Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Risultati Elezioni: Poche Chiacchiere, Chi ha Vinto e Chi ha Perso Veramente" è stato scritto da dellefragilicose
Abbiamo passato anni a guardarli litigare in televisione, prendersi a pugni in parlamento, usare le loro cariche per sistemare parenti, amici, zoccole e puttani. Ci siamo deliziati ad infilarci nelle loro storie di droga, di prostituzione, di malaffare, di vizio. Ci siamo indignati nel vederli trattare camera, senato e commissioni come una specie di ufficio legale privato al quale delegare la cura dei propri interessi. Li abbiamo considerati come dei personaggi di reality le cui storie si dipanavano aldilà del vetro dello schermo della televisione: lontane, effimere, estranee, vagamente inverosimili.

Giulio Andreotti: Senatore a vita, 70 anni di potere ininterrotto in Italia. Ha vinto le regionali
Poi, il vetro della televisione si è rotto, la porta di casa si è aperta cigolando leggermente e loro, gli effetti della loro (in)azione e della nostra incapacità sono entrati in salotto, senza nemmeno pulirsi le suole sporche di merda sul tappetino all’ingresso. Nonostante il nostro disinteresse per la politica, la politica si è interessata di noi.
Altro che reality, altro che personaggi viziosi ed inverosimili. Da quando questo sito ha iniziato le pubblicazioni l’11 marzo 2007, statisticamente (( vedi ))più del dieci per cento dei suoi lettori ha perso il suo lavoro e non ha potuto riconvertirsi. Su scala nazionale parliamo di milioni di individui, famiglie comprese, molti dei quali in una fascia d’età che ne rende impossibile il ricollocamento e che nel giro di pochi anni dovranno trovare un sistema onesto o disonesto per campare oppure suicidarsi come questi due qua (uno e due). Senza parlare del debito che è salito a numeri inverosimili (( 121% )) e del rapporto deficit/PIL (( circa il doppio di quello consentito per rimanere in area euro )).
La delocalizzazione della produzione, il lavoro precario e i licenziamenti mascherati da cessioni di ramo d’azienda hanno consentito alla grande industria italiana di ridurre drasticamente i costi di produzione mantenendo inalterati i prezzi. Un sistema che rovinerà milioni di persone per consentire a qualche centinaio di migliaia di vivere in un lusso ancora più sfrenato di quello di prima. Molti dovranno privarsi del necessario per fare in modo che qualcuno abbia molte più cose superflue. Viva il grande ed evoluto liberismo italiano.

Antonio Bassolino: ex ministro, due volte governatore della Campania e Ras a vita. Da commissario straordinario a presidente della regione ha assistito inane alla trasformazione in serbatoio di merda della Campania Felix. Ha vinto le regionali.
Ma attenzione, questo non si può dire, perché è demagogia. Tu devi rimare a casa tua, senza lavoro (( perché dove sta scritto che ti spetta? Ma che cazzo c’entra la costituzione, scusa? E’ roba di 60 anni fa )) e non devi rompere le balle. E’ la globalizzazione baby. I cinesi, la cui industria e famosa per la grande affidabilità dei suoi prodotti, comprano la Volvo e tu stai qui a romp ‘o cazz perché l’informatica la fanno in India, il tonno Rio Mare in Thailandia e le scarpe sono Made in Italy solo perché le hanno messe nella scatola a Vigevano dopo averle prodotte in Ski Lanka? Chi cazzo credi di essere? Ancora non hai capito che la tua funzione è essenzialmente quella di tubo digerente? Devi far entrare le cose da un lato e cacarle consumate dall’altro. Basta. Troppo difficile?
Per questo che ho deciso di non comprare più niente. Si fottessero loro e le loro magliette, il loro tonno in scatola, le loro scarpe, le loro macchine fatte in Polonia e finanziate con le tasse degli stessi operai italiani. Mi metto in modalità consumo minimo e vi faccio rimanere la roba sugli scaffali tanto in Italia non potete licenziare più nessuno, ci avete già fatto fuori tutti.
