Riflusso al femminile 9


Negli anni ’80 del secolo scorso andava di moda la parola riflusso. L’immagine che suggeriva era quella di una marea che, dopo essere salita al massimo, tristemente si ritrae lasciando solo detriti. All’epoca il riflusso riguardava l’impegno politico e le contrapposte ideologie dopo gli anni di piombo. Tempi lontani.

Ma oggi si potrebbe tornare a parlare di riflusso e lo spunto potrebbe fornircelo quella che è stata la foto di qualche settimana fa. Barack Obama è stato rieletto, come tutti sappiamo. In molti in Italia hanno gioito e si sono commossi davanti alle parole immediatamente post-elezione. Quelle dedicate a Michelle e che sono la perfetta didascalia della foto di cui sopra. Barack in maniche di camicia che abbraccia Michelle.Lui, ovviamente, porge il volto all’obiettivo. Michelle è di spalle. Perché, è risaputo, dietro ogni grande uomo c’è una grande donna. La cui importanza è riconosciuta. “Non sarei l’uomo che sono se 20 anni fa non avessi sposato Michelle”, ha dichiarato il neo-eletto presidente degli Stati Uniti. Ma riconosciuta a patto, appunto, che la grande donna resti alle spalle del grande uomo.

Riflusso. Rifluiscono verso il focolare le manager in carriera americane, ammettendo la sconfitta. Perché una donna, nel secondo decennio del terzo millennio, ormai lo sa che non si può avere tutto: casa, amore, figli, successo personale. A una cosa si deve rinunciare e sarebbe egoistico farlo per aspetti dell’esistenza che coinvolgono terze persone (casa, amore, figli). Quindi via il successo personale. Via il lavoro. Via gli obiettivi di realizzazione. Via l’indipendenza.

Così succede, come racconta Natalia Aspesi in un editoriale, che il film ebraico ultraortodosso “La sposa promessa”, in uscita questa settimana ma visto in anteprima alla Mostra di Venezia, abbia “sedotto e turbato” le donne presenti. Scopriamo così dalla penna di una donna di acuta e ironica intelligenza qual è la Aspesi, che la regista del film si chiama Rama Burshtein, ha 46 anni. Era laica e americana, oggi è ortodossa ed ebraica, ha cinque figli, come prescrive la legge ebraica, obbedisce al marito e al rabbino ed è felice. Talmente felice che “dovunque l film venga proiettato, conquista soprattutto le donne, per lo meno quelle che cominciano a sentirsi affaticate dalla loro indipendenza”.

Per la cronaca, il film racconta di una ragazza cui i genitori scelgono il marito in una società dove le donne vivono separate dagli uomini, si sposano vergini con uno sconosciuto e lo rendono padre di quanti più figli possibili mentre lo servono e lo riveriscono ben chiuse in casa. Dopo i contratti sadomaso, le sottomesse e i dominatori, scopriamo che le donne italiane anelano a rifluire in massa nell’apartheid sessista delle religioni più estreme. Stanche come sono di lottare per una parità che sembrava a portata di mano solo pochi anni fa. Poi la marea si è ritratta e Cenerentola è tornata di gran moda.


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9 commenti su “Riflusso al femminile

  • Mumon

    L’errore delle donne è sempre stato quello di lottare per avere parità di posizioni e non parità di possibilità e mezzi per raggiungerle.
    Lottare per ottenere qualcosa senza che si siano prima costruite le condizioni propedeutiche alla lotta rende il tutto estremamente faticoso.
    Per il resto ritengo che il femminismo sia una delle cause di discriminazione della donna. Chi va dicendo ai quattro venti di essere migliore degli altri, anche qualora la cosa sia vera, si rende antipatico.

    • maria

      Condivido parola per parola il tuo commento…
      Aggiungendo anche la stomachevole elencazione che si faceva delle donne che ce l’avevano fatta, a livello manageriale intendo… che, oltre comunque ad aver dato la loro parte, ovviamente, altro non erano che donne designate, scelte in partenza ad avere determinati stili di vita e di opportunità…
      Nessuna donna che sia partita dal basso e da nessun aiuto ad avere realmente i mezzi giusti, è mai riuscita ad arrivare in alto, senza nessuno che, oltre a chi poteva essere pagato, assunto per farlo, della stessa famiglia o della stessa cerchia le avesse tenuto i bimbi, accudito la casa e tantissime altre mansioni…
      Ho sempre trovato riduttivo e denigratorio mettere in prima fila, e parlo di donne europee specie nel nostro Paese, che erano riuscite a farcela… e tutte le altre li, chi a rodersi e chi ipocritamente ad applaudire ed urlare loro la classica frase tipica: sei tutte noi…
      Che scene… 🙂

  • maria

    Un aneddoto su Michelle…
    Si racconta che una sera il Presidente degli Stati Uniti sia andato a cena con la moglie Michelle in un modesto ristorante.
    Seduti al tavolo, il proprietario chiede alle guardie del corpo il permesso di poter salutare la first lady.
    Una volta allontanatosi, Barack chiede alla moglie per quale motivo quell’uomo desiderava tanto salutarla.
    La moglie risponde che in gioventù quell’uomo era stato suo fidanzato e il Presidente scherzando puntualizza che se mai lo avesse sposato oggi si ritroverebbe proprietaria di un ristorante.
    Al che Michelle con tono altrettanto scherzoso risponde che se mai lo avesse sposato, quell’uomo oggi sarebbe il Presidente degli Stati Uniti…

    • Mumon

      se lo avesse sposato lei sarebbe stata Michelle. lui sarebbe stato quello che sarebbe stato. Questa forzata interdipendenza tra due coniugi proprio non la concepisco

      • maria

        Nemmeno io, ma è divertente metterlo in pratica quando si è capaci di riderci su…
        Ovvio che nella vita come in tutto il resto, fare il gioco dei se e dei ma, non porta da nessuna parte se non tra i se e tra i ma… e daranno frutti solo se con questi, ci si coltiva esperienza…

    • maria

      Su Clinton mi era sfuggita: non lo sapevo… probabilmente è perchè me ne sono arrivate altre più che da focolare, focose…
      Io, l’ho conosciuta nella versione adattata ad Obama. 🙂

  • fma

    Lui, ovviamente, porge il volto all’obiettivo. Michelle è di spalle.

    Non potrebbe essere che non sia Obama che porge il volto, ma il fotografo che cerca il volto di Obama? In fin dei conti è lui l’eletto.
    Che il riflusso dipenda anche da un eccesso di lamentazione?

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