Redde Rationem Villicationis Tuae: Iam Enim non Poteris Villicare 30


La situazione che viviamo in queste ore è gravissima e va affrontata con la consapevolezza di vivere un momento storico, uno spartiacque tra due sistemi di vita che può modificare radicalmente ogni aspetto della nostra condizione.
La speculazione, il “capitalismo”, il liberismo hanno le loro responsabilità, ma nel caso particolare dell’Italia si aggiunge un fattore di ulteriore indeterminazione: l’assenza totale di una guida politica. Questa, senza nasconderci dietro un dito, è una responsabilità tutta nostra, un debito con la storia che oggi siamo inevitabilmente chiamati a saldare.


Il ventennio berlusconiano segna sicuramente il periodo più buio della storia repubblicana e, anche ampliando l’orizzonte, è difficile ritrovare trascorsi paragonabili per ignoranza, miopia, corruzione, commistione tra pubblico e privato e anarchia. Una medioevo moderno nel quale siamo entrati per ignoranza, distrazione, insipienza.

Oggi, con qualche giorno di anticipo sulle previsioni, arriva il redde rationem. Saranno anni duri nei quali molti di noi si spezzeranno. Altri avranno modo di conoscere meglio se stessi. Alla fine tutto questo finirà e, probabilmente, chi sopravviverà sarà un uomo migliore.

Sappiate che ignorare l’esistenza di una guerra non vuol dire cancellarla, disponete il vostro animo al cambiamento e sappiate ricostruire la scala dei valori. E’ tempo per uomini nuovi, chi si sente all’altezza si faccia avanti senza vergogna. Io, nonostante l’età, credo di essere pronto. Non sono mai stato un uomo di pace, un fautore del compromesso. Mi imbarazza un po’ dirlo, ma forse questo è il vero mondo nel quale ero destinato a vivere. Viene il tempo per ciascuno di noi e ora è il mio.

Siamo giunti, infine e faticosamente, in un luogo di luce.


30 commenti su “Redde Rationem Villicationis Tuae: Iam Enim non Poteris Villicare

  • eduardo

    Romanticherie.
    Papandreu vuole il referendum: che sia tutto il popolo a decidere su una questione dalla quale dipende il destino della nazione greca.
    E’ solo un vagito, certo, ma non posso fare a meno di provare meraviglia nel ricordare che proprio in quella terra nacque la democrazia.

    • eduardo

      Hai ragione: bisogna ammettere che lo stronzo ha insegnato qualcosa agli amici dei summit.

  • dm

    Mi spiace che alla tua età tu debba fronteggiare l’ennesima amara delusione.
    Mi sembra di sentirli già: “Vi faccio vedere io come ignora un italiano!”

  • efraim

    A me, personalmente, fai proprio pena. Mi spiace, perché dal mio punto di vista, finché si tratta di analisi economiche, sai dire quello che penso molto meglio di me (alle volte ho trovato qui perfino delle informazioni per me nuove). Peccato, perché qualcuno mi ti aveva segnalato come persona dotata di intelligenza e dignità.
    Se qualcuno passa e si chiede del perché di quest’apostrofe che suona così offensiva, si sappia che qui ho suggerito più volte la semplice proposta enunciata su salviamolitalia.com e si provi a pensare a che effetto può far leggere, da parte di chi sa di questa possibilità, un articolo del genere.

    • Comandante Nebbia

      Fare pena è una novità per me.
      La accolgo come una favorevole esperienza. Grazie.
      Piuttosto, vorrei cortesemente che tu smettessi di proporre un’idea di cui abbiamo parlato già quattro anni fa su queste pagine e riparlato nel 2010, sulla quale io ho anche collaborato ad un progetto statunitense del 1997 in collaborazione con l’FBI e che non viene realizzata solo per motivi politici.
      Se pensavi di essere il primo a esserti svegliato con questa idea ti devo deludere cosa che non avevo fatto prima perché non è mia abitudine bucare la bolla di nessuno.

      produci qualcosa di veramente innovativo e sarà un piacere ospitarti su queste pagine.

