendo concretamente nell’attività e nelle scelte “artistiche” delle società cinematografiche.
Aumentano le clienti lesbiche che non fanno mistero della loro tendenza? Si ordinano allora più film con sole scene tra donne.
Si profila l’ipotesi, dopo la positività di Darren James, di obbligare l’uso dei profilattici nei film porno? Ma neanche per sogno. Il pubblico maschile resterebbe deluso nel non vedere, alla fine di ogni prestazione, ettolitri di sperma schizzare sulla faccia dell’attrice.
Nessuna discussione invece, mai, sul ricorso alla scopata anale. Quello che poche mogli sono disposte a concedere resta a tutti gli effetti un evergreen nel campo della cinematografia per adulti…
E qui mi fermo perché, nei suoi menu pornografici, gli hotel Marriott offrono 70 diversi “piatti” e non mi sembra il caso di specificarli tutti.

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Difficile dunque pensare che, nelle sue vesti di consigliere, Mitt Romney non abbia mai saputo nulla di questo giro d’affari che frutta alla Marriott 500 milioni di dollari ogni anno.
Anche l’ultimo dei motel offre la sua bella scelta di film pornografici all’attenzione del viaggiatore solitario che non ha il tempo o talvolta il coraggio di comprarsi una puttana. Molti sarebbero probabilmente tentati dal cercare un contatto umano, seppure a pagamento, ma poi sbirciano il box digitale con a fianco la Bibbia e pensano subito alla moglie. Così, anziché far venire in camera una Daphne o una Desiree qualsiasi, si comprano la prima visione di Suck It Dry o Hole Sweet Hole.
Nessun maschio, in quelle condizioni (ma anche in condizioni normali), fa caso al fatto che i disegni che ornano le lenzuola di una qualsiasi camera del West Travelodge non sono fiori stampati bensì una serie di antiche masturbazioni sovrapposte.
E nessun maschio oserebbe dire che una sega sparata in solitudine equivale ad aver tradito la moglie. Non dopo che un Presidente ha avanzato le stesse riserve in merito al pompino.
La differenza tra una camera al Marriott e una al West Travelodge, oltre al prezzo e alle lenzuola (e probabilmente anche alla qualità dei film), è che nel caso del motel si corre il rischio di finire vittima di qualche costosa truffa.
Come mi racconta Jeff, nel cui lavoro questo tipo d’intervento rappresenta un diversivo rilassante rispetto alle più ricorrenti sparatorie tra gang, ammazzamenti per droga, rapine e violenze alle donne, le truffe si svolgono di solito nei motel più sgangherati che, per l’acquisto e la visione dei film porno, non dispongono dei più moderni box digitali bensì di un vecchio sistema chiamato SpectraVision i cui keypad numerici sono facilmente taroccabili, in modo da indirizzare la spesa effettuata sul conto di un’altra camera.
Ci sono poveri commessi viaggiatori che, una volta tornati in sede, si sono sentiti chiedere dal principale che cosa significavano quei 500 dollari sulla lista-spese accanto alle voci Big Tits Tight Slits, Sperm Smiles, Triple Trouble.
Non è una bella cosa far fare alla gente queste figure.

Parte II – Il corpo e l’anima

Situazione recente. Marito e moglie appoggiati alla spalliera del letto nella loro camera di motel nei momenti dell’afterwards. Lui chiede ridendo se deve comprare quel film dal titolo esplicito. “No grazie”, fa lei, “l’ho già visto due volte”.
Non è vero ma lei è fatta così. E siccome lui ride ancora più forte di prima, lei prende la Bibbia dal comodino e l’apre con ostentata dimestichezza. “Non si può vivere solo perché si ha la bocca per respirare”, dice mentre cerca quello che le possa interessare in quel momento. “Bisogna avere una finalità e dare un senso alla propria esistenza”.
Poi segue con il dito un passo di San Paolo e lo legge ad alta voce:
“The wife doesn’t have authority over her own body, but the husband. Likewise also the husband doesn’t have authority over his own body, but the wife” (Prima Lettera ai Corinzi, 7:4)
(Sorprendente come San Paolo sapesse scrivere così bene in inglese!)
Il punto è capire che cosa s’intenda per avere autorità, potere, arbitrio, l’uno del corpo dell’altra.
Volendo continuare l’impertinente gioco, una giovane moglie potrebbe “pretendere” di disporre del corpo del marito a suo piacimento per poi concedersi nella stessa misura al volere del compagno.
Ma quello che, in fatto di opportunità di divertimento, offre il corpo femminile rispetto a quello maschile è un po’ la stessa differenza che passa tra Disneyland e il giardinetto comunale.

