Riforma della Giustizia: un Golpe che fa Comodo a Tutti 6


La giustizia italiana non funziona. I tempi sono così lunghi da invalidare l’effetto delle sentenze. Prescrizioni, condoni, amnistie, benefici per buona condotta e abuso della detenzione domiciliare per ovviare ai costi della prigionia rendono le pene un rischio accettabile quando si valuta l’opportunità di compiere un reato. Gli effetti dei tribunali civili, specialmente nell’ambito del diritto del lavoro, sono praticamente nulli viste le infinite possibilità di ricorso e trucchi contabili che riducono sentenze definitive a mere riprovazioni morali. Una sorta di rimbrotto che non crea nessun danno al condannato.
E’ oggettivo: in Italia delinquere, truffare, non pagare i debitori o fregarsene del diritto del lavoro conviene. Chi non lo fa, per rettitudine o vigliaccheria, è un fesso.

la riforma della giustizia spiegata con i disegnini, come se fossimo tutti dei bambini (o dei coglioni)

 

La riforma della giustizia di Berlusconi tenta di risolvere, tutti o in parte, questi problemi?
A mio avviso no. Per quello che ho letto in questi giorni, il progetto di legge si muove a livello “alto”. Tenta di stabilire dei meccanismi attraverso i quali la politica avrà un primato nei confronti della magistratura alla quale detterà, finalmente, priorità e tempi, stabilendo in parlamento quale saranno le indagini da fare e quali quelle da “rimandare”. L’eliminazione delle funzioni di polizia giudiziaria svolte dalle forze dell’ordine priverà la magistratura del suo “braccio armato” costringendola a mettersi in fila insieme a tutti per richiedere i servizi di polizia, carabinieri e guardia di finanza.
In compenso, la signora Pina di Tradate, si potrà togliere la soddisfazione di eleggersi un pubblico ministero in camicia verde che, invece di preoccuparsi dei reati del presidente del consiglio, si dedicherà finalmente a perseguire negri e terroni che infestano il sacro suolo padano.

L’opposizione è contraria, il terzo polo è scettico, eppure i presupposti perché la riforma passi ci sono. Come per l’ignobile legge elettorale, questa riforma della giustizia fa comodo alla politica di destra, di sinistra e di centro. Berlusconi non è eterno e, prima o poi, l’indebolimento del potere giudiziario potrà tornare utile a tutti. Dopo aver privato i cittadini del diritto di voto ed averlo avocato ai segretari di partito, il depotenziamento della magistratura si configura come la seconda gustosa puntata di un golpe incruento e silenzioso dove al posto dei carri armati scendono in campo gli scartafacci dei legulei.

In Italia il sistema di potere si è incancrenito su posizioni mafiose. Il primo obiettivo è garantire la sopravvivenza del sistema, anche se questo vuol dire agevolare un provvedimento della parte avversa. Poi, per il pubblico bue pronto a scambiare una fregatura per un regalo (vedi la bufala del 17 marzo), ci saranno sempre le posizioni di principio urlate ma prive di sostanza e le sceneggiate nei talk show, concluse, tutti insieme, destra, sinistra e centro, a mangiare i rigatoni con la pajata alla faccia di quelli che si sono cibati tre ore di pallosissimo anno zero.


6 commenti su “Riforma della Giustizia: un Golpe che fa Comodo a Tutti

  • fma

    Conosco troppo poco il funzionamento della macchina giudiziaria per avere un’opinione degna di questo nome.
    Da un lato sono portato a guardare con sospetto tutto quello che propongono Berlusconi e la sua parte.
    Dall’altro, la mia esperienza specifica, una causa civile durata venticinque anni, vinta-persa-persa, con motivazioni che dimostravano volta a volta come i giudici non ci avessero capito granché di ciò su cui sentenziavano, oltre ad averci impiegato uno sproposito, mi porta a pensare che si tratti di un’organizzazione tutt’altro che perfetta e dunque da mantenere così com’è.
    Mi piacerebbe sentire cosa propongono gli addetti ai lavori per farla funzionare meglio. Lasciarla così com’è mi pare troppo poco e troppo comodo.

  • eduardo

    Caro Comandante questa volta non sono d’accordo. Non è in gioco nessuna riforma della giustizia: 4 letture camerali ed un referendum confermativo ci porterebbero di fatto oltre la stessa scadenza naturale della legislatura.
    Siamo di fronte ad un’evidente “distrazione di massa”, in ossequio alle note teorie di Chomsky. Perfettamente riuscita, direi, se non solo la palude, ma anche una mente critica si lascia ingannare così facilmente.

    • lembo11

      Mi sembra che qui si vada oltre la categoria della distrazione di massa. E’ vero, ci vorranno anni perchè si arrivi a una conclusione, quindi la riforma della giustizia varata proprio ora dal CdM è strumentale ai processi imminenti di B. Se si presenterà in aula, lo farà dopo giorni di dibattiti televisivi, articoli su giornali, blog etc. in cui si sarà parlato della sua riforma della giustizia. E gli faranno gioco proprio quegli interventi che ne sottolineano l’intento punitivo verso i magistrati. Non si curerà di rispondere nel merito alle contestazioni dei pm, più saranno incisivi tanto più avvaloreranno la tesi che non lo inquisiscono per i reati ma per ideologia e desiderio di rivalsa.
      Ma oltre all’interesse contingente e strumentale di varare proprio ora questa riforma, è nel merito che farà comunque, si arrivi o meno a un’approvazione, dei danni irreversibili. L’eliminazione dell’obbligatorietà dell’azione penale alletta anche le altre parti politiche. Anche D’alema, dice l’ex ambasciatore USA Spogli in un cablogramma reso pubblico da wikileaks, considera la magistratura una grave minaccia per lo stato. Presto fatto, i magistrati dovranno perseguire i reati che destano allarme sociale. E chi controlla i media, anche quelli avversari di B., stabilirà quali sono i reati che destano allarme sociale, lasciando in pace i colletti bianchi politici e finanziari che potranno continuare a legiferare o speculare mandando sul lastrico milioni di cittadini. Molti dei quali entusiasti dei maschi governanti che ordineranno mazzate e pene esemplari per antagonisti, emarginati, grafitari, lavavetri…

    • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

      Secondo me, caro Eduardo, la questione non è tra B. e la magistratura, ma tra la politica e la magistratura, il che porta la questione oltre i confini di questa legislatura.
      Credo.

I commenti sono chiusi.