      Saluti

      • efraim

        Ah be’, allora non hai proprio capito. A parte altro e da quanti anni se ne scrive, quella che propongo è radicalmente diversa e basta leggerla con un minimo di attenzione per capirlo in modo incontrovertibile.

        Carte di credito e bancomat, oltre ad essere un metodo tecnicamente problematico e in certi frangenti insostenibilmente lungo, hanno un enorme problema che per molte persone di buon senso equivale a tentar di cadere dalla padella nella brace, se sostituiscono interamente il contante (solo così si permette di eliminare totalmente l’evasione, in particolare quella criminale). Il guaio sta nello stesso strumento con cui si può ottenere il risultato desiderato: la tracciabilità delle transazioni. Non si tratta tanto di garantire il diritto di comprare droga o disubbidire a leggi ingiuste nel momento in cui salisse al governo qualcuno che volesse vietare questo o quello (si potrebbe anche così coprire l’acquisto di vino, nel caso di governo integralista, con beni e servizi dal valore gonfiato), né soltanto di garantire il signor Marrazzo o Pincopallino dal rischio lampante di essere facilmente scoperto e ricattato o sputtanato nel caso che si avvalga delle consulenze di qualche travestito, quanto dello stato di polizia più totalmente compiuto, almeno potenzialmente. Se un governo può sapere che compri le poesie di Brecht invece che quelle di Bondi, altro che i problemi per la privacy dati dalle fidelity card: se spesso l’occasione fa l’uomo ladro, molto più facilmente fa il governante dittatore. Finché non avremo la garanzia assoluta della correttezza, trasparenza e al contempo tutela delle informazioni sensibili di ciascuno da parte di governi e potenti in genere, qualunque persona dotata di una mente critica desta non può che opporsi a ogni costo all’idea che avete più volte proposto. In particolare se coincide con la totale sparizione del contante, unica possibilità in cui chi vuol evadere e delinquere in modo abbastanza significativo può essere fermato. Alla faccia della privacy: il rischio è quello del panopticon (cfr. sorvegliare e punire di Foucault o il mito di Gige di Platone). Se ti pare poco…

        Quello che propongo è radicalmente diverso, non perché oggi implementabile con strumenti infinitamente più comodi, oltre che più gradevoli e sicuri (anch’io fino al 2009 l’ho proposta con tessere e portafogli simil-POS), ma perché non elimina affatto il contante: lo si evolve, lasciandolo ben distinto da carte di credito e operazioni bancarie in remoto. Resta solo valuta, senza cambiare l’euro, ma solo il formato ammesso. Uno lo prende dal suo deposito, lo mette nel portafoglio e spende come, quando, quanto e con chi gli pare senza che nessuno possa sapere quanto e da quali medici vai o dedurre le tue inclinazioni personali e politiche né nulla che rientri nelle cifre entro cui si può adoperare, e ci mancherebbe, il contante senza essere tracciati (naturalmente, per spese detraibili, ce le si può far documentare in modo comodissimo). Così non si perde nessuna privacy né si rischia di perdere alcun diritto e, perciò, con un po’ di mobilitazione si può imporre, anche a qualunque governo riottoso per evidente collusione e corruzione. di eliminare totalmente il vecchio contante, azzerando così praticamente tutta l’evasione fiscale non derivata dalla retribuzione tramite baratto di beni autoprodotti (e ci mancherebbe che uno deve pagar le tasse se, invece di farsi pagare, fa qualcosa in cambio di un servizio che gli viene reso – altrimenti, se riceve qualcosa da rivendere, ci smena addirittura, visto che paga le tasse sul reddito così ricavato).
        Si può infatti eliminare l’evasione senza tracciare nulla:

        – basta che il contante ricevuto sia inutilizzabile, intrasmissibile finché non lo si registra presso un apposito portale, senza che per questo porti traccia di chi l’ha conferito.

