Riforme Istituzionali: una Soluzione è Così Difficile?
18 gennaio, 2008 - 7:00 di Fully
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Condividi Riforme Istituzionali: una Soluzione è Così Difficile?. ti ringrazia.
Ti Piace MenteCritica?
Gran polverone sulla legge elettorale e le riforme istituzionali a corredo, con il referendum sullo sfondo, a fare da spauracchio.
Eppure non dovrebbe essere così difficile. I due partiti maggiori stanno dialogando (“polpette avvelenate” sulla Gentiloni a parte) e, a quanto leggo, sembrerebbero sostanzialmente d’accordo almeno sui princìpi.
Allora perché non fare così? Una bella lista di princìpi da rispettare e poi la parola ad una commissione di tecnici – non di politici, come è la commissione Bianco – che in quindici, venti giorni metta a punto l’articolato. Poi si va in parlamento e chi ci sta ci sta. E se a non starci sono i piccolissimi partiti, beh, pazienza: la democrazia si basa sulla rappresentanza, se prendi pochi voti non puoi pretendere di contare granché.
Dite che il difficile sono i principi? A me sembra di aver colto invece che gli italiani (non ho detto “i partiti”, ho detto “gli italiani”, cioè noi) su alcuni princìpi si ritrovino in grandissima maggioranza:
1. vogliono essere loro a decidere a chi affidare il mandato di governarli, sulla base di un programma chiaro, conciso, comprensibile, senza tanti SE e MA. Conta la persona, contano le capacità di leader, ma devono essere messe al servizio della realizzazione di un programma.
2. vogliono che chi va al governo possa governare per l’intera legislatura, e soprattutto abbia la forza di DECIDERE con tempestività e senza tema di colpi di mano, ricatti e ricattucoli.
3. vogliono che le decisioni prese dal governo vengano sostenute (oppure no) dal Parlamento con rapidità. L’esperienza degli USA e della Francia ci dice che si può governare anche senza avere una maggioranza parlamentare.

Per ottenere questo, secondo me, occorre:
A. Evitare l’eccessiva frammentazione del quadro politico, pur non limitando l’accesso alle minoranze. Per me la soluzione potrebbe essere la soglia di sbarramento almeno al 5%.
B. Che chi si presenta dichiari, prima del voto, le alleanze che intende stringere e che sia vincolato ad esse per l’intera legislatura. Occorre poi una norma che disincentivi la formazione di nuovi gruppi parlamentari costituiti da quattro gatti soprattutto per godere delle relative prebende e dei vantaggi tattici. Altro che deputati “senza vincolo di mandato”! Se tu stai lì è perché ti ci ho mandato io e fai quello per cui io, popolo sovrano, ti ho votato.
C. Un rafforzamento dei poteri dell’esecutivo, che sia posto in grado di decidere, con un controllo però da parte del Parlamento.
D. Un Parlamento monocamerale, snello, con al massimo 500 deputati (più o meno un deputato ogni 100.000 abitanti).
Ecco fatto.
Ho accennato (A. B. C. D.) a come io penso si potrebbe conseguire l’obiettivo, ma non sono un tecnico della politica, quindi prendetele come parole in libertà. La forma tecnica, il marchingegno giuridico, lo si lasci agli specialisti, ne abbiamo di eccellenti, da Sartori in giù. Facciamoli lavorare e che rispettino quel che gli si chiede. Il resto verrà da sé.
Riforme Istituzionali: una Soluzione è Così Difficile? è di

Sui tre principi che hai elencato sono totalmente d'accordo, e credo sia d'accordo anche la maggior parte degli italiani. Il problema è che è esattamente l'opposto di quello che vogliono i politici. Realizzando quei tre punti loro perdono potere, quindi fanno di tutto per tenersi alla larga da questi rischi.
Stesso identico discorso per i punti A, B e C.
Quanto al punto A lo trovo contradittorio: se metti una soglia al 5% le minoranze scompaiono.
Comunque non dobbiamo preoccuparci di queste cose, perchè il parlamento NON farà la riforma elettorale e al referendum non si raggiungerà il quorum. Con ogni probabilità nel 2009 si voterà con questa legge. Legge che ai partiti (tutti) piace veramente troppo per pensare di cancellarla.
Scusa, ho sbagliato.
Volevo dire "Stesso identico discorso per i punti B, C e D."
@Peppe
Grazie per la sostanziale condivisione del mio banale testo.
La soglia di sbarramento è – come saprai – soprattutto un disincentivo alla frammentazione su base personalistica, anzichè sulla base di vere distinzioni di ideale politico.
Solo per fare un esempio di attualità, io da sempre mi chiedo in cosa differisca la linea politica dell'UDC da quella dell'UDEUR e da quella di Dini, e l'unica risposta che riesco a darmi è: dalla smania cesaristica (e non dico altro per tema di querele) dei vari leader. Se fossero "costretti" dalla soglia, probabilmente li ritroveremmo tutti insieme, con meno galli a cantare e senza alcun oltraggio alla democrazia.
Hai ragione Fully.
