Razzismo e Pregiudizio 5


In questi, che ormai sono tempi di latitanza della ragione ed inaridimento della fede, è sempre più difficile distinguere e comprendere le cose.
Il razzismo, per esempio, si è affermato come arma politica sia nella sua versione originaria, sia nella sua antitesi.
Sul razzismo si costruiscono fortune politiche, ma lo stesso è possibile fare utilizzando l’antirazzismo come strumento per sigillare le bocche degli avversari politici affibbiando l’infamante accusa appena l’opinione espressa si discosta da quella pura dell’antirazzista.
Eppure il razzismo è un fenomeno secondario che è parte minoritaria di una patologia più generale. Se solo una parte di noi sono razzisti, tutti, io per primo, siamo dominati dal pregiudizio.
Il razzismo è un pregiudizio elementare, di quelli che non richiedono alcuna formazione. Basta saper distinguere i colori, gli odori, i suoni. Altre forme di pregiudizio sono più complesse, meno evidenti, più radicate perché collegate all’esperienza, alla formazione culturale. In generale il pregiudizio dipende dalla necessità di categorizzare in una sorta di tassonomia intellettuale l’infinità varietà della fenomenologia di cui siamo circondati e di cui, oggettivamente, abbiamo paura.

Il pregiudizio, in quanto fenomeno più vasto, fa più vittime del solo razzismo. La storia ci racconta che milioni e milioni di persone sono state perseguitate e uccise per la loro religione, altre per il loro orientamento sessuale, altri ancora perché venivano da zone più disagiate di un paese pur condividendo la stessa lingua, la stessa cultura, la stessa storia. Altri ancora hanno pregiudizi verso gli obesi, quelli che guidano col cappello, i napoletani, quelli che mangiano carne o che non la mangiano o, ancora più generalmente nei confronti del genere della persona che si trovano di fronte, sia che sia maschio sia che sia femmina.

Il pregiudizio è il vero generatore dell’odio che solo dopo si concretizza in una delle sue centomila specializzazioni, fra cui il razzismo. Ma, come dicevo, se solo alcuni di noi sono razzisti, tutti abbiamo dei pregiudizi.
E se nei confronti del razzismo, dell’omofobia e di altri pregiudizi sono stati fatti indubbiamente dei passi avanti, c’è da ammettere che ogni volta che una parte del fardello oscuro che ci portiamo addosso si allevia, si fa spazio per un nuovo scintillante pregiudizio. La rete, la più grande fonte di conoscenza dell’intera storia dell’umanità, ci aiuta a liberarci di un pregiudizio, ma nello stesso tempo ce ne insinua di nuovi. E’ un processo senza speranza, perché a governarlo è la paura. La vera malattia di cui, prima o poi, moriamo tutti.


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5 commenti su “Razzismo e Pregiudizio

  • fma

    Il pregiudizio, così all’ingrosso, è un’opinione che precede la conoscenza diretta dei fatti, o delle persone, e ne condiziona la valutazione.
    A prima vista sembra una cosa del tutto negativa, oltre che stupida. Se facessimo un referendum vincerebbe a mani basse il prima informarsi e poi decidere. Parrebbe essere un comportamento, oltre che giusto, anche vantaggioso per tutti, posto che prima o poi tutti siamo stati, o saremo, vittime di pregiudizi. Eppure, come giustamente sottolinei, il pregiudizio è un meccanismo mentale che continua a farla da padrone. Da qui il dubbio se alla base non vi sia qualche buon motivo, magari insito proprio in quel prima e in quel poi. Ci sono sicuramente situazioni in cui se prima ti informi poi non ti resta più il tempo per decidere, perché l’altro ne ha approfittato per decidere per te. Probabilmente tra i nostri antenati, all’inizio, ce n’era metà che prima si informava e metà che invece agiva pregiudizialmente: mors tua vita mea. La selezione potrebbe aver ha premiato quelli che hanno agito per primi e noi potremmo essere i loro diretti discendenti.

  • Antonello Puggioni

    Mi viene da parafrasare Mino Maccari.
    In Italia i razzisti si dividono in due categorie: i razzisti propriamente detti e gli antirazzisti.
    Che tempi orribili, Comandante. Agghiaccianti.