        Visto che così il vecchio contante lo si elimina totalmente, fra l’altro, si contrasta molto di più la grande criminalità: uno spacciatore può fingersi prostituta, consulente, artista, ma per un boss che incassa milioni e miliardi (senza preoccuparsi della multa per le mazzette di banconote più che per i quintali di altro) così nascondersi diventa facile come per un elefante in una stanza e non c’è verso di riuscire a ovviare con i vecchi contanti più che con un’economia parallela dalla valuta non convertibile (nel sito si spiega meglio tutto, anche questo). Oggi ci sono strumenti tecnici innovativi tali da rendere la cosa fattibile in modo sicuro e gradevole, comodo e semplice nel giro di pochi mesi, senza alcun rischio collaterale oltre che senza alcuna violazione della privacy, comunque per molti indesiderabile. Poi c’è il bisogno assoluto di trovare tutti i soldi solo così recuperabili: con le cifre che ha l’evasione c’è modo di rientrare nei parametri vitali europei, abbassare le tasse e disporre di una marea di fondi altrimenti inimmaginabile. Se per te non c’è differenza…

        Sono lieto che tu prenda bene il fare pena, ma mi dispiacerebbe che ti ci dovessi abituare. Del resto dimmi tu che effetto può fare chi, pur dotato con evidenza di una intelligenza particolare e di molte pregevolissime doti umane, controbatte con sicurezza a una tesi senza averla minimamente capita nella sua lampante e ben evidenziata particolarità.
        Con simpatia,
        efraim

      • efraim

        Ah be’, allora non hai proprio capito. A parte altro e da quanti anni se ne scrive, quella che propongo è radicalmente diversa e basta leggerla con un minimo di attenzione per capirlo in modo incontrovertibile.

        Carte di credito e bancomat, oltre ad essere un metodo tecnicamente problematico e in certi frangenti insostenibilmente lungo, hanno un enorme problema che per molte persone di buon senso equivale a tentar di cadere dalla padella nella brace, se sostituiscono interamente il contante (solo così si permette di eliminare totalmente l’evasione, in particolare quella criminale). Il guaio sta nello stesso strumento con cui si può ottenere il risultato desiderato: la tracciabilità delle transazioni. Non si tratta tanto di garantire il diritto di comprare droga o disubbidire a leggi ingiuste nel momento in cui salisse al governo qualcuno che volesse vietare questo o quello (si potrebbe anche così coprire l’acquisto di vino, nel caso di governo integralista, con beni e servizi dal valore gonfiato), né soltanto di garantire il signor Marrazzo o Pincopallino dal rischio lampante di essere facilmente scoperto e ricattato o sputtanato nel caso che si avvalga delle consulenze di qualche travestito, quanto dello stato di polizia più totalmente compiuto, almeno potenzialmente. Se un governo può sapere che compri le poesie di Brecht invece che quelle di Bondi, altro che i problemi per la privacy dati dalle fidelity card: se spesso l’occasione fa l’uomo ladro, molto più facilmente fa il governante dittatore. Finché non avremo la garanzia assoluta della correttezza, trasparenza e al contempo tutela delle informazioni sensibili di ciascuno da parte di governi e potenti in genere, qualunque persona dotata di una mente critica desta non può che opporsi a ogni costo all’idea che avete più volte proposto. In particolare se coincide con la totale sparizione del contante, unica possibilità in cui chi vuol evadere e delinquere in modo abbastanza significativo può essere fermato. Alla faccia della privacy: il rischio è quello del panopticon (cfr. sorvegliare e punire di Foucault o il mito di Gige di Platone). Se ti pare poco…