Provateci ora a vendere per settanta euro ai cinesi la maglietta fatta in Romania e costata 2 euro. Vediamo se siete capaci. Con me avete chiuso.

Silvio Berlusconi. Venti anni di potere in Italia e non una singola legge che non riguardasse i cazzi suoi. Ha vinto le regionali.
E ora veniamo alle regionali. Che c’entrano direte voi. Nulla, rispondo io. Appunto, la politica con queste cose non c’azzecca più niente da anni. In questa campagna elettorale si è parlato di tutto, sconfitta del cancro e Bin Laden compresi, meno che di lavoro, sanità, trasporti, povertà, imprenditoria e redistribuzione del reddito. E’ per questo che la vera azione rivoluzionaria, il vero atto terroristico senza spargimento di sangue, il vero segnale forte, non sta nel votare questo o quello, ma nel consumare solo lo stretto necessario.
Basta telefonatine per “sapere come stai”, basta “predi tre paghi due” (non prendo niente e non pago niente, così risparmio anche di più), basta dibattiti televisivi con infarcimento di pubblicità, basta Nuova 500 (che ha rotto le balle), basta Michele l’intenditore e basta quotidiani, settimanali e cazzate varie. Basta.
Facciamoci crescere la barba, entriamo nella clandestinità del consumo, diventiamo veramente degli avversari politici temibili e non solo delle pecore da inculare per pastori pervertiti. Noi non siamo dei tubi digerenti. Noi siamo pericolosi perché vi costringeremo a trovare qualcun altro a cui spacciare la vostra inutile merda. Con noi avete chiuso.

Pier Luigi Bersani: il segretario inutile della creatura inutile di un uomo inutile. Ha vinto le regionali.
E se sei arrivato fin qui senza capire chi ha vinto e chi ha perso veramente alle regionali, allora sei un cazzone. Cancella questo link, dimentica questo sito e non farti mai più vedere da queste parti.

Io sono arrivato alla fine già sapendo chi perde veramente… non ho capito però chi ha vinto
Le operazioni di “voto vero” di cui parli, sono alla nostra portata da vent’anni circa. Eppure, se vai nelle case degli italiani anche quelli piu’ poveri, troverai sempre decoder, tv con schermo piatto, laptops, cellulari, consoles, prodotti alimentari provenienti da negozi in franchising (siano essi discounts o ipermercati).
Qui come altrove, abbiamo concesso la vittoria al Wal-Mart.
Questo per dire che le elezioni regionali c’entrano poco nel piu’ ampio contesto descritto dall’articolo. Sono senz’altro un altro segnale (interpretabile) ma il trend è già chiaro da tempo: la politica dei partiti è una delle derive di questa umanità.
E chi ha perso queste regionali sta perdendo già su tutti gli altri fronti.
Io invece penso che le cose stiano rapidamente cambiando.
Anche se non c’è un’evidenza di stampa o di media, percepisco una crisi reale che è di molto superiore a quella raccontata.
L’effetto domino è partito. Il consumo minimo, che per ora è un atto politico, potrebbe diventare una forma di difesa.
Sono d’accordo e, anzi, potrebbe sempre essere la nostra ancora di salvezza.
Il problema che scorgo è che attualmente, dal momento che un certo mercato si sta per così dire “arroccando”, il consumo minimo è solo riferito ai soldi (5×2, punti premi, finanziamenti preferiti ai pagamenti in contanti, il famoso tonno di cui si parlava anche altrove…), dirottando il “voto vero” in prodotti a km8000 e cibi contenenti fonti di schiavitù e chimica o produzione che uccide i meccanismi simbiotici alla base di quello che ci dovrebbe invece servirci per vivere dignitosamente; qui parlo soprattutto delle montagne di tecnologia da buttare ogni 3 anni, dei danni ambientali, del business dell’acqua potabile, ecc.
