Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Salve MC, Storia di una Principessa (Poco) Qualunque" è stato scritto da Marina Garaventa. Ogni autore ha la sua opinione personale che non sempre corrisponde a quella di Gianalessio Ridolfi Pacifici ma a tutti è garantita l'opportunità di esprimersi purché siano rispettate queste regole. Il sito mentecritica.net non ha fini di lucro, è gestito su base volontaria ed a spese del curatore. Il sito non è aggregato a partiti o movimenti e non sostiene nessuna organizzazione politica.
Salve, sono Marina Garaventa, ho 49 anni e quando mi è stato chiesto di scrivere per la mia storia mi è venuto da sorridere: la mia vita ha infatti avuto tali e tanti capovolgimenti che non basterebbe una soap-opera, della lunghezza di Beautiful, per raccontarla. Non abbiate paura: niente storie lacrimevoli e disperate ma, parlando francamente, ora come ora, la mia situazione è una vera schifezza! Per non farla tanto lunga, giacché non amo piangermi addosso, vi riassumo brevemente il mio iter.
Tralasciando, per un senso di comprensione nei vostri confronti, tutti i vari acciacchi dai quali sono stata affetta sin dalla nascita, nell’ottobre del 2002, sono stata colpita dalla rara Sindrome di Guillan-Barrè che, dopo 13 mesi d’ospedale e “amenissime” sofferenze, ancora oggi, mi costringe a letto, attaccata, ad un respiratore.
La Principessa con la sua Corona
Quel tubo che esce dalla mia gola è la cannula che porta aria ai miei polmoni con l’aiuto di un sofisticato quanto piccolo ventilatore computerizzato al quale sono attaccata 24 ore al giorno (( vedi anche )). Insomma, tanto per intenderci, anche io, come il Papa, sono una tracheostomizzata (parola impronunciabile che è più difficile dire che subire) e, naturalmente, anch’io non posso parlare! Tutto questo bel marasma è capitato mentre, a 42 anni, ero nel pieno della vita: consigliere delegato ai servizi sociali e alla cultura del comune di Savignone, consigliere alla Comunità Montana Alta Valle Scrivia, docente all’Uni3, presidente di un’associazione musicale di giovani musicisti. Uno sfacelo, insomma: una di quelle cose che nessuno mette mai in conto e che sembrano solo il frutto della mente di uno scrittore di “telenovelas” da strapazzo!
A quel punto, comunque, la mia vita è mutata drasticamente, e, solo grazie al mio carattere e alle persone che mi sono state vicine, sono riuscita, nonostante le innumerevoli difficoltà, ad accettare la mia nuova vita, ritrovando un certo equilibrio e mantenendo buona parte di quelle attività che riempivano la mia esistenza di prima ma non richiedevano il movimento: continuo a scrivere, gestisco il mio blog, m occupo di battaglie sociali e di politica, leggo molto e mi tengo informata su tutto ciò che accade al di fuori della mia stanza. Insomma, nonostante la sfiga che mi ha colpita, io non ho nascosto la testa sotto la sabbia e non ho voltato gli occhi per non vedere anche le cose più spiacevoli della mia “seconda vita”
Del resto questa capacità di affrontare la vita a muso duro, prendendo il “famoso” toro per le corna, l’ho imparata dalla mia famiglia: la mia bisnonna, davanti alle difficoltà, diceva “abbiamo sempre lottato e sempre vinto”, e mio padre mi diede, nella mia infanzia, un insegnamento che non ho mai scordato. Quando un giorno, passeggiando con lui, provando disagio per gli sguardi delle persone che mi fissavano con insistenza per via di un vistosissimo busto di ferro che portavo, gli chiesi:
- Come faccio, papà, tutti mi guardano? -
- Guardali fissi negli occhi – mi rispose - e non abbassare lo sguardo finché non smettono! -
Così ho sempre fatto tanto da arrivare, nonostante tutti i miei problemi, a salire sui palcoscenici per presentare spettacoli e conferenze, e tanto da affrontare questa “incommensurabile tegola” con lo stesso sguardo ardito che avevo da bambina.
Il toro (che, povera bestia, sarà anche stufo di esser malmenato da tutti!) l’ho agguantato subito appena mi sono resa conto che ci sarebbero state ben poche speranze di uscir bene dal vicolo cieco in cui la sorte mi aveva infilata. Passati i giorni dell’ira e quelli dello sconforto, (e non sono stati pochi!) ho cercato, per quanto possibile, di trovare il meglio che la mia condizione poteva offrire.
… e il meglio l’ho trovato e, paradossalmente, per una che non può camminare, uscire, parlare, telefonare, il meglio di questa mia “porca” vita è: COMUNICARE! Gli amici, i conoscenti, persino gli sconosciuti mi scrivono raccontandomi la loro vita, comunicandomi gioie e dolori, inviando foto, racconti, poesie. Renato di Modena che non conosco, amico di un’amica, mi manda sonetti e disegni con l’intestazione “marinagaraventa-por-ta-ta-dal-vento”.
