Rifiuta il rifiuto!
10 ottobre, 2007 - 9:00 di serpiko
Archiviato in Consumo CriticaMente
Condividi Rifiuta il rifiuto!. serpiko ti ringrazia.
Ti Piace MenteCritica?
L’acquisto dell’ultimo elettrodomestico necessario alla mia nuova cucina ha risolleticato un nervo già reso sensibile da esperienze passate: il mio forno a microonde è costato all’ambiente un volume superiore ad esso di imballi gettati nel secchio.
Beh, per l’esattezza riciclati, visto che qui a Novara siamo dei dannati ricicloni rompiscatole (in senso pienamente letterale).
Mi sono perso. Dicevo? Già. Forno Samsung.
Era in offerta. Aveva il vano più ampio e il miglior rapporto potenza/costo tra quelli proposti. In più comprendeva il grill. Gran cosa, il grill, quando si disgela il pane: programma 1 per 5 minuti e poi vai di resistenza, così la crosta torna fragrante e non rimane molle come il bigolo di Bossi dopo la malattia. Tra cartone, polistireni espansi, polietileni a densità alta (sacchetto avvolgente) e bassa (busta istruzioni), nastri adesivi e metalli (graffette varie), ho buttato via il 20% del peso globale acquistato e più del 50% del volume di materiali entrati in casa mia.
Io dico che, prima di parlare di gestione del rifiuto, si potrebbe rivedere qualcosina a monte.

Come qualcuno sa, sono decisamente organizzato e penso in grande. Nel mio piano globale di revisione e ristrutturazione completa del pianeta, che intendo attuare dopo aver assunto pieni poteri in modo assolutamente legale e per meriti confermati sul campo quando l’etica sarà il valore base della società, esiste tutta una sezione che riguarda la gestione dei materiali, le tasse sullo smaltimento da imporre direttamente sulle materie prime e da sgravare ad avvenuta dimostrazione del recupero delle stesse, la ridistribuzione delle aree produttive per microzona, la subiudiciazione della commercializzazione a leggi che restringono ampiamente i coefficienti di peso/volume dell’imballo per pezzo e del pezzo per ordine di assemblaggio.
Quante belle parole. Tristemente, il tutto si affina perfettamente all’ambiente e all’uomo che lo abita ma si scontra frontalmente con la cosiddetta gestione dell’economia in scala. Che sarebbe poi quella cosa che distingue un industriale da un artigiano, e consente al primo di arricchirsi inopinatamente moltiplicando per n volte un minor guadagno sul singolo pezzo a fronte di una più grande somma sul totale prodotto, contemporaneamente facendo credere al consumatore che il pezzo così realizzato costi meno e sia quindi socialmente più vantaggioso.
Costa meno, sì, ma il vantaggio è tutto al produttore perché gli svantaggi di una produzione in larga scala impattano tutti sull’ambiente e sulla collettività. Un po’ come quando Warhol diceva che una Coca è democratica perché chiunque l’acquisti beve la stessa cosa allo stesso prezzo, e non si può avere una Coca migliore pagandola di più perché la Coca è sempre quella.
Sì, Andy, sono d’accordo con te. Peccato che la ricchezza economica non distingua gli individui solo per la qualità dei prodotti accessibili ma anche per la quantità acquistabile di essi.
(continua)
Rifiuta il rifiuto! è di serpiko

Io ci sto Serpe… Chiamami quando sarai padrone del mondo… Voglio essere il ministro dell'ambiente… Spacchiamo il cu*o ai passeri!
Sto cominciando a ripensare un pò a questo inceneritore… Anche al Gerbido di Grugliasco hanno fatto una battaglia della miseria… Poi persa. Lo faranno… Stiamo a vedere che cosa succede… Magari è valido… Magari non produce odori… Dipende anche cosa si brucia. Se non sbaglio (ma devo controllare) in Austria ne hanno uno in centro città…
Devo informarmi. Farò sapere
Il tuo piano di revisione globale e ristrutturazione completa del pianeta spero possa essere consultabile a breve, in ogni caso, per quanto mi riguarda, ti conferisco i pieni poteri per credito di meriti sulla gestione del pianeta.
… spero tu non voglia attorniarti di ministri e ministeri… potere assoluto o non se ne fa nulla.
Accidenti, Novara è veramente il paradiso del riciclatore!
Ogni volta che mi capita di buttare un occhio nei cassonetti della carta o della plastica, qui a Roma, mi chiedo se non sto perdendo tempo. Ho il sospetto (non confermato) che sia tutta una farsa…
Ce bello anche da noi c'è la raccolta porta a porta! (e non la fa Vespa quindi viene bene) Ricicliamo mediamente il 75%, con un picco dell'81%!
Anche per me però è inquietante l'altro 20%…
A Bologna invece c'è un inquietante bidone giallo con scritto: raccolta indifferenziata dei rifiuti riciclabili. Introdurre solo imballaggi di carta, cartone, vetro, lattine, plastica. Ora la prima domanda è: perchè solo imballaggi? E tutti i volantini pubblicitari? Io li infilo lostesso nel bidone giallo, anche detto bigiallo.
Ma soprattutto: come fanno loro poi a differenziarla, dato che la carta ad esempio si sarà imbevuta di schifezze…E un'altra domanda: perchè non c'è un biverde, un biviola, un bidiqualsiasicolore per riciclare l'umido? Perchè le cose naturali che la natura ricicla noi le dobbiamo buttare nella discarica?
Questo metodo ambiguo di certo non invoglia a fare la raccolta differenziata!
Nella struttura dove lavoro ci sono diversi raccoglitori per la carta e cartone.
Però però…
… i contenitori all'interno vengono semplicemente travasati nella spazzatura indifferenziata (!!!);
… i contenitori all'esterno sono pieni, malgrado la scritta CARTA a caratteri cubitali, di rifiuti di tutti i tipi.
La raccolta differenziata deve stare innanzitutto nella zucca delle persone, altrimenti i bei bidoni multicolori sono perfettamente inutili.
silvio, la raccolta differenziata deve iniziare nel cervello di ognuno