“The world is a business, Mr.Beale.”, per questo non mi aspetto dalla Regione qualcosa di utile. E, stando a quello che riesco a vedere, i miei concittadini hanno scelto anche loro di protestare contro una certa politica continuando di fatto ad alimentarla con i propri acquisti.
sorry, avevo scritto prima questo ma mi è andato in errore ed ho pensato non fosse stato inserito nella coda
se per pulizia lo volete cancellare, sennò non fa niente
Spero tu abbia ragione. Per ora, almeno nel piccolo mondo che vedo ogni giorno, i miei concittadini stanno preferendo le catene di negozi in franchising, il 5×3, le raccolte a punti, i prodotti a km8000, i cibi chimici, il famoso tonno di cui si parlava anche altrove, favorendo di fatto i cattivi business e la cattiva politica, come ad esempio il business dell’acqua, e votando produzioni che sfregiano i rapporti simbiotici che dovremmo dare intoccabili per legge.
Ci sono casi in cui è dall’alto che ci devono piovere alternative valide. Se Carrefour o Auchan sono in grado di sostenere senza battere ciglio eventi barbari come la “spesa sociale”, figurarsi se gli frega qualcosa di perdere qualche cliente che sceglie di boicottare i prodotti esposti, scegliendo di pagare senz’altro di piu’ un prodotto “simile” da un banco del mercato rionale che lotta contro tutto e tutti per sopravvivere (per non parlare dei negozietti). C’è tutta la “mafia dello scaffale”, a quanto mi si dice le Coop non sono incluse, che ci attende ogni giorno prima delle casse.
NOMEN OMEN EST! (dellefragilicose)
Se ne faccia una ragione ……. anzi penso che la Sua reazione dimostri che ancora non ha avuto modo di elaborarne una!
Ma come mai non avete ancora capito che demonizzare serve solo a fare il gioco dell’avversario?
L’avversario? Quale avversario? Tu dovresti seguire il consiglio finale perché dell’articolo non hai capito niente.
“E se sei arrivato fin qui senza capire chi ha vinto e chi ha perso veramente alle regionali, allora sei un cazzone. Cancella questo link, dimentica questo sito e non farti mai più vedere da queste parti.”
Ripeto … continuate con questo slogan e tanti auguri!
Ok, è tutto molto triste, ma mi rendo conto che cercare di farti afferrare il concetto sarebbe impossibile. Suppongo tu abbia “vinto” le elezioni: auguri e grazie per l’inutile consiglio, NOI (non si sa chi. Noi di Mentecritica?) continueremo così.
non ha capito… è uno di quelli o di qua o dila… andiamo avanti.
Complimenti.
Non ce la faccio a seguire la logica antiprofitto (eccellente) che proponi – ieri ho comprato una macchina fotografica, economica, ma l’ho comprata – fino a ieri avevo, non volendo più riconoscere le mie radici napoletane, riposto la mia fiducia nel resto d’Italia, dimenticando che furono loro 150 anni fa a ridurmi in questo “stato”.
Ora penso di emigrare, mi becco la pensione e me la vado a spendere all’estero, magari da Sarkò. Per un po’ rideranno di me – ridono sempre degli italiani all’estero – poi se riesco vigliaccamente ad arrotare la erre, dirò di essere affetto da una sindrome sodomitica che mi fa’ parlare con accento italiano.
Tu continua così, finche ce la fai, grazie, io purtroppo ho già dato ed a incassare è stato solo D’Alema.
Se vai da Sarkò hai una buona pensione. Buon pro ti faccia.
Noi, che alla pensione non ci siamo ancora arrivati e che non ce l’aspettiamo buona, siamo più motivati a rompere le scatole.
Grazie e in bocca al lupo.
grazie
Aveva ragione Nietzsche quando parlava di nichilismo.. è facile essere “ottimisti teorici” (in questo caso l’ottimismo si riferisce al pensare che non comprando più nulla si possa davvero cambiare le cose).Nonostante il mondo caotico e assurdo che lo circonda tale individuo crede che con la ragione e la razionalità potrà comprenderlo e correggerlo.
Anni dopo anni l’ottimista teorico tenta di divellere l’ignoranza,l’irrazionalità e l’assurdità del mondo circostante ma nulla cambia davvero.
