Berlusconi: no all’ Inghilterra. Troppi fronti aperti in Italia “colpa di editori e politici”.
Se vivessi all’estero queste notizie mi potrebbero anche far sorridere. Sedici anni fa Silvio era “Sua Emittenza” e dopo aver fallito con la Francia cercava di sbarcare in Inghilterra con un canale televisivo privato “channel five“.
Rinuncia e dichiara:
La decisione e’ stata presa dal presidente Silvio Berlusconi alla luce delle priorita’ strategiche del gruppo. La prolungata attesa per le concessioni televisive (un atto dovuto in base alla legge e ai regolamenti in vigore) e la continua e ingiustificata campagna di molti editori contro la Fininvest hanno condizionato e condizionano l’ azione dell’ imprenditore, impedendone di fatto in questo momento la necessaria e diretta partecipazione a nuove iniziative”
Sempre lo stesso giorno viene “decapitata la DC ambrosiana. si pensa al commissariamento“.
Maurizio Prada, l’arrestato, non e’ soltanto un dirigente locale con importanti incarichi nel partito e nelle aziende pubbliche milanesi: è un punto di riferimento. E non esclusivamente politico . per piazza del Gesù . Prada, 49 anni, e’ quel che si dice un notabile. Avvocato, membro del consiglio nazionale democristiano, segretario cittadino “di fatto”, gran signore delle tessere (ne controlla 4 mila su 16 mila) e presidente dell’ Atm, l’ Azienda trasporti municipali considerata il più importante feudo democristiano. Il suo arresto non e’ stato un fulmine a ciel sereno.
Che tempi.
Berlusconi sappiamo che fine abbia fatto. Questo Prada invece? E’ stato condannato? Se sì ha scontato la sua pena? Che fa oggi il signor Maurizio Prada?
Conoscendo il passato possiamo provare ad immaginare quello che avverrà in futuro.
Il 26 Gennaio 2000 Maurizio Prada viene condannato a 4 anni.
Polemico il commento di Giuseppe Lucibello, difensore di Prada: «Si riconosce la collaborazione nelle indagini, ma la si dimentica in dibattimento. Il messaggio è che era meglio fare come tutti gli assolti: negare tutto». Prada potrà consolarsi con il dissequestro, disposto dalla stessa sentenza, di 15 dei suoi 22 miliardi svizzeri, di «non provata» provenienza illecita.
Il tribunale ha invece scavalcato l’ accusa negando la prescrizione a Prada, ex potentissimo presidente dell’ Atm, nonostante le sue confessioni e i 7 miliardi risarciti.
fonte: corriere del 7 maggio 1992
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