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Reductio ad Unum

12 febbraio, 2009 - 10:00 di  
Archiviato in Cazzotti, Democrazia e Diritti, latest




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Ingrati.

Ingrati e ignoranti.

Non so trovare altri termini per definire chi rovescia insulti e nefandezze sul nostro Presidente del Consiglio.
Ingrati perché è ovvio, oramai da molto tempo , che c’è una perfetta simbiosi tra ciò che è bene per lui e ciò che è, o meglio , sarebbe bene per noi se le forze del male che vanno da Andreotti a Ferrando non si mettessero di traverso.

Ignoranti perché ciò che sta avvenendo, se ancora le vostre menti ottenebrate dall’ignoranza non l’hanno capito, è una sottile operazione che cavalca i territori della filosofia e della scienza proponendoci un modello che viene dai gloriosi tempi, così cari al Pastore Tedesco,  del Medio Evo : la Reductio ad Unum.




reductio-ad-unum

Per voi ignoranti sappiate che è il  massimo  della  semplificazione,tutti i poteri, tutto il futuro, il passato e il presente, si addensano sulle solide spalle del Primo Motore Immobile che ci libera dal fardello più pesante che dalla cacciata dall’Eden, sia capitato sulle fragili spalle degli uomini e delle donne : pensare.

E tutto ciò non appartiene solo agli eterei territori della metafisica, lo sforzo titanico del Primo Motore Immobile cos’altro è se non, come c’insegnano le più moderne teorie scientifiche, un ritorno alla situazione pre-Big Bang? E del resto le stesse teorie scientifiche ci dicono che l’universo si sta contraendo e dunque ritornerà all’unità originaria, è solo questione di tempo e , quindi, la Reductio ad Unum dell’Ineffabile Testa Catramata precorre i tempi è, come si conviene alla sua natura, anticipatrice.

In realtà io non ce l’ho con lui, che fa il suo mestiere di pedissequo applicatore del Piano per la Rinascita dell’Italia del mai dimenticato Licio Gelli. Ce l’ho con chi, presunto oppositore, si faceva prendere dagli attacchi isterici se qualcuno parlava di rischio di regime. Con chi nel Pd, in Rifondazione, nei Verdi, e compagnia cantante ha distrutto la sinistra nel tentativo, riuscitissimo, d’imitare Marchais che in pochi anni, in Francia, è riuscito a distruggere il più forte Partito Comunista dell’Occidente e, dunque, ci sarebbe, c’è bisogno assoluto e urgente in Italia di una forza di sinistra, riformista ed europea ma la premessa indispensabile perché possa nascere è che chi ci ha portato a questo disastro,  i vari Veltroni, Bertinotti, Ferrero, Diliberto ecc. ecc., se mi passate il francesismo, si levino dai coglioni.

immagine di:  giacomo cr.

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Comments

24 Risposte a “Reductio ad Unum”
  1. asfodelo scrive:

    Il problema vero è che nessuna persona che creda sinceramente nella politica, nel senso alto e vero che questo termine rappresenta, può rendersi oggi disponibile a lottare nello scenario che si è determinato. Non prima che un sano diluvio spazzi via prassi consolidate, ideologie muffite e soprattutto insani personaggi, affaristi corrotti, gli infiniti miserabili alla corte dei miracoli.
    Ergo, toglieteli di lì. Tutti, grazie.
    Che nessuno si senta escluso.

    • ilBuonPeppe scrive:

      Problema:
      - nessuna persona onesta è disposta ad impegnarsi in questa situazione
      - questa situazione non cambierà finchè la politica sarà fatta da questa gentaglia
      - questa gentaglia non se ne andrà se non ci sarà qualche persona onesta che si impegna
      Soluzione:

      • asfodelo scrive:

        Credo di aver risposto. Per me la soluzione non c’è.
        Io posso prendere atto di tutto, posso impegnarmi quotidianamente nel rispetto delle regole, dire quello che ritengo giusto, impegnarmi anche concretamente, denunciare, evidenziare, sottolineare per come meglio posso. Lo faccio io e lo fanno altri mille e mille ancora.
        Basta? No. Come può (e non parlo certo di me) una persona dotata di buona volontà, idee chiare e sano raziocinio, trovare spazio in politica?
        Riempie forum e dibattiti, discute di grandi verità, ma sempre e solo in circoli lontani dai centri decisionali.
        Questo cambierà qualcosa? Credi che l’impegno di un singolo, di mille singoli, di un milione di singoli, se non si riconoscono ed organizzano concretamente, possa cambiare qualcosa?
        Bada bene, io trovo straordinarie le cose che dici,
        le condivido e ti riconosco il merito di essere uno dei pochi a dirle.
        Ma anche questo, comunque applicato, non basterà.
        Questo non vuol dire che me ne frego e mi faccio gli affari miei. Anzi.
        Ma lasciami l’amara consapevolezza che non è così che cambierà.

        • ilBuonPeppe scrive:

          Se pensiamo che non ci sia una soluzione, allora perchè sbattersi? Perchè impegnarsi? Perchè parlarne? Perchè lamentarsi?
          Io posso anche passare la serata a suonare per mio conto invece di leggere, informarmi, rompere le palle alla gente, eccetera; ci guadagno in salute.
          Il punto è che io o tu da soli non possiamo fare niente, se siamo in mille invece sì, se diventiamo un milione cambiamo la storia.
          Tu ti impegni? Bene, sono contento. Ma allora vuol dire che credi ad una soluzione, quale che sia. Altrimenti perchè perdere tempo?

          • asfodelo scrive:

            Dialetticamente corretta la tua obiezione. Mi sono espressa male.
            Io credo che esista una soluzione.Intesa come un diverso mondo possibile. Per questo vivo e combatto.Non mi arrendo, per quanto poco conti quello che io posso fare.
            Non credo invece, che questo possa oggi bastare a rimuovere la situzione che si è determinata, non senza un evento nuovo che neppure io so quale potrebbe essere.
            Forse lo so. Forse non siamo tanto lontani. Perchè tutto questo imploderà. Non so quando, ma imploderà. allora ci sarà spazio per altre soluzioni. Almeno spero.

            Spero avremo la forza, la voglia e la capacità di costruire su basi diverse. Non solo in Italia, nel mondo.

            Altrimenti torneremo, presto o tardi alle stesse condizioni.
            Ed altri due, non io, non tu, i figli dei figli dei nostri figli staranno qui a discuterne ancora. In attesa di una soluzione che non c’è, non senza un mutamento radicale di prospettive e valori.

            • ilBuonPeppe scrive:

              Concordo.
              Ma l’evento nuovo che permetterà di cambiare la situazione è… non aspettarsi alcun evento. Cataclismi, eroi ed effetti speciali servono solo a distrarci e a farci pensare che il nuovo arriverà da qualche altra parte.
              Invece dobbiamo lavorare come le formiche, giorno dopo giorno, senza vedere risultati apprezzabili per diverso tempo. La situazione sta precipitando e questo, paradossalmente, gioca a nostro favore. Troppe persone ancora non si rendono conto del fatto che è indispensabile cambiare il modello di riferimento: quando ci sarà il crac definitivo, si creerà lo spazio per le alternative. Ma in quel momento bisognerà essere pronti, altrimenti ci saranno i soliti sciacalli pronti a cavalcare l’onda.
              Lavorare, lavorare, lavorare.

              • a67 scrive:

                sottoscrivo … il crac sta “fisiologicamente” avvenendo … e bisogna lavorare in parallelo e creare dal nulla nel miglior modo possibile.

                • francy68 scrive:

                  avete detto tutto voi, bravi.
                  Aggiungo solo una cosa, pessimista purtroppo, ma è così che la penso…
                  non riusciremo a raggiungere mai una massa critica di persone che si impegnano ad essere buoni cittadini sino a che vivremo in uno stato che investe nella televisione e non sulla scuola.
                  Per me questo deve divenire il chiodo fisso di chi vorrebbe avere intorno dei concittadini, non dei bruti semianalfabeti da cui difendersi come avviene oggi.
                  Fino a che lo stato non riterrà prioritario investire la gran parte delle proprie risorse nell’istruzione, la situazione non potrà che peggiorare, e peggiorerà.