Anzi le cose sembrano andare sempre peggio.. per questo ho deciso di smetterla di privarmi di comodità : uso i mezzi pubblici per inquinare meno, non uso le macchine del caffè a cialde per l’enorme quantitativo di spazzatura che creano,tengo bassa la temperatura di casa, lotto con il condominio per realizzare interventi di riqualificazione energetica, compro prodotti km0, chiedo sempre e comunque lo scontrino anche quando si è in comitiva(l’ultima volta alla cena di classe delle superiori..), all’università compro libri originali e non fotocopiati,compro vestiti,auto e per quanto possibile elettrodomestici made in italy(l’ultima volta che ho comprato un’auto il concessionario non sapeva nemmeno dove fosse prodotta..) e un migliaio di altre cose…
Oggi userò la macchina e quando tornerò a casa comprerò un migliaio di cialde, non chiederò più lo scontrino ma lo sconto, fotocopierò libri e in genere se potrò fare qualcosa di non giusto lo farò se potrò permettermelo.
Ti capisco e non ti giudico. E’ frustrante fare le cose onestamente e vedersi sorpassare a destra.
Forse, fra un po’, visto che non posso vincerli, anche io deciderò di unirmi a loro.
E’ una questione di sopravvivenza.
Sarò un ingenuo, cazzone mi sembra un po’ troppo, (
) ma continuo a credere che non esista una minoranza di cattivi che trama per avere il superfluo, privando in tal modo la maggioranza dei buoni del necessario.
Mi pare più verosimile immaginare la nazione come un’organizzazione che produce beni e servizi, che deve confrontarsi con altre organizzazzioni, che producono anch’esse beni e servizi.
Quel che mi sembra di capire, guardando le cose, è che l’organizzazione Italia, in questo momento, per i più disparati motivi, non sia in primissima fila quanto a efficienza.
Può dispiacere, ma il dispiacere non cambia di un tanto così le cose.
Finchè non tornerà più conveniente investire in Italia, piuttosto che in Serbia, o in Tailandia (oppure l’Italia non riesca a fare cose che di là non riescono a fare), si investirà là, anzichè qua.
Senza che questo possa ragionevolmente ascriversi a cattiveria dell’imprenditore.
Del resto, se questi facesse il patriota, producendo di qua, a 60 euro, quelle stesse magliette, che di là costano 2 euro e qui si vendono a 70, l’indomani mattina si ritroverebbe sul mercato quelle stesse magliette a 55 euro (il margine tra 2 e 55 è ancora enorme) e lui, che le produce a 60, dovrebbe chiudere.
Si può decidere di non comprare le magliette, che magari aiuta il portafoglio, ma senza sperare che ciò faccia tornare indietro i posti di lavoro persi.
O sia una rivoluzione.
Mi posso sbagliare, naturalmente.
Sono fondamentalmente d’accordo, acnhe se non avevo colto questo nell’articolo (o diciamo che non mi sembrava il “focus”)…
Imprendere in italia è da scemi, chi lo fa sicuramente o è pazzo o ha talmente tanta convenzienza nel farlo che gli fa scordare quanto sia ostacolato nell’operarre da leggi, modus operandi e mentalità aberranti.
Non parlo delle grandi industrie, quelle sono politicamente appoggiate e hanno i loro “sponsor” chi vuole capire si guardi qualche untata di report..
Parlo di quelli che lavorano davvero, le pmi, alla quale si dice “troppo piccole” ma che si impedisce la crescita anche perrcè se fai la cazzata di investire il gerico ti amamzza con gli studi disettore anche se non hai guadagnato un cazzo ( e poi ci si stupisce dell’evasione).
In italia, le leggi sono fatte apposta per creare REI, non è possibile adempiere a tutto e al contrario di tutto.
I costi sociali non sono equilibrati ai vantaggi.
Chi crea lavoro altrove è osananto, qui è condannato sulla carta: delinque.
Oggi ce ne stiamo rendendo conto, domani piangeremo pregando che qualche imprenditore, torni a palesarsi, mentre grideremo nelle piazze “lavoro, lavoro!”.