        Quello che propongo è radicalmente diverso, non perché oggi implementabile con strumenti infinitamente più comodi, oltre che più gradevoli e sicuri (anch’io fino al 2009 l’ho proposta con tessere e portafogli simil-POS), ma perché non elimina affatto il contante: lo si evolve, lasciandolo ben distinto da carte di credito e operazioni bancarie in remoto. Resta solo valuta, senza cambiare l’euro, ma solo il formato ammesso. Uno lo prende dal suo deposito, lo mette nel portafoglio e spende come, quando, quanto e con chi gli pare senza che nessuno possa sapere quanto e da quali medici vai o dedurre le tue inclinazioni personali e politiche né nulla che rientri nelle cifre entro cui si può adoperare, e ci mancherebbe, il contante senza essere tracciati (naturalmente, per spese detraibili, ce le si può far documentare in modo comodissimo). Così non si perde nessuna privacy né si rischia di perdere alcun diritto e, perciò, con un po’ di mobilitazione si può imporre, anche a qualunque governo riottoso per evidente collusione e corruzione. di eliminare totalmente il vecchio contante, azzerando così praticamente tutta l’evasione fiscale non derivata dalla retribuzione tramite baratto di beni autoprodotti (e ci mancherebbe che uno deve pagar le tasse se, invece di farsi pagare, fa qualcosa in cambio di un servizio che gli viene reso – altrimenti, se riceve qualcosa da rivendere, ci smena addirittura, visto che paga le tasse sul reddito così ricavato).
        Si può infatti eliminare l’evasione senza tracciare nulla:

        – basta che il contante ricevuto sia inutilizzabile, intrasmissibile finché non lo si registra presso un apposito portale, senza che per questo porti traccia di chi l’ha conferito.

        Visto che così il vecchio contante lo si elimina totalmente, fra l’altro, si contrasta molto di più la grande criminalità: uno spacciatore può fingersi prostituta, consulente, artista, ma per un boss che incassa milioni e miliardi (senza preoccuparsi della multa per le mazzette di banconote più che per i quintali di altro) così nascondersi diventa facile come per un elefante in una stanza e non c’è verso di riuscire a ovviare con i vecchi contanti più che con un’economia parallela dalla valuta non convertibile (nel sito si spiega meglio tutto, anche questo). Oggi ci sono strumenti tecnici innovativi tali da rendere la cosa fattibile in modo sicuro e gradevole, comodo e semplice nel giro di pochi mesi, senza alcun rischio collaterale oltre che senza alcuna violazione della privacy, comunque per molti indesiderabile. Poi c’è il bisogno assoluto di trovare tutti i soldi solo così recuperabili: con le cifre che ha l’evasione c’è modo di rientrare nei parametri vitali europei, abbassare le tasse e disporre di una marea di fondi altrimenti inimmaginabile. Se per te non c’è differenza…

        Sono lieto che tu prenda bene il fare pena, ma mi dispiacerebbe che ti ci dovessi abituare. Del resto dimmi tu che effetto può fare chi, pur dotato con evidenza di una intelligenza particolare e di molte pregevolissime doti umane, controbatte con sicurezza a una tesi senza averla minimamente capita nella sua lampante e ben evidenziata particolarità.
        Con simpatia,
        efraim

        (riprovo a postarlo, perché mi dice che è in coda di moderazione e che per sbloccarlo devo cliccare su un link che per posta non mi arriva)

        • Comandante Nebbia

          Sì, probabilmente non ho capito perché non riesco mai ad arrivare fino alla fine.
          Quello che non hai capito tu, invece, è che non è la difficoltà nell’implementazione tecnologica (ti ripeto che la tecnologia era già matura a fine anni 90), ma una precisa e determinata volontà politica che non permette questa implementazione per fini che, se ti impegni un po’, puoi capire da solo.
          Quindi è inutile insistere sui dettagli tecnici in maniera così ossessiva. E’ una soluzione ottima la tua, come ce ne sono tante altre. Non si fa e basta.