                  Basta guardare cosa stanno facendo a quell’insegnante che ha osato staccare il crocefisso dalle pareti dell’aula: gli studenti hanno adottato una mozione per riavere il crocefisso e il preside, invece di fanculeggiarli, ben volenterosamente ha avviato il procedimento disciplinare contro quest’eretico iconoclasta…
                  Cioè io vedo la scena: allora cosa possiamo fare per migliorare la didattica? La di…che? didattica! Ah la didattica…beh riappendiamo il crocefisso no?

                  Paese di merda.

  2. lupoalburnino scrive:

    Sulla prima parte concordo con te. “Il reductio ad unum” perseguito da Berlusconi è nella sua mente e nelle sua azioni da tempo. Per la seconda parte non troppo, perchè la responsabilità è di Veltroni, Bertinotti, Ferrero, e perchè no Pecoraro Scanio, D’Alema, ecc. si, ma con una piccola se vuoi attenuante: sinceramente nessuno avrebbe potuto credere che il suo disegno, che è poi quello della P2 di Licio Gelli, potesse instaurarsi. Nella passata legislatura, nonostante tutte le leggi ad personam, non faceva pensare a disegni così arditi, anzi tutti, compreso me, hanno pensato che volesse salvarsi la pelle. Risolti i suoi problemi, si è rivelata appiena la sua vera libidine, che non è quella per le donne, ma per il potere assoluto.
    A questo punto una semplice chiosa. Ma anche i suoi elettori di centrodestra davvero vogliono che Berlusconi raggiunga il suo obiettivo? Allora la colpa è di tutti. Non c’entra il centrosinistra seppure miope e poco lungimirante. La responsabilità è anche di Andreotti, di Ferrando, della politica, della Chiesa, dei sindacati, degli italiani.
    Quando mi sposai andai a Roma per il mio breve, brevissimo viaggio di nozze a casa di mio cognato. Davanti alla stazione Termini, allora, c’erano tante bancarelle con migliaia di libri. Ne adocchiai uno che poi acquistai dal titolo magniloquente “Processo ai genitori”, sottotitolo “I genitori hanno i figli che si meritano”. Basta solo trasferire il sottotitolo agli italiani…

  3. fma scrive:

    La rappresentazione della patologia mi trova concorde.
    I fatti sono quelli.
    Ma già sulle cause la mia opinione diverge dalla tua.
    Quali sono le cause per cui s’é smarrita la sinistra?
    Marchais, Bertinotti, Ferrero, Diliberto, Veltroni?
    Mah!
    Visto com’é andata perché non Lenin, Trotsky, Ho-ci-min, Mao-tze-dong, e per finire Fidel Castro? Cioè tutti coloro che hanno provato a realizzarne il modello?
    Possibile che non ce ne fosse uno di buono? Eppure ho citato i migliori. Oppure c’è qualcosa che non va nel progetto, piuttosto che negli interpreti?
    Non é che il modello di Marx, lo stesso di More (ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i suoi bisogni), sia inapplicabile?
    Almeno fino a quando non avremo trovato modo di rimuovere dalla natura umana quel tanto di egoismo selezionato dalla necessità e dal caso nel corso dell’evoluzione biologica?
    Non voglio fare del darwinismo sociale, ma ricordare che il darwinismo, fino a prova contraria, s’é dimostrato teoria assai più attendibile dell’Utopia di Thomas More.
    Vuoi vedere che se ci dessimo un modello più adeguato magari riusciremmo a realizzarlo, almeno in parte, risparmiandoci qualche frustrazione di troppo, guadagnandone in autostima?

