Resipiscenze
10 aprile, 2009 - 9:34 di Comandante Nebbia
Archiviato in latest, Storia e Memoria
Condividi Resipiscenze. Comandante Nebbia ti ringrazia.
Ti Piace MenteCritica?
Per una di quelle straordinarie giravolte che colgono gli uomini quando si approssima l’età del declino, da qualche settimana mi sono riavvicinato a quello che, probabilmente, è stato il primo vero grande amore della mia vita: la filatelia.
Ho collezionato francobolli per tutta la prima metà degli anni settanta. Inizialmente in maniera infantile. scollandoli dalle vecchie cartoline e lettere che si erano scambiati i miei genitori, comprandoli in edicola e ricevendoli in regalo dai parenti. Poi nonostante la giovane età, come mi accade purtroppo in tutto ciò che faccio, la presi sul serio e iniziai a studiare emissioni, filigrane, dentellature, tipi di stampa e tutto il tecnicismo che rende articolata e complessa questa materia.

Qualche giorno fa ho ripreso in mano i classificatori che non toccavo da oltre trent’anni ed è stato come aprire una .
L’ultima volta che ci avevo lavorato i telefoni erano ancora attaccati ai muri ed iniziavano timidamente a essere spostati su apposite mensole, la televisione era in bianco e nero e ci metteva qualche minuto per “scaldarsi”, i computer, che si chiamavano “cervelloni”, erano grandi come TIR e, durante le vacanze estive, comunicavo con i miei compagni di classe dello stesso quartiere via lettera.
Giusto qualche anno prima che sottoscrivessi con la vita l’immenso debito le cui rate mi sono presentate ancora oggi, correvo alle poste ad ogni nuova emissione, mi facevo timbrare la mia brava “” e poi passavo lunghi pomeriggi a suddividere il mio materiale fra “nuovi”, “usati”, “interi postali”, paese, ente di emissione, varietà e filigrana “” o “stella”.
Rivedere l’ordine severo con il quale disponevo quei piccoli rettangoli colorati mi ha fatto capire che parte di ciò che sono adesso è scritta nei miei geni, non è frutto di educazione. Ciascuno di noi, volente o nolente, è condannato gioiosamente ad essere se stesso.
Cercando contatti per riprendere il mio hobby mi sono anche reso conto di quanto sia mutata la modalità di relazione grazie alla rete.
La ricerca di francobolli avveniva allora in polverose bottegucce dove si passava ore a sfogliare grandi classificatori. Oggi la rete consente agli appassionati di tenersi in contatto in tutto il mondo e con le aste on line è possibile rapidamente comprare tutto ciò che serve (sempre che si sia in grado di capire cosa si compra).
Eppure, anche se la nostalgia è inevitabile, questo “nuovo modo” di vivere la filatelia mi piace. Se si sceglie con cura l’ambiente giusto è possibile vivere questa passione con una qualità che, senza i legami che oggi mette a disposizione la rete, era in passato, riservata ad un elite.

La filatelia è amore per il bello, per l’armonia e per la storia. Un francobollo, un annullo o una busta ingiallita raccontano storie segrete sulle quali uomini appassionati ragionano come detective per interpretare timbri, affrancature, destinazioni e sciogliere i nodi che il tempo e la memoria hanno silenziosamente tessuto. Tutto ciò, ovviamente, è deliziosamente inutile e, proprio per questo, di irresistibile fascino.
Resipiscenze è di Comandante Nebbia

Complimenti, hai fatto bene! I francobolli sono bellissimi
si ma la democratica nuova non ce l’hai
Non è facile averla, ma anche timbrata ha il suo fascino
Ho sempre cordialmente detestato le emissioni di San Marino. Che siano francobolli o monete, ho la netta e fastidiosa impressione che il loro unico scopo sia ciucciare quattrini ai filatelici e ai numismatici, considerato che nel ministato è correntemente accettata la valuta italiana (prima la lira, poi l’euro).
come tutte le nuove emissioni del resto.
incomincio a pensare che valga la pena di raccogliere solo quello che non può più essere riprodotto.