Safe With Me 1


First of all you will be always safe with me. This is a kind of promise, deeply written on the surface of my old heart. So, please, do know that we will wait the night together and I’ll fight till the end. As I already did, as I daily do, as I’ll always do. This is my duty, this is my destiny. It’s no matter of love, it’s not a kind of gift to you. It is the natural behaviour of weak creatures when they meet the dark. There are thousand of unwritten words in our life. I’ll write all of them, once at time, till the last one. Don’t mind. It’s my job. I never quit my service in the past. I was born as a sentry and a sentry I still feel to be.
Here I am. Trust me. Something of us will survive anyhow.


Un commento su “Safe With Me

  • Antonello Puggioni

    Non appena capii di essere “guarito”, ebbi la certezza che non sarei più morto, che qualcosa di me sarebbe vissuto in eterno.
    Fino a quel momento avevo attraversato la mia vita come una frase interrotta a metà, come una testa mozzata che rotola giù dal patibolo, vivendo spaventato di essere vivo, sprecando il tempo concessomi dal destino a come pensare di viverla.
    Aspettavo immobile che qualcuno o qualcosa, con uno schiocco delle dita come in una magia antica, mi scuotesse una volta per tutte dalla mia vita apparente.
    Non ho atteso invano.
    L’incontro avvenne in penombra, al tramonto. E ora, come allora, che questa sensazione d’infinito si fa più intensa.
    Coloro che che avevo incrociato fino a quel momento mi stavano portando su sentieri sbagliati, quando successe.
    Il posto era su una collina, il punto più alto di una baia d’erba che si affaccia sul mio mondo con tutti i suoi colori e le sue tenebre.
    Un posto da cui credevo di aver visto tutto senza mai sentire niente.
    Sono tornato da poco su quella collina, per conto mio. Finalmente guidavo io!
    Era proprio una bella giornata, di quelle che sanno di vento e sale e indossavo il mio sorriso migliore, non uno di quelli buoni solo a spaccarti la faccia.
    In riva al mare d’erba slegai il sorriso e m’incamminai tra i ciuffi.
    C’era un vecchio, sotto la frescura di un leccio.
    Guardò il mio cuore e mi chiese se era stato un demone.
    Risposi che sì, era stato un demone.
    “E tu ritorni dentro?” mi domandò il vecchio.
    “E io ritorno dentro. Ormai sono al sicuro.”

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