          L’unico sistema è che tu fondi un partito politico con questo obiettivo, ottieni la maggioranza assoluta e fai una legge in questo senso.
          Sempre che ti facciano arrivare vivo alla fine.

          • efraim

            Ho mandato una risposta via cellulare. Anche quella appare in moderazione. Per evitare altri doppioni, vorrei sapere se esce, prima di riprodurla.

    • Giacomo

      Ancora con la storia dell’abolizione del contante? Sei monotono.
      E poi giusto l’altro ieri al supermercato disquisivo con altri clienti di questa cosa per passare il tempo in fila al banco della salumeria ed una vecchietta mi ha interrogato assorta dicendomi: “ma se devo fare l’elemosina come faccio?”…

      • efraim

        Giacomo, anche tu non hai capito (sperando che la mia risposta appaia: è in coda di moderazione senza che sia arrivato il link per confermare).
        Non si tratta affatto di eliminare il contante. Se appare la risposta precedente ti rimando a quella. Altrimenti puoi capirlo leggendo la proposta.
        In quanto all’elemosina nessun problema: i terminali vengono forniti gratuitamente a tutti, turisti e rifugiati inclusi. Potrebbe essere un problema per i clandestini, finché il metodo non si sarà diffuso all’estero e se i politici non permetteranno di far circolare portafogli non registrati in Italia (ma questo, tecnologicamente, è complicato da garantire mantenendo la privacy e la necessaria anonimità delle transazioni in contanti. In ogni caso, restano le periferiche tali e quali per i bambini, che son proprio giuste per l’elemosina. Se uno percepisce un reddito minimamente decente è giusto che emerga, del resto, nell’interesse di tutti e suo per primo.

  • Nicastro Damiano

    Se le banche sono alla ricerca del cittadino investitore, Le chiedo:
    il cittadino investe i suoi soldi nella banca, ma chi proteggerà in singolo cittadino nel caso la banca decida di fare “sparire” l’investimento, al punto di negare lo stesso investimento alla Magistratura?
    Le racconto una storia, la Signora Innocenza Maria Campo, consigliata dal proprio avvocato apre un conto corrente n. 10/645629 presso San Paolo IMI, dove vengono versate ingenti somme di denaro e parte di queste somme vengono investite su prodotti consigliati dagli stessi funzionari bancari. Un giorno (fine ottobre 2003) la Signora Innocenza Maria si reca in banca (io ero con lei) e chiede di avere un resoconto, ma in banca le dicono che ormai si deve rivolgere all’avvocato dove usa tenere la documentazione sugli investimenti e che a lei non possono dare nessuna informazione. La Signora protesta molto violentemente, grida che vuole il resoconto, supplica i funzionari bancari ma è inutile.
    Si rivolge ad un altro legale e presenta denuncia alla Guardia di Finanza nel dicembre 2003.
    A seguito del decreto emesso dal Magistrato, la banca nel comunicare le posizioni, non comunica il c/c 10/645629 che di fatto sparisce con tutti i soldi e investimenti.
    La Signora Innocenza Maria pur essendo anziana, non si arrende, presenta denunce, invia esposti-denuncia ai Ministri Tremonti e Alfano, alla Banca d’Italia, alla Consob, all’Adusbef e alla Banca San Paolo IMI, accusando la banca San Paolo IMI di avere omesso il c/c 10/645629 alla Magistratura di Ragusa, di non averlo riportato e che questi è sparito con tutti i soldi, ma nulla succede.
    Nemmeno a fronte di un’accusa così grave, San Paolo IMI risponde. E i Ministri non rispondono.
    A seguito della denuncia, un’indagata dichiara alla Guardia di Finanza di avere curato l’apertura del conto corrente 10/645629, ma il conto continua a non risultare dagli accertamenti della stessa Guardia di Finanza. Nonostante Innocenza Maria abbia depositato perizie calligrafiche redatte da un famoso perito capitolino e attestanti la falsa firma apposta in un assegno di lire 30.000.000 tratto dal c/c 10/645629, lo stesso conto che la banca omette riportare alla Magistratura di Ragusa.
    Innocenza Maria muore lo scorso agosto, e prima mi chiede di continuo che vuole sapere chi ha operato sul suo conto corrente e quali operazioni sono state svolte a sua insaputa da fare sì che la banca San Paolo IMI arrivi a non riportare il conto 10/645629 alla Magistratura di Ragusa.
    Mi chiede di continuare a chiedere anche dopo che non ci sarà più, perchè vuole Giustizia, ha sete di Giustizia. Ha anche inviato un ulteriore esposto all’Ispettorato generale del ministero di giustizia chiedendo del c/c 10/645629.
    Adesso io le chiedo, come ci si può fidare delle banche se neanche tutte le istituzioni interessate alla vicenda di Innocenza Maria, non sono riuscite in otto anni, a darle delle risposte?
    Questo può succedere a qualunque cittadino, e questo è molto grave.
    Damiano Nicastro
    Ho pubblicato dei video che spiegano meglio la vicenda su:
    1) http://www.youtube.com/watch?v=LpoR1bnJyv8
    2) http://www.youtube.com/watch?v=wyKOrRVLIoU
    3) http://pensareliberi.com/2011/10/28/cronache-di-un-conto-corrente-bancario-scomparso-nel-nulla-e-lomerta-della-magistratura/
    4) http://pensareliberi.com/2011/10/12/puo-sparire-un-conto-corrente-bancario-con-tutti-i-nostri-risparmi/
    5) http://www.youtube.com/watch?v=HPvC_VUsSoY
    6) http://www.youtube.com/watch?v=2QIg1BY6Cdc

