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Roma? A Loro!

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Non mi capita spesso di tornare sullo stesso argomento in così breve tempo, ne di riciclare (almeno parzialmente) un titolo. Sono di faconda creatività e mi compiaccio di spaziare tra molteplici argomenti ed i vari campi dello scibile umano con confortevole dimestichezza.
Faccio eccezione a questa mia snobistica costumanza perché la vicenda che si è consumata ieri a Roma racchiude in se la storia politica della sinistra italiana negli ultimi anni.

Berlusconi, con tutto il suo corredo di amicizie imbarazzanti, carichi pendenti e abuso dello strumento televisivo per rimbecillire gli spettatori e costruirsi un’immagine da statista, è francamente un soggetto impresentabile come capo della destra italiana.

All’inizio Fini e tutti i suoi cameratini da salotto la cosa l’avevano capita ed avevano cercato di fare un minimo di resistenza. Poi, si sa, l’età, la panza, gli stravizi, l’abitudine ai ristoranti ed alle zoccole fiaccano chiunque e, quindi, assunta la corretta posizione aziendale con le mani sulle ginocchia ed il busto a formare un angolo retto con le gambe, hanno “accettato la situazione” senza nemmeno ricorrere a quantità eccessive di lubrificante.

Niente di male, per carità, tutti abbiamo il diritto di pensare alla vecchiaia, anche i camerati in doppiopetto che, dopo tante ore passate a fare il saluto romano, avranno anche qualche principio d’artrite. Quello che sembra incomprensibile, invece, sono gli altri, quelli che a Berlusconi avrebbero dovuto fare opposizione seria e propositiva. Costoro, i vari Poltroni, Nutelli, Damena, Berchinotti, Pecoraro Scambio e compagnia bella, erano così convinti che gli italiani si rivoltassero indignati di fronte allo scandalo berlusconiano, che si sono messi in modalità consumo minimo e, invece di proporre alternative per apparire migliori, hanno basato la loro attività sul menopeggismo, la nuova frontiera della sinistra italiana.

Nella sua intervista di oggi al Corriere, il signor Nutelli, la cui espressione, per quanto mi sforzi di apprezzare le differenze, mi appare immutata, afferma:

Mi hanno lasciato solo. Mi hanno mandato a sbattere in una città devastata, ridotta allo stremo. Il degrado, la sicurezza… Ho pagato la domanda molto forte di discontinuità con la gestione precedente, un’onda che ci ha travolto tutti

Anche se l’intervista contiene molti spunti su cui riflettere per cui vi invito a leggerla, mi vorrei concentrare su questo periodo che ho citato. Nutelli contesta a Poltroni la gestione precedente della città che, ai suoi occhi, appare devastata, degradata, insicura.
Lasciamo perdere la pugnalata al suo predecessore. Quale sarebbe stata la proposta di Nutelli per risolvere il problema? Il braccialetto elettronico alle donne.

In piena ottica menopeggista, secondo Nutelli bastava sparare una fesseria qualsiasi, dire una cosa così, per mettersi al di sopra del suo avversario di destra.
Proviamo a riflettere per un attimo seriamente sulla proposta come avrebbe dovuto fare lui prima di annunciarla.

A chi sarebbe andato questo braccialetto? A tutte le donne o, magari, gratis alle bonazze (soggette a maggior rischio) e a pagamento per le racchie? E le turiste? Ne avrebbero avuto uno temporaneo? Mettiamo che andasse a tutte, comprese le turiste. Da che età a che età? In che intervallo di età una donna è soggetta al rischio di rapimento per stupro? E poi, il braccialetto sarebbe stato sigillato o si sarebbe potuto togliere? Nel primo caso come si faceva la doccia? Con la mano fuori dalla tendina? Nel secondo, se si poteva togliere, cosa impediva allo stupratore di togliere il braccialetto prima di rapire il soggetto?
E poi, se anche il braccialetto lo avessero avuto tutte e avessero fatto la doccia con il braccio teso (triste auspicio), a che minchia sarebbe servito il braccialetto?

Ve lo immaginate il brigadier Cuccurullo sonnecchiare davanti al monitor dove lampeggiano tutti i puntini dei braccialetti e chiedersi perché la signora Guglielma (Cuccurullo ormai le conosce tutte) è ferma da venti minuti allo stesso posto?
Cosa avrebbe dovuto fare Cuccurullo? Chiamare la signora al cellulare? Mandare le volanti per poi scoprire che si era fermata a provare un vestito?
Chiamiamo le cose con il loro nome:

CAZZATA

Ora Nutelli si sfoga e lui e i suoi fidi si interrogano su quale sarà il loro ruolo nel PD. Io al loro posto non mi preoccuperei. Il primo motivo è che credo che ormai il PD abbia vita breve. Lungi dall’essere veramente un progetto di lungo respiro, l’entità della sconfitta lo sta sottoponendo ad una serie di lacerazioni centrifughe che faranno giustizia di questo golem che vedeva schierate nella stessa formazione Emma Bonino e Paola Binetti. Non aveva senso allora, non ha senso adesso, non avrà senso mai.

Il secondo motivo per non preoccuparsi è che a Nutelli ed al suo codazzo di portaborse una sistemazione la troveranno sempre. Magari si tratterà di un incarico istituzionale, si parla della vicepresidenza del Senato. Ottima cosa. In fondo, prima di servire veramente a qualcosa, Nutelli dovrà veder crepare Presidente della Repubblica e presidenti di Camera e Senato. Eventualità possibile, ma non probabile. Poi, per il resto, si tratterà di fare un po’ di rappresentanza, cosa che Nutelli, con il suo visone patatoso adatto a tutte le circostanze, saprà fare benissimo. Specialmente se c’è da farlo con gli stranieri.

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