L’italia è una repubblica fondata sul lavoro… che gli altri devono crearmi, perchè è un mio diritto, magari senza nemmeno guadagnarci, senza tutele, senza un casso.
Credo che non regga.
Oris,
quando si scrivono certe cose è evidente che si pensa a Fiat, Telecomitalia, Mediaset e aziendine del genere.
So bene che piccole realtà come Oris Immobiliare sono vittime di questo sistema come se non più di chi sceglie il lavoro dipendente.
E’ tempo di indire una tregua in questa guerra dei poveri e di capire, finalmente, che contrariamente a quanto pensa fma, secondo me i cattivi esistono eccome.
fanno e disfano le leggi di questo paese (vedi legge Biagi e esternalizzazioni) e sostengono il sistema.
In Italia c’è un paio di milioni di persone che tengono in ostaggio tutti gli altri.
Non si può dire solo perché è demagogico?
No no, comprendo, è che sono portato a fare il distinguo sempre, non per smentire ciò che dici, ma per proporne un aspetto “laterale” non per questo in contrasto.
Per evitare i soliti luoghi comuni che la frustrazione fa dire insomma.
Caro fma,
io sono ceto che se noi arriveremo a produrre una maglietta per 10 euro, ci sarà sempre un altro disgraziato che sarà disposto a farla per 8 mangiando un pasto in meno, non comprando la medicina per i figli o dormendo in dodici sotto una tenda.
Quello che tu dici è ragionevole. Però, noi abbiamo smesso di esportare cultura e, secondo questa logica, importiamo povertà e discriminazione.
La via naturale è quella che descrivi tu. Però, vorrei rivendicare il mio diritto a non accettarla. Un po’ come i nostri antenati non hanno accettato di fare da spezzatino per la tigre dai denti a sciabola.
Questo sistema è involutivo perché scatena una competizione al ribasso sui diritti e sulle opportunità.
Viene snaturato anche il concetto liberista di competizione che, in questo modo, non si basa più sulla capacità di ottimizzare la produzione, ma semplicemente sull’abbattimento del costo del lavoro.
E’ lo stesso concetto capitalista ad essere aggirato, perché non vince il prodotto realizzato meglio al costo più competitivo, ma solo il prodotto del furbone che è riuscito a spuntare condizioni più miserande per i suoi collaboratori.
Secondo me non va bene e non va accettato.
Condivido pienamente.
http://it.wikipedia.org/wiki/Capitale_umano
http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Dilbert
l’uso del principio di Dilbert è affine alla scelta di uno scoiattolo come leader da parte di un gruppo di gorilla.
Dove scoiattolo si legge trota.
http://www.mentecritica.net/figli-di-papa-mogli-di-marito-fratelli-di-fratello/informazione/il-bello-della-politica/dellefragilicose/16420/
http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_incentivante
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49569
Caro Comandante,
é bruttissimo citarsi, ma quando ce vò ce vò:
Io questo ho detto; che non è istigazione a competere al ribasso, e nemmeno snaturare il concetto liberista di competizione.
Al contrario.
Se non sai produrre che magliette, devi per forza competere con i produttori di magliette, ti piaccia o meno.
Se invece sei in grado di produrre un setacciatore per bosoni di Higgs, che oltre a te non sa produrre nessun altro, e se quest’aggeggio è indispensabile come la carta igienica, sta sicuro che vivrai felice come un pascià.
Io ho pochissime certezze, ma questa è una delle poche: alla lunga vince sempre il prodotto che racchiude il miglior rapporto costo beneficio, e con esso chi lo sa fare.
E dunque la nazione che ne conta di più.
In fondo diciamo cose simili.
Il problema di fondo è:
perché mettermi nel campo dei setacci per bosoni quando posso procurarmi i dané con le magliette fatte dai bambini thai?
Se si misura il mondo solo con i dané la domanda di cui sopra è ampiamente giustificata.
Ti ho risposto sotto.
Chiedo venia.
il vero atto terroristico senza spargimento di sangue, il vero segnale forte, non sta nel votare questo o quello, ma nel consumare solo lo stretto necessario.
