Report, o della (in)capacità di Indignarsi 14


Milena Gabanelli e il suo programma di inchiesta, Report, su RAITRE ogni domenica sera, costituiscono, ai miei occhi, una cartina di tornasole per misurare la capacità di reazione dell’opinione pubblica nel nostro Paese. In genere a Report si fanno inchieste e denunce anche gravissime, che però lasciano quasi sempre il tempo che trovano.
L’ultimo esempio ha del clamoroso.

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La puntata in onda il 4 maggio era incentrata sul nuovo piano regolatore di Roma, la cui approvazione costituisce uno degli ultimi atti dell’ex sindaco Veltroni, e la cui gestazione è durata tredici anni, un periodo pressoché coincidente con quello delle ultime quattro amministrazioni di centrosinistra.
L’autore del servizio andato in onda, Paolo Mondani, lo presenta così sul sito di RaiTre:

Lo scorso febbraio, il consiglio comunale di Roma ha approvato il nuovo piano regolatore. Le previsioni parlano di nuovi edifici per 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio di 11-15 mila ettari.
Una nuova città, più grande di Napoli, che verrà costruita nelle campagne di Roma. Tutto questo nonostante la crescita demografica nella capitale sia vicino allo zero, esclusi i circa 200 mila nuovi residenti tra gli extracomunitari. Nel piano regolatore è stata prevista, dall’amministrazione comunale, la realizzazione di tante piccole città, denominate Centralità, tutto intorno all’attuale zona urbanizzata. Queste micro città verranno costruite su aree private che sono in possesso dei grandi costruttori: Toti, Scarpellini, Ligresti, Caltagirone, Santarelli, che chiedono già oggi di aumentare le cospicue previsioni cubatorie previste dal piano regolatore appena approvato. Lo strumento attraverso cui queste richieste possono realizzarsi è il cosiddetto “Accordo di Programma”.
Basta che un costruttore o un proprietario di un’area chieda all’Amministrazione di andare in deroga al piano regolatore, che questa procedura sostituisce alla decisione pubblica un tavolo di trattativa tra le parti. è grazie a questa tecnica che molte regole urbanistiche possono saltare….

Nel servizio, che si può vedere o rivedere qui, sono documentati, anche attraverso interviste all’assessore Morassut, al costruttore Pulcini, all’urbanista Fuksas ed a semplici cittadini, i metodi e le conseguenze della pianificazione urbanistica della Città Eterna. Il reportage narra, tra l’altro, dell’uso sistematico di “accordi di programma” con i costruttori (non sempre o non del tutto rispettati da questi ultimi) e di abusi edilizi per migliaia di metri cubi sanati con provvedimenti che, a prima vista, sembrerebbero discutibili.

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Non sembra proprio che da questo modo di amministrare derivino vantaggi per la cittadinanza. Anzi, l’inchiesta mostra anche la difficile situazione di chi sceglie di abitare a Roma, a causa dei costi esorbitanti di case anche ultraperiferiche ancora neanche dotate di tutti i servizi indispensabili per un insediamento civile.
Si tratta, insomma, di un’inchiesta che denuncia un certo modo di fare urbanistica nella Capitale, ponendolo a confronto con le ben diverse politiche abitative adottate a Madrid e a Parigi.
E’ interessante. Credetemi: se vi è sfuggito merita di essere visto.

Ora, in un Paese normale, una forte denuncia di questo genere avrebbe scatenato una forsennata campagna di stampa, e la spinta delle “penne” più affilate della carta stampata (chessò, i D’Avanzo, gli Stella, i Travaglio, i Serra, i Sansonetti, i Feltri,…) avrebbe indotto gli amministratori (ora ex) a dar conto delle proprie scelte all’opinione pubblica, avrebbe costretto i costruttori a difendersi da sospetti di palese speculazione, avrebbe forse sollecitato la magistratura a volerci vedere più chiaro.

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Ho girato un po’ per il web, alla ricerca di qualche accenno sui principali giornali nazionali online. Ebbene, può anche darsi che qualcosa mi sia sfuggito, ma il risultato è che all’indomani del reportage, sui media nazionali non ne parlava nessuno. Non non mi aspettavo certo di trovare molto su “Il Messaggero” o su “Il Tempo” – testate entrambe di proprietà di noti costruttori romani – ma almeno su “Repubblica”, sul “Corriere”, su “La Stampa”, su “Il Sole 24Ore”, su “Il Giornale”, qualcosa – mi dicevo – ne avranno pur scritto.