    Sono Nicastro Damiano di Ragusa. Una grande banca ha fatto sparire il conto corrente numero 10/645629 di Campo Innocenza, la banca lo ha nascosto alla Guardia di Finanza ed alla Magistratura di Ragusa. Campo Innocenza di 78 anni è morta il 26 agosto 2011 dopo avere atteso per otto anni una risposta. Ha presentato numerose denunce, esposti ai vari Ministeri ed alla Banca d’Italia, il dottor Traini, dirigente della Banca d’Italia di Torino nel febbraio del 2010 ha detto a me che sarebbero intervenuti presso la banca in questione invitandola a chiarirsi con la cliente, ma questo non è mai avvenuto. Questo può succedere????
    Può una banca prendersi i risparmi di una vita e negare l’esistenza del conto corrente alla Magistratura senza che succeda nulla????
    La signora Campo Innocenza Maria ha scritto alla banca a cui ha anche inviato formale diffida, ma nulla è successo. La Banca San Paolo IMI il 10/08/2004 ha comunicato alla Guardia di Finanza che svolgeva le indagini, un solo conto corrente omettendo il conto corrente numero 10/645629, conto del quale è sparita ogni traccia con tutto il suo contenuto, e nonostante il dott. Roberto Traini della Banca d’Italia di Torino il 4 febbraio 2010 mi ha dichiarato che avrebbero come Banca d’Italia chiesto alla San Paolo IMI di chiarirsi con la cliente Campo Innocenza, la banca non ha mai risposto, mai. Campo Innocenza in una lettera del 1 aprile 2010 al Presidente del Consiglio ha scritto: “Onorevole Silvio Berlusconi, trova Lei possibile, che un conto corrente possa sparire con tutto il suo contenuto, e la banca ne ometta l’esistenza alla Magistratura senza alcuna conseguenza?” “Quali operazioni sono state effettuate a mia insaputa sul conto 10/645629? Dove sono finiti tutti i miei soldi? “.

  • efraim

    Quello che non vuoi capire è che quello che hai proposto presenta enormi problemi collaterali, per molti almeno grandi quanto gli innegabili benefici, non senza ragioni consistenti. Puoi non volerlo vedere, ma non impedire che, più che i governi, la maggioranza della gente intelligente e non solo sia contraria.