Ok, era un po’ che non commentavo in MC, ma questa volta mi sento di farlo perche’ condivido l’articolo al 100%. Fra l’altro sono anche io una sostenitrice della “decrescita costruttiva” della quale, in modo un po’ meno abile, avevo scritto nel 2008:
http://chiara-di-notte.blogspot.com/2008/07/decrescita-costruttiva.html
non era “decrescita felice?”
Le elezioni le ha vinte l’unico partito vero, visto che la sinistra non esiste più. Lo dice una di sinistra che non si riconosce in nessun politico odierno. Forse è proprio vero che siamo un Paese di aspiranti veline e calciatori, che non abbiamo un senso civico che ci porti ad indignarci per come siamo trattati, che pensiamo solo a noi stessi e al nostro profitto. In quest’ottica si capisce perché un tizio che ha fatto i soldi in maniera disonesta e sulle spalle nostre sia così osannato: è il modello vero di ognuno di noi. Bei tempi, quando si parlava di benessere comune, quando si pensava che per stare bene dobbiamo stare bene tutti, non uno si e l’altro no.
Per un imprenditore investire in Italia è una questione morale, che viene prima di quella economica. O almeno dovrebbe. Invece questa gente costruisce fabbriche in “zone d’ombra” del fiscalismo dove le tasse non arrivano e uomini, donne e bambini poverissimi lavorano 20 ore al giorno senza ottenere un giusto compenso. E intanto, ovviamente, i lavoratori italiani vengono licenziati, così possono arrivare a situazioni di povertà più simili a quelle di altri Paesi. Una questione di solidarietà, si intende. Poi, quando saremo disposti anche noi a lavorare 20 ore in nero e con paghe da terzo mondo, gli imprenditori torneranno ad investire qui. Magia.
Prego, comprate pure le vostre magliette da 100 euro, andate girando con l’ultimo modello di cellulare o di automobile, fatevi gli abbonamenti nei centri benessere e guardatevi il Grande Fratello. Quando poi faremo concorrenza all’Argentina e le mense dei poveri non riusciranno a soddisfare le richieste già oggi numerosissime, provvederemo a farvi un fischio.
non ho nulla da aggiungere. intervento pienamente condivisibile.
Io concordo solo in parte. Intanto, la destra non è un partito vero quanto non lo è la sinistra. Gli italiani questo lo sanno, suppongo, e credo che votino in realtà l’ideologia della destra italiana, che tratta alcuni elementi della nostra società come pericoli dai quali metterci tutti al riparo. E non mi sento di dare loro torto.
Ma crediamo che votare abbia un qualche effetto sulla situazione lavorativa della nostra regione? Se è così (e io non voglio credere che sia solo così), non sarebbe come dire che l’elettore da la sua fiducia al partito col piu’ alto numero di aziende in orbita?
Credete che ci fosse qualcuno da votare e che vincendo avrebbe impedito i licenziamenti o riassunto i licenziati, o sistemato le questioni dei precari? Non è una domanda retorica, vorrei davvero sapere la vostra opinione. A me sembra di caderci sempre, nel tranello delle elezioni.
Come se, facendo la differenza sulla politica, si potessero fare miracoli e rimettere in piedi il paese.
credo che si riferisse alla Lega
Ah, ok… vabeh, è sempre destra no?
in materia sono un po’ profano… mi si dice che “il partito più antico” disponga di ottimi amministratori e tenga una linea ben diversa da quella esposta dai tg, giornali o comunque a livello nazionale.
Posso comprendere quel punto di vista lì… resta però per me un fatto, ormai VERO fino a quando non viene smentito: un partito cambia piu’ o meno le carte in tavola quante piu’ sono le aziende ad esso collegate. Qualsiasi sia l’ideologia di fondo, sia essa storica o meno
No. E’ lega.
Credo che sia importante capirlo per non sottovalutare un fenomeno potenzialmente distruttivo per il nostro paese.