uomo_donna.jpg “Con il mio corpo puoi farci un bel po’ di roba in più rispetto a quello che io posso fare con il tuo”, commenta lei dopo aver seguito questa interpretazione carnale e materialistica di un passo altamente morale del Nuovo Testamento.
Ma non è quello che intende San Paolo. O forse sì. Nel senso che il piacere più sublime è donarsi reciprocamente, fondersi in una sola entità. Corpo e anima abbracciati in un assaggio di estasi eterna.
Descartes diceva che il corpo e l’anima non hanno nulla in comune. Però lui era anche quello che sospettava che la nostra vita non fosse altro che un’illusione messaci in testa dal demonio (e scrisse questo senza nemmeno aver mai visto The Truman Show).
Forse Descartes era solo un masturbatore oppure, quando si congiungeva carnalmente alla moglie, si limitava semplicemente a scoparla anziché farle l’amore.
Perché quando si ama una persona, con la dedizione che suggerisce la lettura di San Paolo, ci sono esperienze che ci fanno percepire come il corpo e l’anima possano miracolosamente interferire, fondendosi e confondendosi l’uno sull’altra, l’uno nell’altra.
“Come te su di me e dentro di me, bel maritino, ed io su di te e dentro di te”, dice la moglie con la Bibbia in mano e le tette di fuori.
Sfogliano le pagine e lei torna indietro alle righe più erotiche e sensuali di tutto quanto l’Antico Testamento. Ad alta voce gli legge il Cantico dei Cantici…

“Come sei bella, amore mio…le tue labbra sono come un filo scarlatto e la tua bocca è così attraente…le tue mammelle sono due cerbiatti che pascolano tra i gigli…Prima che il giorno trascorra e le ombre fuggano verrò al monte della mirra e al colle dell’incenso…Sei tutta bella, amore mio, in te non c’è un solo difetto…Com’è dolce il tuo amore, sposa mia, ancor più del vino…le tue labbra gocciolano di miele, latte e miele sulla tua lingua…Sei un giardino inviolato, sposa mia, una sorgente dalla quale nessuno ha bevuto, una fonte ancora intatta…Sono venuto nel mio giardino, sposa mio, ho colto la mirra e gli aromi, ho mangiato il mio miele e bevuto il mio vino e il mio latte…”

Niente da dire. Quando re Salomone non faceva finta di tagliare i bambini a metà (tutta scena) era un gran bel maiale.
Alla fine il Libro torna sul comodino e lascia nell’aria le sue suggestioni preziose.
“Mio signore, vuoi entrare nel mio giardino in fiore?”, dice la regina di Saba aprendo i cancelli con dita odorose di mirra.
“Molto meglio questa vecchia Bibbia di tutti i filmacci porno visti finora”, risponde re Salomone riponendo la spada fiammante nel fodero dorato.

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San Paolo e la Masturbazione nei Motel è di Lexi Amberson

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Comments

10 Risposte a “San Paolo e la Masturbazione nei Motel”
  1. temple scrive:

    mmm mmm mmm. eh eh eh

  2. cruman scrive:

    non ne sono sicuro mente (tu non lui), ma credo si stesse esibendo nella rappresentazione di onan il mancino!

  3. rocar scrive:

    Un post eccezionale. Complimenti.

  4. salvatore scrive:

    Ciao,

    leggo da un sacco di tempo MC ma non ho mai commentato.

    Oggi voglio farlo per ringraziarvi degli ottimi post che state proponendo ultimamente.

    continuate cosi'. ciao

  5. Vortexmind scrive:

    Ma quindi non c'è solo la Lexipedia :D

    Complimenti, ottimo articolo. Però una sega non è tradimento ^__^

  6. tusaichi scrive:

    bell'articolo veramente!

    non m'ha fatto alzar la bandiera,

    ma m'ha messo voglia di andar a trovar la mia bella.

    Dhè che stavolta mia porto la bibbia invece dei settebello.
    :P

  7. Marco il buono scrive:

    Non ci credo è bellissimo, sono estasiato, perfetto mix di cultura e ironia.

    Benvenuta chiunque tu sia.

  8. VOLTaire scrive:

    Accidenti che robba… Illuminante!

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