    • koteko scrive:

      Questo e’ un commento _veramente_ intelligente. Complimenti :)

    • lupoalburnino scrive:

      Caro fma, non so se faccio bene o male, ma quando guardo questa realtà non penso ai luminari della politica come Marx, di cui, tra l’altro, non sono stato un grande estimatore. I modelli di questi grandi uomini non realizzati nonostante…non li prendo nemmeno in considerazione anche perchè non sono stato mai comunista nè nella mente, nè nel cuore. Mi piacerebbe di più che fosse uno psicologo ad “analizzare” i comportamenti degli uomini e dei nostri politici in particolare, perchè sicuramente, se aspirano a raggiungere obiettivi “non democratici”, sono affetti da qualche turba mentale. Viglio dire più precisamente: chi si attiva per fare politica dovrebbe avere in testa soprattutto l’interesse di tutti. Diversamente è solo un megalomane e, altrettanto disgustoso, un egoista. Quindi, Io megalomane, guardo la realtà solo da questo punto di vista. Sono di centrosinistra solo perchè lo ritengo più vicino o più sensibile ai bisogni dei meno abbienti, e può darsi che mi sbagli, non perchè in questo momento abbia in testa “un’ideologia”. Mi guardo intorno e vedo bisogni, esigenze, disperazione, disoccupazione, illusioni, delusioni, giovani che non hanno futuro, ecc. M’importa che un governo lavori perlomeno per affrontare queste situazioni, ci metta tutta la buona volontà per farlo. Lo voglio sentire vicino psicologicamente e fisicamente e, poi, anche politicamente. Non avviene. Di qui la mia rabbia!

  4. Fabio Padovan scrive:

    Concordo con tutto. Fanculo al nano malefico.

  5. ilBuonPeppe scrive:

    Un po’ di tempo fa avevo trovato questa cosa, che mi sembra faccia al caso:
    “Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta”
    - Buckminster Fuller

  6. tenebra scrive:

    Rubacchiando da W. Allen “Dio è morto, Marx pure e neanche io sto troppo bene” , in sostanza voglio dire, volevo dire col mio post che il problema, oggi, non è l’eclisse o il tramonto più o meno definitivo delle ideologie ma la pratica politica, la forbice che si è allargata sempre di più tra il “sentire comune” della gente di sinistra e la prassi degli autodefinitisi e , soprattutto, autonominatisi , dirigenti dei partiti che li vorrebbero rappresentare. Al di là della tempesta culturale proveniente dal berlusconismo e che ha indotto un avvelenamento gravissimo del “senso comune” ( chi , solo 10 anni fa, avrebbe potuto immaginare il dilagare di tendenze xenofobe nel nostro paese?) se vi andate a vedere i risultati delle ultime tornate elettorali vi renderete conto che ciò che ha fatto la differenza è stato il grado di astensionismo nei due schieramenti : in sostanza a sinistra c’è una crisi di rappresentanza e di questo non hanno colpa nè Marx,nè Che Guevara, nè altri ma l’insipienza dei sedicenti dirigenti della sinistra italiana incapaci non solo di garantire il “sol dell’avvenir” ma anche una onesta politica riformista all’Obama.

    • fma scrive:

      Esiste veramente una forbice fra la gente di sinistra e i dirigenti dei partiti che la dovrebbero rappresentare?
      E quale ne sarebbe il motivo?
      Chi impedirebbe a questa gente di scegliersi dei rappresentanti più idonei?
      Tralasciando gli apparati di partito, come mai, anche quando la scelta dei leader viene fatta dal basso, per acclamazione, non ne scaturiscono che dei Pancho Pardi, Paul Ginsborg, Nanni Moretti, Beppe Grillo?
      Casuale?
      Frutto di trame oscure?

    • asfodelo scrive:

      Condivido la tua analisi. Il problema è la prassi politica.
      Prassi consolidata negli ultimi anni in qualcosa di molto lontano dall’esercizio della politica, dalla capacità critica e dalla volontà del bene comune.
      Il problema è la rappresentanza a sinistra? Non credo, non solo.
      Il problema è il sistema consolidato di potere che si autodetermina ed autoalimenta, impedendo l’affermazione di nuove idee, di un diverso modo di sentire e realizzare. Il problema è la difficoltà e stanchezza avvertita da quelli che ancora credono sia possibile costruire su basi diverse.

      Io credo che occorra cambiare più di così, molto di più.