    Così invece nessun problema: non si elimina il contante: solo l’evasione, con effetti collaterali solo positivi, al solo patto di alleggerire la pressione fiscale almeno su chi altrimenti sarebbe troppo e sproporzionatamente oberato (nemmeno un decimo dei guadagni nel peggiore dei casi). Bastano pochi mesi e si elimina completamente l’evasione, si placano gli spreads, si rientra nei parametri vitali europei e si trovano fondi enormi altrimenti impensabili, oltre a salvarsi dalla catastrofe altrimenti incombente.

    Non c’è bisogno di prendere il potere. Data la differenza con altre proposte più controverse e problematiche, questa ha il vantaggio di valere a prescindere da qualunque sistema di valori, ideologia e quant’altro. Basta dunque una mobilitazione orizzontale, mirata, puntuale. Non siamo a tal punto peggiori degli arabi da non essere capaci di abbattere qualunque governo si rifiuti di accettare. Basta che qualcuno abbia l’intelligenza di capire il valore peculiare di questa proposta a prescindere da quello di chi la avanzae la dignità di farla propria anche se non se ne è gli scopritori, tanto da spargere la voce. Volendo, l’intelligenza non ti manca e a parole la dignità non ti è aliena. La convenienza ce l’avresti e sono pronto a scommettere cifre consistenti che qualcuno capace di capire si trova comunque. Detto questo ti saluto, ché non ho tempo da perdere con chi si rifiuta di comprendere quello che avrebbe tutti i mezzi per farlo.

        • Comandante Nebbia

          Se tu avessi dignità a sufficienza come sembri in grado di avere, ma che non hai o almeno non vuoi avere, ti renderesti conto immediatamente che il mio ciao è una parola semplice che risolve inequivocabilmente la conversazione senza effetti collaterali.
          Sei tu che mi fai pena DM. Ora, siccome ho di meglio da fare, ti saluto

          • efraim

            😀 (non che tu non mi faccia pena, ma apprezzo così come apprezzo la comicità anche quando si crede satira; apprezzo ma ciò non toglie dal mio punto di vista tu sei il problema di questo paese tanto quanto lo è un Sandro Bondi).

            Ciao

          • diabolicomarco

            Sì sì lo so che il tempo delle web-sterili-e-inutili-polemiche è finito e che dopo tanti nonciclopedisti e stìvgiobbisti sarebbe meglio sedare che fomentare però…
            però si torna allo stesso punto: “tu sei il problema di questo paese quanto lo è Sandro Bondi” (sic!)
            E mi vieni a parlare di “effetti collaterali”?

          • efraim

            diabolicomarco: sì, certo, perché? Sandro Bondi ha il talento per qualcuno invidiabile di sapersi procurare un lauto stipendio ma, con tutto il rispetto per la persona che non conosco, il personaggio non sembra assolutamente in grado di capire la radicale differenza fra una soluzione estremamente problematica – a essere gentili – e una che di problemi non ne presenta affatto, permettendo di risolverne davvero senza crearne affatto; neanche se lo volesse. Ha più responsabilità oggettive, ci mancherebbe (ma l’utile idiota ha la scusa che, se non lui, altri a mucchi potrebbero prendere il suo posto), ma non apparendo molto in grado di intendere e di volere, ne ha assai meno di soggettive. Ammetti per un attimo l’ipotesi (tutta da smentire) che questa soluzione, a differenza di altre apparentemente simili, potrebbe salvarci dalla catastrofe: ha più responsabilità chi non è in grado di capirlo e implementa il disastro o chi, con un minimo esercizio di apertura mentale senz’altro alla sua portata, potrebbe contribuire a impedirlo, ma aprioristicamente si rifiuta di considerare la possibilità?

