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Riforma della Legge Elettorale per le Elezioni Europee: il Governo si Spacca?



Ieri, 27 ottobre 2008, alla Camera è arrivato il testo base di riforma della legge elettorale per le elezioni europee. Inizia una battaglia che si preannuncia dura per tutti.
I punti più discussi della riforma sono due:

  • viene cancellata la possibilità per l’elettore di esprimere da 1 a 3 preferenze (in base alla circoscrizione). Sono introdotte le liste bloccate.
  • Sbarramento al 5%. Cioè eleggono parlamentari solo le liste che a livello nazionale abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti validi espressi.

D’Alema (PD) ha dichiarato che «la pretesa di imporre a maggioranza una legge elettorale che stravolge il sistema elettorale europeo, piegata a interessi di parte, da parte di una maggioranza che non rappresenta la maggioranza degli italiani, che legittimamente governa ma non dispone delle regole che dovrebbero invece essere condivise, è un atteggiamento gravemente antidemocratico».

Calderoli (Lega Nord), ministro per la Semplificazione, si è mostrato aperto ad eventuali modifiche: “il Governo è pronto ad accogliere eventuali migliorie”.

Intanto però si allarga il fronte parlamentare contrario alle liste bloccate: al PD e all’IdV si aggiungono anche UDC e il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo. Particolarmente importante è la posizione di quest’ultimo partito, che fa parte del Governo ma ha annunciato che i suoi otto deputati non voteranno con la maggioranza. I centristi Buttiglione (UDC), Tabacci (UDC) e Rutelli (PD) hanno scritto congiuntamente una lettera in cui giudicano “inaccettabile sul piano democratico” che “ si cambino le regole del gioco per la sola volontà e interesse della maggioranza” parlamentare, come già accaduto prima delle elezioni politiche del 2006 con il Porcellum. Inoltre, anche all’interno di An e Forza Italia si registrano molte lamentele, che potrebbero trasformarsi in altrettanti voti contrari. Ad esempio, Fabio Rampelli (AN) ha preso la parola alla Camera e si è dichiarato esplicitamente “contrario all’abolizione delle preferenze, a meno che non venga stabilito un criterio oggettivo di selezione delle candidature nel quale sia ben chiara la partecipazione democratica, come potrebbe accadere con elezioni primarie regolate per legge o con una riforma strutturale dei partiti, che vincoli le decisioni al rispetto della trasparenza della condivisione, pena la perdita del finanziamento pubblico”.

La realtà è che sulle preferenze il premier Berlusconi ha già precisato di essere inamovibile: non vuole assolutamente esporre il PdL al rischio di una lacerante competizione fra i candidati di AN e FI, che incrinerebbe l’immagine mediatica di unità. Inoltre, le liste bloccate gli permetterebbero di scegliere a suo piacimento chi mandare a Bruxelles. Ma su questo suo progetto Berlusconi non può farsi troppe illusioni: pare chiaro che, se il testo base non sarà modificato, al momento del voto all’interno della maggioranza ci saranno numerose defezioni, ben oltre gli 8 deputati di Lombardo.

Ora Berlusconi, come suo solito, cercherà di drammatizzare lo scontro, di politicizzarlo il più possibile. Ma chissà che alla fine i voti che verranno a mancare a Berlusconi per via dei franchi tiratori di destra non arriveranno proprio da alcuni deputati del PD favorevoli alle liste bloccate.

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Comments

7 Risposte a “Riforma della Legge Elettorale per le Elezioni Europee: il Governo si Spacca?”
  1. lupoalburnino scrive:

    Polito, direttore de Il Riformista, ha chiamato questo disegno di legge “una nuova porcata”. Ed è così, perchè non c’è vera rappresentanza politica, ma solo lacchè del capo o dei capi partito.
    Le lamentele dell’UDC oggi non le capisco. Se la “porcata” si Calderoli è diventata legge la responsabilità la porta anche Casini, il quale meriterebbe di rimanere fuori dai giochi. Ma per il bene della democrazia bisogna guardare avanti. Quindi una legge adeguata con soglia di sbarramento accessibile e con voto o voti di preferenza.
    Mi auguro che il PD sia compatto nel votare contro il disegno di Berlusconi!
    Perchè dovrebbe fare il contrario? Se già è stato inc…..to, perchè ripetere l’errore?
    Onestamente rivedrei le mie convinzioni!

    • ilBuonPeppe scrive:

      Non sono d’accordo Lupo.
      Una parte del PD lo voterà, semplicemente perchè le liste bloccate e lo sbarramento alto fanno comodo anche a loro. Silvio non è l’unico a voler scegliere i parlamentari.
      E ricorda che l’inculata non l’ha presa il PD, l’hanno presa gli italiani. Tutti.

      • lupoalburnino scrive:

        Caro ilBuonPeppe, che l’inculata l’abbiano presa tutti gli italiani è fuor di dubbio, ma non la puoi addebitare al PD che nemmeno esisteva.
        Ho sentito Rutelli dire “che le forze politiche del Paese, tutte, non possono rimanere fuori dal Parlamento europeo solo perchè i capi partito così decidono”. Quindi non credo che il PD sia d’accordo con Berlusconi su questo aspetto come non lo è su tanti altri. Se poi dalla bocca escono parole diverse da quello che si ha nella testa io non sono in grado di valutare. Se poi c’è qualcuno che legge nel pensiero, beato lui. Io non arrivo a tanto e, permettemi, non ci credo, perchè la posta è troppo alta.

        • ilBuonPeppe scrive:

          Non addebito la porcata al PD. Dico solo che ha fatto comodo anche a loro per liberarsi dei partiti di sinistra. Altrimenti qualcuno mi deve spiegare perchè in due anni di governo Prodi non l’abbiano abolita.
          Che poi il PD all’epoca della porcata non esistesse mi sembra una barzelletta: cambiano le sigle, ma le persone sono esattamente le stesse.

  2. ilBuonPeppe scrive:

    Se Sua Bassezza si accorgerà di non riuscire a far passare l’ennesima porcata, non ha che da utilizzare il suo solito sistema: alzare la posta. Tirerà fuori qualcosa di ancora peggiore, per costringere i dubbiosi a trattare, e arrivare poi al risultato che voleva lui. E a far passare il tutto per una concessione all’opposizione, e quindi un trionfo della democrazia. E’ successa la stessa cosa per il lodo Alfano.
    Quanto all’UDC, dovrebbero solo vergognarsi e stare zitti.

  3. luigibio scrive:

    l’italia è riotta ad una oligarchia, ne ho parlato anche sul mio blog

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