Ricordi Musicali: Cliff Burton

disco1.jpgQuesto articolo sarebbe più corretto retrodatarlo di un annetto in quanto il ventennale di questo triste anniversario cadeva proprio il 27 settembre dello scorso anno. Ma noi a quel tempo non c’eravamo ancora quindi adeguiamoci alle circostanze.

Per chi non segue l’Heavy Metal considerandolo superficialmente semplice rumore leggendo quest’articolo gli rimarrà soltanto la triste vicenda di un uomo, ma per chi come me lo vive soprattutto dal lato musicale ed emozionale rimane anche il ricordo di un musicista che con le sue note trasmetteva il senso stesso della sua esistenza: la passione per la musica.

Clifford Lee Burton è stato semplicemente il bassista dei Metallica, ma ad un’analisi più stretta è stato il simbolo di un certo modo di fare musica che con il tempo lo stesso gruppo ha dimenticato.

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Con loro ha inciso 3 album, i primi 3 album della loro carriera contribuendo in maniera fondamentale (soprattutto in fase live) a definirne le sonorità portanti e a creare un nuovo genere di musica estrema (il Thrash Metal) insieme ad altri gruppi della Bay Area di San Francisco.

Siamo agli inizi degli anni ‘80 e al tempo i Metallica erano poco più che ragazzini (le loro età si aggiravano intorno ai vent’anni) e si prestavano a dare sfogo, tramite un progressivo appesantimento delle matrici del Heavy Metal britannico, alle ansie giovanili tipiche delle zone “depresse” dell’underground americano come appunto, la periferia di San Francisco.

Il genere fu molto seguito e portò immediatamente il gruppo ad un successo di vendite seguito inevitabilmente dall’ingresso nel marchingegno dello show business. Nel giro di 3 anni il gruppo si ritrova al top con un trittico di album da annali della storia del Rock.

21 anni fa il tour bus dei Metallica esce di strada durante una tournee in Svezia e Cliff muore sul colpo cosa che come molte rock star lo proietta nel mito.

Non si sa molto del suo carattere tranne, forse, quello che lui trasmetteva nei suoi assoli in fase live.

Il suo modo unico di suonare il basso emana tutt’ora una passione che non si può non cogliere e un’interiorità che si propagava, talvolta anche malinconicamente , attraverso la violenza delle sue 4 corde.

Dopo la sua morte i Metallica hanno pubblicato un ultimo grande album (naturalmente con un nuovo bassista) dedicandolo all’amico scomparso, dopodiché, a mio avviso, hanno fatto solo canzonette. Stritolati dallo show business (ricorderete forse la vicenda Napster) hanno abbandonato progressivamente il contatto con il pubblico trasformandosi in burattini delle case discografiche, quelle che scelgono cosa tu debba ascoltare e fino a quando, snaturando il senso stesso di quel tipo di musica che con Cliff avevano aiutato a nascere.

Cliff non è stato quindi solo il primo bassista dei Metallica, ma è il simbolo di un genere e di un nuovo modo di concepire e fare musica, mettendoci anima e sudore, nonché di una band che probabilmente è morta con lui.

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Emanuele Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Amen, fratello. Sottoscrivo in pieno, i Metallica sono morti con lui, e sono convinto che in cuor loro anche gli stessi ‘tallica lo sappiano.

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Grande Emanuele!

Non a tutti capita di essere ricordato a così tanti anni di distanza. Molti di noi all’epoca dei fatti erano poco più che neonati o bambinetti; questo significa che ha veramente lasciato un segno indelebile nel tempo. Credo che sia un modello per tutti noi Metalkids.
Pura e sincera passione per il Metal.
Grazie Cliff!

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