  7. Luciano Ardoino scrive:

    Ergo, toglieteli di lì. Tutti, grazie.
    Che nessuno si senta escluso.
    - nessuna persona onesta è disposta ad impegnarsi in questa situazione
    - questa situazione non cambierà finchè la politica sarà fatta da questa gentaglia
    - questa gentaglia non se ne andrà se non ci sarà qualche persona onesta che si impegna
    Soluzione: impossibile!

    A volte a parlare di se stessi di cade nel ridicolo ma correrò questo problema e se avete volgia di leggervi quello sottostante…nessuna persona onesta potrà mai intromettersi od essere inserita in quel mondo di …..
    Lettera a Forza Italia (Distinti saluti)…ma poteva essere indirizzata anche ad un partito di sinistra.

    Io cretino ma voi in Forza Italia un po’ di confusione l’avete, e il perché è quì di seguito, naturalmente condensato a mo di Bignami poiché la lista delle gentili scorrettezze ricevute sarebbe molto più lunga ma…
    …ma perché la mia prima tessera politica è avvenuta un po’ oltre il mezzo secolo di vita, e nonostante anteriori ammalianti canti di sirene durante prolungate soste di lavoro negli Stati Uniti durante R. Reagan, l’ho compilata a Genova, la mia cara città, per Forza Italia. E fin qua tutto bene; a parte che l’iscrizione andò dapprima smarrita e quindi sarebbe stato meglio ipotizzare l’accaduto come un segnale divino o forse semplicemente un’indicazione terrena; cioè di quelle che ti avvisano quando all’altezza del didietro sta arrivando…insomma, qualcosa! Come quel qualcosa è da attribuire alle svariate migliaia di euro spesi per abbellire florealmente il point elettorale (comunali 2006) senza ricevere neanche un grazie!
    Comunque, non molto tempo dopo la legenda, circa un anno fa, fui contattato telefonicamente più volte dal team di un Senatore della Repubblica della mia regione affinché accettassi la “per lui ricercatissima” nomina di responsabile della commissione turismo cittadino per il partito di appartenenza; cosa che accolsi dopo alcune ripetute cortesi richieste e soprattutto perché mi fu detto che la mia esperienza internazionale e quindi il curriculum avrebbero portato “per lui notevoli” innovazioni nelle disamine di questo settore così tanto travagliato e che abbisognava di nuove vitali conoscenze per erudire gli addetti alle varie discussioni consigliari.
    Embè, come poter privare il partito, la città e quindi la regione intera di un aiuto così necessario e per loro tanto utile? Come poter zittire la coscienza che instancabilmente mi urlava di assecondarne la preghiera?
    Si, lo farò!
    No anzi, lo faremo; perché a capo di queste varie commissioni vi erano e credo ci siano ancora circa 25 persone, ognuna per ogni singolo settore dipartimentale, tutta brava gente nonché veri e seri professionisti; Porto, Economia, Sport, Università, Turismo, Cultura, eccetera, eccetera. A cui vanno sommate, per ognuno di questi, altre 5 o 6 prs. (da noi ricercate) per l’appoggio ed aiuto logistico; che portano il totale a circa 150 esaminatori (centocinquanta).
    Ma il bello, se così si può affermare, arriva nel momento in cui si decide di elencare e quindi consegnare la nostra esperienza tramite incontri preordinati e dettagliate relazioni a coloro che ne usufruiranno nei vari consigli. Ottima iniziativa, che diamine! Ma resta però un unico grande problema! Maddecchè, se non siamo mai stati avvisati sulle future delibere o provvedimenti nelle molteplici sedute comunali, provinciali o regionali da esaminare e quindi ragguagliare? E a chi, se nessuno dei destinatari è mai stato presente nell’intero arco dell’anno, nonostante ripetuti e cerimoniosi inviti, e probabilmente mai le hanno ricevute?
    Riunioni mensili dipartimentali mentre bimensili quelle generali, con un unico denominatore comune e cioè; probabile appallottolamento delle relazioni e tiro, per i migliori, da tre punti nel canestro (cestino della rumenta)… il tiro da tre punti definisce nel basket un canestro realizzato al di fuori di una linea delimitata da un arco semiellittico radiante dal centro del canestro; la distanza è stabilita in 6,25 metri. I miei più sinceri complimenti!
    Ma noi?
    Gli altri non lo so, ma io mi sono sentito un cretino.
    Un cretino che gestisce aziende con 2.800 dipendenti. Doppio cretino! 2.800 volte cretino, ma sono abituato a non arrendermi e a lottare per raggiungere…boh! Lo facevo gratis e in più mi prendevano per i fondelli.