Berlusconi ha perso le elezioni e la sinistra non ha vinto. Questo è il dato di fatto. Dal risultato del 37,4% delle politiche del 2008 il PDL è passato al 26,7%. Quando si perde il 10,7 % dei voti significa che si è perso. Riferirsi alla vittoria dell’ alleato Lega Nord e spacciarla come propria vittoria è la cosa più stupida che esiste e Berlusconi, che non è stupido, lo sa bene; non ha dietro di sé il vantato partito del 38% dei sondaggi, ma un magro partito del 26,7% (tra l’altro molto litigioso al suo interno al punto di non mettersi d’accordo sui candidati da presentare nel Lazio fino all’ultimo momento), ora cercherà di attrezzarsi per salvare se stesso, e marcerà a grandi passi verso la repubblica presidenziale.
La sinistra non ha vinto. Tranne il caso Vendola in Puglia, per il resto si dimostra incapace di proporre una politica per il Nord ed anche per il Sud dove era stata precedentemente premiata. Rimangono alla sinistra le regioni storiche del centro, dove si registra anche un diffuso scontento e lo testimonia l’affermazione delle liste del movimento di Grillo.
Nonostante la meno litigiosità della sinistra che abbiamo osservato il 13 marzo, la sinistra continua ad essere un magma fluido che necessita di un processo di unificazione su contenuti essenziali.
Il centro non ha vinto, il partito di Casini è rimasto inchiodato a strette percentuali, il bipolarismo continua ad avere una maggiore forza attrattiva, e non è stato apprezzato il gioco su più tavoli.
Il partito che non c’è dell’astensione ottiene la percentuale più elevata del 35,80%; si badi bene che trattasi di percentuale sugli aventi diritto al voto, di conseguenza se si misura il risultato del maggior partito (PDL 26,7%, percentuale sui voti espressi) e lo si rapporta agli aventi diritto di voto si scopre che le percentuale dei consensi degli italiani a Berlusconi è molto misera; nonostante tutto marcerà verso il presidenzialismo, e forse avrà come alleato il vincitore di questa ultima partita a carte che è stato Bossi.
Sul perché la Lega ha aumentato i suoi consensi al Nord, si possono fare tutte le riflessioni che si vogliono, ma è certo che una parte di voto popolare che prima premiava la sinistra si è spostato verso la Lega.
francesco zaffuto http://www.lacrisi2009.com
Eccezionale questo post, è quello che sentiamo in molti. E guarda un po’, oltre a esserci la consueta inkazzatura c’è pure una possibile soluzione e via d’uscita ai problemi, o quantomeno una bella forma di protesta. Che è l’unica che capirebbero, quella che va ad attaccare i loro portafogli. Bravi.
ZS
Grazie.
Voglio lavorarci e creare una campagna seria.
Ci vorrà un po’, ma lo farò.
Sono troppo depressa anche per commentare. Mi limito a condividere. Adesso scusatemi, ma vado a scolarmi una bottiglia di antiacidita’ perche’ ho lo stomaco in subbuglio
pazienza.
bisogna resistere.
Elena scrive:
“Forse è proprio vero che siamo un Paese di aspiranti veline e calciatori, che non abbiamo un senso civico che ci porti ad indignarci per come siamo trattati, che pensiamo solo a noi stessi e al nostro profitto”
Io tolgo tranquillamente quel forse. Già altre volte ho detto che alla maggior parte dei miei concittadini sta bene così.
La proposta del post, provocatoria ma vecchia come il cucco, rimane tra quelle da relegare nel guinness delle c*****e. Perché?
Perché nonostante l’indignazione, che non basta, come ho scritto ed è stato scritto altre volte proprio qui su MC, non esiste posto al mondo dove si sia riusciti ad organizzare un boicottaggio degli acquisti tale da scuotere così forte le poltrone del potere da farle cadere! Per contrappasso ed esempio o si fa come fecero i camionisti in Cile nel ’73 guidati dai reazionari americani e dalla CIA di Kissinger o la cosa non funziona.
Ricordate quante volte si è pensato di organizzare lo sciopero dei consumatori non facendo benzina per qualche giorno o boicottando certe compagnie? Ma quando mai…E cosa succede ogni volta che invece le compagnie annunciano loro uno sciopero? Chilometri di auto in fila a fare il pieno anche da parte di gente che fa un pieno all’anno!
