Roma? A Noi! 11


Oggi parlavo al telefono con una mia amica. Lei è nata in Nord Terronia come me, ma da anni vive a Roma di cui ha acquisito la residenza. Quando le ho chiesto chi avesse votato come sindaco, sapendo cosa ne penso del personaggio, con la vocina flebile mi fa:”Rutelli. E’ stata difficile, ma Alemanno proprio non riuscivo a votarlo. Però, se vuoi sapere la verità caro (lei mi chiama caro), vorrei che Alemanno vincesse. Non volevo essere io la responsabile, ma vorrei che vincesse perché Rutelli è proprio indigeribile”.

A quanto pare la musa elettorale, sempre che ci sia una musa per le elezioni, ma credo di sì, le ha dato ascolto. La mia graziosa amica ha la coscienza salva e Alemanno sindaco di Roma.
Evidentemente, essere i meno peggio non basta più. O perlomeno non è bastato a Rutelli, uomo aposizionale per definizione, capace di transitare dalla droga libera e l’antimilitarismo fino al baciamano al prelato e all’obbedienza per Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Io non posso che dire: bene! Non perché abbia particolari simpatie per Alemanno, il sospetto geneticamente predeterminato per gli uomini di destra rimane, ma perché credo che sia necessario decapitare una volta e per sempre la classe dirigente che ha occupato militarmente il presidio del riformismo italiano e lo ha trascinato nella polvere. Invece di ritrovarci Zapatero, ci ritroviamo Veltroni e Rutelli. Se questo disastro della sinistra fosse avvenuto qualche anno fa, dopo la prima caduta di Prodi, ora staremmo già risalendo la china. Invece non abbiamo nemmeno iniziato.

E sarà dura. Sarà dura perché nonostante le batoste, gli uomini di gomma, gli aposizionali per definizione, quelli il cui unico scopo è inorgoglire una patata lessa facendola sentire più espressiva, rimangono saldamente ancorati alla battagliola del ponte di comando della nave che affonda. Rutelli vicepresidente del Senato (forse), Veltroni alla giuda guida (grazie Cima) dell’opposizione di questo paese e fuori dal partito socialista europeo. Non mollano.

veltroni2.jpgrutelliz.jpg

Veltroni e Rutelli

Ora è compito nostro fargli capire che il menopeggismo sul quale hanno lucrato in questi ultimi anni non basta più. Fuori le idee, se le avete, o fuori dai coglioni che avete inzuppato pane in abbondanza.

Il 22 gennaio 2007, in un’altra vita ed in un altro tempo ho scritto quello che segue. E’ attuale e un po’ profetico. Via le mani dalle balle. Il comandante non porta sfiga è solo un genio, cosa che da piccolo mi ha dato dei problemi, ma ora è il bastone della mia precoce vecchiaia. Sinite parvulos venire ad me.

Mi sono sempre chiesto perché uno senta la pulsione di votare per certi personaggi. Posso capire chi vota ubellusconi attratto dall’innegabile fascino dell’uomo e del suo rapinoso successo. Posso capire chi vota fini e pappino, probabilmente in nome di ideali sepolti dai loro stessi sacerdoti. Sono chiare anche le motivazioni di chi si affida a berchinotti e casini. In fondo si tratta di integralismi, opposti ma sempre integralismi. A pastella pensano i paesani cui sono state provviste congrue motivazioni previdenziali che si rinnovano con mensile cadenza. A fossi, l’uomo che non può morire per motivi politici, il supporto viene da quelli che anelano ad una piccola Svizzera al sud di quella vera e le cui rivendicazioni sono state rapite da un manipolo di populisti che, dopo aver fallito negli affari, hanno trovato il modo di sistemarsi alle spalle di chi negli affari era riuscito.

Il vero mistero sono personaggi come nutelli e pecoraro scambio.

Nutelli non ha una sola posizione geometricamente definibile come tale. Parla con quei suoi occhioni da ebete fissi nella telecamera e trasmette vuoto pneumatico. Siede a sinistra ma bacia le mani ai vescovi, fa il riformista ma è scettico sui pacs. In una sorta di ubiquità intellettuale, nutelli vive in uno spazio adimensionale ove, in nome di una geometria aliena, si può essere dovunque e novunque nello stesso tempo. Più che politica la sua è fisica dei fluidi, secondo la quale si può assumere qualsiasi forma in modo da riempire ogni spazio.