    Ma sciaguratamente non è finita qui, almeno per me, perché testardo come sono cerco risposte più esaurienti da personaggi più altolocati poiché credo dispongano, come avviene in azienda, di un’ottica esaminativa migliore e scrivo a tutti richiedendo un colloquio poiché credo di aver individuato (presuntuoso che non sono altro) le problematiche della programmazione e gestione turistica che oramai da alcune decine d’anni si ripercuotono nella nostra cara penisola. Chissà mai che non sia vero! …E questo chi è, da dove spunta e perché lo fa gratis?
    Il risultato è che un Ministro mi invita ad un colloquio non appena avrà del tempo al di fuori di quello istituzionale (perbacco)! Peccato che dalla sua prima ed ultima sono passati 9 (nove) mesi e non si è fatto vivo nessuno; anzi, cercando poco tempo dopo di mettermi in contatto telefonico con il medesimo venivo, tra l’altro, apostrofato da un capo di qualche cosa nel Ministero in oggetto con la gratificante ultima frase “Le sue grandi soddisfazioni lavorative le ha già ricevute”!
    Si certo, grazie…..clic!
    Eccheccazzo c’entra! Perché il Ministro mi ha scritto di condividere le mie opinioni generali e quindi di volermi incontrare per discuterne i particolari?
    Quando lo stesso Senatore sopra citato mi invitava ad un colloquio con un conoscente per un’eventuale lavoro presso una ditta presumibilmente come “boh” o cameriere (lavori degnissimi, per carità) e io…io veramente volevo mettere le mie conoscenze al servizio dello stato o verosimilmente a mettermi in condizione di elencare le mie cognizioni nella specifica materia con qualcuno di veramente valido sotto l’aspetto turistico, in quella stessa maniera che ho sviluppato nei paesi esteri, dove addirittura mi assillavano, ti ascoltano e dove si sono visti i risultati. Che dire; oltre 50 mie assemblee mondiali sul turismo finite là, dove sfocia il mare, dove i pesci siluro si ingrassano di sterco umano e delle mie/nostre relazioni.
    Io non vi ho chiesto un lavoro!
    Finita?
    No, perché subito dopo arriva un’altra e-mail, questa volta è della segretaria personale della responsabile massima del turismo nazionale; ci siamo, mi ringraziano di alcuni consigli e vogliono sapere del mio lavoro con i Governi di altri paesi, della mia realizzazione delle leggi sul turismo…ma anche qui passano i mesi. Sei mesi per la prima risposta, la seconda…per adesso due mesi, poi chissà?
    Mi trovo sull’orlo del baratro dell’orgoglio personale ed ecco che arriva finalmente l’occasione giusta. Commissione turismo da esporre agli stati generali di Varazze il 12/13 dicembre 2008.
    Dai Luciano, adesso siamo a cavallo!
    Quattro o cinque riunioni in regione; la prima siamo in tanti, alcuni intraprendono per la prima volta (ma si può) una discussione sulla potenzialità produttiva del turismo ligure, mentre altri chissà se più attenti ai posteriori che ai posteri (forse baciapile, bigotti, bacchettoni, collotorti o pinzocheri e naturalmente con l’approvazione dell’acquasantiere umane), vabbé quì è così;però ad ognuno viene fornita una penna ed una cartellina contenente dei fogli bianchi; alla seconda si registrano alcune assenze, i fogli sono messi tutti all’ingresso e le biro sono contenute con un elastico. Che dire; si sono dimenticati, capita, e la conversazione giace e riposa ancora sulle stesse ragioni improduttive. Nella terza ci assottigliamo sempre più a mo di cabina telefonica, cartellina sparita, le biro sono rosse…i fogli? Beh, quelli portateli da casa! Tralascio per pena la descrizione sul dibattito turistico.
    Nella quarta o quinta leggono i risultati delle discussioni e di quello preso in considerazione e mentre la sfogliano mi ricordo della mia prima relazione turistica regionale; cavolo è uguale… solo che la mia è datata 1972!
    Come uguali sono quelle lette per trent’anni quando erano scritte nella mia lingua nazionale (io per fortuna lavoravo all’estero), tutte identiche, precise nei contenuti e nell’analisi del cosa fare, mentre per il come…chissà?
    Che bravi!
    Ho scarabocchiato questa mia perché sono rimasto disgustato e volevo sfogarmi un po’; devo dire che credo d’esserci in parte riuscito, almeno lasciatemi questa consolazione, anche se mi sento sempre un cretino. Non credo che il tempo con voi sarà mai galantuomo e mentre non discuto affatto della bontà politica e del valore di alcuni (qui purtroppo veramente pochi) in Forza Italia; io non voglio più che le mie idee e il mio lavoro sia mangime per luassi o ratti delle fogne negli estuari o alle foci di fetidi e maleodoranti fiumi per il vostro marketing del finto apparire; lì mandateci pure i vostri lavori, le vostre parole e la democrazia…quella vostra!
    …ma ci facci il piacere, vi avrebbe detto il buon Totò!
    Con passata stima