E il qualunquismo e l’opportunismo estremo lo spiego anche con la paradossale vittoria del centro sinistra in comuni come Venezia o Lecco! Evidentemente quei sindaci imposti a tavolino e quelle coalizioni da quelle parti fanno più comodo.
Sai Giacomo. Ti capisco. E’ vero, non è una proposta nuova, ma se da queste pagine mi mettessi a far propaganda ad azioni tipo quelle dei camionisti cileni, probabilmente mi ritroverei i carabinieri alla porta due ore dopo con un bel mandato di cattura per apologia di reato e non sarebbe la prima volta.
Salvare questo paese è difficile se non impossibile. La mia idea è solo quella di non farmi fottere più del necessario, di non dargli più l’occasione di mettermi le mani in tasca più di quanto già fanno senza che io possa fare nulla.
Poi, secondo me, fra poco non sarà più nemmeno una scelta. Il consumo minimo sarà una difesa necessaria.
p.s.
il tuo pezzo è arrivato. è pronto. non va subito, ma va.
Agonia…
C'è un'aria disarmante di in giro. Dalle parti di coloro i quali hanno pensato che anche nel Lazio il centro sinistra avrebbe potuto farcela. I risultati già non si commentano più, dimenticati. La Bonino ha già str…
cari amici, la gestione del potere non finalizzata al senso comune è diventato lo sport a cui tutti si esercitano dalla emissione fisiologica del primo vagito in poi ,generando l’assenza del rispetto delle regole, specie di quelle piu’ semplici ed elementari e sta creando una vera e propria sorta dì mutazione, alquanto anomala, delle dinamiche interpersonali indirizzate all’individualismo piu’ bieco ed arido e all’isolamento cultural-politico e all’incomunicabilita’piu’assoluta e alla disinformazione piu’pericolosa. su questi argomenti mi piacerebbe sapere la vostra e discuterne insieme
Volentieri
solo che gli argomenti sono troppo complessi e tu troppo stringato.
Magari, se scrivi qualcosa per MC ne possiamo riparlare.
E perchè non mettermici, se mi dà modo di fare danè come e più che con le magliette?
Per un solo motivo, perchè non li so fare.
Questo, a parere mio, è il vero nocciolo della questione.
Sappiamo fare solo magliette.
Tristemente vero.
Facciamo anche software, però. O meglio, lo fanno gli indiani. Parte del sistema informativo pubblico italiano è affidato a imprese nazionali che passano, poi, la realizzazione in India limitandosi a fare da intermediari.
Chi ci assicura che non passeremmo anche i setacci per Bosoni?
Detenere la tecnologia è una ricaduta certa per chi possiede il brevetto, o ha la commessa in carico, per i prestatori d’opera non è sempre una corsa al ribasso?
Quando parlo dei setacci per bosoni io ci metto le macchine, gli impianti industriali, le attrezzature, e tutto ciò che attiene all’industria manifatturiera. (sono un vecchio comunista)
Dove oltre ai brevetti ci sono anche ingegneri, tecnici, manodopera qualificata; e anche manovali, che trovano una ragione d’essere nella presenza nei primi.
Mi spiego.
Se tu vuoi una Audi, la paghi tot; se ti accontenti di una Hunday, della stessa stazza, lo paghi la metà.
Eppure l’Audi continua a fare automobili e a farsele pagare profumatamente, stipendiando altrettanto bene i suoi tecnici e i suoi operai.
Non ha bisogno di fare la corsa al ribasso con la Hunday.
Magari gli stabilimenti di montaggio li porterà anch’essa in Spagna, o in Turchia, ma le officine che producono prototipi, modelli, stampi, attrezzature, robot, impianti, che è la parte importante dell’industria dell’auto, saranno ancora in Germania.
E questo perché tra Audi e Hunday c’è un gap tecnologico, e di immagine, che la seconda non è ancora riuscita a colmare.
Ma se tu produci al livello della Hunday, è con lei che te la devi vedere.
Non c’è santo che tenga.