Strano a dirsi, neppure io l’avrei creduto, ma è come se, contro ogni ragionevole ipotesi, le mie forze, concentrate solamente sulle mie facoltà intellettive, mi permettessero di godere pienamente del rapporto con gli altri. Da questa volontà è nato il mio blog, un libro “La vera storia della Principessa sul pisello“, e tante altre attività che fanno di me, appunto, una vera Principessa!
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Scheda di presentazione a cura dell’autrice
Marina Garaventa è nata a Genova nel 1960, in una famiglia di musicisti, si è sempre occupata di musica e di organizzazione di spettacoli musicali, per e con i giovani, con l’Associazione Culturale Dafne, da lei fondata nel 1997. Nel 1993 ha pubblicato (Azzali Editore – Parma) il romanzo “Scuola di canto”. Ha collaborato con diverse testate liguri. Dal 1995 ha ricoperto diverse cariche politiche nel suo comune (Ass. alla Cultura e Servizi Sociali, Consigliere di Comunità Montana) impegnandosi nel campo sociale e in quello turistico e culturale.
Ha tenuto serie di conferenze sulla storia del melodramma per diverse Università della Terza Età.
Oggi, gravemente inferma, vive a Savignone dove, nonostante tutto, continua la sua attività e coltiva un’intensa vita di relazione, anche attraverso il suo blog, nel quale pubblica racconti e pensieri.
Nel 2007 ha pubblicato “La vera storia della principessa sul pisello” edito da De Ferrari Editore.
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Sono felice di aver fatto la tua conoscenza.
E’ da un po’ che non lo dicevo sinceramente
Oggi ho avuto la stessa sensazione di quando, per la prima volta, vidi usare un videotelefono da un sordomuto.
Il pensiero è stato: Ma allora Internet serve davvero a qualcosa.
Buongiorno principessa, a presto.
Accidenti, questo sì che è un gran consiglio! Semplice, diretto ed efficace.
Grazie.
Complimenti per il blog

i consigli di Sua Maestà sono sempre preziosi ….
ehm …. il mio nick era già presente, ho dovuto prendere un altro alias che non sarà del tutto sconosciuto alla Principessa
doveroso baciamano
cheyenne
onorato anch’io, principessa.
Grazie principessa, grazie per quella lettera che tu scrissi per dire la tua su Eluana. Tutti si scatenavano scrivendo qualcosa sui blog, io per la prima volta non riuscivo a trovare parole adatte, e quella lettera mi ha illuminato.
Serve a poco, o nulla, ma … felice pure io di averti letto.
Sono d’accordo con il “nemico” Gianalessio Ridolfi Pacifici: internet serve a qualcosa.
grazie! il piacere è tutto mio. In quanto a Interner e al pc, posso dire che, senza, sarei morta! Vi aspetto nel mio blog!
Qui non ci crede nessuno
Gentile Principessa, buona sera.
Fra le prime cose che penso e che sento, leggendo la tua lettera,
”porca ++++++++++, io non sono mica sicura che avrei avuto l’energia e la resistenza per tenere botta a uno sconvolgimento così”.
E poi, sì, che grazie a ?dio?ochiperesso oggi abbiamo il web, la longa manus che ci permette di uscire dalle nostre stanze. Credo che in fondo, ciascuno abbia un vano-tumulo accanto a sè, un vuoto pesante in un mondo reale in cui non ci si identifica e che invece si riesce a varcare qui.
Che dire? ti lascio i migliori auguri di continuare a coltivare il giardino di relazioni e amicizie e sonetti!
Salutoni cannonici
DC
“Chi sa di essere fratello dal fondo dell’anima, costui sentirà il soffio del buon vento ciò che altri non potranno. Allora si leverà e, andando, potrà ben vedere come si scala una montagna coi denti. Dopo, potrà dirne al mondo ogni meraviglia e sarà ascoltato”.
Io ho appena iniziato a salire e già ho perso quasi tutti i denti, ma riesco appena a vedere la tua scia luminosa, in alto, molto in alto.
Ci possiamo incontrare solo nei blog per mia sfortuna.
“Guardali fissi negli occhi – mi rispose – e non abbassare lo sguardo finché non smettono! ”
E’ vero, funziona con i bulli, con gli arroganti del potere, con gli ex, con i falsi, con chi si crede chi sa chi.
Accidenti Principessa, Welby, Eluana, ci fate vergognare. State combattendo più voi, che noi. Complimenti per il coraggio, per me
Il coraggio è un bimbo sconosciuto
che chiamo così
perchè mi fa tanta compagnia
sua madre è la mia sfiga
che me lo lascia accanto
mentre intralcia la mia via.
Visiterò il tuo blog, ho parecchi casini da sistemare, per ora Ciao!