E invece no, nulla di nulla.
Ho trovato solo un giornale che riferiva del servizio di Report: è (nientepopodimeno che) l’Avvenire, il quotidiano dei Vescovi, nel quale ci si chiedeva: ” Denunce choc a «Report»: Nessuno ha niente da dire?” . Richiesta alla quale ovviamente mi associo.

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Questo è lo stato dell’informazione nel nostro Paese, questi sono i “cani da guardia” della democrazia.
Questa è anche – spiace dirlo – la capacità critica che noi opinione pubblica siamo in grado oggi di esprimere: si fa un casino infernale, le associazioni di consumatori minacciano sfracelli se si vedono pubblicati redditi che già per legge sono di dominio pubblico. Ma ci fosse un cane che si preoccupasse minimamente che una delle città più belle al mondo venga ulteriormente cementificata grazie a centinaia di palazzoni venduti a peso d’oro.
A proposito: domenica scorsa, allo stesso orario di “Report”, il serial “I Cesaroni” su Canale 5 sbancava i dati auditel. Lascio a voi le valutazioni del caso.


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14 commenti su “Report, o della (in)capacità di Indignarsi

  • Sara

    Grande Fully, questo tra l’altro è l’esatto motivo per cui non censureranno mai report, dato che non ha conseguenze e dato che così si sfogano quelli che hanno bisogno di sentirsi più informati e cittadini diversi dagli spettatori dei cesaroni. Personalmente questo è anche il motivo per cui non lo guardo più. Non riesco a pensare che sia normale che non succeda niente, mi angoscia troppo questo scivolamento delle notizie. So che è un pò la tecnica dello struzzo, e che dicono cose probabilmente vere e interessanti, ma accorgermi ogni volta che non cambia niente e che tutto torna nell’oblio mi fa venire troppi pensieri. Tra l’altro mi è venuto un dubbio: non è che il fatto che non ci sia mai (o quasi) un polverone dopo faccia comodo anche alla Gabanelli e alla sua equipe perchè così i poco onesti coinvolti dalle inchieste del programma evitano di denunciarli dato che per loro il giorno dopo non cambia niente? Potrebbe essere in alcuni casi un tacito accordo: io faccio il mio lavoro di giornalista, tu non ti preoccupare perchè dopo sarai dimenticato da tutti, gli altri media non ti prenderanno in considerazione, avrai solo più clienti disonesti. Magari è fantascienza…

  • Cambiamo Pianeta

    @Fully: bell’articolo…azzecca in pieno il vero e profondo male che sta logorando questo paese dall’interno…e che, vista la sua estensione, mi fa sperare sempre meno che qualcosa possa realmente cambiare.

    @Sara: credo che il tuo dubbio sia infondato…se l’hai buttata lì come battuta, ok…perchè altrimenti credo che un accordo del genere sia impossibile da realizzare…preferisco poi pensare che la Gabanelli e collaboratori ci si impegnino seriamente nel denunciare ciò che non va nella speranza sincera di smuovere qualcosa.

  • andrea

    Seguo report da tempo…mi affascina…
    Ebbene, non c’è niente di strano: ci sono 7(8) televisioni…
    Raitre ha uno dei minori audience. Il contenuto non fa successo. Lo spettacolo si.
    Oggi ci fanno contenti con il continuo aggiornamento dei morti in Birmania…tutti a dire “cavolo, sono aumentati””ammazza quanti morti” e ci danno qualche altra dose giornaliera di notizie negative….domani continuano cosi e ne aggiungono altre…
    Tutte cose che non intaccano il nostro piccolo mondo…noi, in Birmania, quando ci andremo?abbiamo interessi li??
    Se una notizia entra nel nostro “spazio vitale”, questo farebbe scattare il criceto e il cervello inizierebbe a girare. Questo è quello che non deve accadere.
    Pensare richiede una ricerca di informazioni; sapere porta ad un’analisi, a vedere la realtà che non è piu spettacolo. Perchè fare tutto questo sforzo per una cosa che non interessa a nessuno e non fa scena…..?
    Come dice mia nonna: e adesso che lo so?sto incazzata. E non posso farci niente e mi incazzo ancora di piu. Grazie mille.