E veniamo a pecoraro scambio. Anche lui quando parla in televisione, ignora l’interlocutore e fissa l’obiettivo con truffaldino sguardo ipnotico. E di ipnosi si deve trattare perché di pecoraro non è nota alcuna azione concreta. Cosa è più auspicabile per la salvaguardia dell’ambiente che avere un ministro del partito dei verdi. Scambio è al suo secondo mandato come ministro dell’ambiente. La Campania di cui lui è figlio distratto dovrebbe aver eliminato il problema dei rifiuti, lo studio e l’utilizzo di carburanti vegetali come l’olio di colza e l’alcool di canna dovrebbero essere stati incoraggiati, le misure per la riduzione degli sprechi energetici dovrebbero essere operative da tempo. E invece? Il nulla. Le funzioni di pecoraro si perdono nell’infinito spazio siderale. Non ho nemmeno nulla da linkare. Oltre al fatto che ha sfruttato ad hoc l’oscena legge elettorale che prima ha osteggiato per fare senatore il fratello dopo che il suo cavallo ha rifiutato il laticlavio e le prestazioni da fotomodello, non mi sono note altre attività.

Eppure in questa grande democrazia anche questi personaggi, che in un paese civile sarebbero stati confinati a professioni nelle quali non fosse richiesta fantasia ed intelligenza o avrebbero vissuto alle spalle dello stato in qualche oscura galera, hanno trovato credito e diritto di espressione. Nutelli mette paletti ed impone veti su aspetti di civilta’ sociale, pecoraro scambio fa il duro su questioni che non gli interessano per vedere se c’e’ da guadagnare qualcosa.

Quando qualcuno mi chiede cosa fare per uscire da questa situazione, io in genere rispondo che la soluzione non e’ prevista nel corso delle nostre vite e che dobbiamo impegnarci in nome dei nostri bambini perche’ forse loro vedranno i primi frutti del nostro lavoro. Un consiglio puo’ essere questo: quando andrete a votare ricodatevi di quello che avete letto e chiedetevi se volete veramente che certa gente costruisca le sue fortune alle vostre spalle e condizioni le vostre vite.

Andate con Dio.


11 commenti su “Roma? A Noi!

  • Francesco Orsenigo

    Concordo.
    Dobbiamo davvero aspettare che i partiti capiscano che cosí non funziona e comincino a proporre persone decenti e posizioni decise…?
    La sinistra ha preso una legnata epica, ma sembra faccia fatica a capire.
    In fondo un paio di cadreghe sotto il culo, un paio di stipendi li prendono lo stesso….

  • Doxaliber

    Se sperate che il PD cambi rotta solo perché ha perso le elezioni temo che rimarrete delusi. Il loro unico interesse è mantenere il potere, al massimo si adegueranno a sparare slogan come quelli utilizzati dalla destra, ma le cose importanti, quelle per cui molti elettori hanno voltato loro le spalle, non le prenderanno mai in considerazione.
    Rutelli ha detto di aver perso a causa della “sicurezza” e della strumentalizzazione che ne è stata fatta dal centro-destra, in realtà probabilmente le ragioni sono molto più profonde e, come scrive CN, riguardano tutti quegli elettori stanchi e delusi di votare il “meno peggio”.

    Ma questo tipo d’analisi e d’autocritica temo non la faranno mai, molto meglio trincerarsi dietro migliaia di scuse.

  • ugasoft

    questa è un’ottima analisi… ti do ragione, voglio le teste di questi democristianofili!

  • Lisa

    Il problema sta proprio in questo, nell’ambiguità. Se dovessimo andare a guardare le ideologie alla base (come mi sento antica e demodé a parlare di queste cose…), cos’ha fatto la sinistra ‘di sinistra’? Ha forse mandato le reti sui satelliti? Ha forse fatto la famosa legge sul conflitto di interessi? Ha ‘dato i soldi ai poveri’? Si è messa contro la onnipresenza della chiesa dicendo loro di smetterla di impicciarsi di politica e continuare a parlare di fede? Niente di tutto ciò…per forza che poi impera il ‘votiamo il meno peggio’, il qualunquismo, l’idea ‘ma tanto sono tutti ladri allo stesso modo’.
    Ho sentito molte persone dire ‘io voto destra perchè almeno loro lo dicono chiaramente che vogliono prendersi i soldi per sé”. E ci lamentiamo che alla gente non interessa la politica?

  • marcoilbuono

    Quindi anche cacciari dà un colpo alla botte e uno al cerchio…tutti uguali.
    E non ci sono tracce di cambiamento, come al solito fosse successo all’estero sarebbero stati cacciati a calci.

  • nino

    concordo con il post, dovremo chiederci però se il popolo vuole uno zapatero, sarei curioso di sapere come reagirebbe di fronte a delle proposte di ispirazione socialista.

  • Silent Enigma

    la parola “socialista” è stata affossata definitivemente da craxi e soci, nino. Però vorrei vedere se con i democristianlibertarialeatinazionaliautonomisti scenderebbe qualcuno a tirare le 50 lire.

    Riguardo all’articolo, è vangelo.

I commenti sono chiusi.