Però io penso che un premio di maggioranza ben calibrato sia comunque (o forse anche meglio) in grado di garantire la stabilità della maggioranza e contemporaneamente la rappresentanza di tutte le minoranze. Alla fin fine se il narcisista di turno si inventa il partito dello "zero virgola" e ottiene un seggio in parlamento, se la maggioranza ha i numeri giusti la sua influenza è praticamente nulla.
Se applichi una soglia, il narcisista ce l'hai lo stesso perchè si infila nel partito più grande e magari c'è il rischio che da lì dentro possa addirittura contare di più. Non credi?
Tutto questo, ovviamente, presupponendo che ci sia un sistema proporzionale, che se fosse maggioritario cambia tutto.
"1. vogliono essere loro a decidere a chi affidare il mandato di governarli, sulla base di un programma chiaro, conciso, comprensibile, senza tanti SE e MA. Conta la persona, contano le capacità di leader, ma devono essere messe al servizio della realizzazione di un programma."
Questo sarebbe giusto in linea di principio! Ma temo una cosa qualora si arrivasse a poter scegliere direttamente il capo di governo (come negli USA):
1. il circo mediatico e l'ossessione per il personaggio che invadono gli USA ogniqualvolta bisogna andare alle urne per cui realmente i programmi di governo si disperdono in favore della centralità della figura mediatica e spettacolarizzata (immaginate Berlusconi che potrebbe fare per promuovere la sua figura! e non il suo programma!)
2. il dispendio economico di una campagna elettorale basata sulle persone e non sui programmi, dispendio che negli States raggiunge quote da capogiro, roba da risollevare le condizioni dell'Africa in pochissiomo tempo! In Italia se si dovessero aggiungere un tal dispendio "inutile" finiremmo veramente male!
Soluzione del problema: NON LO SO!
Tra l'uno e l'altro sceglier non saprei!
Anche le mie sono considerazioni da inesperto e sicuramente un po' semplicistiche.
@ SacerNaos
Circo mediatico? Ossessione per il personaggio? Spettacolarizzazione? Dispendio economico?
Guarda che è GIA' così. Certo, può sempre peggiorare…
Berlusconi da 15 anni promuove la sua persona fregandosene del programma; la sinistra in questo è nettamente più indietro (per fortuna) ma sta facendo passi da gigante. Alla fine anche loro hanno capito che il metodo dell'avversario funziona.
Soluzioni? Mah… neanche io sono un esperto.
Butto là un'idea, forse, un tantino dittatoriale e repressiva.
Si istituisce un ufficio apposito che gestisce le elezioni; si stabiliscono gli spazi pubblicitari (TV, manifesti, invii postali, radio, web, comizi, eccetera) complessivamente disponibili.
Gli spazi stabiliti vengono suddivisi tra tutti i partiti che partecipano alle elezioni, in egual misura. Il costo degli spazi viene sostenuto direttamente dallo stato per cui viene eliminato qualsiasi contributo o rimborso elettorale.
Qualsiasi intervento al di fuori di quegli spazi comporta un taglio degli spazi attribuiti, pari allo spazio utilizzato abusivamente più una quota a titolo punitivo, oltre ad una sanzione pecuniaria.
I candidati rispondono personalmente in solido con i rispettivi partiti per gli eventuali abusi che li riguardano.
"Butto là un’idea, forse, un tantino dittatoriale e repressiva."
Sarebbe un'idea ma in nome della libertà e ciance del genere sarebbe impossibile! Sarebbe una ignobile mancanza di libertà! Enoi siamo per la libertà di…etc. etc. (nota bene: le contraddizioni insite nel concetto di libertà nelle società liberali e liberiste sono riassunte molto bene da Bush e Berlusconi, il secondo in maniera decisamente più mediocre!)
La libertà è puramente economica quindi in un tipo di elezioni dirette del LEADER, vince chi riesce ad accaparrarsi più finanziamenti (come negli States, paese guida per questo tipo di libertà: liberalismo e liberismo sono lo stesso e la libertà è quella dell'homo oeconomicus) da parte di determinate lobby alle quali poi una volta preso il potere bisogna restituire qualche miliardo di dollari di favori per il circo delle elezioni.
La giornata è grigia, molto grigia.
ovviamente neanche per il glorioso concetto di LIBERTA' devono esistere questioni di principio!
@Peppe
@SacerNaos
Idee suggestive quelle esposte, ma – come ripeto – non sono all'altezza di valutarle in termini di tecnica politica. Nel pezzo che ho scritto mi interessava soprattutto porre l'accento sulle priorità che dovrebbero essere poste alla base della riforma elettorale, qualunque essa sia.
E' difficile per me immaginare l'impatto di sofisticati tecnicismi sulla scena politica italiana. Si sa, da noi, fatta la legge trovato l'inganno.
Se – per qualche sventura – dovessero chiedere a me di scrivere la legge elettorale io non avrei dubbi: prenderei di peso quella a doppio turno francese, senza cambiarne una virgola (e possibilmente importando anche Sarkozy).
Ah, dimenticavo: occorrerebbe importare anche un po' di senso dello Stato e di orgoglio nazionale.
"Si sa, da noi, fatta la legge trovato l’inganno."
Questa volta i veltrusconi stanno cercando di accordarsi sull'inganno ancora prima di fare la legge.
Va male? Può sempre peggiorare… (ma questa non l'avevo già detta?)
sì