Rosy for President
11 ottobre, 2007 - 9:00 di Fully
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica, Vere Donne
Condividi Rosy for President. ti ringrazia.
Ti Piace MenteCritica?
Sarà Don Walter, non ci sono dubbi, il vincitore delle primarie del PD. Le grancasse sono al lavoro da tempo, le macchine di partito girano a pieno ritmo, appena infastidite dalla voglia di cambiamento del Paese che finora ha prodotto solo un certo interesse per il Vaffa di Grillo e per le regge acquistate a prezzo di saldo da Mastella & C.
Sarà Don Walter, senza dubbio, ma è un peccato, sapete?
Le domande riguardano le “radici” del PD, quella che dovrà esserne l’identità politica, la visione sul ruolo dei partiti, l’opinione su come riformare la legge elettorale, su come risolvere i problemi del lavoro e dare risposte alle istanze del Nord del Paese.
Provate a votare la risposta che vi convince di più, ma fatelo senza guardare prima i risultati del sondaggio, e – possibilmente – valutando le risposte per quello che dicono, senza tenere conto della notorietà di chi le ha date.


Sarà un caso, o forse sarò prevenuto, ma a me è capitato di non dare MAI il voto alla risposta di Don Walter, e di dare 4 voti su 6 a quella di Rosy Bindi. La Rosy – che personalmente non ho mai amato per la sua eccessiva vicinanza al Vaticano – è quella che si sbilancia di più, quella che fornisce le risposte al tempo stesso più coraggiose e più concrete.
Che grinta, la Rosy! Per me è stata una sorpresa.
Don Walter no, nessuna sorpresa: lui risponde in modo ecumenico, resta il più delle volte sul vago, ma sempre – ci mancherebbe – con un bel sorriso di comprensione per tutto e per tutti. E’ il suo stile: grandi dichiarazioni di principio, sulle quali non si può non essere d’accordo (chi non preferirebbe un lavoro stabile ad uno precario?, chi non pensa che al Nord servono migliori infrastrutture? ….) ma pochi progetti e parecchia aria fritta sul come realizzarli.
Sarà Don Walter, senza dubbio, e senza sorprese.
Ma io voterei per Rosy
Rosy for President è di

Anche Adinolfi, con Generazione U ha dato delle risposte molto condivisibili.
Per esempio l’unico sistema serio per decidere su temi etici come il matrimonio gay è la democrazia diretta.
Non è giusto che un leader decida con 4 persone dello staf come regolare un tema così sensibile senza ascoltare la base.
E’ giusto che ci sia un referendum consultivo con voto vincolante che, democraticamente, raccoglie l’idea della base del partito che diventa la linea politica da seguire.
La votazione sarà eseguita via web, in maniera tale da non gravare sui costi e sarà spalmata su 7 giorni, cosicché non ci sia il rush della votazione.
E questa è la proposta di Generazione U.