          • dm

            Io ammetto, che forse sono distratto o forse – visto che la stanchezza e le preoccupazioni (che sicuramente affliggono me come molte altre persone) mi rendono al momento – ed è un momento che perdura oramai da lungo tempo – incapace di leggere e comprendere periodi eccessivamente lunghi in cui le relative e gli incisi si nidificano come in una formula matematica in cui il soggetto e l’oggetto si mescolano e quindi non si capisce chi e perché dovrebbe fare cosa e quindi mi sembra – ma ripeto che forse, ma forse no, è una mia impressione – qui si stia parlando di tutto e niente ovvero qui si stia facendo della semplice vecchia“water intostation”

          • efraim

            Mettiamola così, con asserzioni puntuali. Oggi c’è il modo di azzerare l’evasione fondata sui contanti, cioè praticamente tutta quella interna ai confini nazionali (con ricadute sull’altra evidenti). C’era già, ma oggi la tecnologia e la necessità possono permettere a chiunque abbia un briciolo di cervello e dignità di adoperarsi. NON SI DEVE TRACCIARE NESSUNA TRANSAZIONE, SI POSSONO TRACCIARE SOLO I REDDITI, tutti, dopo essere stati percepiti ma prima di poter essere adoperati in qualunque modo (di diventare dunque effettivi). Non si elimina la criminalità così, ma si rende parecchio difficile la vita alla grossa, logicamente. Allo stesso momento si leva ogni “scusa” alla stragrande maggioranza della gente che ha paura (giustamente) degli effetti del tracciamento di ogni sua transizione.
            E’ una questione tecnica, non opinabile, si può solo non volerla capire.
            Nessun governo vorrà mai realizzare niente del genere. Ma c’è il bisogno assoluto, logico, totale, oltre che la convenienza per la stragrande maggioranza della popolazione. Inclusa quella che a pagar tutte le tasse, senza che le pagassero nullatenenti in Ferrari e mafiosi, non sopravviverebbe (si può spiegare, ma richiede più di 5 righe ed è evidente).
            Nessuno disposto a mobilitarsi lo farebbe per instaurare uno stato di polizia, ma basta che si sparga la voce che è possibile senza per cambiare radicalmente le cose. E’ l’unica speranza che ci resta (si parla di più di 300 miliardi l’anno, dei quali solo un decimo di quelli che a non rubare ci rimarrebbero). Non risolve tutti i problemi, ma non è nemmeno solo una boccata d’aria mentre si sta in apnea: permette, eventualmente, di superare la coazione a riperdere in cui ci si culla accarezzando il cannone. Non è un’idea geniale, ma comprensibile a tutti e la sua applicazione comodissima anche per gli ottantenni (prova provata). Basta che si sparga la voce.
            Non siamo così peggiori dei nordafricani, se abbiamo una speranza un po’ meno ridicola della democrazia.
            Altro che water intostation!

            dm, spero sempre di essere smentito e da quel che ho letto il tuo potrebbe anche essere il caso, ma più chiaro e comprensibile a qualunque deficiente (come di certo non sei né è Comandante Nebbia) non posso essere. Bisogna voler provare a capire quello che dice l’interlocutore. Ci può riuscire davvero chiunque anche molto meno intelligente di voi, volendo. Ho motivo di credere che il problema qui non sia di capacità di intendere, ma di quella di voler capire. Per questo ho parlato di pena e pateticità pensando indegnità. Se perdo ancora tempo a rispondere è per una mia deformazione personale e perché so quanto sia difficile capire quello che di sensato può dire qualcuno che viene a dirlo senza alcuna autorità, un “commentatore”. Mai dire mai: non è detto che tu, o qualche lettore (e perfino Comandante Nebbia) non possa cercar di capire di che cosa si parla, che non è tutto e niente, ma una possibilità estremamente concreta e inconfutabilmente valida (certo che se uno pensa che tracciar ogni transazione possa essere una strada valida e accettabile per i più è dura) e valutarla in quanto tale.
            Detto questo, tanti saluti…

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