  • ema aka mascherabianca

    Che dire indignarsi e non far nulla tanto vale indignarsi. Se alla pubblica amministrazione conviene e a chi li costruisce sti stabili conviene da loro un moto a proprio sfavore non mi sembra possa nascere. I giornali Nazionali non danno risalto… Non parlano di queste notizie perchè probabilmente tra quelli che forniscono gli stipendi direttamente o indirettamente ci saranno sempre le stesse persone. Oppure come tutti gli altri Italiani, semplicemente e ingenuamente, domenica sera invece di guardarsi report si guardano altro… Anche se non so quanto sia credibile quest’ultima ipotesi…

  • Sara

    @ Cambiamo Pianeta: mi è venuto un dubbio, anch’io preferisco pensare che siano seri nel loro lavoro, e sicuramente lo sono, ma è così incredibile che il giorno dopo non succeda niente…In quanti lavorano a Report? 20? 50? 100? Tutti gli altri giornalisti dove sono? Ok, ci sono gli editori… Ma quelli più “liberi”? E poi come si sentiranno quelli di Report a vedere che le loro inchieste, che saranno dure da realizzare, non sortiscono nessun effetto?

  • Iniquo

    Mi indigno con i soliti noti, tutti gli altri si stanno sbellicando con il Bagaglino.
    Si riparlerà di quei palazzi solo quando gente esasperata occuperà gli appartamenti vuoti e verrà etichettata come delinquente.
    Invece i palazzinari e le amministrazioni locali colluse sono puliti…

    Popolo di capre.

  • Oris

    propongo di indignarCi tutti assieme come di solito facciamo..

    comincio io.

    Beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh. (indignato)

    Quoto molto l’ultima frase.

  • Iniquo

    Sara credo che quelle persone non lo facciano per ottenere un riscontro, altrimenti avrebbero cambiato modalità dopo un mese.
    Penso che sia piuttosto questione di integrità e di coerenze, di fare quel che si ritiene giusto e di rimarcare bene la distanza tra loro ed i vari MentanaVespaRossellaFeltri.
    Ogni giornalista ha le sue idee, è ovvio; ma il vero giornalismo è indipendente dai poteri politici ed economici, in caso contrario si chiama mistificazione e propaganda.
    Il voto si basa sull’opinione dei cittadini, se chi concorre a formarla è disonesto la democrazia cade a pezzi e la massa dei votanti nemmeno se ne accorge.

  • Sara

    @ Iniquo, magari è così, anzi è certamente così, ma è avvilente.
    La massa dei votanti non se ne accorge perchè è una massa incapace di pensare e di trarre conclusioni logiche. Qui 2+2 sta cominciando a fare 5…

  • Oris

    Comunque adoro Report , però il post mi ha aperto veramente una finestra su un nuovo dubbio paranoico: un ulteriore sistema di controllo per sfogare gli istinti di rivalsa di coloro che si ritengono “mente-critici?”.

    Non sarà che ci basta sentire che i nostri sospetti di malaffare, lo sputtanamento, la scoperta che il nostro mal pensare è quasi sempre fondato, come diceva il principe degli scudi crociati tenebrosi?

    Non sarà una sorta di voyeurismo auto-referente e auto-promosso ad elitario, che in effetti serva solo a soddisfarci per tenerci tranquilli nei nostri nuovi salotti virtuali?

  • Iniquo

    Di fatto è così Oris, non ci resta che allargare quanto più possibile questo salotto discutendo con conoscenti e colleghi stimolando il loro senso critico.
    Sempre che ne abbiano uno.

  • Fully

    [quote]
    Non sarà una sorta di voyeurismo auto-referente e auto-promosso ad elitario, che in effetti serva solo a soddisfarci per tenerci tranquilli nei nostri nuovi salotti virtuali?
    [/quote]

    Il sospetto di Oris è fondato. Anche l’indignazione “al chiuso” dei salotti virtuali alla fine lascia il tempo che trova. C’è qualche eccezione però, ad esempio Beppe Grillo. Altro non mi viene in mente.
    L’unica risposta che mi sento di dare è quella di Iniquo.

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