  8. snowchimic scrive:

    il problema non è nella politica ma nell’economia, è qui che si sta decicendo
    gran parte del presente e progettando il futuro. Ne destra ne sinistra possono far niente neanche se paradossalmente fossero unite in un unico partito e avessero le stesse idee.
    Ci stiamo ormai abituando a non avere un lavoro stabile, ad essere trattati non più come persone ma come risorse umane, stiamo mandando a puttane secoli di lotte e vittorie per diritti e libertà, perchè le catene mediatiche cominciamo a stringere la morsa sui nostri pensieri.
    Il sistema comunista-socialista era un’utopia ma il sistema consumista continua a sopravvivere solamente stringendo la cinghia dopo ogni crisi sulle spalle della moltitudine.
    La crisi economica ha solo una causa, l’aumento del divario tra ricchi e poveri, la concentrazione della ricchezza in mano a pochi porta inevitabilmente
    a scardinare uno dei principi su cui si fonda l’economia, e cioè il potere d’acquisto diminuisce quindi il denaro non circola, non c’è domanda e cosi cala l’offerta, le aziende in sovraproduzione vanno in crisi e persone perdono il lavoro.
    Se un attacco può essere fatto ai politici, è quello di non aver ostacolato in nessun modo quest’accumulazione, anche ora si potrebbe intervenire con una detassazione dei salari più bassi e una tassazione più alta per chi supera lo stato di benestante, la gente ricomincerebbe a spendere e tutta l’economia ne gioverebbe.
    Si continua a parlare di democrazia politica, quando comincio sempre più i primi segni di una oligarchia economica, chissà che non si arrivi ad una bella dittatura del moderno triumvirato composto da WTO, FMI e BC.I paesi sottosviluppati ne sanno qualcosa ma credo che pure noi non ci sia tanto da ridere.

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici scrive:

      Purtroppo il sistema di spostare il baricentro delle tasse funziona pochissimo.

      Lo stato incassa di più aumentando le tasse dello 0,1% sui redditi bassi che aumentandole del 10% ai redditi alti. E’ una questione di numerosità.

      In realtà un sistema sicuro è quello di abbassare le tasse a tutti riducendo l’immenso spreco dell’amministrazione pubblica e perseguendo con ferocia l’evasione fiscale.

      • snowchimic scrive:

        Non ho mai sentito o letto che qualcuno ci abbia mai provato, ma la domanda vera è, chi ha i soldi e il potere permetterebbe mai una cosa del genere?
        Io la risposta la conosco, e non voglio dire che questo provvedimento debba essere eterno, ma almeno nei momenti più critici permetterebbe una più rapida ridistribuzione della ricchezza e più veloce ripresa dell’economia.

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